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Bocciato in italiano a settembre

Anche chi ha scritto questo articolo deve aver accumulato debiti. Formativi, però.
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(tratto da http://www.romagnaoggi.it)

 
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Pubblicato da su 5 settembre 2007 in media, Mondo, news

 

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Se Alitalia si autodirotta

Il piano industriale 2008-2010 di Alitalia include, tra i vari provvedimenti, una strategia di riposizionamento del network che prevede, a quanto pare, l’eliminazione di tutti i voli intercontinentali in partenza da Malpensa, che quindi partiranno tutti da Roma, ad eccezione di due destinazioni: New York e Tokio.

Considerazione di Alfonso Fuggetta:

Probabilmente devo andare a breve a Boston. Dovrei andare “giù” a Roma per poi tornare “su” verso gli USA. Lo stesso non vale per chi abita a Roma o nel Sud. Comunque devono “salire” per andare in USA: passando da Malpensa non farebbero deviazioni.

L’alternativa con Alitalia sarebbe di andare a New York, passare lì l’immigration e poi prendere una connection.

Non ci penso nemmeno lontamente: ovvio che andrò o a Amsterdam (KLM) o a Zurigo (Swiss) o a Monaco/Francoforte (Lufthansa). Air France (Parigi) non mi piace, anche perchè secondo me il De Gaulle è un casino. Con British dovrei passare da Heathrow che è ancora peggio.

Di sicuro, per quel po’ che mi riguarda, hanno perso un cliente. E lo faccio anche un po’ per principio.

Qualora mi dovesse capitare un volo intercontinentale, seguirò anch’io queste rotte. E non vedo nulla di male a suggerirle: per condividere questa opinione credo basti razionalità e buon senso.

 
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Pubblicato da su 4 settembre 2007 in Mondo, news

 

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Problemi a casa eBay: il black-out di PayPal

Problemi di business continuity, quest’estate, per i servizi del gruppo eBay: dopo il black-out ferragostano di Skype, è andato in tilt PayPal, la piattaforma di pagamenti online.  Dalle indiscrezioni delle prime ore si è passati alle conferme. Ecco quella fornita dal PayPal Developer Blog, che ammette di aver rilevato un bug in seguito ad un aggiornamento dei servizi e ne dichiara la risoluzione:

Thanks to everyone for their patience over the last few days as the issue with Subscriptions payments has been investigated by our technology team. We made a significant site update last week, and a bug was introduced that caused scheduled subscription payments to be backlogged, and subsequently no payments were made for the past few days. This bug was first reported here in the community, and was quickly escalated to be a top-priority issue for us to fix.

Good news is that the bug has been resolved, and that backlogged payments have begun to be processed. We expect all backlogged payments to be settled within the next 24 hours.

We realize many of you depend on PayPal as a core payment processor for your business, and do not take outages such as this lightly. We will work to ensure this type of delay does not occur again in the future, and apologize for any inconvenience this may have caused you or your business.

Tutto risolto? Non proprio… l’utente nlangoi, nei commenti, scrive infatti:

This bug may have been resolved but it has caused something else: I logged in to my account today and saw that ALL of my active subscriptions had been cancelled! Every single one. Some I had just paid for; some I had very special pricing for. I am fairly upset – is Paypal going to resolve this?

Damon, l’autore del post, risponde:

We will continue to investigate the cancelled subscriptions behavior and post any updates to the main thread

Insomma, sembra proprio che ci sia qualcosa da sistemare. Ma sembra proprio che, anche in questo caso, sia difficile spiegare (e quindi capire) quale sia la causa che ha provocato il black-out. Le spiegazioni fornite da PayPal appaiono generiche e possono essere decisamente controproducenti: se un utente medio non ha modo di capire di quali problemi soffre un sistema che gestisce il suo denaro, potrebbe perdere fiducia e cercare soluzioni di pagamento alternative. Come GPay, il sistema di pagamento made by Google.

