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Non cambiano registro

04 Nov

Avevo già avuto modo di parlare, più di un anno fa, del famigerato Registro Italiano in Internet. Il nome non deve trarre in inganno: non si tratta di un’istituzione italiana delegata o preposta alla registrazione dei domini, ma semplicemente di un servizio di directory (come potrebbe esserlo PagineGialle o altri portali autonomi) legata alla società DAD Deutscher Addresdienst GmbH, che ogni anno invia una lettera a vari assegnatari di domini .it offrendo un servizio di registrazione a fronte di un costo annuale di 958 euro.

La questione torna d’attualità di anno in anno: molti scambiano quella lettera per una richiesta di rinnovo da parte del NIC o del registrar attraverso il quale è stato registrato il dominio, e invece si tratta della sottoscrizione di un vero e proprio ordine, a seguito del quale la società tedesca invia una regolare fattura. Come si legge su Punto Informatico, l’associazione Codici – che ha ricevuto quella lettera, l’ha sottoscritta e si è vista recapitare la fattura – ha denunciato la società tedesca depositando un esposto alla Procura della Repubblica, chiedendo un’azione inibitoria contro DAD. Quanto è facile far valere le proprie ragioni e ottenere soddisfazione? Poco:

La stessa Codici ha ricevuto quella lettera e a quel punto, ha spiegato il segretario nazionale dell’Associazione Ivano Giacomelli, è stata inviata una comunicazione “con la quale si esercitava il diritto di recesso dal contratto, si disconosceva la firma posta in calce al contratto medesimo e si diffidava la società a proseguire in tale comportamento ingannevole, illustrando altresì le cause che determinavano comunque la nullità di tale contratto, privo di determinati elementi necessari e contenente, invece, diverse clausole vessatorie”.

Spiegazioni che non sono servite a molto, anzi DAD ha contestato le tesi di Codici, sostenendo che “la forma con cui era stato redatto il modulo non potesse lasciare dubbi sul fatto che si trattasse di un ordine per un’inserzione a pagamento. Successivamente venivano inoltrati rispettivamente, il secondo e ultimo sollecito di pagamento e con quest’ultimo, si intimava il pagamento entro una data x, data oltre la quale la DAD GmbH avrebbe passato la pratica al proprio legale”.

Codici ha quindi denunciato come una successiva diffida a DAD abbia provocato un ulteriore rifiuto dell’azienda tedesca, come molti altri siano gli italiani finiti in questo meccanismo e ha ricordato come sanno già i lettori di Punto Informatico che DAD è stata anche oggetto di provvedimenti dell’Antitrust italiano, con sanzioni da decine di migliaia di euro. “Tuttavia – conclude l’Associazione – le sanzioni non sono servite ad arrestare l’inganno avviato dalla furba azienda tedesca a scapito dei consumatori e al Codici continuano ad arrivare numerose segnalazioni di società e associazioni”. Da qui, dunque, la richiesta di un intervento, forse finalmente definitivo, della Procura della Repubblica.

Ricordate, dunque: se ricevete una comunicazione dal Registro Italiano In Internet, sappiate che non ha alcun legame con la registrazione del nome a dominio di cui siete titolari. Se sottoscrivete la lettera inviata da DAD, diventerete semplicemente loro inserzionisti per 958 euro all’anno. Quindi fatelo solo se vi interessa.

 
1 Commento

Pubblicato da su 4 novembre 2008 in news

 

Una risposta a “Non cambiano registro

  1. Avatar di alezzandro

    alezzandro

    4 novembre 2008 at 12:51

    mi sembra assurdo che questa truffa possa continuare indisturbata. fra l’altro,
    “Registro-Italiano-in-Internet.com” e’ typo-squatting e non so perché non sia bloccato (e’ attivo da 3 anni)