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Iliad, low cost per il primo milione di clienti

Sul mercato della telefonia mobile è arrivato il (nuovo) quarto operatore, Iliad. E’ da circa due anni che se ne parla (qui ne ho scritto a settembre 2016), ora dalle parole si passa ai fatti. In Francia, dove è nata l’azienda fondata da Xavier Niel, è riuscita a conquistare importanti fette di mercato offrendo tariffe competitive con il marchio Free. In Italia Iliad parte in modo aggressivo: minuti e sms illimitati, 30 GB (di cui 2 in roaming UE) per un costo mensile di 5,99 euro (non si poteva fare direttamente 6 euro?), che includono le chiamate verso numerazioni di telefonia fissa di 65 Paesi e fisso-mobile USA e Canada. La sim costa 9.99 euro (non si poteva fare direttamente 10 euro?). Il resto del listino è pubblicato nella brochure prezzi.

“Per sempre” (vedremo), ma non per tutti, perché chi prima arriva, meglio alloggia: la compagnia dichiara che l’offerta-lancio è per il primo milione di clienti. L’azienda promette massima trasparenza e chiarezza nelle condizioni. Uno degli argomenti su cui molti utenti si interrogano è la copertura effettiva del servizio, di cui sul sito aziendale c’è una mappa con un box di verifica.Controllate se vi è tutto chiaro, io non sono riuscito ad ottenere alcun risultato, se non una cartina dell’Italia che appare completamente “coperta”… forse aver scelto di usare la versione free di Google Maps ha dei limiti e il traffico di visitatori satura in fretta la disponibilità. Comunque Iliad, per la propria rete mobile, sta utilizzando una parte delle antenne dismesse da Wind e Tre in seguito alla loro fusione, e sta provvedendo ad ampliarla. In mancanza di copertura si attiva il roaming sulla rete WindTre.

La qualità del servizio è tutta da verificare, ma farlo ha un costo decisamente accessibile. Altro aspetto interessante della strategia commerciale: le simbox per l’acquisto di sim fai-da-te.

 

 
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Pubblicato da su 30 maggio 2018 in telefonia

 

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Il telefono cellulare compie 45 anni. Grazie, Star Trek!

La data del 3 aprile 1973 è storica, perché in quel giorno è avvenuta la prima chiamata da un telefono portatile. l’apparecchio era il prototipo Motorola DynaTac (Dynamic Adaptive Total Area Coverage), maneggevole, ma non paragonabile ai successivi telefonini: era più ingombrante di un walkie-talkie, non aveva un display, pesava oltre un kg e poteva contare su un’autonomia di 35 minuti, ottenuti con una ricarica di circa 10 ore. L’esordio commerciale è però avvenuto 10 anni dopo con il DynaTac 8000X.

Oggi quella Motorola pioniera dei microprocessori e della comunicazione mobile non esiste più: a livello societario, erede della storica azienda può essere considerata Motorola Solutions (che sviluppa tecnologie per le comunicazioni radio), mentre Motorola Mobility – sorta dal ramo d’azienda che si occupava di telefonia mobile – nel 2011 è stata venduta a Google che, nel 2014, l’ha venduta a sua volta a Lenovo.

Martin Cooper, uno dei “padri” della telefonia mobile e responsabile del progetto del primo DynaTac, raccontò di essere stato ispirato dalla serie Star Trek, in cui il capitano Kirk utilizzava il communicator, un dispositivo portatile per comunicare con l’equipaggio dell’Enterprise.

 
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Pubblicato da su 3 aprile 2018 in news

 

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Offerte incredibili. Appunto

È davvero incredibile che ancora oggi Vodafone si ricordi di me, sette anni dopo aver migrato ad un altro operatore mobile uno dei miei numeri telefonici. Incredibile che si ricordi di me, che mi rivoglia indietro – come il padre misericordioso della parabola del figliol prodigo – e che, per riavermi, sia disposta a formularmi offerte sempre più vantaggiose! Ma non è ancora tutto: il giorno dopo la scadenza di un’offerta speciale (ma quanto sono stato sprovveduto a non acchiapparla subito?), me la ripropone – solo per me – raddoppiando addirittura i Giga! A questo punto, se continuo a fare il prezioso ancora per un po’ di tempo, andrà a finire che mi pagherà pur di riavermi!?

