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I Risultati della Ricerca per: ‘roaming’

Roaming europeo, addio

Da domani, giovedì 15 giugno 2017, nell’ambito dell’Unione Europea verranno eliminati i costi di roaming telefonico. In altre parole, i cittadini europei in viaggio negli Stati dell’Unione potranno effettuare con la propria utenza italiana telefonate, spedire messaggi e utilizzare traffico dati alle stesse tariffe del Paese d’origine.

Chi ha un piano tariffario che prevede minuti e Sms illimitati, lo vedrà rispettato anche fuori dall’Italia (ma non fuori dalla Unione Europea, va ricordato). E’ bene comunque tenere presente alcuni aspetti: ad esempio, ricevere chiamate dall’estero non comporterà costi aggiuntivi, ma chiamare dal proprio Stato un Paese estero sì (chiamare da casa non è roaming). Vale inoltre la pena ricordare che esistono realtà (ad esempio nell’ambito della Pubblica Amministrazione o grandi gruppi privati) che con le compagnie telefoniche possono avere contratti particolari (diversi dallo standard pubblicizzato a livello commerciale), e che potrebbero non essere applicati in sede di roaming (il gestore telefonico potrebbe applicare in tal caso il listino standard a consumo).

La nuova regolamentazione vale per chi viaggia per lavoro o turismo e non per chi si trasferisce in un altro Paese UE. Le compagnie telefoniche effettueranno un monitoraggio sugli utenti: se in un determinato periodo (almeno quattro mesi) l’utente risulterà comunque avere un’attività telefonica prevalentemente nel proprio Paese, non accadrà nulla. Se invece si sospetterà che questi si sia trasferito in un altro Paese UE, la compagnia indagherà con l’utente sul suo utilizzo di traffico telefonico (l’utente dovrà rispondere ai quesiti entro due settimane) e in seguito, se emergerà un utilizzo non corretto, potrà arrivare a praticargli una maggiorazione tariffaria (fino a 3,2 centesimi al minuto per le telefonate, un centesimo per ogni sms, 7,7 euro per ogni GB, il tutto IVA esclusa).

Chi vive vicino al confine di Stato, e ha un telefono che risente di frequenti agganci ad operatori stranieri, non dovrebbe perciò temere più nulla. A meno che lo Stato vicino sia ad esempio la Svizzera (che non fa parte dell’Unione Europea).

Sarà comunque necessario vigilare sulla corretta applicazione di questa riforma, soprattutto per quei piani tariffari integrati da opzioni “all inclusive”.

 
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Pubblicato da su 14 giugno 2017 in news

 

Roaming europeo, nuovi tagli alle tariffe telefoniche

Il percorso per il taglio dei costi di roaming non si ferma: ancora una volta ce lo conferma Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione Europea nonché Commissario con delega all’Agenda Digitale. L’obiettivo non cambia: permettere agli utenti di utilizzare serenamente i servizi di telefonia mobile – voce e dati –  senza preoccuparsi di costi esorbitanti quando viaggiano nell’Unione Europea. E’ previsto che ogni anno le tariffe subiscano una sforbiciata, fino al 2015. Dal 2016, infatti, il roaming in ambito europeo dovrebbe essere a costo zero.

Come spiega il comunicato pubblicato in data odierna della Commissione, anche dal giorno 1 luglio 2014 assisteremo ad un nuovo ritocco tariffario:

Attività 

Tariffa massima 2013

(IVA esclusa)

Tariffa massima 2014

(IVA esclusa)

Differenza

Telefonata effettuata

24 cent/min

19 cent/min

– 21%

Telefonata ricevuta

7 cent/min

5 cent/min

– 28.5 %

SMS

8 cent

6 cent

– 25 %

Dati (Internet)

45 cent/MB

20 cent/MB

– 55.5 %

Chiaramente ogni compagnia telefonica potrà offrire pacchetti che includono minuti, SMS e dati. Ma – anche quest’anno – non stupiamoci se sentiremo parlare di nuove vantaggiose offerte per chi viaggia nell’Unione Europea. Non è un’offerta speciale in vista delle vacanze, ma l’obbligo di rispettare nuovi limiti tariffari imposti dalla Commissione Europea…

 
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Pubblicato da su 24 giugno 2014 in Buono a sapersi, cellulari & smartphone

 

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UE, roaming a costo zero entro due anni?

Neelie Kroes, commissario europeo per l’Agenda Digitale, si è posta un obiettivo: favorire l’approvazione, entro la prossima primavera, di un provvedimento per azzerare le tariffe di roaming all’interno dell’Unione Europea entro due anni. L’orizzonte per l’approvazione dovrebbe essere Pasqua 2014.

La data non è scelta a caso: il prossimo maggio si terranno le elezioni europee e la Kroes ha detto chiaramente “Voglio che vi possiate rivolgere ai vostri elettori dicendo loro che siete riusciti a mettere fine ai costi del roaming”.

Oltre alla prospettiva dell’abbattimento dei costi di roaming, la proposta normativa che la Kroes intende presentare per la prossima estate includerà il libero accesso a Internet per i cittadini UE, la neutralita’ della rete e misure per contrastare la cybercriminalità.