 
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Pubblicato da su 3 settembre 2007 in news

 

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Lutto nel web

Franco Carlini è una persona che non sono mai riuscito a conoscere di persona, ma che ho sempre stimato e potuto apprezzare per quanto ha detto, scritto o fatto. La notizia della sua scomparsa, oltre a rattristarmi (anche perché significa che non avrò più l’opportunità di conoscerlo), mi fa pensare che oggi Internet ha perso un grande protagonista italiano.

Di tanti ricordi, coccodrilli, notizie d’agenzia o quant’altro si possa leggere su un personaggio come Franco Carlini, qui mi piace linkare il ricordo che gli dedica Massimo Mantellini. Parole scritte con il cuore, non di circostanza.

 
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Pubblicato da su 30 agosto 2007 in media, Mondo, news

 

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Energia biologica

Da un’ANSA di oggi:

Elettricita’ da stomaco mucche

Sviluppata in Usa tecnologia per pile con batteri del rumine

(ANSA) – ROMA, 29 AGO – Infaticabili ‘produttori’ di latte, formaggi e carne, i bovini potrebbero diventare in un futuro prossimo attori protagonisti per lo sviluppo di energia pulita, continua e rigenerabile. E’ quanto sostengono ricercatori statunitensi della Ohio State University, che hanno sviluppato una tecnologia in grado di generare elettricita’ sfruttando i batteri presenti nel fluido del rumine (il piu’ grande dei quattro stomaci della mucca). Gli scienziati hanno infatti creato delle piccole celle a combustibile, di dimensioni non superiori a quelle di un palmare, capaci, per ora, di produrre abbastanza energia elettrica per illuminare una lampadina. All’interno delle celle a combustibile microbiologico, un compartimento viene riempito con cellulosa e fluido del rumine. ”L’energia – ha spiegato Hamid Rismani-Yazdi, ricercatore del Food, agricultural and biological engineering dell’Ohio State University e curatore della ricerca assieme a Ann Christy e Olli Tuovinen – e’ prodotta dai batteri che scompongono la cellulosa, una delle piu’ abbondanti risorse del pianeta. Essa e’ infatti presente sia nel mondo agricolo, come residuo dei raccolti, sia negli scarti della lavorazione della carta e del legno”. La cella utilizzata e’ un’evoluzione di un modello che gli stessi ricercatori avevano sviluppato alcuni anni fa: quattro volte piu’ piccola, ha una potenza di tre volte superiore. ”Se con la vecchia tecnologia – ha continuato lo scienziato – erano necessarie quattro celle per produrre abbastanza elettricita’ per ricaricare una pila stilo (taglia AA), ora ne bastano due”. Ma la piu’ importante novita’ risiede nel fatto che mentre una comune batteria una volta esaurita e’ da buttare o al limite da ricaricare, questa cella richiede semplicemente l’aggiunta costante di nuova cellulosa, la cui quantita’ dipende dall’ apparecchio che si sta alimentando. ”L’energia prodotta da queste celle e’ in sostanza inesauribile fino a che i batteri hanno cellulosa di cui nutrirsi. Attualmente – ha aggiunto Rismani-Yazdi – abbiamo fatto lavorare le celle fino a tre mesi”. Sebbene la tecnologia stia ancora muovendo i suoi primi passi, i ricercatori stanno concentrando i loro sforzi per aumentare la quantita’ di energia che le celle possono produrre e stanno sperimentando in laboratorio la coltivazione di massa di batteri del rumine per possibili future produzioni delle celle su larga scala. (ANSA)

Altro che pannelli solari e fotovoltaici! Questa trovata potrebbe trasformare gli allevatori di bovini in produttori di energia elettrica.

NB: Vietato imprecare con “porca vacca” quando la corrente viene a mancare all’improvviso.