Questo è quello che potrei pensare se fossi un utente ingenuo e sprovveduto. Tra le righe degli sms che descrivono queste offerte “speciali” si legge una realtà ben diversa, di un mercato che è peggio di una giungla e che per spregiudicatezza fa a gara sia con il mercato degli pneumatici – non ci meravigliamo più se un gommista ci pratica uno sconto minimo del 55% sul prezzo di listino di quattro gomme nuove – che con quello dei divani di Poltronesofà, che in questo periodo pubblicizza i suoi “doppi saldi” su tutta la collezione, mentre per tutto l’anno formula offerte promozionali “valide fino a domenica”.

Naturalmente, quanto a pelo sullo stomaco, vincono le compagnie telefoniche (io sto citando Vodafone solo per esperienza personale, ma potrebbe trattarsi di un altro operatore) che si permettono di proporre “modifiche contrattuali unilaterali” senza chiedere nemmeno un parere alle Authority competenti, pur muovendosi in un mercato regolamentato. In questo caso specifico, da tempo viene applicato il famigerato periodo di fatturazione di 28 giorni, che ha sollevato prima polemiche e poi provvedimenti sanzionatori nei confronti delle compagnie telefoniche, per mancanza di trasparenza verso i consumatori e per sopraggiunta illegittimità. Ma proprio a proposito di Vodafone, il ritorno della fatturazione mensile è stato annunciato lo scorso ottobre, come si legge in fondo a questa intervista concessa dall’amministratore delegato Aldo Bisio al Corriere:

“Abbiamo dunque deciso che ritorneremo al ciclo di fatturazione precedente (…) e lo faremo rapidamente”

L’illegittimità del periodo di fatturazione di 28 giorni è arrivata due settimane dopo queste parole, a metà novembre, attraverso un emendamento al decreto legge fiscale, che ha dato alle compagnie telefoniche 120 giorni di tempo per adeguarsi. Sono passati “solo” due mesi e le offerte promozionali che riceviamo, io e altri utenti, parlano ancora di canoni addebitati “ogni quattro settimane”, pertanto la frase “lo faremo rapidamente” sembra in realtà sovrapporsi ai quattro mesi concessi dal provvedimento di novembre, anziché essere un’iniziativa aziendale.

Se e quando si applicherà nuovamente la fatturazione mensile, nessuno potrà comunque cantare vittoria: fatturare ogni 28 giorni significa riscuotere tredici canoni annuali. Tornare a dodici mensilità fatturabili significa rinunciare a quel +8,6% di ricavi che le compagnie telefoniche avevano ottenuto ed è verosimile prevedere, in seguito, nuove rimodulazioni tariffarie che, ça va sans dire, ritoccheranno al rialzo i costi sostenuti dagli utenti.

AGGIORNAMENTO: Nel sito web aziendale – sezione Vodafone Informa – l’azienda ha annunciato l’atteso ritorno della fatturazione mensile (dal 28 marzo per i clienti con ricaricabile prepagata, dal 5 aprile per gli abbonamenti di telefonia fissa e mobile). Come volevasi dimostrare, la sostanza non cambia:

Il numero dei cicli di fatturazione si riduce da 13 a 12 e di conseguenza l’importo mensile delle offerte aumenterà dell’8,6%. Per avere maggiori informazioni puoi contattare il 42590.

 
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Pubblicato da su 18 gennaio 2018 in cellulari & smartphone, news, telefonia, TLC

 

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Contro il terrorismo si possono lanciare anche spot pubblicitari

Esperimento notevole, quello della compagnia telefonica kuwaitiana Zain, che in uno spot pubblicitario destinato al Medio Oriente – realizzato con una produzione da vero e proprio video musicale – inserisce un’operazione di sensibilizzazione sul rapporto tra religione e atti terroristici.

Fra gli “attori”  compaiono persone sopravvissute ad attentati terroristici, ma nel video c’è anche un chiaro riferimento al piccolo Omran Daqneesh, estratto superstite dalle macerie di un palazzo colpito da un bombardamento ad Aleppo, in Siria. Questa “contaminazione” ha suscitato molte critiche perché il bambino non fu vittima di un attacco jihadista, tuttavia le “contaminazioni” non mancano nemmeno nell’ambito della guerra civile siriana, in cui – a fianco del Free Syrian Army (l’Esercito Siriano Libero formato dagli oppositori di Bashar al-Assad) – si sono schierati altri gruppi presuntamente fondamentalisti, come il fronte al-Nusra.

