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Sulle telecomunicazioni in Italia

A conferma di quanto vado dicendo da tempo, ossia che il settore delle telecomunicazioni sta assumendo un’importanza sempre maggiore e un’altrettanto crescente influenza su altri settori (guardate solo come si muove la Borsa), per una migliore comprensione di ciò che sta accadendo vi voglio semplicemente invitare alla lettura di alcuni articoli piuttosto interessanti che troverete domani su Punto Informatico, e cioè:

  1. sicuramente, come sempre, tutta gli articoli della sezione Telefonia a cura dal sottoscritto 😉 , ma con particolare attenzione il dossier TLC revolution firmato da Michele Favara Pedarsi; si tratta solo della prima puntata, perciò occhio a PI anche per le settimane a venire…
  2. per la serie Cassandra Crossing, il servizio Telecom Burundi curato da Marco Calamari (che nel link appena riportato ho inserito, fraudolentemente, nella sezione Telefonia di PI, anche se in realtà non ne fa parte).
 
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Pubblicato da su 7 settembre 2006 in media, Mondo, news

 

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Commodore forever

 

Messa in ginocchio da un Commodore 64, la polizia austriaca che sta indagando sul caso di Natasha Kampusch dovrà sudare parecchio.

Come riporta oggi PI nell’articolo di Tommaso Lombardi, la polizia ritiene indispensabile analizzare i supporti informatici utilizzati dall’aguzzino della ragazza, che utilizzava proprio il caro vecchio Commodore. Il che risulta piuttosto difficile perché il C64 – notoriamente privo di hard disk – richiedeva l’impiego di cassette, floppy disk da 5,25″ e cartucce dedicate. Accantonando queste ultime (supporto antipirateria utilizzato da Commodore e altre aziende per commercializzare giochi e applicazioni), l’unica soluzione per analizzare eventuali memorie dello scomparso carceriere di Natasha sembra consistere nel dotarsi di un’attrezzatura uguale alla sua. E quindi di un C64 e di un lettore floppy (o di un tape recorder, nell’eventualità che ci siano dati su cassetta, nella speranza che siano stati salvati almeno con l’ausilio di Turbo Tape).

Non ho ben capito perché non possa essere utilizzata proprio la sua attrezzatura… forse mancano alcuni accessori, oppure non può essere utilizzata trattandosi di corpo del reato. Ma a quanto pare l’unica strada percorribile per raggiungere lo scopo sia quella del retrocomputing.

 
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Pubblicato da su 7 settembre 2006 in Mondo

 

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Tecno-gossip (sul futuro di Telecom Italia “Reloaded”)

Per dare un seguito al post di ieri (che si fregia di un ringraziamento proveniente nientemeno che dal suo ispiratore, che ringrazio a mia volta nella speranza di non innescare un circolo vizioso di garbati scambi di cortesie), segnalo che il destino di Telecom Italia in queste giornate è oggetto di una sorta di tecno-gossip davvero notevole.

Mi ha molto tranquillizzato, innanzitutto, l’aver scoperto che il mio pc oggi non faceva le bizze: curiosando sul sito di Telecom, e cercando di reperire qualche news fresca di giornata, mi sono accorto che parecchi link non funzionavano. Ancora una volta un post di Stefano Quintarelli segnala qualcosa che placa subito il mio panico:

(…) la sezione “investitori” sul web di Telecom, per il secondo giorno di fila, e’ disabilitata, sia sul sito .COM che .IT

Meno male, il mio computer non sta facendo le bizze. Ma non è questo il succo del discorso. Nell’aria c’è fermento.

Delle possibili evoluzioni sulla vita dell’incumbent parlano in molti da tempo: Quintarelli fa un efficace riassunto delle puntate precedenti, citando (tra il molto materiale esistente) alcuni estratti da articoli pubblicati da l’Unità, La Padania Online, Punto Informatico (a-rigrazie!), che sono efficaci highlights della situazione e offrono ottimi spunti di riflessione.

