Riesco solo adesso a dire due parole su una questione salita alla ribalta in questa settimana nella Rete, l’annuncio di Silvio Berlusconi di una proposta di regolamentazione globale per Internet. Cito da una notizia ASCA:
Roma, 3 dic – ”Su internet manca ancora una regolamentazione internazionale uniforme, credo che nel prossimo G8 si possa portare sul tavolo questa proposta”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso della sua visita al Polo Tecnologico delle Poste, ricordando che dal prossimo primo gennaio sara’ per la terza volta presidente del G8.
La notizia ha sollevato un gran polverone in Rete, secondo me solo in parte giustificato. Da nessuna parte sono riuscito a leggere un vero approfondimento di questo annuncio: cosa significa regolamentare Internet? Come ha osservato Stefano Quintarelli:
Un certo livello di regolamentazione è essenziale, un altro livello sarebbe pernicioso. Regolamentare il mercato per garantire l’accesso a tutti gli operatori, e’ essenziale (pensiamo all’interoperabilità). Regolamentare il mercato per escludere degli operatori è pernicioso (pensiamo alla censura di tutti i contenuti in alcuni paesi).
La mia opinione è che Internet non abbia bisogno di una regolamentazione di nuova introduzione e concepita da zero, in quanto si sta parlando di strumenti e infrastrutture di comunicazione, a cui possono e devono essere applicate regole che già esistono, eventualmente con adeguamenti e accorgimenti specifici per gli strumenti utilizzati, per la tutela e il rispetto di ogni categoria di utilizzatori. Ad esempio, è ovvio che una disciplina relativa alle intercettazioni telefoniche (purché ben applicata) non può essere applicata tout court a tutti i sistemi di comunicazione esistenti, ma la riservatezza degli utenti deve essere tutelata e per questo motivo le regole esistenti possono essere estese a determinate fattispecie, con contenuti necessariamente adeguati alle varie possibilità di trasmissione dati in formato elettronico.
In sostanza, a me sembra prematuro sollevare allarmismi su intenzioni che nessuno ha ancora spiegato nel dettaglio e su questioni ancora da approfondire. Aspettiamo di capire cos’avrà voluto dire e poi parliamone.
Anna
5 dicembre 2008 at 12:28
Tu dici giustamente che le regole esistono già. Infatti eccole: sono nel decreto legislativo 70/2003 e nella Legge 39/2003, che hanno i contenuti della direttiva europea 2000/31/CE.
Le regole ci sono, basta applicarle. Notate bene che sono norme italiane del 2003… anno centrale nel precedente governo Berlusconi.
a.g.
6 dicembre 2008 at 12:26
è facile intuite quale possa essere la “regolamentazione di internet” secondo berlusconi… ovvero mettere il bavaglio alla libera espressione, reprimere un media che fa concorrenza alle sue tv e ai suoi giornali
Antonio
6 dicembre 2008 at 15:20
A.G., non sono d’accordo per un semplice motivo: internet non e’ un media. E’ un’infrastruttura, i media sono alcuni dei vari servizi che vi gravitano attorno (parliamo pure di Youtube) e che potenzialmente possono creare problemi di copyright. E non e’ questo il problema che si intende portare al G8.
Il problema e’ capire come le leggi di oggi che sono contro terrorismo, razzismo, pedofilia etc. possono trovare adozione e applicazione su Internet. E’ vero che le regole esistono gia’, ma in rete e’ piu’ facile ignorarle ed essere ignorati da chi le vuole vedere rispettate.
Questo e’ quello che e’ stato detto in merito alla necessita’ di una regolamentazione Internet da parte di Obama e anche di Napolitano. Silvio Berlusconi volesse parlare di questo: non e’ affatto un’idea nata da lui, l’ha sentita da altri e sta correndo per rivendicarne la paternita’.