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Il canone della linea Telecom è illegittimo?

A rispondere sì è una sentenza del Giudice di Pace di Napoli (domani su Punto Informatico). La clausola contrattuale che vincola un utente a pagare un canone è stata ritenuta vessatoria. Il Giudice ha accolto il ricorso di un utente, che si è visto riconoscere il rimborso dei canoni percepiti da Telecom Italia.

Una sentenza che potrebbe fare scalpore e avere un seguito. Ve ne racconterò gli effetti nei prossimi giorni.

 
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Pubblicato da su 22 marzo 2006 in news

 

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Ci sono, un attimo

Mi sono arrivate un po’ di e-mail (grazie ragazzi), con cui alcuni miei affezionati lettori mi hanno chiesto che fine avessi fatto… Calma, nessun problema: come vedete anche da PI, ci sono ancora. Più che altro impegni personali e di lavoro mi hanno impedito un aggiornamento frequente del blog, ma don’t worry… avrete presto mie notizie! 😉

 
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Pubblicato da su 22 marzo 2006 in news

 

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[Mondo] Io sarei qui?

Secondo qualcuno, politicamente parlando io mi trovo in questa posizione.

Non mi riconosco granché in questo risultato, ma forse ci sono gli “estremi” per aprire un nuovo movimento politico…?

Io lascerei perdere a prescindere…

 
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Pubblicato da su 14 marzo 2006 in Mondo

 

[Internet] Firefox 2, la vendetta (contro il phishing)

La prossima release di Firefox, ossia la 2.0, integrerà un tool anti-phishing. Più o meno al pari dell’altrettanto nascituro MS Internet Explorer 7 e del già consolidato Opera 8.

Il team che sta lavorando allo sviluppo del browser del panda rosso dichiara, per bocca di Mike Shaver, che l’anti-phishing integrato sarà il risultato della collaborazione tra la Mozilla Foundation e terze parti, tra le quali spicca il nome di Google.

 
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Pubblicato da su 13 marzo 2006 in Senza categoria

 

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[Mondo] Da nòva: il software che aiuta i daltonici

“Per un accidente genetico, solo gli uomini possono essere incapaci di vedere i colori (noi donne, invece, siamo portatrici sane di questo tratto genetico, come per l’emofilia). E per questo, alcune professioni gli sono precluse: pilota d’aereo o macchinista delle ferrovie, elettricista o chirurgo.

Ma un software, realizzato da un ingegnere americano – Harry Rogers – cerca di aiutare chi vive questo problema almeno nel mondo informatico: eyePilot è un programma che, muovendo il cursore al di sopra di un qualsiasi elemento multicromatico, indica il suo nome. Oppure, cliccando su un’area di un determinato colore, tutte quelle analoghe lampeggiano sullo schermo.”

Questo è il contenuto di un post odierno pubblicato dall’ottimo Nòva. Io, da semi-daltonico quale sono, sapevo che non era esattamente così (tra daltonici ci si confida e ci si racconta), poi lo stesso autore del post (che non ha un nome femminile, Antonio Dini) in un commento inserisce una precisazione ha un altra persona che ha posto l’obiezione:

“E’ vero! Hai ragione: mi sono espresso molto male (pur essendo daltonico io stesso…). La possibilità, per quanto molto ridotta, purtroppo esiste.

Entrambi i cromosomi X di una donna, infatti, devono avere il tratto recessivo del daltonismo, a differenza dell’uomo in cui basta l’unica X per innescare la mancanza di visione di alcuni (o tutti) i colori.

L’incidenza tra le popolazione femminile è in funzione del quadrato di quella maschile, e quindi molto ridotta, ma esiste sicuramente.

Inoltre, il daltonismo (individuato per primo dal chimico britannico John Dalton) è solo uno dei possibili fattori di disabilità cromatica. Tra gli altri, vi sono i danni all’occhio, al nervo ottico o al cervello.

L’unica (magrissima) consolazione per i daltonici è la capacità di distinguere meglio nel contrasto con uno sfondo colorato un soggetto (per esempio, i cacciatori, oppure le vedette incaricate di identificare avversari mimetizzati rispetto all’ambiente circostante).

Inoltre, nei primi cinque minuti di adattamento al buio, i daltonici monocromatici hanno la possibilità di vedere meglio della maggior parte delle altre persone…”

 
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Pubblicato da su 13 marzo 2006 in Mondo

 

[Mondo] Codice Da Vinci, un plagio?

(preoccupato?)

