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Il caso MediaTube

31 Lug

Vicenda tosta, quella che vede Mediaset impegnata a chiedere a Google un poderoso risarcimento per i suoi video ripubblicati da YouTube. L’azione (supportata, come riferisce TopLegal, dagli avvocati Gaetano Morazzoni, Vincenzo Sangalli, Stefano Previti e Alessandro La Rosa) si basa su un’immane perizia condotta da Matteo Flora (i più attenti lettori di Punto Informatico lo ricorderanno senz’altro per i suoi interessanti contributi), che per questo lavoro si è rintanato in casa e piazzato davanti al PC per settimane.

Stefano Quintarelli osserva giustamente che i video, “se stavano su youtube erano per definizione gia’ stati trasmessi, ergo le persone se li erano gia’ persi”. Quindi come sono stati monetizzati gli “almeno 4.643 filmati” di proprietà Mediaset e le “ben 315.672 giornate di visione da parte dei telespettatori”? A mio avviso, partendo dal citato presupposto che quei video sono stati pubblicati dagli utenti che li hanno visti in quanto trasmessi dalle stesse reti Mediaset, questi dati andrebbero rapportati alle tariffe di Mediaset Rivideo (che consente di rivedere a pagamento i programmi televisivi già proposti dai palinsesti del gruppo), o meglio ai profitti che gli stessi contenuti video avrebbero potuto generare se fossero stati fruiti dal servizio.

E’ presto per capire come si evolverà la vicenda, anche se è verosimile ipotizzare che i due attori (Mediaset e Google) alla fine giungano ad una trattativa per raggiungere un compromesso di reciproca soddisfazione. Già, perché anche in molte trasmissioni Mediaset (telegiornali, Striscia la Notizia, Matrix, e altri ancora) vengono proposti filmati presi da YouTube senza particolari citazioni. E se è vero che i video oggetto della contestazione milionaria sono “di proprietà Mediaset”, è altrettanto vero che YouTube – per quanto attiene al copyright – spiega piuttosto chiaramente che l’utilizzo dei contenuti pubblicati è consentito per fini personali e non commerciali e che ogni video “non può essere scaricato, copiato, riprodotto, distribuito, trasmesso, diffuso, visualizzato, venduto, concesso in licenza o in altro modo sfruttato per qualsiasi altra finalità senza il previo consenso scritto di YouTube o dei licenziatari di YouTube”.

 
5 commenti

Pubblicato da su 31 luglio 2008 in Internet, media, news

 

5 risposte a “Il caso MediaTube

  1. Avatar di Elleboro

    Elleboro

    31 luglio 2008 at 09:08

    Cosa sarebbe sto RIVIDEO scusate? E quanto costa per vedere una scenetta da 3 minuti di Drive In per esempio?

     
  2. Avatar di Ferd

    Ferd

    31 luglio 2008 at 11:28

    riassumendo:
    – mediaset ha usato youtube in alcune trasmissioni ma non poteva farlo perche’ i video di youtube non possono essere utilizzati per finalita’ commerciali (solo personali)
    – youtube ha pubblicato video caricati da singoli utenti che hanno visto e registrato trasmissioni di mediaset.
    da profano a me sembra che la posizione piu’ debole sia quella di mediaset. o mi sbaglio?

     
  3. Avatar di Sandro Rella

    Sandro Rella

    4 agosto 2008 at 10:31

    Due cose per dare un po’ di vita a questo blog.

    La prima sul Silvio: a parte le minchiate su Youtube (fa solo ridere, ottimo il commento di Ferd), il nostro grande Presidente si appresta a far creare una societa’ per le NGN –da subito– a parte, per buttarci dentro i suoi amiconi. Le solite miserie all’italiana.

    Plexia e’ scoppiata definitivamente: dovevano ripianare di un milione entro agosto.. ed ovviamente nessuno ci ha messo il cash. Chiudera’ a breve. Certo che di “tumori” ne sono scoppiati parecchi quest’anno. Speriamo che continui cosi’.

     
  4. Avatar di Ferd

    Ferd

    6 agosto 2008 at 10:55

    Sandro, sei un rivitalizzatore di blog per caso o per missione? 😉
    Grazie per il complimento sul commento.
    Pero’ non sono d’accordo sul secondo punto, cosa intendi con “Speriamo che continui cosi'”?