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Italia.it: “Ci dispiace…”

18 Mar

In questi ultimi tempi, al visitatore di Italia.it, può capitare di cercarne la homepage e di imbattersi invece in una pagina che recita, mortificata:

Ci dispiace La pagina che avete richiesto non è al momento disponibile

Sulle prime, qualche utente potrebbe essere tentato di tacciare di supponenza chi ha predisposto questa pagina, che elargisce consigli un po’ superflui: “potete partire dalla homepage” ci suggerisce, portandoci peraltro al link http://wps/portal/it” che, a seconda dei server DNS che utilizziamo, può portarci ovunque, dal sito della WPS – World Power Systems o alla homepage di una compagnia di assicurazioni del Wisconsin (WPS Health Insurance).

Ma al di la’ dell’enigma sulla natura di questo link, ovviamente si tratta di un messaggio standard, che si dovrebbe presentare in caso di digitazione erronea (o di link “rotto”). E che invece compare semplicemente digitando http://www.italia.it (o richiamandone il bookmark), il che significa che in quel momento il sito è in manutenzione.

Negli ultimi giorni la cosa si è verificata abbastanza frequentemente. “Chiaro indice di alacri attività” mi scrive il buon Luca Carlucci di ScandaloItaliano. Che, nei commenti di un post precedente, spiega cosa accade “giù a Napoli, nella redazione del portale messa su da ITS alla modica cifra di 1.4 milioni di euro (stima ufficiosa)“. Dove alcuni incaricati sono impegnati a correggere i contenuti del portale, sulla base delle varie segnalazioni pervenute, con sorprendente tempestività (“ieri mattina abbiamo messo su un post sulla Sardegna, e il pomeriggio *tutti* i rilievi del post, comprese inezie come un “tra l’altro” un po’ campato in aria, avevano prodotto le necessarie correzioni”).

Ne consegue che l’aggiornamento del portale Italia.it (per il quale sono stati stanziati alcuni milioni di euro), viene curato da persone che svolgono un onesto lavoro di debugging (tecnico e di contenuti) regolarmente retribuito (e ci mancherebbe che non fossero pagati), che però si basa anche sull’opera di altri soggetti – in buona parte blogger – che gratuitamente hanno segnalato le molte lacune del portale.

Sempre da un mondo di blogger e di professionisti è nata l’iniziativa Ritalia.it. La somma di tutto questo fa considerare ad Aghost, giustamente: “la novità è che grazie ai blogger nasce finalmente un episodio importante di “democrazia dal basso”. Non più quindi la blogosfera come “bar sport globale“, come viene denigrata dai soliti giornalisti con la puzza la naso, ma strumento informativo e propositivo dei cittadini, utilizzato finalmente senza alcuna mediazione“.

Il lavoro non sarà facile, d’accordo ma è lecito attendersi che il risultato possa essere buono. E di non inciampare più in personaggi come Gioacchino Fellini.

 
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Pubblicato da su 18 marzo 2007 in media

 

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