Dal post Profonda Depressione scritto ieri da Alfonso Fuggetta:
Sto correggendo i compiti dei miei studenti. Sono colto da profonda depressione. Io sarò certamente un pessimo professore, un “barone”, ma voi cosa pensereste se trovaste risposte come queste:
- Domanda: all’interno di un programma C bisogna calcolare la media di una serie di numeri. Risposta: il codice scritto calcola la somma dei numeri diviso 2 (2 scritto 2).
- Domanda: cosa è una memoria ROM? Risposta: è una memoria che sta nel disco fisso e siccome ha movimenti meccanici è più lenta della RAM.
- Domanda: quanti bit deve avere un registro indirizzi per indirizzare una memoria di 16Kbyte le cui parole sono di 32 bit? Risposta: 8Kbyte.
- Domanda: come avviene l’indirizzamento della memoria? Risposta: Nella CPU avvengono solo calcoli di somma. Ogni stringa di dati in binario è divisa in varie parti. Una parte è dedicata all’indirizzo della cella dove essa è localizzata sulla RAM, una parte è dedicata alla tipologia di file che contiene (carattere, immagine, ecc.) e un’ultima parte al file stesso codificato in zeri e uni.
Ma aprire il libro e leggere almeno l’indice proprio no?
Io sarei ugualmente depresso. Tra l’altro, secondo me, lo studente che ha dato la prima risposta (sul calcolo della media di una serie di numeri), nella vita si sente un incompreso e prevedo che per lui sarà molto dura, anche quando capirà di aver sbagliato strada.
Secondo me c’è gente che fa compiti e sostiene esami per passare il tempo. Oppure, ugualmente consapevoli di non essere preparati, lo fanno perché è un atto dovuto, per dare sporadiche e temporanee soddisfazioni a chi mantiene i loro studi. Il risultato non cambia: perdono tempo e lo fanno perdere a chi deve controllare e correggere compiri ed esami. Forse quando si annuncia la data di un esame bisognerebbe aggiungere un’esortazione a rimanere con i piedi per terra, o un invito alla serietà delle intenzioni, almeno. Come si legge a volte in certi annunci economici. Probabilmente non cambierebbe nulla, ma sarebbe tanto per mettere in chiaro le cose.


