Visto che normalmente qui non si parla di politica, ma in effetti si è parlato più che altro dell’effetto mediatico degli exit poll, non facciamoci più distrarre e cambiamo argomento. Di notizie ne stanno uscendo molte, eccone
qualcuna presa a campione:
1) L’arresto di Bernardo Provenzano;
2) Lara Croft si è ridotta il seno;
3) L’Antitrust ha multato Wind e TRE-H3G per pubblicità ingannevole;
4) Digitale terrestre, gli enti locali rinunciano ai fondi
Voltiamo pagina
Exit poll
10 aprile 2006
Non ho mai creduto ai risultati degli exit poll. Io stesso, da (immaturo?) neo-elettore, un po’ di anni fa mi divertivo ad ingannare chi mi intervistava, dichiarando un voto diametralmente opposto a quello che avevo segnato sulla scheda elettorale.
Non credo che molti elettori, in questi due giorni, si siano comportati così. In ogni caso non mi sono convinto molto della bontà dei risultati pubblicati oggi pomeriggio, da quelli di SWG su Libero.it in avanti. Sebbene fossero “tutti sulla stessa linea”, come mi ha segnalato via mail un giornalista mio carissimo amico. Che chiudeva la stessa mail con una frase che si allineava al mio pensiero: “Però non è mai detto“…
Il tutto mi riporta ad una domanda, che mi è stata posta da un lettore: “Allora a cosa servono gli exit poll”?
Be’, l’obiettivo più evidente è quello di sapere, prima della pubblicazione dei risultati ufficiali, l’esito delle consultazioni elettorali. Però, come si diceva sopra, non è mai detto. E quindi, a che (o a chi) giova anticipare di qualche ora, con dati poco attendibili, i risultati ufficiali? Comunque vadano le cose, sono questi ultimi che indicheranno cosa ci riserva il futuro.
Insomma, ancora una volta resto dell’idea che gli exit poll, con la relativa amplificazione mediatica, sono aria fritta.
Il cellulare fa male
E qualcuno lo dimostra più evidentemente di altri.
Non sto parlando dell'ultima notizia relativa all'insalubrità
del cellulare, ma di un fatto di cronaca che dimostra che al mondo ci sono
più cretini di quanti ce ne aspettiamo.
Donna infilzata da un cancello
Giovani si divertono a fotografare
ASTI — La raccapricciante morte di un’infermiera trentenne di Asti – N.Z.,
sposata – caduta dal balcone di casa e rimasta uccisa e trafitta dalle punte di una cancellata in ferro, ha scatenato la reazione morbosa di giovani studenti che si sono affrettati a fotografare la scena col proprio telefonino. È accaduto ieri ad Asti in un condomino centrale della città, in via Manzoni angolo corso Dante, nei pressi di un complesso di scuole superiori. La polizia, intervenuta con immediatezza, ha sequestrato a diversi giovani che avevano appena terminato le lezioni, i telefonini con cui avevano ripreso la scena e, prima di restituirli, ha cancellato le raccapriccianti immagini. «Ormai i ragazzi – ha commentato il capo della Squadra Mobile, Gianfranco Cattaneo – sembrano vivere tutto come fosse uno show. I miei agenti sono rimasti colpiti da questo atteggiamento. Molte volte, inoltre, simili immagini vengono messe su siti di internet».
A questo punto, non so se quei ragazzi volessero anche "rivendere" foto e
filmati di quel momento così tragico, o se semplicemente stessero riprendendo una scena da far rivedere in seguito a qualcun altro. In certi momenti, sembra che qualcuno si dimentichi che il telefonino può essere utilissimo per chiamare i soccorsi.
Fusione in vista per Telecom e Mediaset?
Varie agenzie di stampa danno conto, in questi giorni, delle reazioni suscitate dall’ipotesi di fusione tra Telecom Italia e Mediaset, di cui si vocifera già dallo scorso autunno, recentemente amplificate da un articolo pubblicato qualche giorno fa dal quotidiano Libero, intitolato: “Silvio pronto a fondere Mediaset con Telecom. Un piano da attuare in caso di sconfitta elettorale del cavaliere”. La notizia consisterebbe nell’indiscrezione sull’avvio, nel novembre scorso, del progetto di fusione tra Mediaset e Telecom Italia, che secondo l’articolo di Libero verrà realizzato se Silvio Berlusconi non sarà più presidente del Consiglio. Nel nuovo gruppo, Mediaset fornirebbe i contenuti e Telecom Italia la rete.
