Stamattina il menu di Affari & Finanza propone un interessante minestrone, a base di web 2.0 all’italiana, da cui emerge l’utilizzo social di Internet da parte degli utenti italiani con dati che mi perplimono, ma evidenzio solo una cosa:
Il quadro che emerge è che su 24,3 milioni di navigatori in Internet (41% della popolazione), 3,4 milioni possiede un blog come Splinder o Blogger, mentre gli iscritti ai social network sarebbero 4,7 milioni. Circa un terzo delle persone che si connette a Internet, dunque, utilizza dunque i social network.
Forse mi sbaglio, ma mi sembra che nel calcolo ci sia un problema di insiemistica. C’è scritto un terzo perché i due dati (gli utenti che possiedono un blog come Splinder o Blogger più gli iscritti ai social network), sommati, portano a 8,1 milioni di utenti. Ma se uno ha un blog e utilizza anche i social network quanti utenti vale? Nell’articolo mi pare di capire che nel gruppo dei social network presi in esame ci siano servizi eterogenei (MySpace, Facebook, LinkedIn, FlickR, Anobii, Badoo). Conosco più di una persona che ha almeno un account in tutti.
marco pizzo
29 settembre 2008 at 15:47
E’ chiaro che il ragionamento nell’articolo fa acqua … anche perché è risaputo che le sovrapposizioni fra queste tipologie di utenti sono molto rilevanti
Ferd
29 settembre 2008 at 18:56
“3,4 milioni possiede un blog come Splinder o Blogger”.
GASP 😀
il signor wordpress dove l’hanno scordato? allora io aggiungo Dblog.
EG
29 settembre 2008 at 20:35
Questo che citi di Affari E Finanza e’ uno dei piu’ inutili articoli sul web 2.0 che siano mai stati scritti. Leggendo l’articolo ho capito cosa intendi per minestrone:
“La top four dei social network in Italia mostra, infatti, MySpace in cima alle preferenze con il 59,5% degli iscritti (2,7 milioni di utenti), Facebook segue invece al 19,5% (900 mila utenti), LinkedIn, la community professionale, al 7,7% (300 mila), infine, seguono gli altri network, come FlickR, Anobii e Badoo, che insieme totalizzano il 13,3% (625 mila persone)”.
Non ha senso accostare MySpace a LinkedIn, Flickr e altri servizi di per se’ slegati e complementari.