 
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Pubblicato da su 31 maggio 2013 in news

 

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Roaming, nuove tariffe massime anche sui dati

Sono in vigore le nuove tariffe massime (IVA esclusa) che gli operatori di telefonia mobile possono applicare per i servizi di roaming. Eccole nella tabella di raffronto con le tariffe i tre anni precedenti, da cui emerge la novità dell’introduzione di un tetto ai servizi dati (click per ingrandire):

 
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Pubblicato da su 2 luglio 2012 in cellulari & smartphone, telefonia

 

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Iliad, low cost per il primo milione di clienti

Sul mercato della telefonia mobile è arrivato il (nuovo) quarto operatore, Iliad. E’ da circa due anni che se ne parla (qui ne ho scritto a settembre 2016), ora dalle parole si passa ai fatti. In Francia, dove è nata l’azienda fondata da Xavier Niel, è riuscita a conquistare importanti fette di mercato offrendo tariffe competitive con il marchio Free. In Italia Iliad parte in modo aggressivo: minuti e sms illimitati, 30 GB (di cui 2 in roaming UE) per un costo mensile di 5,99 euro (non si poteva fare direttamente 6 euro?), che includono le chiamate verso numerazioni di telefonia fissa di 65 Paesi e fisso-mobile USA e Canada. La sim costa 9.99 euro (non si poteva fare direttamente 10 euro?). Il resto del listino è pubblicato nella brochure prezzi.

“Per sempre” (vedremo), ma non per tutti, perché chi prima arriva, meglio alloggia: la compagnia dichiara che l’offerta-lancio è per il primo milione di clienti. L’azienda promette massima trasparenza e chiarezza nelle condizioni. Uno degli argomenti su cui molti utenti si interrogano è la copertura effettiva del servizio, di cui sul sito aziendale c’è una mappa con un box di verifica.Controllate se vi è tutto chiaro, io non sono riuscito ad ottenere alcun risultato, se non una cartina dell’Italia che appare completamente “coperta”… forse aver scelto di usare la versione free di Google Maps ha dei limiti e il traffico di visitatori satura in fretta la disponibilità. Comunque Iliad, per la propria rete mobile, sta utilizzando una parte delle antenne dismesse da Wind e Tre in seguito alla loro fusione, e sta provvedendo ad ampliarla. In mancanza di copertura si attiva il roaming sulla rete WindTre.

La qualità del servizio è tutta da verificare, ma farlo ha un costo decisamente accessibile. Altro aspetto interessante della strategia commerciale: le simbox per l’acquisto di sim fai-da-te.

 

 
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Pubblicato da su 30 maggio 2018 in telefonia

 

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WhatSim, la SIM dedicata a WhatsApp (e nient’altro). Per me è BOH!

hand[1]

La notizia del lancio di WhatSim, SIM espressamente dedicata ai servizi WhatsApp, stuzzica sicuramente la curiosità di molti utenti più della recente apparizione della versione web di WhatsApp, che funziona solo con il browser Chrome.

In breve, e al netto di ogni altra opportuna considerazione già espressa in merito alla piattaforma WhatsApp: si tratta di una vera e propria utenza di telefonia mobile senza vincoli di utilizzo per quanto riguarda le reti delle compagnie telefoniche, ne’ in Italia, ne’ all’estero. Introducendo questa SIM in uno smartphone o tablet, l’utente potrà sfruttare WhatsApp senza essere vincolato alla copertura offerta dalla rete del proprio gestore o da una rete WiFi. Ovunque si trovi, l’apparecchio aggancerà in roaming la propria connessione dati alla rete mobile che troverà disponibile. Esattamente come avviene con le SIM del gestore Zeromobile, di cui WhatSim è figlio, dato che il servizio viene erogato sempre dalla Zeromobile srl. La SIM avrà un proprio numero telefonico europeo, non utilizzabile per altri servizi telefonici.

Questo plus, che potrebbe essere molto gradito a chi utilizza WhatsApp, a mio parere non compensa comunque i limiti di questo servizio, pur presentato come un abbattimento di vincoli. Alcuni sono evidenti, altri un po’ meno, altri ancora potrebbero essere probabilmente indicati come caratteristiche peculiari. Ma si tratta comunque di aspetti importanti, che un utente deve (ri)conoscere per capire se il servizio risponde davvero alle sue esigenze.

Partirò dalla presentazione web del servizio, da una frase che dice tutto e niente, ma che soprattutto è ingannevole:

È la prima Sim al mondo che ti fa chattare gratis e senza limiti con WhatsApp. In ogni angolo del pianeta.

Gratis significa senza sostenere costi di alcun tipo. Senza limiti significa tante cose, ma in questo caso un utente potrebbe pensare di poter sfruttare WhatsApp quanto e come vuole.

WhatSimNemmeno WhatsApp può essere definito un servizio gratuito, nonostante sia irrisorio un canone annuo di 0,89 euro. Naturalmente non lo è nemmeno WhatSim, dal momento che richiede la ricarica di un canone annuo di 10 euro, corrispondente a 2mila crediti. E non include il canone annuo di 0,89 euro, da pagare a WhatsApp (chiarimento datomi dallo staff WhatSim, riscontrabile nella chat riprodotta qui a destra).