Telecom Italia e Mediaset smentiscono ufficialmente, con due comunicati stampa. In quello dell’operatore telefonico, si commenta la ntozia come prova di qualsiasi fondamento. In quello Mediaset si cita una lettera inviata a Vittorio Feltri, direttore del quotidiano : “Gentile direttore, in merito all’articolo pubblicato oggi in prima pagina su Libero (“Silvio pronto a fondere Mediaset con Telecom”), Mediaset smentisce categoricamente l’esistenza di progetti o piani aziendali che prevedono l’ipotesi di fusione tra Mediaset e Telecom Italia”.
Non si tratta della prima smentita su queste voci: già in novembre, periodo in cui sembra sia stato avviato il progetto di fusione, Marco Tronchetti Provera smentiva ufficialmente: “Non ha alcun senso dal punto di vista industriale. Come ho già detto la Telecom di oggi è simile a un’autostrada sulla quale possono transitare in molti. Con Mediaset stiamo solo collaborando per ottimizzare la distribuzione dei loro prodotti”.
Queste giornate elettorali passeranno in fretta. Chissà come andrà a finire…
Bloggers di tutto il mondo, inseritevi (online)
E' bellissima questa ANSA segnalata dal sempre attento Mantellini, che riposta una velina apparentemente scritta da gente estremamente incompetente:
"La polizia delle comunicazioni ha preso contatti con i responsabili del motore di ricerca 'Google' per eliminare dalle pagine web la biografia del presidente del Consiglio pubblicata sul sito del governo Italiano che compare cercando le parole 'miserabile', 'buffone' e 'fallimento' e cliccando sulla casella 'mi sento fortunato'. L' anomalia, a quanto si è appreso, va avanti da alcuni anni: ciclicamente i blogger si inseriscono on line riuscendo a creare il collegamento tra l' insulto come parola chiave e la biografia del premier. Di volta in volta, l' inconveniente viene eliminato. Oggi le autorita' di polizia sono intervenute dopo l' ennesima segnalazione".
A parte il fatto che, effettivamente, da anni circolano e-mail che invitano al curioso esperimento, è evidente che questa notizia è stata scritta da chi non sa assolutamente nulla del funzionamento di Google, e forse ignora anche molte altre cose.
Ma la cosa più ridicola è che due anni fa accadde la stessa cosa, come ricorderano i lettori di PI.
Striscia la notizia smaschera davvero Affari tuoi?
Nella puntata di oggi (venerdì 7 aprile 2006), la concorrente protagonista di Affari Tuoi ha vinto la ragguardevole cifra di un milione di euro (affari suoi, quindi buon per lei).
Pochi minuti dopo, Ficarra & Picone, i conduttori di turno di Striscia la notizia, mostrano le immagini della vincita avvenuta pochi minuti prima nella trasmissione Rai.
Subito dopo, mandano in onda un servizio di Capitan Ventosa (al secolo Luca Cassol), che nella giornata di oggi ha incontrato Ezio Greggio, il quale avrebbe "predetto" che in serata, ad Affari tuoi, si sarebbe verificata la massima vincita (cosa effettivamente avvenuta).
Wikipedia, nella sua "edizione" italiana, annovera entrambe le trasmissioni (Affari tuoi e Striscia) nelle proprie voci. E, come sempre tempestiva, da' immediatamente conto del "fattaccio":
"In dara 7 aprile 2006, Giulia, la concorrente del Molise, ha vinto 1 milione di euro. Ma pochissimi minuti dopo, Striscia la notizia, in diretta, torna a parlare di gioco taroccato per far salire gli ascolti in sofferenza (dopo 2 buone prime puntate, il programma di Ricci vince sulla Rai).
Se il gioco condotto da Antonella Clerici fosse trasmesso in diretta, questo sarebbe un autentico scoop, da sottoporre alla Commissione di Vigilanza della Rai, e che senz'altro desterebbe l'attenzione delle associazioni di consumatori, così come già avvenuto in passato per altri episodi di dubbia imparzialità e trasparenza.
Se invece Affari Tuoi fosse una trasmissione registrata, Ezio Greggio avrebbe avuto la possibilità di sapere l'epilogo del gioco prima della sua messa in onda e ci troveremmo di fronte ad un tentativo, da parte di Striscia la Notizia, di screditare il programma che la Rai manda in onda in contemporanea al tg satirico.
