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Camera, in arrivo nuove regole per i giornalisti. E per i deputati?

23 Set

giornalistiallacamera

Dal 10 ottobre 2016 sarà vietato riprendere (con foto o video) deputati e membri del Governo mentre dormono, giocano, guardano la partita o, più in generale, si fanno i fatti propri alla Camera. Lo stabilisce il nuovo codice di autoregolamentazione che reporter e operatori dovranno aver sottoscritto per accettazione, condizione necessaria per poter accedere alla tribuna riservata alla stampa.

Tra le regole previste dal codice, troviamo:

  • l’obbligo di assistere ai lavori in silenzio e senza mostrare cenni di approvazione o disapprovazione;
  • l’obbligo di “interrompere immediatamente le riprese a ogni sospensione di seduta”;
  • il divieto di diffondere “fotografie e riprese visive atte a rilevare comunicazioni telefoniche”;
  • il più generico divieto di diffondere immagini “non essenziali per l’esercizio del diritto di cronaca relativo all’attualità e allo svolgimento dei lavoro in Aula”;
  • il divieto dell’utilizzo di tecniche di rielaborazione di riprese “che comportino un danno alla dignità dei deputati e membri del governo presenti in aula e al diritto alla riservatezza”;
  • il divieto temporaneo di accesso alle tribune riservate alla stampa in caso di inosservanza delle disposizioni.

Qualcuno potrebbe osservare che i deputati, nell’esercizio delle proprie funzioni, sono dipendenti pubblici e che la Camera è il loro posto di lavoro. Con questi presupposti, dovremmo pensare che anche per loro debba essere applicato il divieto di utilizzo di impianti audiovisivi per il controllo dell’attività dei lavoratori (art. 4 dello Statuto dei Lavoratori)?

Il lavoro dei deputati – che non si svolge unicamente nell’Aula, ma anche in altri uffici e in altre stanze – consiste nel proporre e votare disegni di legge, proporre mozioni, presentare interrogazioni e interpellanze al governo, partecipare all’attività di commissioni permanenti. L’assemblea che si tiene nell’Aula è il centro delle attività della Camera: si discutono gli argomenti previsti negli ordini del giorno delle varie sedute, si concede (o si revoca) la fiducia al Governo, si prendono decisioni, si esaminano i progetti di legge per discuterli e votarli.

Le regole sommariamente elencate sopra danno un’indicazione precisa: è consentito documentare visivamente ciò che avviene in aula durante le sedute, ma solo se strettamente correlato all’oggetto della seduta stessa. Niente immagini di momenti che non appartengono ai lavori durante la seduta, di deputati che parlano al telefono, confabulano, si stringono le mani, si abbracciano o si azzuffano, niente rielaborazioni non dignitose di riprese in aula.

La piccola selezione di immagini qui proposta riguarda momenti di sedute e votazioni e non sono state oggetto di alcuna rielaborazione.

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Ora, io ritengo che ogni dibattimento, discussione o votazione sia di interesse pubblico, e che sia assolutamente ragionevole che i cittadini debbano avere la possibilità di assistere a ciò che avviene durante le sedute in Aula, in considerazione del mandato che parlamentari e membri del Governo hanno da parte dei cittadini, nonché dell’indennità economica percepita e dell’immunità parlamentare di cui beneficia. In verità, sono convinto che anche al di fuori delle sedute – prima, dopo, o a seduta sospesa – avvengano cose altrettanto rilevanti, d’attualità e comunque di pubblico interesse, sempre tenendo presente che deputati e membri del Governo si trovano lì in rappresentanza dei cittadini e non delle proprie singole personalità.

Per documentare quanto avviene in aula non c’è quindi alcun codice di autoregolamentazione che tenga, soprattutto quando è in gioco l’interesse pubblico. E’ chi rappresenta i cittadini che deve autoregolamentarsi, mantenendo un contegno professionale, dignitoso, responsabile e appropriato all’attività che sta svolgendo in Aula. Ognuno di noi deve essere in grado di sapere come un deputato si comporta e se si merita realmente il titolo di onorevole.

Chi non rappresenta degnamente i cittadini dovrebbe essere ammonito o sospeso dalla propria carica, ed espulso dalla Camera se recidivo. A quando un codice di autoregolementazione per governo e parlamentari?

 
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Pubblicato da su 23 settembre 2016 in istituzioni, news, privacy

 

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