Ma non è tutto: esiste un tariffario, suddiviso in zone di roaming (l’Italia è nel novero dei Paesi compresi nella “zona 1”), che evidenzia come ogni tipologia di messaggio multimediale inviato (foto, video, messaggi vocali) vada ad erodere il monte crediti disponibile, in misura diversa in funzione della zona in cui si trova l’utente di WhatSim.

Nel sito del servizio si legge un esempio:

Puoi ricaricare nella sezione Ricarica un importo minimo di 5 € (1000 Crediti) e un importo massimo di 50 € (10.000 Crediti).
I Video ed i Messaggi Vocali sono tariffati per una lunghezza standard di 10 secondi. Se hanno una lunghezza superiore sono tariffati a multipli di 10 secondi.
Esempio: con una ricarica di 5 € ottieni 1.000 Crediti con i quali in zona 1 puoi scambiare 50 Foto o 10 Video, oppure 200 Messaggi Vocali.

Nell’ambito di una chat è ormai normale scambiarsi messaggi di ogni tipo, di solo testo o multimediali, e l’utente di WhatsApp generalmente spedisce dal proprio smartphone o tablet messaggi testuali, foto, video e messaggi vocali, al costo richiesto da WhatsApp (89 centesimi all’anno), più quanto richiesto per la connessione (da rete mobile o WiFi), che consente di usufruire di tutti gli altri servizi Internet che conosciamo (web, e-mail, ma anche streaming e download di musica, video e altri contenuti multimediali, senza dimenticare la possibilità di scaricare e utilizzare app per utilizzare servizi che, a loro volta, si appoggiano a Internet, inclusi navigatori satellitari avanzati, giochi, social network e quant’altro è divenuto di abituale utilizzo).

L’apparecchio – smartphone o tablet – dotato di WhatSim, in assenza di segnale WiFi, ignora completamente tutti i servizi Internet sopra indicati (perché gli sono inibiti) e sfrutta la propria connessione per concentrarsi unicamente sul mondo WhatsApp, e le Faq lo dicono esplicitamente:

  • Posso usare altre applicazioni oltre a WhatsApp? No, con WhatSim funziona solo WhatsApp.

  • E posso telefonare, inviare sms o navigare su internet? No, con WhatSim puoi solo chattare con WhatsApp.

Soprattutto, WhatSim è una SIM che non permette in alcun modo di telefonare, esattamente come una SIM legata ad un piano solo dati, ma con il limite di non consentire altro tipo di interazione che non sia una chat di WhatsApp.

Conseguenza: utilizzare WhatSim equivale a trasformare uno smartphone o tablet in un WhatsApp Device, un dispositivo dedicato univocamente a WhatsApp, che costringe l’utente a spendere di più per utilizzare un servizio di chat. Per tutto il resto serve un altro smartphone o tablet. Oppure una rete WiFi. Però il WiFi libero non esiste ovunque. E nemmeno il WiFi non-libero è garantito che esista. WhatSim si prefigge appunto l’obiettivo di colmare questa lacuna di connettività, ma unicamente per l’uso di WhatsApp.

In base alle proprie esigenze, ogni utente sarà in grado di valutare l’opportunità di avvalersi del servizio. Dal mio punto di vista, forse è utile per dare ai propri figli un servizio di comunicazione di base, con dei limiti strutturali.

 

 
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Pubblicato da su 21 gennaio 2015 in cellulari & smartphone, news, tablet

 

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Usare bene il cellulare in viaggio

roaming-wind[1]

Facile.it ha diffuso un simpatico vademecum per un utilizzo saggio del telefono cellulare in vacanza, comunque utile tutto l’anno per chi viaggia, sintetizzando in dieci regole gli argomenti che richiedono maggiore attenzione sull’argomento. Le riporto qui con alcune considerazioni, quando necessario.

1. SMS

Quando si viaggia all’estero il cellulare si connette a reti diverse da quella della compagnia che ha emesso la SIM. Tale operazione è detta roaming e ha costi variabili a seconda dell’operatore cui ci si appoggia e della nazione in cui ci si trova. Quando si è all’estero si paga anche per ricevere le chiamate, mentre non si paga nulla per ricevere SMS: meglio preferire quelli quando possibile.

E’ bene anche ricordare – a chi scrive un SMS dall’Italia adverso un destinatario che si trova all’estero – che non spenderà nulla più del solito.

2. WHATSAPP

Viaggiando all’estero, se non si ha attivato un piano che includa l’uso della connessione dati, una delle maggiori fonti di spesa può diventare la connessione a Internet che può arrivare a consumare in pochi giorni anche 200 euro di traffico. Diverse app, ad esempio quelle di instant messaging come WhatsApp o WeChat, si connettono periodicamente per controllare la presenza di nuovi messaggi o aggiornamenti. In questo caso può convenire disattivare la connessione dati in roaming e accedere a Internet solo quando è presente una connessione WiFi, spesso offerta gratuitamente dagli hotel e nei principali luoghi pubblici.

E’ meglio precisare un dettaglio: la maggior parte dei piani tariffari delle compagnie telefoniche italiane che prevedono la connessione dati nazionale includono solo il traffico nazionale generato tramite la rete dell’operatore. Sicuramente è opportuno verificare, quando si è all’estero, che sul proprio smartphone non sia attiva la funzione roaming dati e preferire le connessioni WiFi.

