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5.572 km a nuoto

nuoto

E’ la distanza da coprire attraversando l’Oceano Atlantico, almeno secondo Google Maps, impostando una località di partenza europea e una destinazione del Nord America.

Non è un fake, ne’ un pesce d’aprile: se chiedete a Google indicazioni stradali per recarvi, ad esempio, da Milano a New York, noterete che vi farà percorrere un itinerario corretto, trafori e autostrade comprese (percorsi non pedonali, dunque), fino a Le Havre, dopodiché vi chiederà di abbandonare l’auto, tuffarvi nell’Atlantico e nuotare fino al Massachusetts. Per poi proseguire, una volta approdati negli States, su percorsi stradali più convenzionali.

La stravagante indicazione viene data sia dalla versione italiana (“Attraversa a nuoto l’oceano atlantico – 5.572 km”) che da quella americana (“Swim across the Atlantic Ocean – 3,462 mi”). Ma questo avviene solo tra Europa e America del Nord (almeno a quanto ho potuto constatare – si accettano suggerimenti): Google, infatti, non è stato in grado di guidarmi a Tokyo, ne’ a Pechino, ne’ a Città del Capo. E ha glissato elegantemente su come raggiungere isole mediterranee, fornendo solo le indicazioni per i percorsi sulla terraferma e senza dare idee su come approdare alle rive della destinazione desiderata.

 
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Pubblicato da su 1 aprile 2007 in media, Mondo, news

 

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A ridaje

E questa sarebbe una notizia da TG?

 
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Pubblicato da su 28 marzo 2007 in media

 

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ScandaloItaliano scrive a Romano Prodi

ScandaloItaliano ha dato il via ad un’iniziativa che, ancora una volta, merita appoggio:

si tratta di una lettera aperta indirizzata al governo italiano e sottoposta alla libera sottoscrizione di tutti i cittadini che ne condividono la forma e le ragioni.

Cioè? Si tratta di una semplice richiesta: si chiede l’accesso alla documentazione ufficiale di gara e progetto del portale Italia.it, si chiede di esercitare quel diritto di trasparenza relativo agli atti ed ai documenti della Pubblica Amministrazione più volte sancito dalla legislazione italiana.

Chi vuole sottoscriverla, può farlo cliccando il bannerino che ho riportato qui sopra e, una volta entrato in petitiononline, cliccando su sign the petition. Siete pigri e accidiosi? Allora cliccate qui.

Io in questi casi faccio sempre una raccomandazione: se volete dare un valore serio alle vostre adesioni (anche in altre petizioni), vi suggerisco di firmare – ognuno lo faccia una sola volta – con nome e cognome, anziché con il solo nome o il nickname. Non c’è bisogno che qualcuno si aggrappi a scuse pretestuose per dire che il numero di adesioni è gonfiato.

Qui nel seguito, il testo della lettera

Signor Presidente del Consiglio Romano Prodi,
Signori Ministri Francesco Rutelli e Luigi Nicolais,

a noi l’Italia piace.

Il portale Italia.it, da poco rilasciato online, decisamente meno.
Questione di gusti direte voi: non è così.

Dal giorno del suo debutto Italia.it è stato oggetto di una valanga clamorosa di critiche da parte di tutto il mondo web, italiano e non: tecnici, designers, comunicatori, esperti di marketing turistico online, bloggers e semplici utenti.

Accanto a loro un inspiegabile ed assordante silenzio dei canali istituzionali, della stampa e dei media televisivi; con qualche rara eccezione dei pochi che ne hanno trattato marginalmente.

Il portale, che del progetto “Scegli Italia” rappresenta l’elemento catalizzatore per il rilancio del turismo italiano, si è rivelato, alla prova dei fatti, del tutto inadeguato allo scopo.

In considerazione delle ingenti risorse economiche allocate, 45 milioni di euro o più, e del tempo trascorso dall’inizio del progetto, varato il 16 marzo 2004, la cosa appare ancor più grave.

Dal 22 febbraio scorso, data di presentazione del portale, si è assistito ad un balletto di cifre, comunicati, interviste, riunioni di osservatori, interrogazioni e smentite dai quali emerge una sola cosa: una sostanziale assenza di trasparenza e limpidezza su tutta la vicenda.

Noi chiediamo invece che per Italia.it sia tutto chiaro.