Italia, motore tecnologico del Mediterraneo

Punto Informatico oggi pubblica un articolo interessantissimo, a firma del direttore Paolo De Andreis, dove si cerca di dare una risposta ad alcune domande davvero toste, abilmente riassunte nell'occhiello dell'articolo:Perché ricercatori del nostro paese stanno cercando di collegare in banda larga o larghissima le sponde del Mediterraneo? Che ruolo ha l'Europa? Cos'è la Ubuntu Alliance?
Le risposte a queste domande nella chiacchierata con il prof. Enzo Valente, direttore del Consortium GARR.
Stramberie
Da Manteblog:
"Dice un paleontologo USA che probabilmente Gesu' sul mare di Galilea cammino' sul ghiaccio. Ora. daccordo, e' una idiozia piena di se e di ma, e nonostante tutto come si fa a sostenere che l'ignoto biografo guardando da lontano la scena si possa essere confuso?"
A parte il fatto che il biografo non è poi cosi ignoto (trattandosi di san Matteo di Cafarnao, evangelista, ma prima ancora apostolo), fatico anch'io a credere che si potesse essere confuso: per la sua precedente professione di esattore delle tasse doveva essere, credo, un uomo piuttosto preciso. Ma avrei qualche altro elemento per argomentare la mia convinzione sulla inverosimiglianza della teoria (che ho già inserito come commento nel post che ho parzialmente citato): nel Vangelo di Matteo si parla, se non erro, di vento sul mare di Galilea e della barca di Pietro agitata dalle onde.
Ora, se Gesù in quel momento stava camminando sul ghiaccio, che barca aveva Pietro, la Sampo??
Magniloquenza
(questo titolo mi è stato ispirato da Stefano)
Non parlo mai di politica e non lo farò nemmeno ora. Ma secondo me non è il caso, durante la campagna elettorale, di ostentare una manifesta superiorità nella proprietà di linguaggio, senza dare all'avversario la possibilità di controbattere ad armi pari, visto l'attuale regime di par condicio.
[OT] Sacrilegio automobilistico
Ok, i motori a gasolio hanno fatto passi da gigante.
Già vedere una Jaguar alimentata a gasolio fece rabbrividire i puristi. Ma una Porsche diesel, per un appassionato di automobili, è un autentico sacrilegio.
Pesci d’aprile
Nova segnala una voce in Wikipedia dedicata alla data del primo aprile di quest'anno.
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Immagine tratta da Wikipedia
Superfluo ricordare che si tratta di una data ipersfruttata per scherzi di ogni genere. Simpatico, invece, è ricordare che fra tutti gli scherzi citati da Wikipedia nella sua versione internazionale, ce n'è uno citato o ideato dal nostro (in quanto italiano) TG2:
TG2 news at Italian Public TV Broadcast RAI's announced a new miracolous diet pill called SlimmiXL. The pill should be accompanied with a diet rich of fish.
(Ossia il TG2 ha dato la notizia di questa nuova e miracolosa pillola per dimagrire chiamata SlimmXL, da assumere in una dieta ricca di pesce… forse d'aprile).
Include, la banda larga per tutti
Da progetto a realtà, ecco un'iniziativa che merita la citazione integrale del relativo comunicato di presentazione:

"Venerdì 24 marzo nella sede torinese di Anti Digital Divide è stata costituita di fronte ad un notaio la cooperativa Include.
Erano presenti 24 soci fondatori, in rappresentanza dei Sindaci, dei Comuni, di Anti Digital Divide, delle comunità montane, dei provider e della società civile.
La neonata cooperativa funzionerà come un gruppo d’acquisto per quanto riguarda la banda larga e i servizi informatici a valore aggiunto, provvederà a gestire il roaming sulle reti dei provider aderenti (anche per permettere il voip gratuito tra gli utenti Include) e potrà partecipare alle gare e ai bandi che le regioni e le province stanno emanando per ridurre il divario digitale. Nel direttivo sono rappresentati tutti i soggetti fondatori, è stato designato quale presidente Maurizio Gotta, per Anti Digital Divide e quale vicepresidente Alessandro Pianta, della società Wave-Tech, in rappresentanza dei provider. L’idea della Cooperativa, partorita da Anti Digital Divide, accomuna le esperienze maturate dai diversi soggetti, che si sono seduti ad un tavolo di confronto per trovare una soluzione che nascesse dai diversi punti di vista ed interessi in gioco.