3. OCCHIO ALLA SVIZZERA

Si è molto parlato dell’Eurotariffa, vale a dire quella che impone un costo massimo per la comunicazione in roaming (per le chiamate, IVA inclusa, al massimo 23,18 c/minuto senza scatto alla risposta, per ricevere 6,10 c/minuto, per mandare un SMS 7,32c e 24,4c/MB per connettersi alla rete dati). L’Eurotariffa, però, è legata non ai Paesi europei in genere, ma solo a quelli facenti parte dell’Unione europea. Paradossalmente, quindi, viene applicata in Martinica, nella Guyana francese e nell’isola di Réunion, tutte legate alla Francia, ma non necessariamente nella vicinissima Svizzera o in Albania.

Questo è un tema molto importante con aspetti da non sottovalutare anche se si rimane in Italia, ma in regioni che confinano con un altro Stato: può infatti accadere che, anche a parecchi km dal confine, il telefono cellulare venga agganciato dalla cella di un operatore non italiano. Per le telefonate eventualmente effettuate o ricevute, si pagherà la tariffa prevista in caso di roaming. Nel caso l’operatore sia svizzero, i costi non devono rientrare nei limiti imposti dall’eurotariffa e quindi si rischia di dover pagare oro per una semplice telefonata. Il problema, comunque, è reciproco (dall’estero è possibile agganciare fortuitamente operatori italiani).

4. MEGLIO UNA SIM LOCALE

Come detto, le tariffe di roaming esterne all’Ue dipendono dagli accordi che il proprio operatore ha con quelli esteri e sono in genere piuttosto elevate. A livello di voce possono variare da 1€/minuto fino a 6€/minuto per i Paesi più esotici. Per la connessione dati le tariffe sono alquanto proibitive, variando da 1€/MB fino a quasi 30€/MB. Ecco perché, se si prevede di restare in un Paese estero per un periodo prolungato e di chiamare i numeri di quel Paese (anche solo l’albergo), può convenire attivare una SIM locale. Sarà possibile stipulare un contratto ricaricabile con minuti di conversazione, SMS e dati a costo fisso. Per gli abbonamenti è invece necessario essere intestatari di un conto corrente o una carta di credito del Paese ospite.

Se avete uno smartphone, non sottovalutate l’importanza di una buona connessione dati e regolatevi di conseguenza: se durante il vostro viaggio è disponibile una buona connessione WiFi, potrebbe essere sufficiente utilizzare quella e sfruttare una delle tante app che permettono di effettuate conversazioni via Internet. Servizi come BBM, Line, Viber e Facebook Messenger vi permettono di conversare a costo zero con altri utenti dello stesso servizio; Skype fa la stessa cosa e in più vi consente di chiamare utenze telefoniche tradizionali a prezzi più vantaggiosi di una normale telefonata.

5. DALLA NAVE

Avete in programma di passare le ferie in barca o in crociera? Allora sappiate che, se si naviga, già a pochi chilometri dalla riva il segnale diventa troppo debole per chiamare. Non è detto, però, che dobbiate rinunciare al cellulare mentre sarete in mezzo alle onde. Su alcune navi da crociera e traghetti è possibile connettersi alla rete cellulare della nave, in roaming marittimo. Le tariffe dipendono dagli accordi tra il proprio operatore e quello presente sulla nave, e variano tra 1,67€ e 3€ al minuto per le chiamate effettuate, 30c e 3€/ minuto per le chiamate ricevute, 26c e 90c per SMS inviato.

Anche questa è un’altra forma di roaming che richiede attenzione (ai costi).

6. SI’ ALLE PROMOZIONI, MA ATTENTI ALLE ZONE

Se di desidera usare il telefono all’estero per periodi brevi, tutti i principali operatori propongono offerte per comunicare che, attivate in aggiunta al proprio piano, includono soglie di traffico ad un costo fisso che dipende dal Paese in cui ci si reca. Alcuni pacchetti valgono per l’Europa, altri anche per diverse zone del mondo. Attenzione però ad attivare la promozione giusta! Ogni operatore divide il mondo in Zone, non necessariamente identiche a quelle geografiche: verificate prima sul sito dell’operatore quale sia quella in cui vi recherete.

Infatti spesso potreste trovarvi USA e Canada nella zona A (o zona 1) insieme ai Paesi europei, leggete sempre con attenzione la tariffa che corrisponde agli Stati in cui vi recherete.

7. AVVENTUROSI SÌ, MA COL TELEFONO

State per recarvi in un luogo remoto e avventuroso? Tranquilli, anche in questo caso potrete rimanere in contatto col mondo e, in caso di pericolo, chiamare col vostro cellulare servendovi dei cosiddetti operatori satellitari. Nelle aree remote, non coperte dalle normali antenne, per connettersi è necessario avere un cellulare particolare o un adattatore per smartphone. Tramite SIM di TIM, Vodafone o Wind è possibile poi connettersi alle reti satellitari, ma i costi sono molto elevati, fino a 6€ al minuto per le chiamate effettuate. Comunque poco se lo considerate in raffronto al pericolo di rimanere bloccati nel mezzo della giungla o in un’isola deserta.

Un adattatore satellitare per smartphone può costare intorno ai 700 euro. Un telefono satellitare anche di più.

