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P.A., la ricetta Brunetta

13 Mag

A me fa piacere che Renato Brunetta, neo-ministro senza portafoglio della funzione pubblica, voglia portare una ventata di novità nel Paese, con tempi da record. In 18 mesi, assicura, cambieranno molte cose, tra cui:

Tolleranza zero con i dipendenti pubblici fannulloni: «semplicemente vanno licenziati».

Un taglio deciso alle montagne di carta che invadono la Pubblica amministrazione: «non ci dovrà più essere la documentazione cartacea», promette il ministro, «le pagelle dovranno essere lette su internet, basta pagelle di carta».

Alleati gli uffici postali, le farmacie, le tabaccherie, perché «chi ha una rete possiede un tesoro. Se sapremo cambiare potremo spendere meglio e liberare importanti risorse da impieghi poco produttivi».

“Chi ha una rete possiede un tesoro”. Verissimo. Sacrosanto. Basti pensare a chi è titolare della più importante rete di telecomunicazioni sul mercato italiano e a come questa rete è stata gestita fino ad oggi, per capire quanto abbia ragione il professor Brunetta. Tra l’altro, buona parte di questi obiettivi non può prescindere dall’esistenza e dalla disponibilità per tutti gli utenti di una rete di comunicazioni assolutamente funzionale e accessibile.

Un esempio su tutti, che probabilmente non è nemmeno l’aspetto più complesso da affrontare: la volontà di trasformare la pagella cartacea in pagella elettronica da leggere su Internet, per essere trasformata in realtà, si fonda sul presupposto – ad oggi verosimilmente infondato – che tutte le famiglie italiane dispongano di un computer collegato ad Internet, possibilmente in banda larga. Una sfida che comporta un piano d’azione concreto (che va da adeguate infrastrutture TLC a piattaforme hardware e software per la gestione sicura delle registrazioni delle valutazioni scolastiche) che a mio avviso deve essere attuato in collaborazione con i responsabili dei dicasteri interessati da un progetto di questa portata: per citare solo quelli più direttamente coinvolti (ma so già di dimenticare qualcuno), Roberto Calderoli e Maurizio Balocchi (rispettivamente ministro e sottosegretario con delega alla Semplificazione normativa), Giorgia Meloni (ministro per le Politiche per i Giovani), Claudio Scajola (ministro per lo Sviluppo Economico), Paolo Romani (sottosegretario con delega alle Comunicazioni) e Mariastella Gelmini (ministro dell’Istruzione Università e Ricerca).

Non dico che non sia realizzabile. Dico solo… in bocca al lupo! L’appuntamento per la verifica del conseguimento di tutti questi obiettivi è per novembre 2009.

 
2 commenti

Pubblicato da su 13 maggio 2008 in computer, Internet, Ipse Dixit

 

2 risposte a “P.A., la ricetta Brunetta

  1. AlphaKappa

    14 maggio 2008 at 08:53

    E’ il tempo dei bei proclami:

    – Maroni espellerà tutti i clandestini, farà piazza pulita dei rumeni, porterà ordine e sicurezza per il paese;
    – Tremonti toglierà l’Ici, aiuterà le classi più povere e costringerà ai sacrifici banche e petrolieri;
    – Berlusconi e Schifani auspicano il dialogo costruttivo con l’opposizione;
    – Calderoli farà sparire quelle tante, troppe leggi che oberano il cittadino e lo disorientano quotidianamente (spero faccia sparire quelle giuste);
    – Bossi andrà avanti col federalismo in barba a Roma ladrona;
    – Brunetta vuole mandare a casa tutti i fannulloni e far sparire la carta dalla PA.

    Vedremo. Per altro circa le stesse parole di Brunetta erano state usate dal tanto “amato” Stanca: digitalizziamo tutto, avanti con la carta d’identità elettronica, etc. I risultati si vedono. E sono sotto gli occhi di tutti soprattutto i fallimenti.

     
  2. Francesco Cotroneo

    28 maggio 2008 at 09:03

    Come già previsto nel piano di eGovernment portato avanti senza grande successo da Lucio Stanca, il Front Office (interfaccia tra PA e utenti) deve essere multicanale, separato ed indipendente dal Back Office, La PA vera e propria che deve gestire solo procedimenti e documenti elettronici (come previsto dal codice dell’Amministrazione digitale, decreto legislativo 82 del 2005).

    Gli utenti che non hanno Internet andranno in qualunque ufficio di Front Office abilitato (posta, lottomatica, tabacchino, magari al bancomat, o anche sportello di qualunque comune), che, quando necessario, trasformerà il cartaceo in elettronico in ingresso alla PA e l’elettronico in cartaceo in uscita.

    Quindi le informazioni delle pagelle potranno arrivare a casa in cartaceo per tutti gli utenti che non dispongono degli strumenti per accedere ai documenti elettronici (attenzione, chi non ha il computer può anche andare alla biblioteca digitale, al cybercafè, all’internet point, al bancomat).

     
 
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