Stefano Quintarelli segnala che secondo il garante della concorrenza Catricalà, le multe dell’Antitrust sono poco efficienti
Sul Sole 24 Ore di oggi:
l’Antitrust è sempre più convinta che per dare un’iniezione di concorrenza gli impegni vincolanti assunti dalle aziende sotto indagine siano preferibili al “vecchio” sistema delle multe (spesso contestate, ridotte o annullate dalla giustizia amministrativa).
L'(in)efficacia, più dell’inefficienza, delle sanzioni comminate dall’Antitrust è stata ampiamente dimostrata, almeno nel settore delle telecomunicazioni, dal fatto che gli operatori multati hanno da anni un comportamento recidivo (=continuano a violare le regole della concorrenza e della pubblicità ingannevole, vengono condannati a pagare le multe, ma non desistono dal comportarsi in modo scorretto). Questo significa che le sanzioni non hanno mai costituito una preoccupazione per le telco, essendo di importo irrisorio e ridicolo, soprattuto se confrontate con il loro volume d’affari. Fino a qualche mese fa il limite massimo per una sanzione pecuniaria in questi casi era di 100mila euro, recentemente è stato portato a 500mila. Una cifra ancora trascurabile, per i bilanci – ad esempio – di un’azienda come Telecom Italia.
Il presidente dell’Antitrust preferisce gli impegni vincolanti assunti dalle aziende sotto indagine. Ma quando questi non vengono rispettati, a che cosa si va incontro?
aghost
5 marzo 2008 at 23:14
a un buffetto di catricalà 🙂