Questo governo, anche con suoi recenti atti, ha dato prova di voler iniziare un percorso di modernizzazione e trasparenza di tutto l’operato della pubblica amministrazione: oggi ha modo di far seguire i fatti alle parole.

Senza citare leggi e provvedimenti, che pure garantiscono pieno diritto di accesso a documenti pubblici, in qualità di cittadini appassionati e scrupolosi Vi chiediamo, come semplice atto di responsabilità e di etica civile, di mettere a disposizione su di un sito istituzionale o di far pervenire al seguente indirizzo di posta elettronica

scandaloitaliano@gmail.com

una copia in formato elettronico dei seguenti documenti:

  • studio di fattibilità completo del progetto Scegli Italia
  • costo totale previsto dell’intero progetto, con dettaglio
  • convenzioni tra DIT* e Innovazione Italia per l’esecuzione del progetto Italia.it
  • bando di gara
  • capitolato
  • elenco imprese o RTI* partecipanti alla gara
  • documento di aggiudicazione con dettaglio dei criteri adottati e motivazioni
  • risultati del benchmark internazionale sulle offerte presentate
  • contratto in essere con il RTI: IBM, ITS e Tiscover
  • atto transattivo del 2006 con il RTI: IBM, ITS e Tiscover con dettaglio motivazioni

Confidiamo che questa nostra istanza abbia esito positivo.
Vi ringraziamo sin d’ora per l’attenzione che, ne siamo certi, dedicherete a questo appello.

 
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Pubblicato da su 21 marzo 2007 in media, news

 

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PDA on the blog

In Rete ci ha sempre vissuto, ma ora pare sia giunto il momento di dargli un bloggoso benvenuto: con somma meraviglia di chi lo conosce (e sa che ora avrà ancora meno tempo di prima), Paolo De Andreis, illustre direttore di Punto Informatico, ha eletto a questo indirizzo il suo nuovo domicilio virtuale (esente da ICI, fortunatamente)

P.S.: ormai ci sei e non ti puoi più tirare indietro 😉

 
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Pubblicato da su 20 marzo 2007 in Blogroll, news

 

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Italia.it: “Ci dispiace…”

In questi ultimi tempi, al visitatore di Italia.it, può capitare di cercarne la homepage e di imbattersi invece in una pagina che recita, mortificata:

Ci dispiace La pagina che avete richiesto non è al momento disponibile

Sulle prime, qualche utente potrebbe essere tentato di tacciare di supponenza chi ha predisposto questa pagina, che elargisce consigli un po’ superflui: “potete partire dalla homepage” ci suggerisce, portandoci peraltro al link http://wps/portal/it” che, a seconda dei server DNS che utilizziamo, può portarci ovunque, dal sito della WPS – World Power Systems o alla homepage di una compagnia di assicurazioni del Wisconsin (WPS Health Insurance).

Ma al di la’ dell’enigma sulla natura di questo link, ovviamente si tratta di un messaggio standard, che si dovrebbe presentare in caso di digitazione erronea (o di link “rotto”). E che invece compare semplicemente digitando http://www.italia.it (o richiamandone il bookmark), il che significa che in quel momento il sito è in manutenzione.

Negli ultimi giorni la cosa si è verificata abbastanza frequentemente. “Chiaro indice di alacri attività” mi scrive il buon Luca Carlucci di ScandaloItaliano. Che, nei commenti di un post precedente, spiega cosa accade “giù a Napoli, nella redazione del portale messa su da ITS alla modica cifra di 1.4 milioni di euro (stima ufficiosa)“. Dove alcuni incaricati sono impegnati a correggere i contenuti del portale, sulla base delle varie segnalazioni pervenute, con sorprendente tempestività (“ieri mattina abbiamo messo su un post sulla Sardegna, e il pomeriggio *tutti* i rilievi del post, comprese inezie come un “tra l’altro” un po’ campato in aria, avevano prodotto le necessarie correzioni”).

Ne consegue che l’aggiornamento del portale Italia.it (per il quale sono stati stanziati alcuni milioni di euro), viene curato da persone che svolgono un onesto lavoro di debugging (tecnico e di contenuti) regolarmente retribuito (e ci mancherebbe che non fossero pagati), che però si basa anche sull’opera di altri soggetti – in buona parte blogger – che gratuitamente hanno segnalato le molte lacune del portale.

