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Poste: via le nuvole, si riparte

10 Giu

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Mentre gli sportelli di Poste Italiane sembrano aver ritrovato la loro naturale regolarità – testimoniata dai numeri diffusi nella giornata di ieri in cui “è stato registrato, in assoluto, il più alto numero di operazioni, sfiorando i dieci milioni” – vedo con piacere che i commenti al mio articolo di due giorni fa hanno formato una discussione interessante sulla vicenda, da cui emergono alcuni dettagli tecnici che aiutano a comprendere meglio ciò che gira in sistemi complessi con migliaia di utenti.

Come ho scritto , contrariamente a quanto riferito in alcune interpretazioni fuorvianti, le moderne soluzioni di cloud computing di cui tanto si parla oggi non c’entrano affatto: quello delle Poste è in pratica un enorme mainframe con moltissimi utenti (nei 14mila uffici sono operative 60mila postazioni), dislocati in tutta Italia, che lavorano in un ambito infrastrutturale ben definito che appartiene alla medesima azienda. Tra gli utenti e il sistema centrale c’è il network di Poste Italiane. Le soluzioni di cloud computing sono costituite da tecnologie volte a utilizzare, da remoto, le risorse distribuite (hardware o software) messe a disposizione da un fornitore di servizi nell’ambito della sua nuvola, un insieme di risorse eterogenee e non necessariamente definite. In quest’ottica, tra l’utente (consumer o business) e il fornitore c’è Internet.

 
1 Commento

Pubblicato da su 10 giugno 2011 in computer, Life, Mondo, news, News da Internet, tecnologia

 

Una risposta a “Poste: via le nuvole, si riparte

  1. Claudio

    10 giugno 2011 at 13:29

    Meno male che qualcuno se n’e’ accorto! Quando ho letto titoli del tipo “Le poste inciampano nel cloud computing” o “Poste bloccate, colpa del cloud computing” mi sono chiesto di cosa stessero parlando….. E’ curioso come la gente faccia di tutta l’erba un fascio: adesso appena uno ha un server fuori di casa è in cloud 😀

     
 
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