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L’agonia degli ISP

06 Set

Prima o poi doveva succedere: se le vicende di Elitel, Telvia e Intratec – a cui Telecom Italia , per i troppi debiti accumulati, ha staccato le linee concesse loro in regime wholesale – potevano essere considerate sintomi prodromici, ora ci troviamo in una situazione ben diversa. Le condizioni del mercato delle telecomunicazioni sono andate via via peggiorando fino ad incancrenirsi e stiamo per assistere alle prime crisi. Intratec, azienda con sede a Roma che si occupa di connettività, servizi voce e comunicazione su Internet operando con il marchio Vira, ha dato oggi un triste annuncio ai suoi clienti e alla collettività:

L’assemblea degli Azionisti della Intratec Spa ha deliberato, in data 30/07/2007, lo scioglimento della societa’ e ha nominato il Liquidatore. Il Registro delle Imprese di Roma ha pubblicato la variazione in data 29/8/07 dando quindi efficacia alla delibera.

Si tratta di una “Liquidazione Volontaria”, liberamente decisa dall’Assemblea degli Azionisti.

Quando una Societa’ delibera la Liquidazione, e’ obbligatorio variare la ragione sociale. Per Intratec adesso la Ragione Sociale e’ “Intratec SpA in Liquidazione”

Questa novita’ non comporta modifiche per l’utenza nell’erogazione dei servizi, poiche’ la mission della societa’ rimane quella di conservare l’azienda anche in questa fase. Al contempo rimane invariato quanto precedentemente comunicato in relazione al contenzioso con Telecom Italia.

Infatti, stante l’elevata qualita’ dei servizi erogati da Intratec, la Societa’ ha in corso – in stato avanzato – delle trattative per il subentro di altre Societa’ nei rami d’azienda. Non si puo’ comunque escludere che si possa andare anche verso altre direzioni incluso fusioni.

Teniamo a precisare che, come sempre, molta attenzione viene rivolta al preciso e puntuale pagamento dei servizi da parte dell’utenza.

Cordiali Saluti

Intratec SpA in Liquidazione

Non si tratta di una procedura concorsuale. Per intenderci, non è un caso di liquidazione coatta amministrativa (che viene decisa da un’autorità amministrativa che sorveglia l’operato dell’impresa, ad esempio in caso di insolvenza). E’ un atto volontario, un’operazione straordinaria che modifica lo scopo dell’impresa: la gestione, da adesso, non ha come fine il profitto, ma il realizzo dell’attivo patrimoniale e, di conseguenza, l’estinzione dei debiti e l’eventuale ripartizione ai soci di quanto rimane.

Intratec ha un debito con Telecom Italia che ammonta, se non erro, a circa un milione di euro. Non ha tentato soluzioni di finanza creativa, ne’ si è arrampicata sugli specchi di una quotazione in borsa per raccogliere capitali e ammortizzare debiti e perdite, ne’ ha camuffato i bilanci per vendersi al meglio. Si è messa in liquidazione, e comunque le deve essere costato parecchio.

Oggi, nello stesso giorno in cui Intratec ha comunicato la notizia ai clienti Vira, Assoprovider ha diffuso questo comunicato:

La strana moria dei concorrenti di Telecom Italia

Il numero di operatori alternativi, che anche per una gestione avventata, si ritrovano in difficoltà economiche verso Telecom Italia è, a quanto si legge sui giornali, in crescente aumento: ormai ad un ritmo serrato le aziende vengono letteralmente disattivate, pare per problemi di ordine debitorio, che erano comunque preesistenti, ed evidentemente sopportati con altro spirito. Ma i problemi sono causati anche dalle inefficienze di chi dovrebbe garantire un quadro regolamentare e tarfiffario chiaro: ad esempio i ritardi di Agcom nel prendere decisioni sui canoni sulle ADSL Naked hanno sicuramente aggravato tali situazioni debitorie: e la strana moria avviene, proprio mentre si discute della necessità di separare la rete dell’Incumbent dai servizi.

Questo a dimostrazione che in Italia non esiste una vera liberalizzazione del mercato, che quella che c’era arretra, e che le autorità preposte alla vigilanza, AGCOM e AGCM rimangono sovente a guardare senza colpo ferire.

Ma più complessivamente, tutta la classe dirigente del paese si dovrebbe preoccupare di questo arretramento nella liberalizzazione del settore delle Comunicazioni.

Assoprovider stima che con l’ introduzione del canone naked ed il conseguente aumento del 30% del costo delle adsl all’ ingrosso, il numero di aziende TLC in difficoltà aumenterà esponenzialmente con una drastica riduzione della concorrenza sul mercato e la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro. A quel punto, la separazione della rete a quali superstiti concorrenti gioverà?

 
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Pubblicato da su 6 settembre 2007 in Mondo, news

 

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