Non possedendo un iPhone, se non l’avesse segnalato Mantellini non avrei mai saputo che le App di Corriere e Repubblica sono divenute a pagamento (vendute entrambe a 2,39 euro, offrono l’accesso ai contenuti delle rispettive testate, non so fino a che punto differenti da quelli accessibili dal sito web). E questa ciliegina, sul lungo dibattito che riguarda proprio la fruibilità di news online (gratis o a pagamento?), dimostra la tempestività tutta italiana di due gruppi editoriali de noantri, in un momento in cui il resto del mondo (Murdoch incluso) si sta rendendo conto che, probabilmente, gli utenti disposti a pagare per i contenuti editoriali online sono proprio pochini.


Marco
25 settembre 2009 at 11:51
Guarda Dario, sono reduce dall’ennesimo convegno sulla questione e, a distanza di dieci anni dall’inizio del dibattito trovo che ancora oggi uno dei due protagonisti della questione, l’editore, non abbia capito cosa voglia l’altro, il lettore, e perché questo possa dirsi interessato e disposto a pagare.
Per risolvere la questione si sta pericolosamente spostando la discussione sulla legalità della riproduzione dei contenuti: imbarazzante. Denota una preoccupante pigrizia dei decisori di fronte alla necessità di comprendere necessità del nuovo target (il lettore in ambiente digitale) e impiego remunerativo dello strumento (la Rete). Personalmente credo che il prossimo futuro vedrà un inasprimento dei controlli che punirà utenti e providers senza tuttavia correggere la situazione. Occorrerebbe un tavolo di lavoro dove i protagonisti si dimostrassero davvero intenzionati a capire le ragioni dell’altra parte e capaci di proporre soluzioni percorribili. imho.
Saluti
mfp
30 settembre 2009 at 03:31
Marco, il problema dell’editore e’ che e’ antieconomico. Grava cioe’ sulle spalle e dell’autore (ie: si arroga il diritto di amministrare e quindi decidere quanto andra’ a lui e quanto all’autore) e del lettore (ie: si arroga il diritto di farsi pagare prima che il lettore abbia potuto constatare l’effettiva genuinita’ dell’informazione che ha ricevuto), senza fornire nulla di piu’ ad entrambi (ie: tecnicamente chiunque oggi con 9 euro da Aruba e 500 euro ad un webmaster di paese, puo’ pubblicarsi in modo assolutamente presentabile), e anzi togliendo molto al giornalismo (ie: drogando l’informazione con le logiche industriali e politiche). E cioe’ il problema dell’editore e’ che sia gli autori che i lettori con gli uffici dell’editore possono benissimo pulirsi il culo… ad un giornalista cioe’ basta mettersi d’accordo con una decina di colleghi sull’ammortizzare comunitariamente eventuali liti d’onore, per bypassare il legislatore in caso qualcuno abusi degli strumenti fascisti esistenti nel nostro codice penale (ie: reati d’opinione). Fattispecie (calunnia, diffamazione, etc) che, tra l’altro, basterebbe trasferire nel codice civile (ie: procedimento “cartolare”; “lightweight” in gergo informatico), e considerare quindi pene miti (cfr. Beccaria) “una tantum”, per essere tollerabili… attenzione… non “fatte bene”… ma solo “tollerabili”. L’optimum infatti sarebbe che venissero eliminati i reati d’opinione; in un mondo fatto di miliardi di siti web, discussioni piu’ o meno private, etc, semplicemente non ha senso parlare di reati di opinione. Non e’ uno strumento limitato come la carta (ie: elevata centralizzazione; cioe’ 7-8 quotidiani nazionali, un paio di agenzie stampa da cui tutti i quotidiani attingono, 1 sola a controllo ebraico che traduce dall’arabo), ne’ come la TV (ie: 7 canali degni di nota, e una marea di monnezza; e anche considerando Sky… cioe’ un’informazione economicamente centralizzata… sono “solo” 1000 canali… non miliardi); la popolazione cioe’ si distribuisce autonomamente su vettori di informazione a lei piu’ consoni… in cui in genere c’e’ un numero limitato di lettori che potrebbero trarre una immagine sbagliata della persona anche eventualmente diffamata. Ma tornando in topic: se l’editore e’ antieconomico, i giornalisti farebbero bene a sfancularlo prima possibile, prendendo ad esempio spunto da Il Fatto Quotidiano (che, attenzione, puo’ non piacere per la natura del salotto culturale da cui ha avuto origine; ci sono tanti motivi discutibili per non affidarsi a Travaglio; ma dal punto di vista infoeconomico e’ una iniziativa da gente con le palle… Professionisti… buon sangue non mente… Lode a Montanelli, Mentore Ottimo, prima ancora che giornalista).