Al netto del suo carattere “pubblicitario”, iniziative come questa dovrebbero ispirare altre realtà o istituzioni ed essere prese come stimolo alla riflessione e alla discussione sul rapporto tra religione e terrorismo, oltre che sul coinvolgimento di innocenti, adulti o bambini che siano, in un contesto bellico condizionato da spinte presuntamente religiose e concretamente mosse da interessi molto più materiali. Il sogno da realizzare è vedere sempre più persone in grado di alzare la testa e prendere le distanze da quelle forme di radicalizzazione che portano ad uccidere e uccidersi in nome di una religione.

 
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Pubblicato da su 30 maggio 2017 in news

 

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Il figlio di Wind e 3 Italia si chiama Wind Tre

La nuova compagnia telefonica derivante dall’unione delle risorse di Wind e H3G ora si chiama Wind Tre.

 
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Pubblicato da su 8 novembre 2016 in news

 

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Italia sempre più connessa e sempre più mobile

rapportoagcom2016

Non è vero che le Authority non servono a niente: un esempio è il rapporto “Il consumo di servizi di comunicazione: esperienze e prospettive”,  pubblicato dall’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) in seguito ad un’indagine sugli strumenti di comunicazione (telefonia, Internet, servizi postali) che ha coinvolto utenti tra i 14 e 74 anni (male, conosco utenti in età più avanzata). Il risultato più evidente? La gente è sempre più connessa e, mentre i giovani conoscono molto bene ogni opportunità del settore, con l’aumentare dell’età diminuisce la dimestichezza con gli strumenti disponibili: solo il 33% dei Matures, formato da persone con età dai 65 ai 74 anni, dispone di un accesso Internet.

Altri aspetti molto rappresentativi sono quelli legati al mercato , con particolare riguardo a quello degli strumenti hardware (ossia i dispositivi) di connessione a Internet, sempre più mobile e quindi sempre più wireless:

internetitaliamercato2016

Il grafico ci fa capire dove si orientano e si orienteranno gli investimenti dei maggiori operatori del settore, sia in termini di infrastruttura che di sviluppo hardware e software. Intuendo una sempre più rilevante importanza del mobile, c’è un altro dato significativo e importante da sottolineare:

cellulariitaliamercato2016

L’attuale distribuzione degli utenti per compagnia telefonica mostra una leadership di TIM evidente, ma con un margine alquanto sottile. Nella prospettiva – in avvicinamento – della fusione tra Wind e H3G, appare chiaro come il nuovo operatore che ne nascerà conquisterà fin da subito una quota di mercato pari almeno al 35% (la somma dei clienti oggi vantati rispettivamente dalle due compagnie), superando Tim e Vodafone.

Operatori del settore e addetti ai lavori ringraziano l’Agcom per l’accurata indagine di mercato.

 
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Pubblicato da su 25 ottobre 2016 in news

 

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Wind e 3 Italia: l’unione fa la forza

3italia+wind

Come spiega il comunicato stampa diffuso dalle due aziende, CK Hutchison (gruppo cinese che controlla 3 Italia) e VimpelCom (compagnia russa che controlla Wind) hanno raggiunto un accordo per una joint venture paritetica per la gestione delle loro attività di telecomunicazioni in Italia.

Significa che insieme le due aziende concorreranno a formare una compagnia telefonica che in Italia conterà oltre 31 milioni di clienti mobili e 2,8 milioni nel fisso. Sul mercato italiano della telefonia mobile – su cui tutti gli operatori stanno puntando – la nuova compagnia unica formata da 3 e Wind sorpasserà Tim e Vodafone per numero di utenti.

Se è pur vero che, come si legge nella nota, l’operazione è soggetta all’approvazione degli organi regolamentari, compreso l’Antitrust europeo, e che dovrebbe concludersi entro 12 mesi, è altrettanto verosimile prevedere, a medio termine, qualche novità sul mercato da parte della nuova compagnia telefonica, che con quei numeri darà sicuramente filo da torcere ai suoi concorrenti. Al netto delle problematiche di una governance attuata con un azionariato 50% cinese e 50% russo.

 
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Pubblicato da su 6 agosto 2015 in news

 

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Google è pronto a diventare operatore virtuale di telefonia mobile (negli USA)

Googlesim

Google sta per diventare MVNO (operatore virtuale di telefonia mobile) negli USA. Tecnicamente utilizzerà le reti mobili Sprint T-Mobile, ampliando la copertura offerta dai due network reali con l’appoggio delle reti WiFi pubbliche.

