Non ho capito perché (in realtà l’ho compreso, ma sono i modi che mi lasciano un po’ perplesso), ma ultimamente al Senato c’è un certo fermento legislativo sul fronte Internet. Il fatto non costituirebbe un problema, se – come già avvenuto pochi giorni fa – i termini della questione fossero chiari nella mente del legislatore.
Stavolta è il turno del Disegno di Legge Disposizioni per assicurare la tutela della legalità nella rete internet e delega al Governo per l’istituzione di un apposito comitato presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, in cui si leggono concetti che – a mio avviso – non sono definiti in modo chiaro come una legge richiederebbe.
I dubbi che mi sorgono sono molti, qui cito solo i primi che mi sono saltati all’occhio. Il provvedimento prevede che qualunque forma di pubblicazione di contenuti online verrà equiparata alla stampa in caso di diffamazione e che sarà vietato effettuare o agevolare l’immissione nella rete di contenuti in qualsiasi forma (testuale, sonora, audiovisiva e informatica, ivi comprese le banche dati) in maniera anonima.
Dove per anonima si intende… cosa? Un’opinione che reca in calce la scritta lettera firmata, benché l’autore sia comunque tecnicamente identificabile? Il commento privo di firma al post di un blog? Un contenuto pubblicato da un autore che si firma con un nickname? E comunque una pubblicazione anonima è punibile anche se non reca alcun danno e non costituisce violazione ad una norma?
UPDATE: Stefano osserva come, rispetto a come erano stati affrontati questi temi in precedenza, sono stati fatti due passi avanti, ma anche tre indietro. Possibile che sul fronte tecnologico siamo maestri solo a procedere a passo di gambero?
Luca De Santis
17 febbraio 2009 at 17:28
Se leggo questo disegno e lo raffronto con l’emendamento filtra-facebook noto poche differenze dal punto di vista della conoscenza del problema.
Questo mi porta a ritenere che in senato e in camera siedano persone che conoscono davvero poco dalla rete ma che si ostinano a volerla regolamentare semplicemente per timore che l’influenza che essa puo’ esercitare sull’opinione pubblica puo’ mettere in pericolo il potere di chi rappresenta le istituzioni. Notare: perche’ nel mirino di questi progetti di legge c’e’ sempre la diffamazione e la volonta’ di allineare ogni pubblicazione presente in rete alla stampa?
mfp
18 febbraio 2009 at 13:29
Cui prodest? Is fecit
Orio
23 febbraio 2009 at 16:10
@ mfp
EEEH??? :O
(come dici, scusa?)