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Fon: illegale, ma riconosciuto dal ministro

06 Ago

E’ online la nuova release del sito del Ministero delle Comunicazioni. Che, come segnala Stefano Quintarelli, è bello. E, come segnala anche Pandemia, mostra una certa benevolenza verso FON.

Piccola sottolineatura: come noto, nel nostro Paese FON è illegale. Ma nonostante questo, nella sezione Hotspot WiFi, in fondo all’elenco dei punti di accesso WiFi in Italia pubblicato dal Ministero (in formato PDF e XLS) si legge:

Una nota a parte merita la “FON Community” i cui Hotspots non sono stati riportati ma sono individuabili all’indirizzo http://maps.fon.com/.
Nato in Spagna il progetto nel tempo ha attraversato notevoli cambiamenti diventando una iniziativa commerciale su scala mondiale.
Mira ad una copertura del territorio in banda larga wireless su base collaborativa trasformando ogni associato in un “hot spot” Wi-Fi condividendo parte della propria connessione ADSL flat e ottenendo accesso gratis nei FON spots della Community nel mondo.
ATTENZIONE però, il “Codice delle Comunicazioni Elettroniche” meglio noto come “Legge Gasparri” stabilisce che le tecnologie wireless, ed in particolare le IEEE 802.11a/b/g, meglio note con il nome commerciale di “WiFi”, possano essere usate solo in ambienti privati, e non devono essere utilizzate od anche solo attraversare suolo pubblico.
Inoltre per fornire accesso commerciale a terzi è necessario essere a tutti gli effetti degli ISP.
Un “Fonero”, così vengono chiamati gli appartenenti alla “FON Community”, viola con certezza, se non tutti e due i punti, senz’altro il primo inoltre molti contratti ADSL vietano la rivendita e la cessione a terzi del servizio.
C’è poi il “Decreto Pisanu” che obbliga, chiunque fornisca accesso pubblico a reti telematiche, ad identificare gli utenti ed a conservare registrazione degli accessi.
Stando a quanto dichiarato da FON la Community si è molto ampliata ma a tutt’oggi non risultano precisate, in Italia, né lo status legale di Fon né le relative responsabilità legali dei “Foneros” italiani.

Insomma, il Ministero delle Comunicazioni dimostra di conoscere questa realtà e sa che nel nostro Paese la community si sta allargando. Fine. Il problema della legalità resta lì, ancora da affrontare, con due leggi che a tutt’oggi lo vietano.

Non è una questione di lana caprina: se è illegale, perché parlarne? E’ come se sul sito del Ministero dei Trasporti si parlasse di strade ed autostrade che invitano gli automobilisti a premere sull’acceleratore e a correre oltre i limiti di velocità, azione vietata dal codice della strada. Al di là dell’esistenza di limiti poco proponibili sulle strade italiane (sia perché ridotti o eccessivi), sui siti istituzionali – giustamente – non si fa cenno nemmeno da lontano dell’eventuale possibilità di superare i limiti di velocità in talune circostanze, perché c’è in gioco la sicurezza dei cittadini.

Parlare di FON sul sito del Ministero delle Comunicazioni, invece, significa mettere in discussione proprio le due leggi che ne vietano la diffusione. Come a dire “è illegale, però esiste”, ed esiste anche per il fatto che non c’è una concreta opera di repressione in tal senso. Per cui forse varrebbe la pena affrontare il problema, proprio dal punto di vista della legalità, e risolverlo. O no?

 
5 commenti

Pubblicato da su 6 agosto 2007 in media, news

 

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5 risposte a “Fon: illegale, ma riconosciuto dal ministro

  1. hronir

    7 agosto 2007 at 07:23

    Io lo considero un aspetto positivo: significa appunto, come dici, che c’e’ attenzione verso il problema, e sembra un’attenzione non volta in maniera precostituita a reprimere e perseguire il fenomeno…

     
  2. maxilprof

    15 agosto 2007 at 22:29

    …e io che stavo per diventare un fonero…

     
  3. stefano wifi

    22 aprile 2008 at 12:37

    salve, ma più che modificare una legge, non sarebbe meglio che fon si adegui come hanno fatto molte altre società? Visto che ormai gli sms sono diventati abbastanza comuni in tutta europa e visto che alcune società li utilizzano proprio per “autenticare” gli accessi, perchè fon non si regola di conseguenza? Le persone che desiderano collegarsi a fon, devono, in fase di registrazione, comunicare un numero di telefono cellulare sul quale riceveranno uno sms con un codice. Tale codice viene richiesto per confermare l’accesso. Così: l’autenticazione è salva: per avere un cellulare o meglio una sim serve un documento di identità quindi sarebbero tutti autenticati!
    Se fon si organizzasse in questo modo avremmo risolto parte dei problemi.

     
  4. db

    22 aprile 2008 at 13:04

    Premesso che quando una legge è inadeguata va almeno modificata, l’autenticazione via SMS non è il massimo della sicurezza: esistono ad esempio sistemi di invio SMS via web che consentono di presentarsi con un mittente a piacere. E in questi casi la certezza dell’identificazione va a farsi benedire…

     
 
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