Secondo quanto riportano il Wall Street Journal e The Information l’ingresso nel mercato dei servizi di telefonia mobile (il progetto condotto da google in questo senso si chiama Nova) potrebbe avvenire entro fine anno. L’ampliamento telefonico del business di Google, ovviamente, ha altre implicazioni: oltre alla geolocalizzazione attraverso i dispositivi Android, le azioni di monitoraggio e profilazione degli utenti potranno avvenire anche in base ai dati delle conversazioni telefoniche (durata, destinazione, orario e altre informazioni caratteristiche). D’altronde, big data means big business.

Google sarà interessata a valutare questa possibilità su altri mercati nazionali? Assolutamente sì, sicuramente nei Paesi in cui è già presente ed esistono ulteriori possibilità di sviluppo. Guardando dentro casa nostra, ad oggi il mercato italiano degli operatori alternativi potrebbe essere definito diversamente florido (consultando l’elenco degli operatori si nota che il numero delle cessate attività non è affatto trascurabile). Verosimilmente, l’interesse verso un Paese in cui il numero degli smartphone accesi si avvicina sempre più a quello dei residenti è alto e un’azienda come Google ha sicuramente qualche marcia in più per muoversi bene in questo settore.

 
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Pubblicato da su 23 gennaio 2015 in cellulari & smartphone, news, telefonia

 

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Non ci sono più i Nokia (di una volta)

lumia535-530

Il sospetto divenne certezza e venne il giorno in cui il marchio Nokia sparì dagli smartphone: due anni dopo l’acquisto della divisione mobile dell’azienda finlandese, Microsoft ha deciso di apporre solo il proprio brand sui nuovi apparecchi della gamma Lumia, a partire dal modello 535.

I Lumia sono qualcosa di diverso dai Nokia di un tempo, che venivano considerati i Cellulari per antomomasia. Quell’epoca è finita da anni e ora la sparizione del brand Nokia dal mercato è solo l’ultimo atto formale.

Una prece.

 
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Pubblicato da su 12 novembre 2014 in cellulari & smartphone, telefonia

 

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BlackBerry investe sulla sicurezza

BlackberrySecusmart

Per chi si interessa di telefonia mobile e pone attenzione al fattore sicurezza, il fatto che Blackberry abbia acquistato l’azienda tedesca Secusmart è una buona notizia.

Lo è perché testimonia innanzitutto che l’azienda canadese è viva e vivace, contrariamente a quanto riferito da alcuni pettegolezzi che la danno per spacciata o schiacciata sul mercato sotto il peso di Samsung, Apple, Microsoft Mobile (Nokia) e altri competitor (altra testimonianza del miglioramento del suo stato di salute, il ritorno all’utile nello scorso trimestre fiscale).

Certo, la sua fetta di mercato è giunta a dimensioni ormai minime, mentre sono enormi quelle che i concorrenti sono riusciti a ritagliarsi grazie a soluzioni accattivanti che hanno conquistato il grande pubblico. Ma il target di BlackBerry si è sempre identificato in una clientela business, meno incline alle frivolezze e più orientata ad utilizzi professionali (che comunque i competitor non disdegnano). E il recente acquisto dell’azienda tedesca conferma che il target è rimasto il medesimo (secondo motivo per cui è una buona notizia): Secusmart si occupa di soluzioni di crittografia per la sicurezza delle comunicazioni e di sistemi a prova di intercettazione.

Se a questo si aggiungono le migliorie apportate a BlackBerry OS 10.3, i margini di miglioramento non mancano.

 
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Pubblicato da su 30 luglio 2014 in cellulari & smartphone, security

 

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Blackout Wind, rimborso condizionato

Non è affatto brillante, da parte di Wind, la mossa di offrire un risarcimento per il blackout dello scorso 13 giugno solo agli utenti che ne hanno fatto richiesta entro il 16 luglio.

La decisione è stata presa ieri in seguito ad un incontro tra l’azienda, l’AGCOM e le associazioni di consumatori: per le ricaricabili il rimborso consiste in un bonus da 1 GB di navigazione per coloro che hanno attivo un piano dati, più un altro bonus pari al 20% per tutte le ricariche effettuate nelle 48 ore seguenti all’attivazione, fino ad un valore massimo di 50 euro (bonus fruibile entro 30 giorni dalla data dell’attivazione e sarà consumato con priorità rispetto al credito pagato). Gli abbonati dei servizi di telefonia fissa o mobile si troveranno, entro due mesi in una prossima fattura, un abbuono di 2,50 euro più 1 GB di navigazione gratis per le utenze business.