La cooperativa non sarà un cerchio chiuso, nel prossimo futuro potranno aggiungersi partecipazioni di altri rappresentanti eticamente compatibili con lo scopo della stessa, per garantire ancora più "potere" mediatico e fisico, capillarità territoriale e nuove energie per portare avanti progetti innovativi, mirati ad annullare le discriminazioni che stringono in una morsa il futuro degli italiani, di TUTTI i cittadini italiani.
Proprio le persone saranno il centro del progetto Include, le stesse persone che hanno subito per anni il digital divide, che hanno dovuto fare i conti con ingiustizie e abusi delle compagnie. I principi su cui si basa la cooperativa mettono in primo piano la tutela degli utenti e la loro libertà di scelta tra i servizi, il rispetto dei principi di obiettività, trasparenza e non discriminazione. Si tratta di una cooperativa a mutualità prevalente il che vuol dire che i suoi clienti potranno essere sia soci che non soci, ma che il fatturato dovrà essere almeno per il 50 per cento costituito da prestazioni ai soci. Più soci ci saranno più zone si potranno coprire e maggiori saranno le possibilità degli utenti digital divisi di essere raggiunti dalla banda larga. Quindi grande importanza per la riuscita del progetto, hanno gli utenti, sia attraverso l’azione di sottoscrizione delle quote sia attraverso quella di divulgazione di notizie sul progetto Include, in modo da coinvolgere il più ampio numero di cittadini. Se tutte le persone non raggiunte dall’adsl sottoscrivessero anche solo un’azione si riuscirebbe a ridurre in maniera considerevole il digital divide.
Dal 25 marzo 2006 è possibile sottoscrivere le pre-adesioni per diventare soci della cooperativa i dettagli su come aderire sono presenti sito dedicato al progetto Include. Il taglio minimo delle quote azionarie sarà di 25 euro.
Essere soci comporta diversi vantaggi, oltre ad aumentare la possibilità che la vostra zona sia coperta dalla banda larga, ad esempio, vi è la possibilità di ricevere utili (secondo quanto stabilito dalla legge) sulle quote sottoscritte, inoltre quando la vostra zona sarà coperta potrete risparmiare sulla bolletta telefonica, non pagando più il canone Telecom (circa 200 euro/anno) e telefonando gratis con gli utenti Include attraverso il Voip. Quindi si può considerare la sottoscrizione delle azioni come un investimento che porterà diversi vantaggi.
Questa iniziativa nata dal basso è un esempio di come la volontà e le buone idee possano pagare ed essere portatrici di speranze troppo spesso lungi dall'esser scorte. Include ha trasformato la protesta in azione, un’importante iniezione di fiducia in un paese che crede poco al valore delle energie dei singoli cittadini. Cinque persone hanno fondato un’associazione per protestare e chiedere attenzione sul problema del digital divide, sono riuscite a coinvolgere migliaia di persone e ad ottenere diversi risultati, ora si passa dalla protesta alla soluzione del problema, attraverso il progetto Include. Il successo di Include dipenderà dalla volontà degli utenti, che fino ad ora sono stati penalizzati e dimenticati, di non fermarsi solo alle proteste e lamentele ma, di passare all’azione sostenendo questo progetto.
Questo giorno è motivo di orgoglio per chi ha partecipato e lavorato per arrivarvi, ma è anche un grande successo di tutta la comunità di utenti Internet, l'entità motivatrice di Anti Digital Divide".
Un applauso di incoraggiamento, ragazzi!
Cos’è un blog?
A volte, parlando con amici o conoscenti, esce questa domanda. Forse ora ho trovato una risposta degna:
"Un blog è soltanto una picconata contro una montagna. Chi ha orecchie per intendere, intenda" (Tommaso Lombardi).
A voi capire quale sia la montagna.
Intercettazioni: Storace indagato, Storace sconcertato
L'Apcom riferisce sulle evoluzioni della vicenda delle intercettazioni che hanno letteralmente investito l'ex ministro della Salute.
