Perché le spinte al miglioramento e all’innovazione devono venire “dal basso”? Perché dall’alto qualcuno preferisce tirare il freno a mano. Stefano Quintarelli segnala un articolo di Vita Non Profit di Riccardo Bonacina che riporta una dichiarazione rilasciata ieri dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla delegazione della Federazione nazionale della Stampa in occasione del centenario del sindacato dei giornalisti:
‘In un mondo aggressivamente multimediale ci sono sollecitazioni a cui bisogna saper resistere per garantire liberta’ e dignita’ della stampa’.
“Con tutto il rispetto – commenta Riccardo Bonacina – un invito che riporta alla mente il famoso commento di Benjamin all’Angelus Novus di Klee (vd qui sotto). La battaglia “contro” il multimediale è persa da 10 anni, se energie restano ai giornalisti si inventino un nuovo modo di fare la professione. Meno da schiavi e più da protagonisti”.
Questo parallelo è molto azzeccato. A proposito, ecco il quadro e il commento richiamato da Bonacina:
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«C’è un quadro di Klee che si chiama Angelus Novus. Vi è rappresentato un angelo che sembra in procinto di allontanarsi da qualcosa su cui ha fisso lo sguardo. I suoi occhi sono spalancati, la bocca è aperta, e le ali sono dispiegate. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Là dove davanti a noi appare una catena di avvenimenti, egli vede un’unica catastrofe, che ammassa incessantemente macerie su macerie e le scaraventa ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e riconnettere i frantumi. Ma dal paradiso soffia una bufera, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che l’angelo non può più chiuderle. Questa bufera lo spinge inarrestabilmente nel futuro, a cui egli volge le spalle, mentre cresce verso il cielo il cumulo delle macerie davanti a lui. Ciò che noi chiamiamo il progresso, è questa bufera »
(Walter Benjamin, Tesi sul concetto di storia (1940) Einaudi, Torino 1997, pp. 35-7)
I problemi del mondo dell’Informazione sono altri. Non a caso qualcuno ha organizzato per domani – 25 aprile – il V2Day. Che può essere criticabile finché si vuole, ma che ha il merito di porre al centro dell’attenzione i temi fondamentali richiamati dal presidente Napolitano: libertà e dignità della stampa. Che tecnologia e multimedialità non intaccano minimamente.
Ferd
24 aprile 2008 at 21:50
Certo che la nostra classe politica è avanti, vero?
raf
26 aprile 2008 at 19:45
Sinceramente, mi sarei aspettato di sentire qualcosa di più esplicito e profondo dal nostro Presidente… per lo meno un discorso più articolato che mi facesse capire…peccato…d’altra parte in Italia neppure il Presidente è scelto direttamente dai cittadini..e se anche lo fosse forse ci costringerebbero a sceglierlo tra i deputati e senatori..
Secondo il mio modestissimo parere sono molte le sollecitazioni a cui questo nostro Parlamento sta opponendo una fortisima resistenza.. e sono tutte sollecitazioni per cambiare in meglio la nostra soccietà. Internet è solo un mezzo di comunicazione…sicuramente più rappresentativo dei partiti dato che ogni cittadino può esprimersi..invece alle elezioni si doveva solo mettere una crocietta…forse per evitare di “sollecitare” qualcuno ad andarsene..
MFP
29 aprile 2008 at 20:34
L’immagine/metafora dell’angelo e’ bellissima e azzeccatissima. E più in generale e’ un post che mi ha colpito molto (ieri avevo letto Quintarelli ma lui, probabilmente per questioni di tempo, e’ spesso schematico; metafore come queste hanno bisogno di essere trattate in modo un po’ più “caldo”). Non a caso leggerti e’ sempre un piacere.
A mio avviso Napolitano in questa occasione ha espresso tutta la pochezza delle istituzioni italiane. Probabilmente fino ad ora, nel suo mandato da Presidente della Repubblica, e’ il momento in cui e’ stato più rappresentavo della nostra Repubblichetta Bananifera.
E’ un personaggio di un mondo che non c’e’ più, delle istituzioni che non ci sono più perchè tenute ostaggio da chi si aggrappa alle poltrone con le unghie per perpetrare lo sfacelo italiano. E non solo loro politici: gli italiani in rete sono 15 milioni… tutti gli altri sono rappresentati anch’essi.
Non mi sento quindi di biasimarlo; e’ un grande vecchio che rappresenta perfettamente i vecchi obsoleti e spesso – quando non peggio, es: condannati per mafia – ladri che siedono in parlamento e tempo fa lo hanno eletto presidente. Tra i tanti insomma, probabilmente e’ l’unico che fa il suo mestiere come cristo comanda.
db
30 aprile 2008 at 12:00
Michele, grazie per l’apprezzamento.