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7 che vanno, 7 che vengono

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Il Samsung Galaxy Note 7 sta regalando molte soddisfazioni. Alla concorrenza, però: le notizie di batterie che prendono fuoco ed esplodono si propagano nel mondo hanno costretto a provvedimenti drastici, come il bando da parte della Federal Aviation Administration (il dipartimento dei trasporti aerei USA) e il ritiro dal mercato deciso dal produttore.

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Prospettiva poco favorevole per la reputazione di Samsung sul mercato, che emerge proprio mentre Apple calamita su di se’ molta attenzione per la presentazione dell’iPhone 7.

 
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Pubblicato da su 9 settembre 2016 in news

 

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Apple, rito rispettato

Annunciato da tempo attraverso le solite indiscrezioni che puntualmente ne anticipano alcune caratteristiche, è stato presentato oggi il nuovo iPhone 7, in versione base e plus, resistente ad acqua e polvere, con caratteristiche che ridefiniscono gli standard del settore, un design da urlo e fotocamere al top. E chi se ne importa del nuovo  Watch che ha il gps e va sott’acqua, del nuovo sistema iOS10 e di tutte le altre novità Apple? E del resto del mondo?

Coloro che si metteranno in fila fuori dagli Apple Store dal 16 settembre (o che si accamperanno  nei pressi ore o giorni prima) ci daranno anche quest’anno la misura di quanto questo possa essere una priorità per una parte della specie umana. 

PS: gli auricolari “solo wireless” hanno un design opinabile, ma probabilmente saranno il nuovo distintivo per gli utenti Apple senza se e senza ma.

 
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Pubblicato da su 7 settembre 2016 in cellulari & smartphone, news

 

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L’uomo che sussurrava all’ufficio brevetti

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Il signor Thomas Ross dalla Florida racconta che nel 1992 realizzò tre disegni tecnici in cui prefigurò design e caratteristiche che quindici anni dopo Apple avrebbe lanciato sui propri dispositivi mobili (iPod, iPhone, iPad). Ross afferma di aver depositato quei disegni a corredo di una domanda di registrazione di brevetto per un dispositivo con display tattile, ideato per comunicare, compilare un’agenda, memorizzare dati, leggere libri e riviste in formato elettronico e visualizzare immagini e video. La validità della domanda è però decaduta dopo il 1995, anno in cui il detentore cessò di pagare le relative tasse. Ora ha tentato di avviare un’azione legale, a suo dire a tutela dei propri diritti, per chiedere ad Apple 10 miliardi di dollari, praticamente una royalty pari all’1,5% di quanto ricavato dall’azienda per la vendita dei propri dispositivi mobili.

Due domande sorgono spontanee:

  1. Perché il signor Ross ha taciuto dal 2007 (anno di lancio dei primi iPhone e iPod touch) al 2014?
  2. E se fosse un patent troll?

 

 

 
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Pubblicato da su 30 giugno 2016 in news

 

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App precipitose

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Quando ho letto questa notizia diffusa dall’ANSA ho pensato che Am I Going Down, più che una app per prevedere gli incidenti aerei, potesse essere una bufala non controllata:

Basta inserire l’aeroporto e orario di partenza, quello di arrivo e l’aereo. Basando sui dati degli incidenti, viene calcolato il tasso di rischio per 10 milioni di voli di linea. Volando, per esempio, ogni giorno sulla tratta Francoforte – New York con un Aribus A380 il primo incidente si verificherebbe dopo 18.512 anni. A questo punto la paura sarà svanita.

Invece ho scoperto che l’app esiste veramente e può essere acquistata su iTunes.

Sicuramente, chi è costretto a prendere un aereo pur avendone paura, si precipiterà a scaricarla e sarà grato ad ANSA per la preziosa segnalazione.

 
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Pubblicato da su 4 febbraio 2015 in news

 

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Apple Show 2014

Apple Watch Presentation

In ordine di rilevanza – per il sottoscritto – e non di apparizione, ecco le novità presentate oggi da Apple.

