Vi ricordate del Registro Italiano in Internet, servizio promosso da una società tedesca che per la modica cifra di quasi mille euro all’anno propone la pubblicazione di una evitabilissima presentazione pubblicitaria del vostro sito web in una directory? Questa iniziativa – per inciso – è ora al centro di una battaglia legale che vede protagonista l’associazione di difesa dei consumatori Codici contro la società che sta alle spalle di questo servizio, la DAD Deutscher Addresdienst GmbH.
Ve ne siete ricordati? Bene, ci risiamo: come segnala The New Blog Times, ora esiste una versione europea di questa iniziativa, grazie all’olandese EU Company Directory, P.O. Box 2021, 3500 GA UTRECHT.
Peccato che se si sottoscrive il contratto e non si è presenti nella lista, si sottoscrive per tre anni, durante i quali si debbono corrispondere 995 Euro l’anno (vedi figura, il grafico è scaricabile qui e il PDF qui).
Il modus operandi è il medesimo della DAD (si invia un modulo da compilare che ha un format sobrio e di aspetto istituzionale, legato però ad una costosa iniziativa pubblicitaria privata che si può tranquillamente ignorare senza nessuna conseguenza), l’importo è pressoché identico, la durata del contratto da sottoscrivere è di tre anni in entrambi i casi. Qualcuno ha un po’ di tempo per fare qualche verifica? Secondo me queste due directory si somigliano troppo per non avere nulla in comune…
Conclusione: cestinare senza remore!

TATIANA RYKOUN
29 gennaio 2010 at 22:11
E SE HO SOTTOSCRITTO ORMAI? NON HO ASSOLUTAMENTE UNA CIFRA DEL GENERE PER PAGARE! COSA DEVO FARE VENDERE LA CASA ?
Rocco Rattazzi
30 gennaio 2010 at 00:35
In Italia il comportamento di quell’azienda e’ stato dichiarato fuori legge: http://punto-informatico.it/2535035/PI/Lettere/registro-italiano-internet-tornato.aspx
Provi a rivolgersi all’associazione di consumatori CODICI, (http://www.codici.org) che si è occupata di questi casi:
http://punto-informatico.it/2461367/PI/News/ritorno-dad-chiede-soldi-agli-italiani.aspx