Una news APCom dice oggi testualmente:

Londra, 13 mar. (Ap) – Primo giorno di interrogatorio per Dan Brown nel processo per plagio intentato alla Random House, casa editrice del best seller “Il Codice da Vinci”, da Michael Baigent, Richard Leigh e Henry Lincoln, che 22 anni fa diedero alle stampe “The Holy Blood and The Holy Grail” (pubblicato anche in italiano col titolo “Il Santo Graal”), un saggio che a loro dire conterrebbe le tesi sulle quali è costruito il “Codice”.

Il verdetto potrebbe bloccare il debutto britannico del film tratto dal bestseller, previsto il 19 maggio: se il processo dovesse avere esito negativo per Brown, infatti, la pellicola potrebbe essere congelata, in attesa di una decisione sui diritti d’autore. Brown ha affermato che la maggior parte delle ricerche per scrivere il romanzo è stata effettuata dalla moglie Blythe: “Era molto appassionata al tema del sacro femminile”, ha commentato l’autore, che si è detto “scioccato” dalla “incomprensibile” reazione dei querelanti.

“Baigent e Leigh sono solo due dei tanti autori che hanno scritto sulla discendenza ininterrotta (del presunto matrimonio tra Gesù e Maria Maddalena, tesi su cui si basa anche il “Codice”, ndr), eppure ho fatto di tutto per sottolineare il fatto che proprio loro erano stati quelli che avevano attirato l’attenzione del grande pubblico su questa tesi”, ha continuato Brown, secondo il quale le accuse mosse contro la sua casa editrice contengono “numerose affermazioni categoriche che mi sembrano completamente inventate”.

L’accusa punta il dito non solo sul fatto che la tesi di fondo del “Codice” è identica, ma che anche il nome del protagonista (non il principale, ndr) sarebbe un omaggio ai due autori: ‘Leigh Teabing’, Leigh come il cognome di Richard, Teabing come anagramma di Baigent; senza contare che il loro libro è menzionato come presente nella libreria del detective: nessun dubbio, dunque, sul fatto che Brown ne conoscesse i contenuti.

Nel saggio, sostengono i suoi autori, c’era già tutto: la teoria che Gesù non morì sulla croce, ma sposò Maria Maddalena, dando inizio a una ‘linea del sangue’ protetta dai Templari; la tesi che i suoi eredi vivano tuttora in Francia; le società segrete, le teorie cospiratorie. I due storici pretendono, ovviamente, parte dei diritti d’autore: i guadagni di Brown tra il giugno 2004 e giugno 2005, secondo Forbes, ammontano a 43,8 milioni di dollari. Jonathan Rayner James, legale dei due storici, ha sottolineato come la causa non abbia a che fare con il plagio di specifiche parti del testo, ma con l’appropriazione di temi ed idee contenuti nel saggio. La sentenza dovrà quindi stabilire un delicato precedente: fino a che punto cioè un autore è libero di sfruttare le idee di un altro, dato che la legge sui diritti protegge l’espressione di un’idea piuttosto che l’idea in sé.

Da parte mia posso aggiungere che nel romanzo, Dan Brown si prende molte “licenze letterarie”. La precisazione che è contenuta ne “il Codice Da Vinci”, in cui Dan Brown afferma che la descrizione delle opere d’arte descritte nel romanzo corrisponde alla realtà, è largamente disattesa (i dipinti non sono nemmeno come lui li descrive).

(La Vergine delle Rocce)
Nel romanzo sono inoltre disseminate tantissime contraddizioni, che fanno verosimilmente pensare ad una preparazione “di seconda mano”, per quanto riguarda aspetti di cultura religiosa e storia dell’arte.

Per non parlare del fatto che l’ossatura della storia medesima ricalca quella di “Angeli e Demoni” (che in realtà è stato scritto prima del “Codice Da Vinci”, anche se è stato edito in un momento successivo), ma qui si tratterebbe di auto-plagio…

 
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Pubblicato da su 13 marzo 2006 in Mondo

 

[Mondo] Un giornale scopre l’identità delle spie

Questa la riporta un’ANSA di oggi:

NEW YORK, 12 MAR – Il Chicago Tribune ha identificato oltre 2.600 spie della Cia attraverso una banale ricerca su Internet. Il giornale ha infatti ottenuto le informazioni da agenzie di servizi sul web che, a pagamento, forniscono l’accesso a registri pubblici. Per non mettere in pericolo le attivita’ dell’agenzia di spionaggio americana, i nomi degli 007 non sono stati pubblicati. Scoperta anche una cinquantina di posti di lavoro di facciata collegati all’agenzia di Langley.

