Se non fosse per il fatto che la Guardia di Finanza ci ha lavorato per mesi, ad un lettore poco attento potrebbe sembrare che sia bastato che il post “Gli uomini della macchina dei soldi di Google” scritto ieri da Marco per calamitare su Google Italia l’attenzione del Fisco Italiano.
Secondo il PM di Milano Carlo Nocerino (scrive Punto Informatico), Google avrebbe occultato agli occhi del Fisco italiano qualcosa come 240 milioni di euro, profitti che avrebbero dovuto corrispondere a circa 50 milioni di euro di imposte che non sono però mai state pagate. L’accusa è di aver mascherato le attività italiane attraverso società estere. L’azienda risponde di essere invece in regola, che le presunte violazioni derivano da un equivoco, e di voler collaborare per poter dimostrare di aver applicato le norme di legge secondo la corretta interpretazione a livello nazionale ed internazionale: «Questo tipo di verifiche sono molto comuni nel caso di società multinazionali come Google; la nostra sede principale europea è in Irlanda mentre negli altri paesi siamo presenti solamente con dei centri operativi. Google paga le imposte in tutti i paesi in cui è presente, inclusa l’Italia».
I dovuti chiarimenti nei prossimi giorni.