  1. Songs of Innocence: l’ultimo album degli U2 viene rilasciato a costo zero a tutti gli utenti di iTunes fino al 13 ottobre. Tim Cook & U2Poi si paga, ovviamente, ma nel giro di un mese l’ultima fatica della band irlandese potrà raggiungere 500 milioni di utenti della piattaforma Apple. Certamente tutto avverrà in un arco di tempo più ristretto. Forse sarà necessario rivedere il concetto di riconoscimento sulle vendite espresso con i vari dischi (di diamante, di platino, d’oro e d’argento). Comunque si vocifera che ad Apple il giochino sia costato 100 milioni di dollari (al netto di altri eventuali compensi direttamente elargiti agli U2).
  2. Watch: lo smartwatch secondo Apple non si chiama iWatch, ma solo Watch. Accidenti. Design accattivante, materiali ricercati, tecnologia al top, una cospicua dote di funzioni, sistema operativo Watch OS. Il difetto più evidente, che relega anche questo smartwatch a ruolo di companion è la necessità di restare sincronizzato (e quindi vincolato) all’iPhone, a cui deve rimanere sempre appiccicato. La vera novità di questo settore – se e quando verrà presentata – sarà lo smartwatch indipendente da qualunque altro device, con nano-Sim integrata (tecnicamente già fattibile). Questo, intanto, arriverà sul mercato nel 2015. Dopo Natale. Che delusione.
  3. Pay: è la nuova piattaforma di pagamento basata su tecnologia NFC, a cui Apple – fino a due anni fa – non intendeva ricorrere, ma che la concorrenza ha già introdotto da tempo nei propri smartphone; qui c’è la differenza di poter pagare con un dito.
  4. iPhone 6 / Iphone 6 Plus: la nuova generazione dello smartphone più desiderato al mondo. Due modelli, con display di maggiori dimensioni rispetto alle generazioni precedenti (4,7 e 5,5 pollici), contraddistinti da un design sottile (quasi da iPhone Air), più potenti, iOS 8… Sicuramente il top della gamma, ma per le esigenze (reali o indotte) dell’utente, la concorrenza è a livelli comparabili. Non siamo più nel 2007, quando l’iPhone era… qualcosa di completamente diverso.

 

 
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Pubblicato da su 9 settembre 2014 in cellulari & smartphone, news, tecnologia

 

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The Fappening, un’altra lezione sulla protezione di dati e foto personali

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Avete letto o sentito del furto e della diffusione di foto personali ai danni di alcune celebrità come Kirsten Dunst, Kim Kardashian, Selena Gomez, Bar Refaeli e Jennifer Lawrence? E, soprattutto, avete capito cos’è accaduto?

In breve: le foto, inizialmente memorizzate sui loro dispositivi personali (iPhone, iPad, Mac), erano poi sincronizzate su iCloud (un disco fisso virtuale, cioè un servizio per l’archiviazione di dati in Internet realizzato da Apple per i propri utenti). L’impostazione standard (modificabile, sapendolo) prevede il salvataggio automatico delle foto per poterle gestire su Mac con iPhoto. In seguito ad un attacco hacker, le immagini – prevalentemente intime – contenute in tali spazi sono state copiate dagli account di queste persone e diffuse via web sulla piattaforma 4chan e su Reddit. Pare che l’obiettivo iniziale fosse quello di metterle sul mercato e venderle all’industria del gossip, ma negli Stati Uniti questo genere di azioni è reato e non hanno suscitato l’interesse atteso: per questo sarebbero state distribuite sul web.

Si è ripresentato – su più vasta scala – il problema di violazione della privacy accaduto due anni fa a Scarlett Johansson. Christina Aguilera e Mila Kunis (il colpevole era stato trovato e condannato a scontare 10 anni di reclusione e al pagamento di una sanzione di 76mila dollari).

Ciò che è accaduto poteva essere prevenuto, evitato da chi voleva davvero tutelare la propria privacy? Assolutamente sì, in modi sia analogici che tecnologici, che esporrò in ordine di efficacia:

  1. non scattare foto di quel genere (ok è un po’ radicale, ma è la soluzione che offre maggiori certezze);
  2. conoscendo il valore che tali foto possono acquisire sul mercato dei bavosi, se proprio non è possibile trattenersi dallo scatto hot, sembra decisamente opportuno mantenerle conservate su un supporto di memorizzazione fisico di cui si possa avere il reale controllo (scheda di memoria, chiavetta USB, hard disk, CD, DVD…)
  3. pensare allo scopo per cui è stata scattata la foto… era da mostrare a una persona, a una platea ristretta o a chiunque? Ecco. In ogni caso, lasciarla lì o trasferirla via chiavetta;
  4. se proprio dovete utilizzare un servizio cloud, scegliete una password complessa, createne una diversa per ogni account e, se il servizio prevede il password reset attraverso alcune domande, impostate risposte non facilmente identificabili (esempio: “Qual è il cognome di tua madre da nubile?” Risposta possibile: “Lansbury”, oppure “Merkel” o anche “Jeeg”… insomma, non dev’essere necessariamente reale perché potrebbe essere ottenibile da malintenzionati)
  5. .