Sempre da un mondo di blogger e di professionisti è nata l’iniziativa Ritalia.it. La somma di tutto questo fa considerare ad Aghost, giustamente: “la novità è che grazie ai blogger nasce finalmente un episodio importante di “democrazia dal basso”. Non più quindi la blogosfera come “bar sport globale“, come viene denigrata dai soliti giornalisti con la puzza la naso, ma strumento informativo e propositivo dei cittadini, utilizzato finalmente senza alcuna mediazione“.

Il lavoro non sarà facile, d’accordo ma è lecito attendersi che il risultato possa essere buono. E di non inciampare più in personaggi come Gioacchino Fellini.

 
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Pubblicato da su 18 marzo 2007 in media

 

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Allarme (e Dave) rientrato

Per il sollievo e la gioia di utenti, telespettatori, giornalisti, carampane, normali websurfer e chi più bne ha più ne metta, Davide di Daveblog ha battuto un colpo.

Ma perché non mi stupisco nel leggere il suo post? Cito:

In attesa di tempi migliori per il mio router (“connettività limitata o assente” da 10 giorni, che ci crediate o no) e dopo un primo buco nell’’acqua col tecnico Telecom, che ha gentilmente restituito al mittente l’’accusa di guasto alla centrale, mi trovo a dovere commentare qualcosa che è veramente più grande di me. Nessuno scherzo, nessun esperimento, nessun morto: solamente un babbeo (io) che ha sfasciato il protocollo tcp/ip del suo pc e non riesce ancora a ripararlo. So che sarebbe più figo fare la parte di quello che ha preso tutti in giro, ma non mi sarei mai permesso di farlo, è questa la verità.

Insomma, mi sembra un caso di malasanità virtuale. La mancanza di connettività può fare brutti scherzi. Ma secondo me, con tutto il battage net-mediatico che si è scatenato, Dave riuscirà in poche ore a trovare qualcuno in grado di risollevare la situazione. Che ne dite?

Intanto, bentornato!

 
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Pubblicato da su 16 marzo 2007 in media, Mondo

 

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Perché Sanremo è San Remo?

chiedetelo a Italia.it

ScandaloItaliano, che ormai da settimane sta portando avanti un’autentica opera di debugging a 360 gradi sul portale turistico varato dal Governo, ha dedicato un post alla scheda con cui Italia.it descrive Sanremo. Un’ennesima dimostrazione che, accanto alle rilevanti farraginosità tecnologiche che affliggono il portale, ci sono ancora rilevanti gibbosità a livello di qualità dei contenuti, dagli errori nei toponimi all’assenza di una correzione grammaticale, che la dicono lunga sulla frettolosità con cui è stato portato avanti il progetto.

Io, nel frattempo, non vorrei aggiungere nuove chicche, ma solo segnalare che – dopo 19 giorni dalla mia prima segnalazioneper il portale Italia.it il Monte Rosa continua a risultare essere il rilievo più importante della Lombardia (vedi schermata riprodotta in questo post). Mentre noto con piacere che, dalla descrizione della Provincia di Lecco (che nei primi giorni di vita del portale veniva descritta “tra mare e montagne”, frase poi provvidamente corretta in “tra lago e montagne), nelle indicazioni dei prodotti tipici sono spariti l’olio d’oliva e la mozzarella.

Segno che qualcosa si sta muovendo. Bene. 🙂

UPDATE (15/03/2007, sempre da ScandaloItaliano):

Una rapida correzione al volo ha riconvertito, nel titolo scheda, San Remo in Sanremo. Il resto al momento sembra immutato ed assolutamente in linea con lo slogan del mitico logo
Italia: un paese di qualità.

 
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Pubblicato da su 14 marzo 2007 in media

 

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Lost or missing?

Sono sempre di più le persone che ne sentono la mancanza e anche la famiglia Sofri / Bignardi da’ conto dell’apprensione dei lettori di Daveblog, il cui ultimo post – che risale al 5 marzo e che nulla lasciava intendere sul silenzio che ne sarebbe seguito – ha raccolto quasi oltre un migliaio di ansiosi commenti. L’ipotesi che si tratti di un esperimento di comunicazione è interessante, comunque segnalo anch’io la petizione e il blog nati in seguito a questa vicenda.

P.S.: Di blog disabitati, derelitti o abbandonati c’è piena la rete e la cosa potrebbe non essere importante, se non fosse che Daveblog è uno dei blog italiani più seguiti in Rete (oggi 11esimo, secondo la classifica di Blogbabel).

