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HAPS: il 2026 sarà l’anno giusto per internet stratosferico?

29 Gen

Se vivessimo in cima ad una montagna o su un’isoletta sperduta, senza il collegamento Internet a cui siamo abituati, vivremmo nelle condizioni in cui oggi si trovano ancora oltre due miliardi di persone nel mondo. Il 2026, però, potrebbe essere l’anno della svolta, grazie a una tecnologia semplicemente… stratosferica.

L’idea è semplice, per cui provo a spiegarla in modo non tecnico: invece di piazzare antenne ovunque o lanciare migliaia di satelliti nello spazio, perché non mettere delle torri volanti molto in alto nel cielo? Parliamo di enormi dirigibili gonfi di elio e aerei senza pilota (quindi UAV – Unmanned Aerial Vehicle, altrimenti detti “droni”) che volano a oltre 20 chilometri di altezza, cioè davvero nella stratosfera (quella zona dell’atmosfera in cui volano anche gli aerei di linea, ma molto più su): questi “palloni intelligenti” stazionano sopra un’area sparando internet super veloce direttamente sui dispositivi, senza la necessità di altre antenne. Questa tecnologia si chiama HAPS (High-Altitude Platform Station, cioè “piattaforme ad alta quota”) e delle sue evoluzioni ne parla Technology Review: in questi mesi la stanno testando diverse aziende che sono pronte a darne dimostrazione nei cieli giapponesi e indonesiani.

La novità sta nella concretizzazione, non nell’idea: Google ci aveva provato già anni fa con un progetto chiamato Loon, basato sull’uso di palloni aerostatici. L’iniziativa ha chiuso i battenti nel 2021 per problemi di sostenibilità: i palloni continuavano a essere spinti via dal vento e per questo motivo era necessario sostituirli lanciandone sempre di nuovi. Le aziende oggi attive su HAPS dichiarano di aver trovato la soluzione: dirigibili mossi da motorini elettrici alimentati da pannelli solari, in grado di stabilizzarli anche in presenza di venti contrari, e aerei senza pilota che possono volare per più di due mesi consecutivi senza mai scendere!

In tutto questo si potrebbe obiettare che esiste già Starlink – la soluzione satellitare di Elon Musk – che comunque, dal punto di vista degli utenti, fa la stessa cosa. Vero, ma con un limite: più persone si collegano nella stessa zona, più la connessione rallenta (come quando a casa vostra usate Netflix tutti contemporaneamente e “il Wi-Fi va a rilento”). I dirigibili stratosferici invece permettono di servire molte più persone, perché sono molto più vicini a noi rispetto ai satelliti.

Gli analisti del settore ricordano che di queste promesse ne hanno già sentite tante: da Analysis Mason, l’esperto Dallas Kasaboski osserva che “il mercato HAPS è stato molto lento e difficile da sviluppare” e che molte aziende hanno intrapreso questa direzione con entusiasmo, ma poi i progetti sono naufragati. I numeri sono chiari: le stime indicano che il mercato degli HAPS raggiungerà appena 1,9 miliardi di dollari entro il 2033, mentre quello dei satelliti internet arriverà a 33 miliardi già nel 2030. Le mega-costellazioni di satelliti come Starlink hanno già conquistato il mercato con investimenti di miliardi di dollari.

Recuperare terreno adesso non sarà facile. È un po’ come aprire un nuovo negozio di smartphone in una città dove tutti hanno già comprato l’iPhone e sono felici: anche se il tuo telefono funziona benissimo e costa meno, convincere la gente a cambiare può essere complesso. Per questo i prossimi test in Giappone e Indonesia saranno cruciali: o dimostrano che questa tecnologia funziona davvero – e funziona meglio – oppure rischia di fare la fine di Google Loon e di tanti altri progetti caduti nell’oblìo.

 
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Pubblicato da su 29 gennaio 2026 in news

 

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