8. ANCHE IN ITALIA POSSONO ESSERCI PROBLEMI

Immaginate di arrivare nel casolare che avete prenotato via web o nella casa al mare che tanto vi piaceva e scoprire che proprio lì il vostro cellulare non prende. Tutto questo potrebbe far cominciare la vacanza col piede sbagliato. Anche viaggiando in Italia, infatti, è possibile che il proprio operatore non fornisca una buona copertura nelle zone rurali e montuose. Gli operatori proprietari di rete permettono di verificare la copertura tramite appositi servizi sui propri siti. È quindi possibile sapere in anticipo se la compagnia cui siamo legati fornisce copertura nel luogo in cui andremo. Per gli operatori virtuali, come PosteMobile o Fastweb Mobile, basta fare riferimento al sito dell’operatore di appoggio.

Le indicazioni fornite da ogni operatore sul proprio sito web sono sempre indicative. E’ possibile trovarsi in una zona dichiarata coperta e scoprire che il cellulare non trova campo, per qualche barriera di troppo (architettonica o naturale). L’ideale sarebbe disporre di due apparecchi dotati di SIM di reti diverse, ma non sempre questo è possibile.

Riguardo agli operatori alternativi o virtuali citati sopra: Fastweb Mobile si appoggia tecnicamente alla rete di H3G – 3 Italia; PosteMobile sta migrando a Wind (in precedenza era legata alla rete Vodafone). Gli operatori alternativi sono molti

9. LE TEMPISTICHE

Attivare promozioni o condizioni speciali sulla propria utenza può comportare, soprattutto nei periodi di vacanza, tempi variabili. Meglio recarsi in un negozio del proprio operatore telefonico almeno una settimana prima di partire in modo che tutto sia pronto per il giorno in cui lascerete la vostra città.

Raccomandazione di buon senso: chiedete all’operatore quali tempistiche sono previste per attivare le condizioni che desiderate.

10. MAPPE ONLINE E SITI MOBILE

A incidere sui costi sono principalmente i tempi di connessione, ma quando si viaggia talvolta è necessario consultare mappe, liste, guide. Meglio quindi scaricare nel proprio smartphone tutto quello che serve o potrebbe tornare utile e poi consultarlo “offline” nel momento opportuno. Se non lo avete fatto, ricordate comunque che dallo smartphone è bene preferire la navigazione sui siti mobile che comporta tempi di connessione inferiori, browsing più rapido e quindi costi più contenuti.

Utilizzando il vostro smartphone come navigatore satellitare, assicuratevi che il modulo GPS integrato nell’apparecchio funzioni anche in assenza di connessione a Internet. Altrimenti, in caso non siate coperti dalla rete del vostro operatore, potreste rischiare di perdervi…

 
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Pubblicato da su 15 luglio 2014 in news

 

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Eurotariffa, nuovo taglio estivo

roaming Oggi l’ANSA ci ricorda:

Nuovo taglio dei costi del roaming nell’UE. Grazie alle nuove regole europee che entrano in vigore oggi c’e un ulteriore riduzione della bolletta per chi viaggia, che scende sino al -36% per il traffico dati. Nel dettaglio, le nuove tariffe prevedono un massimo di 24 centesimi al minuto piu’ Iva (-17%) per le chiamate, 7 centesimi al minuto piu’ Iva (-12,5%) per chi riceve, e gli sms 8 centesimi piu’ Iva (-11%).

Quindi, se da qualche parte vi capitasse di leggere che da oggi il vostro operatore telefonico abbatte i costi del roaming europeo, ricordatevi che è stato costretto a farlo dal nuovo regolamento UE sull’Eurotariffa, che prosegue un percorso iniziato nel 2007. Da lunedì 1 luglio 2013, infatti, entrano in vigore i nuovi limiti tariffari, validi anche per la Croazia (che diventa oggi il 28° Stato dell’Unione Europea):

  • chiamate effettuate: 24 centesimi/minuto + IVA (-17% rispetto al 2012);
  • chiamate ricevute: 7 centesimi/minuto + IVA (-12,5% rispetto al 2012);invio di SMS: 8 centesimi/minuto + IVA (-11% rispetto al 2012);
  • download di dati o navigazione internet: 45 centesimi/Megabyte (MB) (addebitati per Kilobyte utilizzato) + IVA (-36% rispetto al 2012);

Forse non tutti sanno che:

  1. Gli operatori hanno la facoltà di applicare tariffe inferiori (ma non tutti ci penseranno),
  2. Se nessuno stravolgerà la roadmap prevista dalla Commissione, nel luglio del 2014 verrà abolito il Roaming Internazionale tra i 28 Paesi UE, quindi in tutti gli Stati dell’unione verranno applicati i medesimi limiti tariffari.
 
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Pubblicato da su 1 luglio 2013 in news

 

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Concentrazioni: AT&T mette le mani su T-Mobile USA

A volte, quando mi lamento della situazione del mercato italiano delle TLC, mi dimentico che non è detto che altrove le cose vadano meglio.

Da wpcentralAT&T buys T-Mobile US for $39 billion

Con questa operazione, sul mercato GSM d’oltreoceano, AT&T assume praticamente un ruolo da monopolista e, oltre ad estendere il proprio bacino di utenza da 95,5 a 129 milioni di abbonati (in valore assoluto supera anche Verizon Wireless che ne ha 102 milioni), diventa sostanzialmente anche l’operatore di riferimento per il roaming GSM degli utenti europei in viaggio negli USA.