 
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Pubblicato da su 13 marzo 2007 in media

 

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Fastweb pronta per la Svizzera?

Sembrerebbe proprio che Fastweb sia pronta a diventare svizzera: Swisscom ha annunciato l’intenzione di acquisirne il controllo attraverso un’OPA di natura amichevole.

Quintarelli esprime alcune perplessità (condivisibili) sull’opportunità di una simile operazione per Swisscom, valutando alcuni numeri e la non-modernità dell’infrastruttura di Fastweb. Questa la sua domanda, che motiva la nebbiosità delle ragioni dichiarate alla base dell’operazione:

Spendereste 3,3 miliardi di Euro per comprare una società che non fa utili, la cui posizione finanziaria netta è peggiorata di 322 milioni nell’ultimo trimestre a fronte di un margine operativo (EBITDA) di 128 milioni nello stesso periodo, in un momento in cui il principale competitor sta negoziando con l’autorità uno “sconto” sugli obblighi regolamentari?

Letta così non fa una piega (e fa rispondere no).

 
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Pubblicato da su 12 marzo 2007 in media, news

 

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Italia.it Googlebombed

C’era da aspettarselo? Forse sì: anche il contestatissimo portale Italia.it, il cui strascico di polemiche e critiche (molte delle quali costruttive) è destinato a durare nel tempo, è caduto vittima del Googlebombing. Provare per credere (a ciò che vi mostro qui sotto):

Questo inaspettato esito, che vede Italia.it in pole position su una ricerca affatto attinente, viene segnalato anche da Sbronzo di Riace nei commenti al post in cui Aghost lamenta un’altro “peccato”: nella homepage del sempre più aborrito portale, “gli scienziati di Sviluppo Italia responsabili del portale non sono ancora riusciti ad eliminare la lingua “????” dalla home page”. A dire il vero, io vedo degli ideogrammi (cinesi, intuisco dalla striscia “What’s up in Italy” che replica la sequenza delle lingue disponibili) anche da Firefox ed Explorer, ma posso capire che non tutti i computer del mondo li possano vedere. Dipende – credo – dai font disponibili. Se il link non fosse legato ad un testo, ma ad esempio ad un immagine, tutti vedremmo quei caratteri allo stesso modo. Mi sembra comunque, anche questo, un problema di accessibilità.

Intanto, segnalo che ScandaloItaliano ha aperto una sezione chiamata In breve: per chi si fosse perso le puntate precedenti, in quella pagina c’è una sintesi delle date e degli eventi più significativi nella storia del portale. State facendo un gran lavoro, ragazzi!

 
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Pubblicato da su 9 marzo 2007 in media, Mondo

 

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Wikiautorevolezza

Il caso Essjay (il 24enne che, spacciandosi per Ph.D. esperto in storia delle religioni e del cattolicesimo, è divenuto amministratore e Editor di Wikipedia) serve da spunto a Stefano per parlare di protezione delle informazioni. La riflessione è articolata e interessante (leggetela), qui estrapolerò solo due concetti-chiave:

  • ogni tipo di informazione, che sia privata o pubblica, deve essere protetta dalla manipolazione;
  • uno strumento che diventa autorevole solo per la sua popolarità rischia di diventare uno strumento di riferimento potenzialmente fallace e comunque non affidabile.

Questo significa che da ora, Wikipedia non può più permettersi di far proprio il proverbio cinese che dice “La porta meglio chiusa, è quella che si può lasciare aperta”

 
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Pubblicato da su 9 marzo 2007 in media

 

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Telefonia, tutti i costi se li porti via

Stamattina parlavo di  febbre da abolizione. Ecco, adesso è scoppiata l’epidemia: dopo l’abolizione dei costi di ricarica, il contagioso entusiasmo dei consumatori vuole far sparire tutto quanto pesa a titolo di costo fisso sulle comunicazioni. Via lo scatto alla risposta e i costi dei servizi di roaming internazionale (eliminazioni proposte, tardivamente, dal presidente dell’Agcom, da inserire come emendamento al decreto Bersani). Poi, via anche il canone Telecom (petizione di Anti Digital Divide). E via anche la tassa di concessione governativa per gli abbonamenti dei privati (petizione di un privato).

