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Alcuni dati sul CryptoGate

15 Feb

Un telefono GSM della Crypto AG

La vicenda che ha coinvolto CIA e BND nel controllo della Crypto, che per brevità chiamerò “Cryptogate” (sicuro di vederla chiamare così anche altrove), sarebbe degna del copione di una produzione hollywoodiana, e non è detto che qualcuno non ci stia pensando. Nel frattempo emergono dettagli sempre più interessanti (e inquietanti, per quanto coinvolgono).

Riassunto delle puntate precedenti: un’azienda svizzera leader nei dispositivi di crittografia, la Crypto AG, aveva come clienti i servizi di sicurezza di oltre un centinaio di Paesi nel mondo. I servizi segreti americani e tedeschi, negli anni ’70, hanno segretamente acquisito il controllo dell’azienda e delle comunicazioni riservate di tutti i suoi clienti (per cui, oltre a farsi consegnare informazioni sensibili, venivano anche pagati profumatamente).

Fino a quel momento tra i servizi segreti e l’azienda eststono accordi commerciali ben precisi: Boris Hagelin, fondatore dell’azienda, può fornire la versione evoluta delle proprie macchine solamente a Paesi ben definiti, con una sorta di esclusiva per cui l’imprenditore viene adeguatamente ricompensato. La “partnership” si intensifica con l’arrivo dell’elettronica: alla fine degli anni ’60, la NSA collabora alla realizzazione della prima macchina elettronica della Crypto, progettata per agevolare i servizi USA nella decodifica delle comunicazioni.

Quando Hagelin è in procinto di cedere l’azienda, Germania e Francia vengono a conoscenza della partnership e si propongono come acquirenti. Gli USA subentrano però nella trattativa, si accordano con i tedeschi ed estromettono i francesi. L’acquisizione, attuata con la mediazione dello studio legale Marxer & Goop con sede in Liechtenstein, porta alla nomina di nuovi dirigenti. Di questi, solo Sture Nyberg risulta a conoscenza della reale proprietà dell’azienda.

La joint-venture tra CIA e BND prevede che gli americani si occupino della gestione tecnologica e i tedeschi di quella amministrativa. I clienti della Crypto AG sono Paesi alleati e non alleati: come già citato in precedenza ci sono anche l’Italia e lo Stato Vaticano, oltre ad altri Paesi europei, ma non mancano Arabia Saudita, Egitto, Iran, Iraq, Libia, Indonesia, Giordania, Corea del Sud. Motorola negli USA e Siemens in Germania vengono contattate per collaborare con la Crypto alla produzione dei dispositivi.

Negli anni ’90 emergono alcune prime indiscrezioni sui rapporti tra l’azienda svizzera e l’intelligence americana, mentre da parte di alcuni Stati iniziano ad arrivare le disdette contrattuali. La Germania si sfila dalla partnership per prima, la CIA rimane fino allo suddivisione della Crypto AG – avvenuta nel 2018 – in due realtà distinte, la svizzera CyOne (che si rivolge al solo mercato nazionale) e la Crypto International dell’imprenditore Andreas Linde.

Coincidenze: l’operazione viene gestita dallo stesso studio legale del Liechtenstein che aveva contribuito alla nascita della Crypto, e Linde è svedese come Hagelin.

 
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Pubblicato da su 15 febbraio 2020 in news

 

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