 
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Pubblicato da su 29 agosto 2007 in Mondo, news

 

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iPhone ri-crackato

Forse qualche utente disinvolto può ancora sperare di godersi un iPhone già da ora, senza alcun cordone ombelicale con AT&T. Il Sole 24 Ore riferisce infatti:

Un hacker beffa Apple: “crackato” l’iPhone

Un hacker di diciassette anni si è fatto beffa di Steve Jobs, guru di Apple e inventore dell’iPod. George Hotz, studente del New Jersey, è riuscito a intervenire sulla scheda Sim dell’iPhone, cellulare in fase di lancio che integra funzioni multimediali e una schermo sensibile al tatto, che negli Stati Uniti ha come fornitore esclusivo di servizi di telefonia At&t. Il metodo messo a punto da Hotz, fresco di maturità e in attesa di cominciare il suo primo anno di college, consente di utilizzare il telefono anche con la rete di T-Mobile, principale concorrente di At&t, o al di fuori degli Stati Uniti, come un qualsiasi telefono su rete Gsm. T-Mobile è l’unica compagnia negli Usa i cui standard sono compatibili con il gadget della Apple.

Il teenager ha impiegato tutte le sue vacanze per capire come sostituire la scheda Sim in dotazione al telefono con una scheda di T-Mobile, l’unico altro operatore in grado di supportare le funzionalità dell’iPhone. In una intervista all’emittente Msnbc ha ammesso di avere passato molte notti in bianco nel tentativo di risolvere l’enigma dell’iPhone. È riuscito nel suo intento con l’aiuto di altri quattro hacker conosciuti online, due abitano in Russia. Potenza del Web 2.0, l’internet del social networking. Hotz ha descritto il procedimento sul suo blog (http://iphonejtag.blogspot.com/). «Non c’è nulla di illegale – ha poi spiegato a Msnb – le leggi americane consentono di fare la modifica in maniera legittima, se si è in grado di farlo».

L’operazione non è alla portata di chiunque: richiede un paio d’ore di lavoro e abilità informatiche e di saldatura. Hotz ha già messo in vendita online uno dei due telefoni che è riuscito a “crackare”: il suo iPhone è stato già valutato circa 2.000 dollari, quattro volte il prezzo della versione base in commercio a 499 dollari. Hotz si vanta di essere il primo ad aver utilizzato sull’iPhone una scheda diversa da quella in dotazione.

Ma attenzione: esistono altri stratagemmi per ottenere lo stesso risultato e non richiederebbero neppure la necessità di aprire il telefono e intervenire sui chip. Basta solo un software, iPhoneSimFree (si può ottenere contattando il sito www.iphonesimfree.com). Il programma è recensito dal sito internet specializzato Engadget e consente, secondo quanto spiegato, di cambiare semplicemente i parametri della Sim-card per utilizzare il telefono con provider Gsm diversi da At&t, negli Stati Uniti e all’estero.

 
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Pubblicato da su 25 agosto 2007 in media, news

 

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L’iPhone arriverà in Italia nel 2008?

Gli utenti italiani che ambiscono a possedere (e utilizzare) un iPhone in patria entro la fine di quest’anno potrebbero rimanere molto delusi se il Financial Times avesse ragione: l’autorevole testata riferisce infatti che il music-phone di Apple sbarcherà in Europa entro l’autunno, ma…

The contracts with T-Mobile of Germany, Orange of France and O² in the UK were signed in recent days, according to these sources. T-Mobile, Orange and O2 declined to comment.

Secondo le fonti FT nessun operatore mobile italiano figura tra le aziende che hanno sottoscritto un accordo con l’azienda di Cupertino.

Apple plans to limit iPhone’s European launch this autumn to the UK, France and Germany. It will continue the roll out elsewhere in Europe next year, when it will launch in Asia.

Sempre secondo le fonti del FT, l’accordo siglato con i tre gestori stabilisce inoltre che gli operatori debbano “girare” ad Apple il 10% di quanto ricavato sul traffico voce e dati generato dagli utenti dell’iPhone. Questa partecipazione ai profitti non è una novità: qualcosa di simile con i gestori mobili fa anche RIM, la mamma dei BlackBerry.