E’ evidente che è stata l’abolizione dei costi di ricarica, conseguenza di una petizione online, ad innescare questo effetto esplosivo: all’improvviso, nessuno sopporta più i costi fissi dei servizi di telefonia. All’improvviso ci si accorge che chi si lamenta può ottenere qualcosa. Ma perché i segnali vengono solo dal basso, cioè a valle, dalla base?

E, tanto per aggiungermi con molta originalità a domande già formulate da altri: l’Agcom che cosa ha fatto finora? Ha dormito? Era fuori ufficio a guardare che tempo faceva? Tutti i i balzelli che oggi vuole urgentemente eliminare esistono da anni, lustri, decadi.

Si sono liberate delle strade prima impraticabili? O si stanno liberando delle poltrone?

 
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Pubblicato da su 7 marzo 2007 in media

 

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Desaparecido

Che fine ha fatto Italia.it? C’è qualcuno che ne sa di qualcosa?

UPDATE delle 10.30: grazie alla prece di Ferd (nei commenti), il portale è tornato online

 
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Pubblicato da su 7 marzo 2007 in media, Mondo

 

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Febbre da abolizione?

Ultimato il processo di abolizione di costi di ricarica e scadenza del credito prepagato per gli utenti di telefonia mobile, da un articolo del Corriere si legge che il presidente dell’Authority delle Comunicazioni Corrado Calabrò pensa già all’eliminazione di altri due gravami: lo scatto alla risposta e i costi dei servizi di roaming internazionale.

L’opportunità della prima ipotesi è opinabile, ma ci sarebbe da discutere. Calabrò la definisce “un’anomalia tutta italiana”, facendo proprie le parole usate lo scorso anno da Andrea D’Ambra nella petizione contro i costi di ricarica. Per l’abolizione dello scatto alla risposta ci sono già da tempo, peraltro, un po’ di petizioni, per cui non si può dire che sia un’idea del Garante.

Nemmeno l’eliminazione dei costi di roaming – che invece è molto opportuna – è un’idea originale: su questo punto insiste già da mesi Viviane Reding, Commissario UE per la società dell’informazione e i media.

Il motivo di tanto zelo da parte dell’Authority, e forse questa è anche una risposta al post di  Aghost, è spiegato oggi dal Corriere:

“Dopo essersi visto scavalcare dal governo sul terreno dei costi di ricarica (e per questo la UE ha espresso i suoi dubbi sull’effettiva «indipendenza» dell’Authority), il Garante per le Comunicazioni ora sembra voler tornare in prima linea”.

 
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Pubblicato da su 7 marzo 2007 in Senza categoria

 

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Italia.it, briefing per la rifondazione

La voce di scandaloitaliano, e di tutti coloro che non hanno ben digerito la realizzazione di Italia.it, si alza e si fa sentire.

Ho già evidenziato, in un post precedente, l’apertura del blog che si prefigge lo scopo di motivare meticolosamente, analiticamente, punto per punto perchè http://www.italia.it è un portale mal progettato, mal realizzato, mal scritto, e che grida vendetta nel suo essere scandaloso spreco di denaro pubblico, nonché un’offesa alla competenza e alla professionalità dei lavoratori del web italiano.

Ora scandaloitaliano si muove, con uno spirito degno di un’associazione di consumatori, per cercare di far sentire la propria voce anche in sedi più istituzionali e in un post – scritto in tono surreale e ironico – accende i riflettori su un’iniziativa politica che potrebbe avere utili conseguenze: domani, lunedì 5 marzo, l’osservatorio ICT della Margherita terrà un’assemblea per “fare il punto sul Portale del turismo, lanciato pochi giorni fa dal Ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli“. All’evento prenderanno parte anche rappresentanti di Innovazione Italia, IBM e Ministero dei Beni Culturali.

L’invito di scandaloitaliano che, ripeto, è ironico ma dal contenuto molto serio,  titola:

URGENTE: adotta un membro della Margherita, uno di quelli che lunedì 5 marzo incontreranno IBM e Sviluppo Italia per parlare di italia.it, e ricondizionagli la mente in vista dell’incontro! ENTRO LUNEDI’!

Da leggere con attenzione e, se siete d’accordo, da seguire in tutte le sue indicazioni. Dall’evento non penso sia possibile aspettarsi soluzioni, ma potrebbe indubbiamente essere l’occasione di una sensibilizzazione dei responsabili per poi aprire la strada ad una profonda revisione del progetto.

Stay tuned.

 
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Pubblicato da su 4 marzo 2007 in Mondo

 

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