Manco gli agenti sanno tenere segreti…

 
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Pubblicato da su 12 marzo 2006 in Mondo, news

 

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[news] Il giallo della copertura ADSL

Oggi c’è stato il Telecom Day, come dicevo in un post precedente. L’evento è stata una vetrina per esporre la situazione finanzaria dell’azienda e le prospettive future, con gli obiettivi da conseguire da qui a tre anni.

Le slide della presentazione dell’Amministratore Delegato, Riccardo Ruggiero, sono qui.

A qualcuno balzeranno all’occhio le percentuali che condiscono i grafici a pag. 46. Senza scendere in troppi dettagli, prenderò solo ad esempio il trend della copertura ADSL dal 2005 al 2008 (consuntivo + previsioni, suppongo).

  • 2005: 86%
  • 2006: 90%
  • 2007: 96%
  • 2008: 98%

L’86% di oggi (anzi, di ieri) mi stupisce un poco… voglio dire: di che copertura si parla? Territorio, popolazione…? Su quali basi è stato fatto il calcolo?

 
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Pubblicato da su 8 marzo 2006 in news

 

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[Telefonia] Non ci sono più gli imprenditori di una volta

(e forse nemmeno i giornalisti, di una volta)

C’è un appuntamento fisso, forse derivante da un tacito (?) accordo, tra Giuseppe Turani e Riccardo Ruggiero, amministratore delegato di Telecom Italia.

“Chi ha investito in tecnologia e ha idee ce la farà, chi è rimasto indietro ha poche chance. E Telecom è più avanti degli altri a livello europeo” (Riccardo Ruggiero)

Periodicamente, le interviste di Turani al manager di Telecom vengono pubblicate da Repubblica Affari & Finanza, e negli ultimi tempi sembrano svolgere il ruolo di teaser pubblicitario per iniziative che l’operatore di telecomunicazioni deve ancora lanciare.

L’ultima, in ordine di tempo, descrive la partnership siglata dall’incumbent con Microsoft. Un’iniziativa a cui non si può non dare il dovuto risalto: si tratta pur sempre di due grandi aziende (Telecom a livello nazionale, Microsoft a livello mondiale).

L’intervista ha dei contenuti abbastanza promettenti. O preoccupanti. Il passaggio più affascinante è quello che segue (tra parentesi, i miei appunti):

  • Questo accordo, in un certo senso, premia alcune iniziative di Telecom dei mesi scorsi, come la Iptv e simili.
    «Certamente, quelli che allora sembravano solo esperimenti destinati a pochi utenti, adesso si stanno rivelando dei nuovi modi di utilizzare l’informatica e le telecomunicazioni e diventeranno di uso comune».
  • Tutto questo, però, è il trionfo della banda larga.
    «Direi che è il trionfo di due cose: della banda larga e del protocollo IP, quello di Internet. Infatti senza la banda larga, che stiamo installando e migliorando ogni giorno (bene, questo farà piacere all’associazione AntiDigitalDivide), quasi niente di quello che oggi ci viene descritto sarebbe stato possibile. Inoltre, c’è di mezzo anche il protocollo Ip che rende possibile tutte queste cose. E’ grazie al protocollo Ip che possiamo trasmettere la televisione lungo i cavi e che possiamo arricchirla di tantissime funzioni, che Microsoft ha saputo cogliere in pieno con il suo software».
  • La banda larga diventerà ancora più larga in futuro?
    «Saremo superinvasi da banda superlarga ovunque (oddio aiuto! qualcuno farà indigestione di tutti questi super…). Per quanto riguarda la rete fissa stiamo già lavorando per far transitare gli abbonati che lo decidono su una banda da 20 mega. E questo è certamente un salto grosso. Con 20 mega di banda praticamente non esistono più cose che non è possibile fare sulla rete fissa. Tutto diventa veramente possibile. Ma abbiamo anche già annunciato che presto si passerà ai 50 mega di banda. E con questa larghezza di banda si può fare veramente tutto quello che uno riesce a immaginare. La rete fissa si rivelerà capace di far correre su questi vecchi cavi anche la televisione a alta definizione, e con più canali alla volta. Questo non è un miglioramento dei collegamenti, ma è una vera e propria rivoluzione»

Non è trascurabile che non si parli di dati sull’avanzamento della copertura (dell’ADSL, dell’ADSL2+…), su quanti dei 20 Mbps siano effettivamente disponibili a tutti coloro che si abboneranno (se un utente disterà due chilometri dalla centrale Telecom, non avrà attenuazioni?).