Va detto che l’operatore è tenuto ad indennizzare automaticamente gli utenti per un importo pari a 2,50 euro per ogni giorno di mancata erogazione del servizio. Altroconsumo dichiara vittoria, Codici e Movimento Difesa del Cittadino non demordono.

 
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Pubblicato da su 17 luglio 2014 in news

 

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Roaming europeo, nuovi tagli alle tariffe telefoniche

Il percorso per il taglio dei costi di roaming non si ferma: ancora una volta ce lo conferma Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione Europea nonché Commissario con delega all’Agenda Digitale. L’obiettivo non cambia: permettere agli utenti di utilizzare serenamente i servizi di telefonia mobile – voce e dati –  senza preoccuparsi di costi esorbitanti quando viaggiano nell’Unione Europea. E’ previsto che ogni anno le tariffe subiscano una sforbiciata, fino al 2015. Dal 2016, infatti, il roaming in ambito europeo dovrebbe essere a costo zero.

Come spiega il comunicato pubblicato in data odierna della Commissione, anche dal giorno 1 luglio 2014 assisteremo ad un nuovo ritocco tariffario:

Attività 

Tariffa massima 2013

(IVA esclusa)

Tariffa massima 2014

(IVA esclusa)

Differenza

Telefonata effettuata

24 cent/min

19 cent/min

– 21%

Telefonata ricevuta

7 cent/min

5 cent/min

– 28.5 %

SMS

8 cent

6 cent

– 25 %

Dati (Internet)

45 cent/MB

20 cent/MB

– 55.5 %

Chiaramente ogni compagnia telefonica potrà offrire pacchetti che includono minuti, SMS e dati. Ma – anche quest’anno – non stupiamoci se sentiremo parlare di nuove vantaggiose offerte per chi viaggia nell’Unione Europea. Non è un’offerta speciale in vista delle vacanze, ma l’obbligo di rispettare nuovi limiti tariffari imposti dalla Commissione Europea…

 
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Pubblicato da su 24 giugno 2014 in Buono a sapersi, cellulari & smartphone

 

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Nokia in via di estinzione

Nokia-supplier[1]

La definitiva acquisizione di Nokia da parte di Microsoft, che sarà perfezionata in questi giorni, porterà alla ridenominazione di tutte le attività legate a Nokia Oy (Nokia Corporation), che prenderà il nome di Microsoft Mobile Oy.

Alcuni rumors prevedono però anche il brand Nokia possa presto scomparire completamente dal mercato, lasciando il posto – su cellulari e smartphone – a Microsoft Mobile. Se anziché un avvicendamento graduale scegliesse un cambio repentino, Microsoft sacrificherebbe un nome storico per segnare il territorio nel mondo della comunicazione mobile. Nei mercati consolidati non sono pochi gli utenti fidelizzati che continuano ad apprezzare le qualità telefoniche dei dispositivi Nokia e in quelli in via di sviluppo il marchio finlandese è molto diffuso. Farlo sparire, scommettendo e puntanto tutto sul marchio Microsoft, potrebbe essere una mossa azzardata.

 
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Pubblicato da su 23 aprile 2014 in business, cellulari & smartphone

 

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WhatsApp cade? Le alternative non mancano…

messengers

Sabato sera WhatsApp è rimasto al buio per oltre tre ore, un black-out che ha fatto meditare un po’ tutti gli utenti (oltre 450 milioni) che, due giorni prima, avevano appreso che il servizio era diventato proprietà di Facebook. Qualcuno potrebbe anche aver pensato a problemi tecnici legati all’introduzione dei messaggi a pagamento, come spiega un appello diffuso con varie catene di sant’Antonio da tali “Andy e John” proprio in questo periodo (in cui si spiega che ogni messaggio costerà un centesimo e che il servizio richiederà un canone mensile di 12 euro). Che però è una bufala, e non serve che ve lo provi: la notizia non è presente in alcuna fonte ufficiale (il sito di WhatsApp e le condizioni di servizio non ne parlano assolutamente) e finché rimane confinata ad un passaparola tra utenti resta una bufala, quindi passiamo oltre. 

