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Street View e privacy, il Garante indaga

19 Mag

Prima conseguenza italica dell’inconsapevole raccolta di dati effettuata da Google dalle reti WiFi aperte, dal comunicato stampa del Garante della Privacy:

Google: Garante Privacy avvia istruttoria su Street View

[…] Il procedimento dell’Autorita’ e’ stato aperto in merito alla raccolta effettuata dalla societa’ sul territorio italiano e che, secondo quanto ammesso dalla stessa Google Italia, ha riguardato, oltre che immagini, anche dati relativi alla presenza di reti wireless e di apparati di rete radiomobile, nonche’ frammenti di comunicazioni elettroniche, eventualmente trasmesse dagli utenti su reti wireless non protette. Riguardo a quest’ultima tipologia di dati, l’Autorita’ ha invitato la societa’ a sospendere qualsiasi trattamento fino a diversa direttiva dello stesso Garante.

Bene. Però Mi da l’impressione che potrebbe trattarsi della classica bolla di sapone, perché…

Con particolare riferimento a tutti i dati eventualmente “captati” dalle “Google cars”, la società dovrà comunicare al Garante la data di inizio della raccolta delle informazioni, per quali finalità e con quali modalità essa è stata realizzata, per quanto tempo e in quali banche dati queste informazioni sono conservate.

Non vedo problemi per le finalità ufficiali che Google dovrà dichiarare (non c’era finalità, ha dichiarato che si è trattato di un errore), ne’ per i tempi e per le banche dati in cui i dati sono stati conservati e (come Google ha assicurato) segregati.  Però…

Google dovrà chiarire, inoltre, l’eventuale impiego di apparecchiature o software “ad hoc” per la raccolta di dati sulle reti WiFi e sugli apparati di telefonia mobile. La società dovrà comunicare, infine, se i dati raccolti siano accessibili a terzi e con quali modalità, o se siano stati ceduti.

Perché le auto dotate di impianto fotografico panoramico e di apparati wireless erano in grado di raccogliere i dati in transito sulle reti WiFi aperte che si trovavano nel loro raggio d’azione? Non avrebbero dovuto limitarsi ad interfacciarsi con dispositivi Google dedicati al servizio?

 
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Pubblicato da su 19 maggio 2010 in Internet, news, privacy, security

 

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