Così inizia la lettera aperta che Luca Conti ha scritto al giornalista Giuseppe Turani.
“A volte – scrive – ho la sensazione che lei scriva di materie che non conosce, cadendo di conseguenza nell’approssimazione”. Fortunatamente, come osservava Stefano qualche giorno fa, sulla propria strada Turani incontra sempre persone che non hanno dubbi e che durante le sue interviste possono correggere il tiro.
Non c’è nulla di male a non conoscere una materia di cui si deve scrivere, e tutti – compreso il sottoscritto – possono cadere in errore… l’importante – a mio avviso – è non dare al lettore un’informazione errata o distorta. Leggendo le varie interviste di Giuseppe Turani ho sempre creduto sperato che il giornalista formulasse domande in tono volutamente provocatorio, ma non ho modo di ritenerlo con certezza, il margine di interpretabilità è sempre ampio. L’ultimo esempio è l’intervista a Marco Zamperini, da cui stralcio un breve passaggio:
G. Turani: Certo, ma dentro tutti questi milioni di blog c’è quasi sempre solo spazzatura, siamo sinceri.
M. Zamperini: “C’è molta spazzatura, ma non solo. Poco a poco emergono quelli che sono più curati, che hanno qualcosa da dire. Gli altri sono testimonianze, diari in pubblico, che vanno letti come tali. Però non dobbiamo trascurare il fatto che per la prima volta milioni di persone al mondo si esprimono, tirano fuori se stessi. E’ una cosa che non era mai successa e che oggi la tecnologia rende possibile per la prima volta”.
Tra l’altro, anche Turani ha un blog. Farà parte di tutti quei milioni di blog in cui c’è quasi sempre solo spazzatura? Leggendo quella frase, i lettori quantificano il quasi sempre o generalizzano? Generalizzano, perché sono indotti a generalizzare e, quindi, a sbagliare. Che si tratti di provocazione o pregiudizio, per fortuna anche in questo episodio la risposta di Marco Zamperini riesce a correggere il tiro. Ma questo porta a pensare che la mira, presa inizialmente nel formulare le domanda, fosse sbagliata.
Alfredo
7 febbraio 2007 at 00:07
Qualcuno puo’ dire al dottor Giuseppe Turani che il blog e’ espressione ed evoluzione della rete? Che l’utente sta diventando sempre più protagonista della rete?
Se ne e’ accorto anche il Times!
raccoss
28 febbraio 2007 at 13:17
La cosa più scorretta è, secondo me, l’aver terminato la pseudo domanda con quel “siamo sinceri” che squalifica a priori qualsiasi risposta contraria.
“Signor Turani, lei si infastidisce se gli intervistati non sono compiacenti, siamo sinceri!”