 
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Pubblicato da su 23 agosto 2007 in media, Mondo, news

 

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Telvia, il tribunale legittima la posizione di Telecom

Torna d’attualità la vicenda che riguarda Telvia, l’Internet Service Provider che – a fine luglio – stava per essere messo in ginocchio da Telecom Italia. L’incumbent, infatti, era pronto a fare con Telvia ciò che aveva fatto con Elitel, ossia a tagliare le linee concesse in wholesale (ossia all’ingrosso), in seguito al mancato pagamento dei servizi di connettività. Telvia  era immediatamente riuscita a scongiurare il pericolo di veder tagliare le linee dei propri utenti, ricorrendo al Tribunale di Roma, che il primo agosto ha ordinato a Telecom, in via provvisoria, “di riprendere immediatamente l’esecuzione di tutti i contratti in essere con la Telvia S.r.l”.

Il problema, però, è stato solo rimandato. Reuters riferisce infatti:

Secondo quanto si legge in un comunicato dello studio legale Cleary Gottlieb Steen & Hamilton, che assiste Telecom Italia, il Tribunale di Roma ha respinto la richiesta di Telvia di imporre al gruppo guidato da Riccardo Ruggiero il ripristino degli accordi riguardanti la fornitura di banda larga e i servizi di accesso.

Il Tribunale, dunque, ritiene che Telecom abbia rispettato gli obblighi derivanti dal contratto che sarebbero invece stati violati da Telvia e ha cancellato il decreto d’urgenza con cui si obbligava l’incumbent a ripristinare i collegamenti.

La prossima mossa spetterebbe ora a Telvia, poiché la vicenda sembra destinata a proseguire nelle aule del tribunale. Ma sta emergendo, in modo ora sempre più chiaro anche per i non addetti ai lavori, il problema di operatori ed ISP di piccole dimensioni che devono fare i conti con un gigante come Telecom Italia, unico titolare della più importante infrastruttura TLC italiana, ancora oggi in grado di dettare condizioni per la gestione della rete da concedere all’ingrosso alle altre compagnie.

La soluzione a questa annosa questione dovrà essere presa a livello istituzionale: se la rete è in mano ad una sola azienda, questa detta legge sul mercato. E i piccoli sono destinati a soccombere. E’ proprio quello che sta accadendo ora.

 
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Pubblicato da su 23 agosto 2007 in media, news

 

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Chi ha incastrato Skype?

Ripartito Skype, colpito da un insolito black-out nella cupa settimana di ferragosto, restano da chiarire le cause dell’interruzione del servizio.

Informazioni/Spiegazioni ufficiali fornite direttamente da Skype, nella persona del CEO Niklas Zennström:

Hello everyone,

It’s been a very hectic few days around Skype but I am really pleased to say that since the early hours of Saturday morning Skype has been back to normal. I’d like to take this opportunity to say a big, heart-felt thank you to all our users who contacted us with messages of support. It’s the little things that make all the difference in a crisis. We’re very sorry that Skype was unavailable because we know how much people enjoy using it. But we’re back now and we’re stronger. For more information about what happened, please take a look at our Heartbeat blog. In the meantime, thank you to everyone again – you make the Skype community what it is today.

Niklas Zennström
CEO, Skype

Ok, invito accettato. Andiamo a leggere cosa dice il blog. Villu Arak spiega:

On Thursday, 16th August 2007, the Skype peer-to-peer network became unstable and suffered a critical disruption. The disruption was triggered by a massive restart of our users’ computers across the globe within a very short timeframe as they re-booted after receiving a routine set of patches through Windows Update.

ossia

l’interruzione è stata scatenata da un gigantesco riavvio dei computer dei nostri utenti in tutto il mondo in un brevissimo lasso di tempo, dopo che hanno ricevuto una serie di patch attraverso la funzione di aggiornamento di Windows Update.

L’ho sempre detto, io, di disattivare gli aggiornamenti automatici di Windows 😉

Battute a parte, mi sembra quantomeno strano che questo fatale evento (un reboot contemporaneo degli utenti) non sia mai stato previsto. E’ possibile che si sia verificato in precedenza, ma con un numero di utenti più esiguo e con conseguenze meno percettibili. Che davvero Skype soffra della sua stessa diffusione globale? E che il riavvio dei pc di utenti e supernodi lo abbia messo in ginocchio?