Roma – Francesco Storace, esponente di An ed ex presidente della Regione Lazio, sarebbe indagato dai Pm di Roma nel quadro dell'indagine sugli 007 privati che avrebbero spiato Piero Marrazzo durante la campagna elettorale dello scorso anno. A quanto si apprende Storace sarebbe stato indagato per atto dovuto, al fine di poter procedere in maniera più approfondita nelle indagini sulle comunicazioni elettroniche del suo collaboratore Nicolò Accame, gia indagato nei giorni scorsi. "Sono davvero sconcertato. Di essere indagato lo ho appreso dalle agenzie di stampa: a me non ha comunicato niente nessuno. Ora valuterò il da farsi. Resta il fatto che questo è davvero un film senza fine". L'ex ministro di An Francesco Storace ha commentato cosi',ad Apcom, le indiscrezioni che lo vorrebbero indagato dalla Procura di Roma nell'inchiesta sullo 'spionaggio' dei suoi avversari nelle ultime elezioni regionali per la presidenza del Lazio.
Un lettore rimasto anonimo mi ha scritto chiedendo: "Perché l'onorevole Storace si sconcerta ora? Per quale motivo si era dimesso da ministro, allora?"
Caro Anonimo, a questa domanda non spetta a me rispondere… ma su una cosa do' ragione all'ex presidente della Regione Lazio: è davvero un film senza fine. Ma lo è tutta la storia recente delle intercettazioni, che ha radici profonde e ben coperte.
Codacons Vs. Telecom, o “la fretta è cattiva consigliera”
AVVISO: la notizia subirà un aggiornamento in un post successivo, nei commenti a questo post ci sono informazioni interessanti che ne cambiano lo scenario. Dario
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Se non fossimo in piena campagna elettorale, mi stupirei di questo testa-a-testa che sembra fare eco ai confronti politici che affollano la tv in questi giorni.
Alcuni giorni fa (vedi post precedente), Telecom Italia è stata messa all'indice per la presunta illegittimità del canone telefonico, sentenziata dal Giudice di Pace di Torre Annunziata (NA). Una notizia di una certa importanza per tutti gli utenti (anche se le sentenze di un GdP valgono per il caso giudicato e non generano giurisprudenza) che il Codacons ha ritenuto doveroso amplificare con una certa enfasi (ne ho parlato anch'io su Punto Informatico).
In questi giorni, sempre per mezzo di Codacons veniamo a sapere che "aumenta la spesa di spedizione delle bollette che è assolutamente illegale come ha stabilito il Giudice di Pace in tutta Italia". Il comunicato stampa inizia infatti così: "In pochi se ne sono accorti, ma le ultime bollette Telecom arrivate a casa degli utenti presentano una brutta sorpresa: il raddoppio della voce “spese di spedizione bolletta”, spese che passano da 0,17 euro a 0,37 euro, a cui deve essere aggiunta l’IVA".
Questa notizia, a mio avviso, contiene alcune inesattezze. Anzi, cominciamo con l'evidenziare l'unica verità, tra le tante informazioni contenute in questo comunicato: la voce "Contributo spese spediz. Conto Telecom Italia", nell'ultima fattura, ammonta effettivamente a 0,37 euro, più IVA (20%). L'ho verificato io stesso sull'ultimo conto "Telecom Italia" che ho ricevuto. Il Codacons riferisce che però, in precedenza, per la medesima voce venivano fatturati 0,17 euro (sempre al netto di IVA). Ricordando cifre diverse, sono andato a verificare le fatture precedenti, che infatti riportano un addebito di 0,31 euro. Ecco qua:
Per scrupolo, ho controllato anche le fatture delle aziende con cui collaboro. La cifra è sempre la stessa, 0,31 euro. Non esistono differenze di tariffe (forse sarebbero ingiustificate) tra utenze residenziali e utenze business, ne' tra utenze geograficamente eterogenee, le aziende di cui ho letto la fattura si trovano in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna.
Per cui, o il sottoscritto è particolarmente sfortunato poiché gli sono sempre state applicate tariffe maggiorate ad personam, oppure la notizia riportata dal Codacons merita una rettifica. Perché, se è vero che c'è stato un aumento, a me risulta che ammonti a 6 centesimi di euro e non a 20.
Ho effettuato il controllo delle bollette in due minuti. Senza fretta. Ma la cosa che più mi stupisce – sempre che non sia io l'unico utente sfortunato a cui Telecom ha spedito le bollette al costo di 31 centesimi + IVA – è il constatare che molti hanno riportato le cifre snocciolate dal Codacons senza controllarle: tra le tante che si possono reperire in rete trovo Ansa, Adnkronos, Portel.