Intendiamoci: iCloud, così come Dropbox, GoogleDrive, OneDrive , non è affatto un sistema insicuro, la protezione dei dati che vengono memorizzati è assicurata da un algoritmo di cifratura AES a 128 bit. Ma è sufficiente arrivare a conoscere la password legata all’account per avere l’accesso. Come a dire: una cassaforte può essere ipersicura e a prova di qualunque scasso, ma basta averne la combinazione e il gioco è fatto. E ottenere la password dell’Apple ID (e quindi dell’account iCloud) di queste celebrità potrebbe non essere stato difficile, dato che – finché Apple non se n’è accorta – esisteva la possibilità di scovarla tramite un software. Il rischio aumenta quando la password è semplice e non è stata generata con gli opportuni criteri di complessità (ad esempio quelli illustrati nell’articolo Scegliere password più sicure su Mozilla Support, oppure in Creazione di una password forte a cura di Google Support). Oppure se il servizio di password reset è impostato con risposte prevedibili o facilmente reperibili.

Come già detto più volte in precedenza, nessuna soluzione tecnologica è in grado di garantire la sicurezza assoluta al 100% della propria efficacia. Quindi, meditate su questo aspetto.

Altri aspetti su cui è necessario meditare: l’accidentale (?) sacrificio della privacy in nome della vanità (le foto non sono state certo scattate per essere inviate al dermatologo per un controllo sommario) e – soprattutto – la diffusissima mancanza di consapevolezza dei rischi comportati da determinate azioni compiute attraverso Internet.

 
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Pubblicato da su 2 settembre 2014 in Internet, News da Internet, privacy, security

 

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Coming soon by Apple

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Apple si appresta ad una presentazione di novità e la anticipa alla sua maniera, ossia senza dire nulla, anche se… “vorremmo potervi dire di più”.

Che si tratti dell‘iPhone 6, del nuovo iWatch o di altro, non importa: la cerimonia sarà seguitissima, come sempre. Ma attenzione: la concorrenza incalza.

 
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Pubblicato da su 28 agosto 2014 in business, cellulari & smartphone, tecnologia

 

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Monitorato da un iPhone scarico

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Singolare – ma interessante – questo episodio spiegato su Reddit dall’utente Glarznak: in vacanza, ha lasciato il proprio iPhone 5S scarico per quattro giorni (non potendolo ricaricare perché aveva rotto il cavetto). Una volta tornato a casa, ha ricaricato lo smartphone, scoprendo che l’app Argus (permette di monitorare nutrizione, attività sportive e ha funzionalità di pedometro) era riuscita a registrare dati anche nei giorni in cui la batteria dell’iPhone era talmente a terra da non consentire nemmeno l’accensione.

A terra, ma non assolutamente scarica: aveva infatti mantenuto una minima energia residua che, benché non adeguata a sopportare lo stress dell’accensione, era comunque sufficiente all’irrisoria attività di monitoraggio effettuata con il supporto del chip M7 integrato nell’iPhone (evidentemente molto parco nei consumi). D’altro canto, non è un segreto che il processore consenta – ad esempio – la misurazione continua delle informazioni di movimento dell’utente e quindi il controllo costante di accelerometro, giroscopio e bussola…

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Si tratta di un dettaglio che comunque può sfuggire, in questo caso specifico si tratta di una funzionalità non allarmante perché non tiene traccia della posizione dell’utente, non essendo legata a modulo GPS o Cell-ID (che identifica la cella in cui si trova un utente di rete mobile). Ma rimane sempre valido il discorso che è bene conoscerne l’esistenza: dobbiamo sempre essere consapevoli delle potenzialità di uno strumento che utilizziamo, a maggior ragione in materia di informazioni personali (dovremmo sempre essere in condizioni di sapere che fine fanno, visto che sono nostre).