 
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Pubblicato da su 20 agosto 2007 in news

 

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Dubbio futile di Ferragosto/2

Ma uno può sputare nel piatto che lo ingrassa?

 
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Pubblicato da su 15 agosto 2007 in Mondo, news

 

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Dubbio futile di Ferragosto

 Da Manteblog, 5 agosto:

Tutti i quotidiani di oggi ci raccontano che il Premier Prodi in partenza per le vacanze ha in valigia il nuovo Harry Potter. Evidentemente solo io ho ascoltato Prodi ad un TG ieri rispondere ad una giornalista che gli chiedeva “Ma e’ in inglese?” – “No, no e’ in italiano”

L’edizione italiana del nuovo Harry Potter, leggo in questi giorni su la Stampa, sarà però disponibile il 5 gennaio 2008, ma ne esiste una traduzione pirata distribuita su Internet. Che Romano Prodi ne abbia ricevuto una copia in anteprima?

 
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Pubblicato da su 15 agosto 2007 in media, news

 

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Autostrade SpA, virtuale con Wind

Oggi un lancio di MF/Dow Jones Newswires tenta di portare una novità nel mercato della telefonia mobile:

Autostrade: entra nelle comunicazioni con Wind (MF)

MILANO (MF-DJ)–Autostrade “e’ pronta ad entrare nel business della telefonia mobile virtuale come gia’ hanno fatto Coop, Carrefour e Poste” tramite un accordo con Wind.

E’ quanto si legge in un articolo di MF, secondo cui per la firma dell’intesa devono solo essere limati gli ultimi dettagli e dopo il closing Autostrade offrira’ servizi di telefonia di seconda e terza generazione, a tariffe convenienti, ai suoi utenti Telepass, in particolare quelli Premium, ossia quelli cui la societa’ autostradale fornisce alcuni servizi aggiuntivi rispetto al semplice pagamento del pedaggio.

Le trattative non si fermano pero’ al settore dei servizi telefonici poiche’, scrive MF, Autostrade “e’ anche tra quelle interessate all’operazione Torri, la joint venture” tra Wind e 3 Italia nella quale confluiranno i ripetitori del segnale telefonico.

All’operazione torri, tra l’altro, sarebbero interessate anche Abertis e DMT (che in Italia già gestisce 1.151 torri). Autostrade, se vi mettesse le proprie mani sopra, potrebbe garantirsi una capacità trasmissiva che la renderebbe un vero e proprio MVNO (operatore virtuale di telefonia mobile).

La prima applicazione che mi viene in mente, per Autostrade visto come operatore di telefonia mobile, potrebbe essere l’integrazione delle funzionalità Telepass nel telefonino. Ma per capire se ci saranno innovazioni, tra i servizi di telefonia di seconda e terza generazione offerti da Autostrade ai clienti Premium, dovremo attendere – molto probabilmente – la fine dell’estate.

 
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Pubblicato da su 10 agosto 2007 in news

 

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Pseudo-testimonial della pubblicità

La figura del testimonial, in pubblicità, dovrebbe identificarsi in un personaggio noto al pubblico che reclamizza un prodotto magnificandolo dopo averlo provato (testimoniandone, appunto, la bontà).

Nonostante questo esistono numerosi esempi di testimonial che, più o meno palesemente, non hanno nulla a che fare con il prodotto cui prestano il proprio volto: il più eclatante, a metà anni ’80, era forse il pettine Color-comb (che aiutava a coprire i capelli bianchi) rappresentato in TV dal già brizzolato (ma tendente al bianco) Roberto Bettega (che evidentemente non ne faceva uso). In tempi più recenti, fra gli innumerevoli esempi, abbiamo visto personaggi come l’americana Paris Hilton legata all’operatore telefonico 3 e Valentino Rossi abbinato a Fastweb (ma se ha la residenza a Londra e gira il mondo per sette mesi all’anno, come lui stesso ha dichiarato, sembra poco credibile che abbia modo di apprezzare il prodotto).

