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Quando il motore è verde

15 Apr

Non sto parlando di motori a scoppio alimentati a benzina verde, ma di motori di ricerca.

Domanda: i motori di ricerca inquinano? Non direttamente (più sotto capirete cosa intendo). Ma almeno fanno qualcosa per l’ambiente? Dipende: se un utente fa una ricerca su Internet e memorizza tutto ciò che trova senza stampare ne’ fotocopiare niente, dal punto di vista ambientale c’è un risultato positivo. Ma c’è chi vuol fare di più e andare oltre, come piantare alberi per contrastare le emissioni di gas serra e il carbonio presente nell’aria: è questa l’idea che ha fatto nascere Ecocho, presentato come il primo search engine ecologico della rete.

Ma dov’è il DNA ecologico di questa idea? Semplice: Ecocho, che tecnologicamente si “poggia” su due leader come Google e Yahoo, promette di piantare due alberi ogni mille ricerche effettuate. Il costo degli alberi viene coperto dalle inserzioni pubblicitarie pubblicate.

In homepage sono stati inseriti due counter: uno è il numero degli alberi piantati fino a quel momento, l’altro rappresenta l’anidride carbonica potenzialmente assorbita dagli alberi stessi.

L’idea alla base del progetto sembra buona, ma soprattutto è in grado di attirare l’attenzione di un vasto bacino di utenza e ha un approccio ambientalistico più diretto di Gigablast, altro motore di ricerca che si presenta come enviromentally friendly, basandosi su un presupposto più tecnico: secondo quanto descritto sul sito, l’algoritmo di ricerca di Gigablast è leggero ed efficiente, per cui implica l’utilizzo di un minor numero di server e, di conseguenza, un minor consumo di corrente elettrica.

La nuova frontiera dei servizi Internet è verde? Staremo a vedere…

 
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Pubblicato da su 15 aprile 2008 in news

 

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