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Quo vadis Yahoo?

16 Mag

Riassunto delle  puntate precedenti: Microsoft vuole Yahoo e formula una mega-offerta di 44,6 miliardi di dollari per rilevarla. Yahoo rifiuta (“perché io valgo” è, in sostanza, la sua risposta). Microsoft allora rilancia (“va be’, mettiamo sul piatto altri 5 miliardi in più. contenti? ci state?”), ma Yahoo ri-rifiuta (“ma per chi c’avete preso?”). Fine dei giochi? Giammai! Ecco, da Blogosfere High Tech, gli ultimi aggiornamenti sulla telenovela:

La situazione di Yahoo! è ancora in stallo dopo l’uscita di Carl Icahn, o meglio l’entrata di Icahn che intende riportare la società sulla retta via della fusione con Microsoft prendendo le redini del cda.

Ma chi è Carl Icahn? E’ uno degli uomini più ricchi del mondo, ma questo è ovvio visto che si è detto disposto a investire 50 milioni di dollari in azioni Yahoo!, così da avviare una scalata interna alla società di cui già è azionista.

L’ha comunicato lo stesso Icahn con una missiva, l’ennesima dell’affaire MicroHoo dopo quelle di Ballmer e le relative risposte di Yang. Ecco la lettera di Icahn, pubblicata anche dal solito TechCrunch, che comincia così:

  • “Dal mio punto di vista è chiaro che il cda di Yahoo! ha agito irrazionalmente e ha perso la fiducia degli azionisti e di Microsoft. E’ abbastanza ovvio che l’offerta di Microsoft di $33 per azione sia una prospettiva migliore per Yahoo! rispetto alla posisbilità di continuare da soli”.

Icahn continua (qui la lettera integrale, in inglese) dicendosi perplesso e giudicando irresponsabile la scelta del management di nascondersi dietro a prospettive largamente ottimistiche.

Ma soprattutto risulta incomprensibile la scelta di non consultare gli azionisti che non hanno potuto valutare un’offerta comunque positiva, dato che premiava Yahoo! riconoscendogli un 72% in più rispetto al valore di $19 per azione, registrato in borsa nel rpimo giorno di trattative.

Nel frattempo è arrivata la (lunghissima) risposta di Yahoo!.

VentureBeat la definisce un poema alla Guerra e Pace, mentre la lettera di Icahn assomigliava di più a un’agile novella, senza troppi peli sulla lingua. La risposta di Yahoo, nella persona di Roy Bostock, Chairman of the Board, sostiene che la posizione di Icahn si basi si un fraintendimento.

Riuscirà il colpo di coda di Icahn a riportare Ballmer sui suoi passi? Si aspettano repliche da Microsoft, che se ancora interessata a Yahoo! non tarderà a farsi sentire.

Ma mentre Jerry Yang tenta di calmare le agitate acque di casa Yahoo (“ragazzi, non sta succedendo niente, continuate a lavorare”), ecco che il New York Post diffonde la notizia di un accordo imminente. Con Microsoft? No, con Google.

Alla prossima puntata…

 
1 Commento

Pubblicato da su 16 Maggio 2008 in news

 

Una risposta a “Quo vadis Yahoo?

  1. Avatar di Franci

    Franci

    19 Maggio 2008 at 11:28

    SOno molto incuriosita dai progressi di questa vicenda. Secondo me Microsoft non aspettera’ molto a ripresentarsi… prevedo smottamenti in borsa!