Leggere certi titoli pubblicati in rete potrebbe indurre gli utenti a coltivare vane speranze: notizie presentate con frasi del tipo “Marketing o spam? Il Garante fissa il confine”, “Privacy, giro di vite contro lo spamming via mail e via SMS” e “Come proteggersi dallo spam” potrebbero infatti illudere i meno preparati in materia che la piaga dello spam sia stata debellata, ma le cose – ovviamente – non stanno così.
Tutto nasce dal risalto dato dalla stampa ad un provvedimento del Garante della Privacy:
(ASCA) – Roma, 4 gen – Il destinatario di fax, e-mail, sms e mms indesiderati puo’ rivolgersi al giudice civile e chiedere un risarcimento per la lesione dei propri diritti. Lo ha affermato in un recente provvedimento il Garante per la
Privacy, di cui e’ stato relatore Giuseppe Fortunato, che prosegue in questo modo nell’azione di contrasto allo spam.
Qui c’è la notizia completa, in cui si legge che il Garante – dopo aver rilevato numerose irregolarità durante un accertamento – ha espressamente vietato ad un azienda di continuare a spedire messaggi pubblicitari e commerciali senza il consenso dei destinatari. La società aveva addotto la scusa di aver utilizzato dati personali reperiti su elenchi categorici (come Pagine Gialle e Pagine Utili), ma secondo il Garante tali dati non sono utilizzabili per inviare corrispondenza (cartacea o elettronica) senza consenso.
Il Garante sta facendo il suo dovere e in alcuni casi il suo operato va a coprire le lacune dell’Agcom. Questo provvedimento porrà fine allo spam, come sembrerebbe leggendo i titoli che parlano di questa notizia? No, anche perché in pratica ribadisce i contenuti di una normativa che già esiste e che frenerà un pochino la piaga, ma nelle nostre caselle postali continueranno ad arrivare messaggi come questo:
Hello! I am tired tonight. I am nice girl that would like to chat with you. Email me at Margaretha@UsOldGlory.info only, because I am using my friend’s email to write this. Hope you like my pictures.
Per gli spammer italiani il provvedimento è validissimo, storicamente si sono verificati casi di successo, come ci ricorda Massimo Cavazzini. Ma lo spam è un problema globale e un provvedimento valido in Italia viene serenamente ignorato da coloro che, ogni giorno, continuano a renderci edotti e a darci aggiornamenti sulle condizioni di acquisto di pillole blu (o di altri colori), farmaci vari, di vari servizi di gioco d’azzardo. E anche di chi cerca di carpirci le credenziali di accesso dei nostri conti correnti online o gli estremi della carta di credito.
Insomma, niente nuove… niente nuove.
Luca
5 gennaio 2008 at 09:13
Ciao bel blog!
Ho appena aperto un blog satirico. Si commentano con ironia e umorismo fatti d’attualità. I temi sono quelli tipici della satira: politica, sesso, religione e morte.
Se puoi aiutarmi ad avere un po’ di visibilità, o a anche semplicemente se ti va di venirmi a trovare mi fa molto piacere 🙂
http://satiratrascendente.wordpress.com
Ciao 😉
Ferd
5 gennaio 2008 at 21:43
“Il Garante fissa il confine”. Ma intorno a cosa fa la pipi’? 😀
massimo cavazzini
7 gennaio 2008 at 00:21
eh eh, ogni tanto il garante alza la voce e poi finisce di nuovo tutto. Come ho ricordato recentemente durante un’intervista a RTSI (http://www.maxkava.com/2007/12/spam-amarcord.html), in realtà il Garante in passato ha *scoraggiato* i ricorsi alzando i prezzi e allungando i tempi. E, di fatto, lo spam non è mai diminuito. Anzi.
cheyenne
9 gennaio 2008 at 10:06
come fa il Garante a fissare dei confini normativi sullo spam che notoriamente proviene da spammer “professionisti” del Cybercrime?
http://tecnopolis-hi.blogspot.com/2008/01/usa-hanno-incastrato-ralsky-lo-spammer.html