Il fatto che questa non sia l’unica intervista concessa da Riccardo Ruggiero, e che la maggior parte dei suoi interventi in questi giorni trovi spazio soprattutto su testate finanziarie (anche MilanoFinanza non ha perso l’occasione), combacia abbastanza bene con il fatto che il prossimo mercoledì 8 marzo, oltre alla festa della donna, avrà luogo a Milano il Telecom Day: nell’evento, il Gruppo Telecom incontrerà la comunità finanziaria nel meeting annuale con analisti e investitori e gli analisti.

Le aspettative sul settore TLC sono alte, ma non sono da meno quelle sui conti di Telecom. Spicca sempre l’indebitamento finanziario netto, che secondo quanto stimato da Consensus, ammonta a circa 40 miliardi di euro.

L’effetto di queste (e altre, s’intende) notizie sui mercati finanziari?

  • 03/03/2006 – 12:21 – (Teleborsa) BORSA: positiva Telecom con settore TLC europeo
  • 06/03/2006 – 12:05 – (Teleborsa) BORSA: bene Telecom con TLC Europa, attesa ‘Investor Day’ mercoledì.
 
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Pubblicato da su 6 marzo 2006 in media

 

[OT] Non ci sono più i commendatori di una volta

sottotitolo: E Ramazzotti disse a Letta: “Smamma…”

Una velina APCOM ha appena raccontato una storiellina sulla consegna delle Croci al Merito che il Presidente della Repubblica ha voluto assegnare ad alcuni meritevoli cantanti: Bocelli, Grand’Ufficiale, con Ramazzotti, Pausini, e Zucchero (unico assente), commendatori:


Sanremo, 4 mar. (Apcom) – Fortemente voluta dagli organizzatori per valorizzare il legame del Festival con la storia della musica italiana, la cerimonia per la consegna delle onorificenze della Repubblica a quattro grandi cantanti italiani si è trasformata in un inatteso e imbarazzante show. Il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Gianni Letta, che consegnava le Croci al merito a nome del Presidente della Repubblica, ha dovuto subire una prima irrituale interruzione di Laura Pausini (“mi ha chiamato Pasini! Mio padre si offende”, ha urlato). Poi è toccato a Eros Ramazzotti, altro neocommendatore, salire sul palco per ricevere il solenne riconoscimento. Il clima eccessivamente informale del luogo, assai lontano dai fasti del Quirinale deve averlo contagiato, perché si è esibito in una sequela di battute che hanno mutato progressivamente verso il rosso dell’imbarazzo il viso del rappresentante istituzionale. Al momento di prendere la parola, il cantante, visto che Letta era nelle vicinanze, gli ha detto: “Che vuole parlare ancora lei?”. Poi, indicando la croce di commendatore, Ramazzotti ha esordito: “Il mio grande problema è dove la metto? Se lei – indicando la Pausini – la mette a sinistra…”. Qualcuno dei giornalisti presenti gli ha suggerito che il cerimoniale prevede che venga messa al collo. Letta si è prestato a sistemargliela di fronte ai flash impazziti dei fotografi. Ma Eros non era molto contento, ha guardato la medaglia e ha detto: “Sono molto felice di questa cosa qua, però cambierei il designer, è brutta!”. Ma il meglio di sé lo ha dato quando i fotografi, che stavano riprendendo i tre cantanti presenti (Zucchero non è intervenuto alla cerimonia), hanno urlato “solo loro tre”, perché nelle inquadrature c’era anche Letta. Ramazzotti si è girato verso il sottosegretario alla Presidenza e, battendo il palmo della mano sinistra sul polso della destra, lo ha apostrofato: “non ce la vogliono…”. Non un muscolo del viso di Letta si è mosso, in tutto questo tempo. Ma il colore del viso diceva tutto.

 
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Pubblicato da su 4 marzo 2006 in Mondo

 

[News] L’Antitrust ha fatto poker

In Italia abbiamo quattro operatori di telefonia mobile. Fino al mese scorso, l’Antitrust ne aveva multati tre per pubblicità ingannevole. Oggi sappiamo che ha fatto poker.

Vuol dire che sono tutti disonesti e che non ci si può fidare di nessuno? Diciamo più che altro che è bene non fidarsi di chi dice di regalarci videofonini, telefonate e SMS. Comunque il mercato della telefonia ha raggiunto un tale livello di competizione che i colpi bassi stanno diventando la norma…

 
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Pubblicato da su 2 marzo 2006 in news

 

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[Telefonia] Teleconomy, niente panico

Sul numero di domani di Punto Informatico, la versione ufficiale di quer pasticciaccio brutto del cambio di numerazione di Teleconomy Internet, la flat dial-up di Telecom Italia.

Tanto rumore per nulla? Non proprio…

 
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Pubblicato da su 2 marzo 2006 in Senza categoria

 

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[Telefonia] La Teleconomy cambia numero, ma (quasi) di nascosto

Un antro caso destinato a sollevare un putiferio.