WhatsApp potrebbe ora risultarvi indigesto, anche per il recente suo ingresso nella famiglia Facebook che potrebbe sfruttarlo a scopo di marketing. Considerando infatti che ogni utente in pratica consegna il proprio elenco di contatti telefonici a WhatsApp, Facebook lo ha già acquisito, ampliando così la propria gigantesca rubrica telefonica con i nominativi di nuove persone da raggiungere con i propri servizi pubblicitari, che costituiscono il suo business vitale. 

Naturalmente esistono servizi alternativi, ne cito due fra i tanti perché a mio avviso presentano qualche caratteristica interessante da conoscere: il primo è Telegram, che è gratuito e a livello di funzionalità e interfaccia utente è davvero molto simile a WhatsApp. Fra le opzioni interessati troviamo il cloud storage (che consente di salvare i messaggi), la secret chat (consversazioni che i server di Telegram non conservano e vengono cancellate a tempo). Il suo difetto principale – che non me lo fa amare – consiste proprio nella somiglianza con WhatsApp e nel fatto che, come l’app più diffusa, richiede che l’account sia indissolubilmente legato al numero telefonico dell’apparecchio utilizzato, caratteristica che agevola l’abbinamento numero-utente. Se infastidisce il fatto che WhatsApp lo dia in pasto al social network americano Facebook, è bene sapere che Telegram ha identico legame con il social network russo VK (Vkontakte)

Il secondo – che attualmente è il mio preferito – è BBM, il Messenger di BlackBerry disponibile anche per smartphone con iOS (iPhone) e Android. Chi conosce le condizioni in cui si trova oggi l’azienda canadese potrebbe anche rimanere perplesso di fronte a questo servizio, tuttavia è una piacevole sorpresa. Io lo utilizzo da ottobre, appena è stato reso disponibile per queste piattaforme, imparando ad apprezzarne la stabilità e l’affidabilità. E’ anch’esso un messenger gratuito assolutamente comparabile con WhatsApp, con alcuni plus importanti, come quello di essere basato sul sistema cifrato di messaggistica BlackBerry e di essere completamente svincolato dall’elenco telefonico dell’apparecchio: ogni utente è infatti titolare di un PIN ed è sufficiente conoscere quello di un interlocutore per aggiungerlo ai propri contatti BBM. Last but not least, con la versione 2.0 rilasciata da pochi giorni è arrivata anche la chat vocale: tra utenti del servizio BBM è quindi ora possibile effettuare conversazioni telefoniche gratuite. BBM quindi integra servizi simili a quelli offerti da WhatsApp e da Skype.

Come dite? Avete un apparecchio con Windows Phone? Nessun problema: BBM è in arrivo anche per il vostro smartphone, anche se si tratta di un Nokia X.

 
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Pubblicato da su 24 febbraio 2014 in cellulari & smartphone

 

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Bip Mobile, fine delle comunicazioni?

Tanti auguri di buon anno a tutti e un messaggio di solidarietà ai titolari delle 220mila utenze Bip Mobile rimaste mute in queste festività natalizie (e con la possibilità di non essere più riattivate, stando a quanto riferisce la stampa).

Quando Bip Mobile è stata presentata (luglio 2012) avevo manifestato scetticismo: gli obiettivi dichiarati dall’azienda fondata da Fabrizio Bona apparivano troppo ambiziosi (“un milione di clienti entro l’estate 2013” era esorbitante, ma anche quello di 700mila clienti necessari a raggiungere il break-even point era un goal molto difficile) e le condizioni del mercato non erano favorevoli (non lo sono nemmeno ora). Purtroppo le notizie di questi giorni sembrano riportare la naturale evoluzione di un business nato in condizioni difficili e ora, per chi ha un numero telefonico di Bip Mobile, potrebbe essere difficoltoso anche recuperarlo per migrarlo ad un altro operatore mobile.

Se poi – leggo da Max – venissero confermate le indiscrezioni che parlano di Fabrizio Bona in volo verso la direzione generale di Alitalia, le prospettive peggiorerebbero ulteriormente.

AGGIORNAMENTO: Oggi il Corriere delle Comunicazioni ha pubblicato un articolo di Alessandro Longo che rivela come Bona, in realtà, sia uscito da Bip Mobile (per approdare davvero ad Alitalia) già subito dopo l’estate, deluso e amareggiato per la situazione in cui versa il mercato delle telecomunicazioni e le difficoltà incontrate da Bip Mobile nella sua veste di operatore alternativo.
Così sembrava, così è stato.

 
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Pubblicato da su 2 gennaio 2014 in cellulari & smartphone, telefonia, TLC

 

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