In questo momento sto viaggiando su un treno a lunga percorrenza, lunga piu’ per il tempo impiegato che per i km da percorrere (per non parlare del fatto che, come segnala la cortese voce dello speaker diffusa nelle carrozze, “questo treno potrebbe subire ritardi imprecisati a causa delle precipitazioni nevose”).
Comunque qui di fronte c’e’ un uomo che ha all’orecchio un cellulare e sta fingendo di parlare, come una dozzina d’anni fa facevano quelli che volevano ostentare il telefonino come status symbol. Io e almeno un paio di passeggeri siamo certissimi che stia fingendo: lui finge una conversazione con un amico, pronunciando frasi del tipo “si’, ieri sera siamo andati a fare l’aperitivo in quel posto e poi siamo andati al Noir…”, “ah se ci fossi stato avresti rimorchiato anche tu…”, “eh lo so che mi stai invidiando un casino, e stasera facciamo il bis”. E intanto, dall’audio del suo cellulare, udibilissimo da me e da altri vicini (cosa di cui lui evidentemente non si e’ reso conto), si sente molto chiaramente la voce femminile del risponditore automatico del 190 (il customer care di Vodafone) che illustra promozioni e offerte.
Non so ancora se compatirlo o suggerirgli “prema CINQUE e parli con un operatore, un interlocutore in carne e ossa da’ piu’ soddisfazione”. Anyway, che tristezza…
AlphaKappa
28 novembre 2008 at 19:44
povero, non devo avere tutte le rotelle a posto…
Spacewalker
1 dicembre 2008 at 21:26
Sono stato testimone di una situazione simi, soltanto che all’incompetente dopo circa 10 minuti di masturbazioni mentali al microfono del cellulare, questi gli si è ribellato contro mettendosi a trillare … ops una VERA telefonata era arrivata al malcapitato … figura da ramarro…
Bye