IL FATTO: oggi, 1 marzo 2006, la rediviva offerta flat dial-up Teleconomy Internet (l’offerta a costo fisso che non dissangua il portafoglio dei navigatori privi di ADSL) cambia numero. Gli utenti dovranno impostare la composizione del numero 702.0187187 per poter usare la flat. Chi continuerà ad utilizzare il numero 701.0187187 navigherà, ma con tariffazione a consumo.

A me è capitato di parlarne su Punto Informatico, in due articoli (uno su Telecom, l’altro su Wind). Confesso di averlo fatto senza enfasi perché ero certo che Telecom Italia avesse avvisato per tempo i propri utenti. Lo ha fatto, ma non direttamente: ha lasciato questa non trascurabile informazione nella scheda dell’offerta commerciale pubblicata sul sito 187.it. E ha promesso che, agli utenti della flat che da oggi si fossero colegati utilizzando per errore il vecchio numero, avrebbe mostrato una pagina web con questa informazione.

Insomma, se qualche utente di Teleconomy Internet, per caso,  avesso voluto andare sulla pagina web con la scheda commerciale che riporta condizioni contrattuali che già conosceva, se ne sarebbe accorto. Ma è ragionevole pensare che nessun utente di Teleconomy Internet si premuri periodicamente di tornare a consultare la scheda commerciale dell’offerta. L’ha già sottoscritta, che gli importa?

Ergo, quanti utenti saranno a conoscenza del cambio di numero? E quanti, non essendolo, navigheranno con tariffazione a consumo perché nessuno li ha informati?

Leggete cosa dicono le condizioni contrattuali di Teleconomy Internet al punto 14…

14. Telecom Italia si impegna ad informare il Cliente di ogni modifica delle condizioni contrattuali del Servizio con indicazione della data di efficacia delle modifiche stesse. Tale data dovrà essere successiva di almeno 30 (trenta) giorni rispetto a quella dell’informazione di Telecom Italia al Cliente. Qualora il Cliente non ritenga di accettare tali modifiche avrà facoltà di recedere dal Contratto, senza alcuna penalità, mediante comunicazione telefonica al Servizio Clienti confermata per iscritto all’indirizzo indicato da Telecom Italia entro la data di efficacia delle modifiche stesse. In tale ipotesi il Cliente è tenuto al pagamento di quanto maturato fino a tale data. 

Bisognerebbe capire se, per Telecom Italia, il numero da comporre rientra nelle “condizioni contrattuali del Servizio”.

 
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Pubblicato da su 1 marzo 2006 in Senza categoria

 

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[News] Microsoft Origami: cos’è?

Microsoft sta sviluppando Origami, un nuovo apparecchio portatile che consente di ascoltare musica, giocare coi videogiochi, navigare su Internet e scrivere note a mano. Lo ha annunciato oggi la società che fa capo a Bill Gates: ne esisterebbe una versione “pilota” con funzioni simili a quelle di un pc, comparsa in un video sul web della società di marketing Digital Kitchen.

“Mentre Origami è un concetto a cui stiamo lavorando con degli associati, sappiate che il video visto sul sito web di Digital Kitchen è vecchio di un anno (è vero, io l’ho visto la scorsa estate) e rappresenta la nostra esplorazione iniziale per quanto riguarda la forma, e anche i possibili usi e scenari”, ha riferito un portavoce MS. Qualcuno ci vede un rivale dell’iPod o della PlayStation, ma non sembra omologarsi verso l’uno o l’altro.

 
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Pubblicato da su 27 febbraio 2006 in news

 

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[Telefonia] Sblocco delle SIM, ecco le regole

Domani, sempre su Punto Informatico, ci sarà un articolo intitolato come questo post.

In breve, si tratta di un provvedimento deliberato ieri dall’AGCOM, che però l’ha pubblicato solo oggi, per dare una regolamentazione al SIM-Lock, quella soluzione con cui un operatore blocca un telefonino, vincolandone il funzionamento sulla propria rete. Soluzione che, in Italia, è stata adottata solo da TRE: chi vuole sbloccare lecitamente il cellulare acquistato dall’operatore dovrà attendere almeno 9 mesi (e lo potrò fare a pagamento) e solo dopo 18 lo sblocco sarà gratuito.

Nell’articolo concedo un po’ di spazio alle reazioni di alcune associazioni di consumatori, che dietro mia richiesta hanno gentilmente contribuito.

 
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Pubblicato da su 22 febbraio 2006 in Senza categoria

 

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