Le possibilità offerte dalla tecnologia sono molte e di esempi di monitoraggi inconsapevoli ne abbiamo già troppi (tra cui quello attuato da Google attraverso gli smartphone, abbastanza eclatante).

 
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Pubblicato da su 7 marzo 2014 in news

 

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E l’iPhone 6 come sarà? (Uffa)

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I nuovi modelli iPhone saranno venduti in Italia da venerdì 25 ottobre, ma c’è già chi lancia pronostici sul prossimo modello (sì, quello che uscirà tra un anno), che qualcuno prevede dotato di un display più ampio, come quello di alcuni modelli di smartphone di Samsung, Nokia, LG, Sony eccetera.

Per la prossime settimane si attendono indiscrezioni centellinate su altre caratteristiche: risoluzione del display e/o della fotocamera e/o del proiettore integrato, spessore, altezza, durata della batteria, impermeabilità e proprietà ignifughe della scocca, tasto rosso “help” per utenti non autosufficienti, capacità del serbatoio dell’acqua per la mini-macchinetta del caffé con slot per minicialde, eccetera.

 
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Pubblicato da su 10 ottobre 2013 in cellulari & smartphone, facezie

 

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America’, fàcce ride

Un simpatico estratto da un botta-e-risposta durante il Gartner Symposium ITxpo 2013 di Orlando:

David Willis (analista di Gartner):

Se intervistassimo persone di questo pubblico, direbbero che Google Android non è la loro piattaforma principale […] Quando si parla di Android, la gente dice “aspetta un minuto, Android non è sicuro”

Eric Schmidt (presidente di Google):

Non è sicuro? E ‘più sicuro di iPhone!

Hanno riso in molti. Ma c’era poco da ridere…

 
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Pubblicato da su 8 ottobre 2013 in news

 

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Anche il Touch ID dell’iPhone 5S può essere ingannato

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Quando è stato lanciato il nuovo iPhone 5S dotato di Touch ID – il lettore di impronte digitali – Apple ha garantito la sicurezza del dispositivo, al punto che sarebbe stato inutile anche l’utilizzo di un dito mozzato.

Ma per aggirare l’ostacolo non serve arrivare a tanto: quei precisini del Chaos Computer Club, infatti, sono riusciti ad ingannare il touch id senza far male a nessuno. Certo, la tecnica utilizzata per la riproduzione dell’impronta non è alla portata di tutti, ma dimostra – ancora una volta – che nel mondo digitale (!), la sicurezza al 100% non esiste.

 
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Pubblicato da su 23 settembre 2013 in cellulari & smartphone, news, News da Internet, privacy, security, tecnologia

 

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Apple, obiettivo: diversificazione

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I nuovi iPhone presentati ieri rappresentano una vera svolta per Apple: non più un solo nuovo modello all’anno, ma addirittura due, quindi ormai si può parlare di offerta di gamma, con il modello 5S che introduce il touch id, lettore di impronte digitali (per sostituire l’uso delle password, anche per accedere agli account dei sistemi di pagamento) e il colorato 5C (che viene definito low cost in modo molto fuorviante, eventualmente è lower priced).

 
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Pubblicato da su 11 settembre 2013 in business, cellulari & smartphone, telefonia

 

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Stanno sistemando gli scaffali

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Stasera novità da Apple

 
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Pubblicato da su 10 settembre 2013 in business

 

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Apple Store, vetrina in allestimento

AppleInAllestimentoAll’Apple Store si stanno preparando a mettere sugli scaffali qualcosa di nuovo…

 
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Pubblicato da su 10 giugno 2013 in business, News da Internet

 

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BlackBerry vuole infilarsi in iOS e Android

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Il rilancio BlackBerry (nome che costituisce ora anche la ragione sociale dell’azienda che produce gli omonimi smartphone, che prima si chiamava RIM – Reasearch In Motion) prosegue: dopo i nuovi device con le ultime versioni del sistema operativo, ora si passa alle applicazioni fruibili da altri apparecchi.

Pare infatti che, dalla prossima estate, BlackBerry Messenger possa diventare multipiattaforma ed essere reso disponibile in differenti versioni, per supportare iOS (dalla versione 6) e Android (dalla versione 4). Anche qui ci potrebbe essere filo da torcere per gente come WhatsApp e altri messenger (da quello Facebook a Skype, eccetera)

 
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Pubblicato da su 15 maggio 2013 in News da Internet

 

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