Al fiducioso commento di Federico Rampini fanno eco i post di un forum dedicato agli utenti T-Mobile, dalla cui lettura si possono constatare l’evidente soddisfazione e le speranzose aspettative espresse dai clienti in seguito a questa operazione:

 

 

 

 

 
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Pubblicato da su 21 marzo 2011 in Life, Mondo, news, News da Internet, telefonia, TLC

 

La Soft SIM di Apple è una minaccia per gli operatori?

Apple, per iPhoneiPad, sembra intenzionata a non voler più dipendere dalle SIM degli operatori: a fine ottobre, si era parlato dell’embedded SIM, che l’azienda aveva intenzione di utilizzare con la collaborazione di Gemalto, per consentire agli utenti di switchare da un operatore ad un altro senza la sostituzione materiale di una SIM, ma attraverso il software del dispositivo.

Secondo il Financial Times, le compagnie telefoniche sono molto ostili a questa idea (in prima linea ci sarebbero Vodafone, Telefonica e France Telecom), perché se Apple concretizzasse il suo progetto verrebbero scavalcati e quindi si vedrebbero costretti a bloccare le sovvenzioni dell’iPhone.

Ma forse non è tutto qui: così facendo, Apple dovrebbe comunque sottoscrivere accordi di roaming con altri operatori (configurandosi come una sorta di operatore mobile alternativo, un ESP più che un MVNO) per cui questi ultimi potrebbero comunque mantenere un ruolo importante nel business. La possibilità di switchare da un operatore ad un altro senza dover cambiare la SIM, però, agevolerebbe molto l’utente: sono molti quelli che non cambiano compagnia telefonica per non sottoporsi all’iter tecnico e burocratico del passaggio (sostituzione SIM, sottoscrizione di un nuovo contratto con eventuali nuovi vincoli).

Se un utente scegliesse un Apple con una SoftSIM, sceglierebbe politiche e condizioni commerciali di Apple, che si presenterebbe quasi come un operatore alternativo, i cui apparecchi si dovrebbero comunque appoggiare al network di un operatore reale. Ma Apple, ad un certo punto, potrebbe scegliere di avvalersi di un nuovo gestore di telefonia mobile (con cui, sul mercato wholesale, potrebbe aver negoziato condizioni più favorevoli per i servizi da offrire agli utenti) e cambiare il network su cui fare roaming. Il vecchio operatore perderebbe in blocco una certa mole di traffico (e di business), che si trasferirebbe sulla rete di un concorrente, senza alcuna fatica da parte degli utenti.

Che sia questa flessibilità la vera minaccia per gli operatori?

 
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Pubblicato da su 19 novembre 2010 in news

 

Coop, il telefonino è vicino

Si chiamerà CoopVoce l’offerta di telefonia mobile di Coop che, ormai è ufficiale, debutterà prossimamente negli oltre 1.300 punti vendita del gruppo.

Come era stato anticipato la scorsa estate, l’accordo è stato siglato con Telecom Italia. Con questa nuova offerta, Coop diventerà così un operatore mobile virtuale, ossia utilizzerà la rete di un gestore (quella di TIM) vendendo però traffico telefonico (e forse anche cellulari) a proprio nome. Per l’utente, CoopVoce sarà un’alternativa come lo sarà anche l’appena annunciata offerta di telefonia mobile di Poste Italiane.

La scena italiana sembra quindi matura, pronta ad accogliere nuovi attori, in veste di MVNO o di ESP. L’auspicio è che il loro ingresso movimenti il mercato in modo positivo per gli utenti, messi di fronte ad una pluralità di offerte (tra cui sceglieranno, verosimilmente, quella ritenuta più conveniente). Gli aspiranti operatori virtuali non sono solo Coop e Poste Italiane: esistono già trattative aperte da Conad, Auchan e Carrefour, ad esempio, per non parlare di aziende che già operano nel mondo della telefonia come Fastweb, Tele2, BT e Elsacom.

A proposito, le sigle MVNO e ESP hanno un significato ben preciso, come spiega l’Authority delle Comunicazioni:

Operatore virtuale di rete mobile (Mobile Virtual Network Operator, MVNO): operatore non titolare di una licenza per l’utilizzo dello spettro radio e che pertanto utilizza le funzioni e gli elementi della rete radio di uno o più MNO. Le modalità di utilizzo della rete di accesso mobile sono assimilabili a quelle per il servizio di roaming relativamente alle funzioni di registrazione, di raccolta e di terminazione. Il MVNO è quindi dotato di archi di numerazione propri e quindi di SIM card (Subscriber Identification Module card, o moduli di identificazione di abbonato), interoperabili con i terminali mobili (GSM, UMTS). Il MVNO può gestire in proprio le funzioni di commutazione e di trasporto così come può gestire direttamente la base dati di registrazione degli utenti mobili (Home Location Register, HLR). Dalla definizione utilizzata si evince che il MVNO è completamente autonomo nella relazione con il cliente in quanto quest’ultimo non necessita di alcun rapporto diretto con l’operatore di rete mobile ma stipula un unico contratto con il MVNO dal quale riceve la SIM card.