Ma a fronte di questi testimonial, tutti soddisfatti per il prodotto che hanno contribuito a far conoscere (forse anche per il corrispondente compenso), ci sono anche testimonial che non sono affatto contenti del prodotto o servizio reclamizzato. E’ il caso di Dora, modella 27enne scelta da Deutsche Telekom per pubblicizzare un’offerta di connettività broad band. Il volto della modella e il nome della compagnia telefonica, in Germania, campeggiano su migliaia di manifesti pubblicitari. Peccato però che Dora stia aspettando da tre mesi, proprio da Deutsche Telekom, l’allacciamento di una nuova linea telefonica. E che abbia dichiarato al quotidiano Bild: “Darò loro un’altra settimana. Dopodiché, mi rivolgerò ad un altro provider”.

La notizia sta facendo il giro della Germania, dell’Europa e del Mondo. Bella pubblicità…

 
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Pubblicato da su 9 agosto 2007 in media, Mondo, news

 

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News e numeri

Internet e TG (domani anche i giornali, sicuramente), riportano la notizia che Valentino Rossi è stato oggetto di interesse da parte dell’Agenzia delle Entrate: in virtù del fatto che risiede ufficialmente a Londra, il centauro – secondo quanto riferito dalle agenzie di stampa – non avrebbe dichiarato i propri redditi al fisco italiano. Che, dal 2000 al 2004, ammonterebbero a circa 60 milioni di euro. E, di conseguenza, non sarebbero state pagate le tasse corrispondenti a tale imponibile (circa 25 milioni di euro). Al di là degli illustri precedenti, sono numeri molto importanti, ma il balletto delle cifre nei titoli delle news è fuorviante e fa capire che, spesso, i titoli sono messi lì per fare colpo, oppure semplicemente sono scritti da persone non pienamente competenti.

Reuters: Valentino Rossi, Agenzia entrate notifica evasione per 60 milioni

Kataweb news: Valentino Rossi nel mirino del fisco “Evasione per 25 milioni di euro”

La Repubblica [Sport]: Moto, evasione fisco: Rossi rischia multa fino a 100 mln

La Repubblica [Sport]: Moto, evasione Rossi: Possibile multa fino a 240 milioni

In rete, di esempi come questi, ne troviamo moltissimi. Ora manca solo qualcuno che confonda la potenziale sanzione con l’accertamento della presunta evasione sull’imponibile, o sommi gli importi arrivando a 300 milioni.

Morale (che vale in generale e non solo per questa vicenda): quando leggiamo le notizie, non fermiamoci ai titoli.

 
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Pubblicato da su 8 agosto 2007 in Mondo, news

 

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Quando l’Ansa genera ansia

Un’ANSA riferisce:

Un cellulare ecologico per bambini
‘Kandy’ emette pochissime radiazioni e non contiene piombo
(ANSA) – ROMA, 6 AGO – Si chiama Kandy ed e’ stato creato in Germania apposta per i bambini il primo telefonino ecologico con bassissime emissioni radioattive.’Kandy’, costruito dalla Kandy Mobile, si e’ guadagnato per la prima volta tra i cellulari il ‘bollino blu’ del ministero per l’Ambiente tedesco, grazie a un’emissione massima di radiazioni pari a 0,59 Watt/Kg, ben al di sotto dei 2,0 di legge. Anche i materiali di cui e’ composto sono altamente riciclabili e privi di piombo e cadmio.

“Il primo telefonino ecologico con bassissime emissioni radioattive“? Non datelo in mano ai bambini e nemmeno ai grandi allora, perché è pericolosissimo. A meno che non si volesse parlare di emissioni elettromagnetiche dovute alle onde radio…

Roberto Dadda osserva giustamente:

Forse un minimo di attenzione e di competenza dalla più grande agenzia di stampa italiana ce le dovremmo aspettare… o no?

 
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Pubblicato da su 8 agosto 2007 in news

 

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