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Maleducazione sessuale

13 Feb

Ci risiamo: un altro video, definito hard, girato a scuola con un telefonino. Che era stato pubblicato su YouTube, ma che oggi è stato rimosso. In ogni caso, ci ha pensato il Corriere a riproporcelo, debitamente censurato per tutelare la privacy dei minori.

Che cosa c’è in quel video? Il quotidiano dice “un’ottantina di secondi ripresi con il cellulare in un istituto superiore in provincia di Lecce in cui si vedono una giovane professoressa e tre suoi alunni, tutti minorenni, che la toccano”. La toccano, a più riprese, non ci sono dubbi. E la professoressa (che è sposata) “si difende, e si dice vittima degli studenti. E che per altro non si sarebbe accorta di essere ripresa con un videocellulare”.

Un’Ansa dice qualcosa di più: l’insegnante avrebbe affermato ”Era solo una simulazione, appena ho capito che stavano andando oltre li ho cacciati”. E ancora: ”C’era confusione intorno alla cattedra, non pensavo minimamente che stessero riprendendo con il telefonino, se l’avessi saputo avrei preso il cellulare e l’avrei fatto in centomila pezzi”.

Non so se stavolta ci sarà qualcuno pronto – ancora una volta – a criminalizzare i videocellulari. Prima che qualcuno ci pensi, qualche considerazione che sarebbe bene tenere presente. Nel leggere tutto ciò, ad esempio, mi chiedo che tipo di simulazione fosse stata organizzata in classe.

E, lungi dal voler apparire bacchettone e fermamente convinto che ognuno è libero di circolare vestito come più gli aggrada, mi chiedo anche come può (leggo sempre dall’Ansa) un’insegnante salentina di 40 anni – bella presenza, sposata con un professionista e madre di un bambino di undici anni presentarsi di fronte ad una classe di adolescenti (notoriamente sempre in preda a violentissime tempeste ormonali, soprattutto alla vista di un lembo di pelle scoperta) con un perizoma praticamente in bella vista (basta sedersi, come ha fatto lei, leggermente chinati). Ho capito, è una moda, ma quella dell’insegnante è sempre una figura educativa, o sbaglio?

Infine, mi pongo un’ultima domanda: la frase non pensavo minimamente che stessero riprendendo con il telefonino non esclude, direi, che si rendesse conto benissimo di essere palpeggiata, questa insegnante salentina di 40 anni – bella presenza, sposata con un professionista e madre di un bambino di undici anni. Che ha fermato questa mano, tutt’altro che morta, quando si era spinta (ed era già la seconda volta nel giro di pochi secondi) un po’ troppo oltre. Perché non prima? Io potrei anche credere che non se ne fosse accorta, ma solo se si scopre che questi ingegnosi adolescenti le avevano praticato un’epidurale.

UPDATE: gli studenti non sono incolpevoli, intendiamoci. Ma il loro comportamento è anche conseguenza dall’educazione che hanno ricevuto. Anche le famiglie hanno la loro parte di responsabilità. Ma questo non toglie che simili atteggiamenti non debbano mai essere provocati o incoraggiati.

 
5 commenti

Pubblicato da su 13 febbraio 2007 in media, news

 

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5 risposte a “Maleducazione sessuale

  1. Avatar di Sally

    Sally

    14 febbraio 2007 at 00:02

    Sono pienamente d’accordo. Anch’io sono tuttaltro che bacchettona, ma se fossi una prof:
    – di certo non andrei a scuola vestita in quel modo: in una classe piena di ragazzi in preda all’esplosione della puberta’, ci dovrei pensare un minimo
    – assolutamente non starei UN MINUTO a farmi palpare le natiche (al telegiornale ho sentito anch’io che diceva che i ragazzi “mimavano”… BALLE, TASTAVANO) e se uno di loro avesse provato ad infilarmi una mano nei pantaloni, come minimo gliela avrei mangiata!!! Altro che video estorto, l’avrei denunciato!!!

     
  2. Avatar di Ale

    Ale

    14 febbraio 2007 at 11:24

    Certo che il Corriere ultimamente ci da’ dentro col sesso avanti tutta eh?

     
  3. Avatar di Lucy

    Lucy

    14 febbraio 2007 at 12:59

    Sono anch’io un’insegnante, ho visto il video e non posso proprio dire che la professoressa che vi compare sia incolpevole.
    Io ho 37 anni, sono anch’io sposata e madre, di due bambini. E insegno in un liceo, so come si comportano gli alunni di oggi. Mai e poi mai entrerei in classe abbigliata cosi’ (un maglione corto e un perizoma che fa capolino dai pantaloni possono essere una miccia molto potente per dei ragazzi in preda all). Temo che la mia collega abbia ecceduto nel dare confidenza ai ragazzi e questi se ne siano approfittati. Pero’ non sono convinta che lei abbia capito di aver superato il limite di questa confidenza, molto prima di quando ne hanno dato dimostrazione i ragazzi.
    Molte colleghe e colleghe tendono ad atteggiarsi in modo amichevole. Questo non e’ sbagliato, ma e’ necessario saper condurre bene il gioco per capire quando si sta correndo il rischio di perdere il proprio ruolo educativo. Chi insegna per passione autentica e lo fa professionalmente, sa fin dove si puo’ arrivare e capisce quando fermarsi.

     
  4. Avatar di ignaxio

    ignaxio

    16 febbraio 2007 at 00:47

    è la moda del momento dei tg.. è come l’hiphop.. ma applicato ai TG 😀