Fornitore avanzato di servizi (Enhanced Service Provider, ESP): operatore titolare di licenza per la fornitura di servizi di telefonia vocale fissa o mobile o titolare di autorizzazione se fornitore di servizi dati o di servizi diversi dalla voce commutata. L’operatore rivende il servizio di comunicazione dell’operatore di rete mobile e fornisce in maniera indipendente servizi a valore aggiunto. Non è dotato di numerazione propria e quindi non emette direttamente proprie SIM card (fornite al cliente dall’operatore di rete mobile), ma utilizza un proprio marchio nella distribuzione e vendita del servizio, marchiando quindi le SIM card in maniera indipendente dall’operatore di rete mobile, e avendo la possibilità di esercitare con una certa autonomia proprie politiche di prezzo e di distribuzione. L’operatore è in generale responsabile delle attività della gestione, del customer care, e della fatturazione del cliente.

 
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Pubblicato da su 29 marzo 2007 in news

 

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Telefonia, tutti i costi se li porti via

Stamattina parlavo di  febbre da abolizione. Ecco, adesso è scoppiata l’epidemia: dopo l’abolizione dei costi di ricarica, il contagioso entusiasmo dei consumatori vuole far sparire tutto quanto pesa a titolo di costo fisso sulle comunicazioni. Via lo scatto alla risposta e i costi dei servizi di roaming internazionale (eliminazioni proposte, tardivamente, dal presidente dell’Agcom, da inserire come emendamento al decreto Bersani). Poi, via anche il canone Telecom (petizione di Anti Digital Divide). E via anche la tassa di concessione governativa per gli abbonamenti dei privati (petizione di un privato).

E’ evidente che è stata l’abolizione dei costi di ricarica, conseguenza di una petizione online, ad innescare questo effetto esplosivo: all’improvviso, nessuno sopporta più i costi fissi dei servizi di telefonia. All’improvviso ci si accorge che chi si lamenta può ottenere qualcosa. Ma perché i segnali vengono solo dal basso, cioè a valle, dalla base?

E, tanto per aggiungermi con molta originalità a domande già formulate da altri: l’Agcom che cosa ha fatto finora? Ha dormito? Era fuori ufficio a guardare che tempo faceva? Tutti i i balzelli che oggi vuole urgentemente eliminare esistono da anni, lustri, decadi.

Si sono liberate delle strade prima impraticabili? O si stanno liberando delle poltrone?

 
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Pubblicato da su 7 marzo 2007 in media

 

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Febbre da abolizione?

Ultimato il processo di abolizione di costi di ricarica e scadenza del credito prepagato per gli utenti di telefonia mobile, da un articolo del Corriere si legge che il presidente dell’Authority delle Comunicazioni Corrado Calabrò pensa già all’eliminazione di altri due gravami: lo scatto alla risposta e i costi dei servizi di roaming internazionale.

L’opportunità della prima ipotesi è opinabile, ma ci sarebbe da discutere. Calabrò la definisce “un’anomalia tutta italiana”, facendo proprie le parole usate lo scorso anno da Andrea D’Ambra nella petizione contro i costi di ricarica. Per l’abolizione dello scatto alla risposta ci sono già da tempo, peraltro, un po’ di petizioni, per cui non si può dire che sia un’idea del Garante.

Nemmeno l’eliminazione dei costi di roaming – che invece è molto opportuna – è un’idea originale: su questo punto insiste già da mesi Viviane Reding, Commissario UE per la società dell’informazione e i media.

Il motivo di tanto zelo da parte dell’Authority, e forse questa è anche una risposta al post di  Aghost, è spiegato oggi dal Corriere:

“Dopo essersi visto scavalcare dal governo sul terreno dei costi di ricarica (e per questo la UE ha espresso i suoi dubbi sull’effettiva «indipendenza» dell’Authority), il Garante per le Comunicazioni ora sembra voler tornare in prima linea”.

 
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Pubblicato da su 7 marzo 2007 in Senza categoria

 

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Operatori mobili alla sbarra

Daniele La Cava, per Finanza.com, segnala la chiusura (il 3 agosto) dell’istruttoria da parte dell’Antitrust su un eventuale abuso di posizione dominante da parte di TIM, Vodafone e Wind. I tre operatori rischiano di essere condannati, tra l’altro, per aver impedito ad altre aziende di entrare nel mercato della telefonia mobile come operatori virtuali. Un blocco di mercato che, secondo il Garante, avrebbe creato una situazione sfavorevole anche per gli utenti finali, che in un regime più concorrenziale avrebbero potuto beneficiare di tariffe più vantaggiose, inferiori alle attuali anche del 30%.

L’istruttoria era stata aperta all’inizio del 2005, in seguito ad un esposto inoltrato da aziende come Tele2, Trans World Communication Italia, Startel International e ReteItaly. La chiusura prevista per l’aprile del 2006 era poi slittata: l’Authority l’aveva infatti prorogata (fissando una nuova scadenza per dicembre 2006), deliberandone l’estensione, perché nel corso del procedimento erano emerse “talune circostanze di fatto non conosciute prima dell’avvio dello stesso, consistenti nel rifiuto simultaneo da parte di TIM, Vodafone e Wind di rinegoziare le condizioni economiche dei contratti di roaming con Elsacom”.

