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Zambardino VS Zuckerberg

04 Mag

Stamattina Vittorio Zambardino, nel proprio blog, in un post intitolato “Oggi denuncio Facebook” ha raccontato l’improvvisa disabilitazione del suo account sul popolare social network avvenuta il primo maggio, per motivi a lui sconosciuti.

Cos’è successo? Nulla di nuovo, purtroppo, non sono che uno dei tanti cui Facebook ha cancellato l’account senza alcun “warning” o avviso preventivo: centinaia di messaggi personali, decine di testi e foto, 859 contatti. Il tutto senza dare spiegazioni, senza dirmi il motivo del provvedimento. Ho perciò deciso di fare di questa vicenda il terreno di una battaglia non personale ma di diritto. Non si tratta di riavere indietro le mie poche carabattole digitali.

E’ una questione di trasparenza e di legalità negate.

Nulla di nuovo, scrive Zambardino: ha ragione, è accaduto a molte persone, persino al mitico Robert Scoble. Non conosco i motivi per cui lo staff di Facebook abbia disabilitato il suo account, ma senz’altro Zambardino – che stasera se lo è visto riabilitare (cosa ottenuta anche da Scoble) – ha diritto ad una spiegazione su quanto realmente è accaduto e da Facebook hanno il dovere di dargliela. Il fatto che si tratti di un servizio gratuito e che esistano delle specifiche condizioni di utilizzo sottoscritte da ogni utente è rilevante solo fino ad un certo punto: ad ogni account corrisponde un’identità a cui, con il passare del tempo, si legano altre identità, con collegamenti ad informazioni personali – sotto forma di testi o immagini – che la legge tutela a prescindere da ogni licenza. Ogni iscritto può pretendere di conoscere che tipo di dati personali vengono utilizzati e come sono trattati, ma anche di chiederne la cancellazione. Non dimentichiamo che i dati sono degli utenti, non di Facebook.

La vicenda ha avuto risonanza in alcuni blog e in alcuni commenti ho letto pareri critici sulla questione, da quelli di chi ha ricordato che Facebook è gratuito per cui non ci si può lamentare a quelli che dicono che in casi come questi è inutile fare del vittimismo e che un giornalista dovrebbe occuparsi di questioni più importanti. Perché, i dati personali e l’identità digitale non sono questioni importanti?

 
1 Commento

Pubblicato da su 4 Maggio 2009 in Internet, Mondo, news

 

Una risposta a “Zambardino VS Zuckerberg

  1. Avatar di mfp

    mfp

    6 Maggio 2009 at 14:12

    A me Zambardino, come tanti e tanti altri, fa’ solo ridere, piangere e rabbia. Emozioni. E’ gente di 50 anni che nei passati 60 si e’ fatta le pi**e, e ora frigna che “In Italia ci sono associazioni che si occupano dei diritti degli utenti internet: forse sarebbe ora di rompere il silenzio”. ROMPERE IL SILENZIO!? I primi testi in cui si affrontava il problema dell’identita’ digitale sono del 1967, Bruno De Finetti (qui degli estratti scansionati: http://cctld.it/next/ipforeveryone/ ). Il Progetto Winton Smith sono oramai DECENNI che piantona, con costanza e senza pretese di gloria, il tema della privacy: e’ ora di rompere il silenzio!? E’ ORA – “ieri” – CHE STAI ZITTO E FAI QUELLO CHE TI DICONO GLI STUDIOSI DELLA PRIVACY! E cosi’ con il resto … protocolli, software, contenuti … l’Internet Governance che adesso – dopo cioe’ aver bruciato il futuro di quelli che erano piu’ avanti di lui rimanendo appollaiato su modelli e progetti fallimentari (cfr. http://www.youtube.com/watch?v=3Dyz0AYIkmw ) – cita, e’ “solo” un audace tentativo di integrare quelle istanze popolari (bottom) nelle istituzioni (top), e sulla base di teorie accademiche (Ralws, “consenso per intersezione”; Spinelli-…-Shuneman, federalismo competitivo) e dimostrazioni empiriche (Svizzera, Danimarca, S. Marino, Germania di recente, etc) consolidate.

    E guarda che ce ne sarebbero tante di cose … gia’ solo il fatto che va titolando “Risposte sul caso Facebook: ovvero in rete non esiste la libertà?” dovrebbe essere sufficiente a togliergli il tesserino da giornalista, perche’ non capisce un c***o e ha l’opportunita’ di parlare da un pulpito piu’ alto di tanti Mario Rossi piu’ esperti di lui. A 50 anni peggio dei ragazzini … ci deve sbattere il grugno prima di dare retta a chi quella roba l’ha capita grazie ad un saldatore rovente su per il c**o ( http://www.lastknight.com/2009/03/23/1411/ ) e da allora ha cercato in ogni modo di mettere in guardia lor idioti che consumano la liberta’ fino a non trovarsela piu’ intorno.