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Canone Rai nella bolletta “elettrica”?

25 Nov

Il ministro Romani ha avuto un’idea per contrastare l’evasione del canone Rai:

Il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, annuncia in un’intervista al Corriere della Sera i contenuti della riforma del canone Rai: ”A tutti i titolari di un contratto di fornitura di elettricita’, siano essi famiglie o pubblici esercizi o professionisti, verra’ chiesto di pagare il canone, perche’, ragionevolmente, se uno ha l’elettricita’ ha anche l’apparecchio tv. Chi non ha la televisione dovra’ dimostrarlo e solo in quel caso non paghera”’.

La riforma, spiega il ministro, sara’ presentata o col decreto milleproroghe o comunque entro l’anno e servira’ ad azzerare la grande evasione: ”Circa il 30% di chi dovrebbe pagare il canone non lo fa”. Per questo, garantisce Romani, anche se il canone per il 2011 dovesse subire un aumento per adeguarlo all’inflazione, ”ma io sono contrario”, dall’anno successivo l’importo si ridurra’ ”secondo il principio che se pagano tutti, pagano meno”.

La proposta di Romani prevede che ”meta’ delle nuove risorse incassate vada alla Rai e meta’ a decremento del canone”. ‘Il provvedimento e’ pronto e presto sara’ presentato, forse col decreto milleproroghe”, conclude.

Con questa iniziativa, la TV di Stato verrebbe concettualmente e formalmente parificata ad un servizio di primaria necessità come la corrente elettrica. Confidando che il provvedimento sia stato pensato per essere applicato nelle bollette con tariffa residenziale, a questa stregua – in caso di nuova attivazione di un’utenza – il cittadino dovrebbe essere messo in grado di chiedere una doppia installazione: quella del contatore e quella di un televisorino con DDT integrato.

 
2 commenti

Pubblicato da su 25 novembre 2010 in business, news, News da Internet

 

2 risposte a “Canone Rai nella bolletta “elettrica”?

  1. Fritz MT-01

    28 novembre 2010 at 09:31

    Innanzitutto il canone RAI è una tassa. Una tassa che si paga sul possesso fisico di un televisore (sintonizzatore + monitor) come chiaramente indicato nella legge al link: http://it.wikipedia.org/wiki/Canone_televisivo_in_Italia. Cosa diamine centra l’uso della corrente elettrica indispensabile alla sopravvivenza famigliare (per esempio di malati gravi che hanno macchinari medicali in casa) con un oggetto voluttuario? L’incoerenza logica di questo ragionamento è indiscutibile. Per pagarsi le loro cadreghine e la loro clientela votante, questi personaggi dovrebbero invece trovare soluzioni di raccolta economica diverse, considerare seriamente di agire sui risparmi delle LORO spese e finirla con legiferare burocratesimo (oltre 100mila leggi nel 2010 contro meno di 10mila tra Germania e Francia messe insieme)! Siamo al 68% di carico fiscale sui cittadini e sulle piccole e medie imprese e non ho ancora sentito nessuno di questa vergognosa casta che dia il buon esempio agendo sul risparmio dei loro stipendi, delle loro spese e privilegi. Stanno invece attaccandosi ai servizi primari di sopravivenza come l’acqua, l’alimentazione, l’assistenza medica, il gas e l’energia elettrica; e manca poco che si arrivi anche su una tassa sull’aria respirata! E’ una vergogna!

     
  2. db

    28 novembre 2010 at 11:36

    D’accordissimo. Tra l’altro, un’interpretazione estensiva della legge obbligherebbe al pagamento del canone, anche in assenza di un televisore, coloro che possiedono un computer o addirittura un TV-fonino (anche se è un apparecchio che non ha un gran mercato), in quqanto apparecchi in grado di ricevere un segnale televisivo: https://bonacina.wordpress.com/2006/07/31/tvfonini-canoni-e/
    Con buona pace di chi ricorda che il Contratto di Servizio della RAI dovrebbe regolare la “contropartita” del pagamento del canone da parte degli utenti: nel contratto si dice che la RAI è tenuta a diffondere l’informazione, la cultura, le scienze… Senza scendere nei dettagli sui programmi di intrattenimento e dei reality show, mi limito a constatare che alcuni telegiornali e alcuni programmi di presunto approfondimento pseudo-scientifico trasmessi in prima serata non rispettano affatto il contratto di servizio. Ma il canone va pagato ugualmente, anche per questi (sigh!)

     
 
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