La chiusura di pochi giorni or sono fa supporre che una decisione in merito sia imminente. E che si creino ulteriori condizioni favorevoli all’ingresso dei Mobile Virtual Network Operator anche nel mercato italiano.

P.S.: Dico ulteriori perché da più parti (alcuni dettagli qui e qui) arrivano segnali di apertura in questo senso.

 
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Pubblicato da su 8 agosto 2006 in news

 

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Include, la banda larga per tutti

Da progetto a realtà, ecco un'iniziativa che merita la citazione integrale del relativo comunicato di presentazione:


"Venerdì 24 marzo nella sede torinese di Anti Digital Divide è stata costituita di fronte ad un notaio la cooperativa Include.
Erano presenti 24 soci fondatori, in rappresentanza dei Sindaci, dei Comuni, di Anti Digital Divide, delle comunità montane, dei provider e della società civile.
La neonata cooperativa funzionerà come un gruppo d’acquisto per quanto riguarda la banda larga e i servizi informatici a valore aggiunto, provvederà a gestire il roaming sulle reti dei provider aderenti (anche per permettere il voip gratuito tra gli utenti Include) e potrà partecipare alle gare e ai bandi che le regioni e le province stanno emanando per ridurre il divario digitale. Nel direttivo sono rappresentati tutti i soggetti fondatori, è stato designato quale presidente Maurizio Gotta, per Anti Digital Divide e quale vicepresidente Alessandro Pianta, della società Wave-Tech, in rappresentanza dei provider. L’idea della Cooperativa, partorita da Anti Digital Divide, accomuna le esperienze maturate dai diversi soggetti, che si sono seduti ad un tavolo di confronto per trovare una soluzione che nascesse dai diversi punti di vista ed interessi in gioco.

La cooperativa non sarà un cerchio chiuso, nel prossimo futuro potranno aggiungersi partecipazioni di altri rappresentanti eticamente compatibili con lo scopo della stessa, per garantire ancora più "potere" mediatico e fisico, capillarità territoriale e nuove energie per portare avanti progetti innovativi, mirati ad annullare le discriminazioni che stringono in una morsa il futuro degli italiani, di TUTTI i cittadini italiani.
Proprio le persone saranno il centro del progetto Include, le stesse persone che hanno subito per anni il digital divide, che hanno dovuto fare i conti con ingiustizie e abusi delle compagnie. I principi su cui si basa la cooperativa mettono in primo piano la tutela degli utenti e la loro libertà di scelta tra i servizi, il rispetto dei principi di obiettività, trasparenza e non discriminazione. Si tratta di una cooperativa a mutualità prevalente il che vuol dire che i suoi clienti potranno essere sia soci che non soci, ma che il fatturato dovrà essere almeno per il 50 per cento costituito da prestazioni ai soci. Più soci ci saranno più zone si potranno coprire e maggiori saranno le possibilità degli utenti digital divisi di essere raggiunti dalla banda larga. Quindi grande importanza per la riuscita del progetto, hanno gli utenti, sia attraverso l’azione di sottoscrizione delle quote sia attraverso quella di divulgazione di notizie sul progetto Include, in modo da coinvolgere il più ampio numero di cittadini. Se tutte le persone non raggiunte dall’adsl sottoscrivessero anche solo un’azione si riuscirebbe a ridurre in maniera considerevole il digital divide.

Dal 25 marzo 2006 è possibile sottoscrivere le pre-adesioni per diventare soci della cooperativa i dettagli su come aderire sono presenti sito dedicato al progetto Include. Il taglio minimo delle quote azionarie sarà di 25 euro.
Essere soci comporta diversi vantaggi, oltre ad aumentare la possibilità che la vostra zona sia coperta dalla banda larga, ad esempio, vi è la possibilità di ricevere utili (secondo quanto stabilito dalla legge) sulle quote sottoscritte, inoltre quando la vostra zona sarà coperta potrete risparmiare sulla bolletta telefonica, non pagando più il canone Telecom (circa 200 euro/anno) e telefonando gratis con gli utenti Include attraverso il Voip. Quindi si può considerare la sottoscrizione delle azioni come un investimento che porterà diversi vantaggi.

Questa iniziativa nata dal basso è un esempio di come la volontà e le buone idee possano pagare ed essere portatrici di speranze troppo spesso lungi dall'esser scorte. Include ha trasformato la protesta in azione, un’importante iniezione di fiducia in un paese che crede poco al valore delle energie dei singoli cittadini. Cinque persone hanno fondato un’associazione per protestare e chiedere attenzione sul problema del digital divide, sono riuscite a coinvolgere migliaia di persone e ad ottenere diversi risultati, ora si passa dalla protesta alla soluzione del problema, attraverso il progetto Include. Il successo di Include dipenderà dalla volontà degli utenti, che fino ad ora sono stati penalizzati e dimenticati, di non fermarsi solo alle proteste e lamentele ma, di passare all’azione sostenendo questo progetto.
Questo giorno è motivo di orgoglio per chi ha partecipato e lavorato per arrivarvi, ma è anche un grande successo di tutta la comunità di utenti Internet, l'entità motivatrice di Anti Digital Divide
".

Un applauso di incoraggiamento, ragazzi!  

 
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Pubblicato da su 31 marzo 2006 in Senza categoria

 

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