Alle testate appena elencate se ne aggiungono molte altre, cartacee e online, che parlano diffusamente di Telecom Italia proprio in queste ore: la Repubblica, il Tempo, ma anche Milano Finanza, il Denaro, Affari Italiani (by Libero), Per investire, Finanzablog

Insomma, a fianco delle testate giornalistiche a 360° c’è un tripudio di siti, portali e testate di carattere economico-finanziario, a riprova che le TLC stanno giocando, in borsa, ruoli che alcuni anni fa erano riservati alle società della finanza pioniere della new economy.

Non c’è dubbio che Telecom Italia sia una grande azienda italiana di telecomunicazioni e che il suo titolo sia nell’occhio del ciclone a Piazza Affari. Non c’è dubbio che il suo destino sia di interesse per molti, operatori e utenti, tra cui sono inclusi risparmiatori che possono aver investito in azioni dell’incumbent e sono legittimati a sapere che sorte avrà l’azienda di cui detengono (piccole) quote di capitale.

I titoli (di giornale) che si rincorrono non rassicurano, poiché dicono tutto e l’esatto contrario. Oggi, qua e là, nella stessa ora si legge:

  1. Telecom frena su Murdoch. Ma Pirelli corre in Borsa
  2. Pirelli-Telecom frenano, dopo smentita scambio quote
  3. Telecom, sale il titolo in borsa in attesa dell’incontro con Murdoch
  4. TLC/Stallo situazione telecom, si spera nel summit con Murdoch
  5. Telecom Italia pende dalle labbra di Murdoch e Tronchetti Provera

Difficile trovare chiarezza e certezze, in momenti come questi. Persino la location in cui avrà luogo il summit Murdoch – Tronchetti Provera non è certo. Ecco cosa diceva la Repubblica un paio d’ore fa:

Prima doveva tenersi a Milano, poi si e’ parlato di Londra. Qualcuno aveva addirittura ipotizzato che potesse svolgersi oggi. Adesso alcune voci – solitamente bene informate – danno per certo che l’incontro tra il Presidente di Telecom Italia Marco Tronchetti Provera e il numero uno di News Corp. Rupert Murdoch, si terra’ domani in Grecia.

Il quotidiano aggiunge che Tarak Ben Ammar e Gerardo Braggiotti sono stati visti entrare in mattinata nella sede di Telecom Italia a Milano, in Piazza Affari.

Cosa c’è sotto? Per ora non è dato saperlo. Ma se qualche azionista volesse fare qualcosa, a questo punto potrebbe anche tentare la strada suggerita qualche giorno fa da Beppe Grillo.

 
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Pubblicato da su 6 settembre 2006 in news

 

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Sul futuro di Telecom Italia

Sono realmente molto interessanti (e condivisibili) le riflessioni di Stefano Quintarelli nel post pubblicato oggi intitolato Facciamo due conti su Telecom.

Lo spunto viene da un articolo pubblicato ieri dal Corriere della Sera, a firma di Enrico Grazzini. Core matter, l’infrastruttura di rete fissa detenuta da Telecom Italia, il cui valore è stato stimato in una cifra “senza debiti, da 29 a 34 miliardi di euro” (dati verosimilmente attendibili).

L’ipotesi dei passi da compiere per dare concretezza all’operazione (senza trascurare un ingresso di Murdoch) hanno una logica che effettivamente va incontro ai problemi di debito del gruppo Telecom, e che sembra rispondere alle esigenze di garanzie per il Paese.

Il futuro dell’incumbent andrà veramente in questa direzione?

 
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Pubblicato da su 5 settembre 2006 in news

 

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E’ vero?

Ho cercato sull’Independent. Non sono però riuscito a trovare una conferma valida a questa notizia.

Stando a un recente articolo pubblicato dall’ Independent, l’ Afghanistan è il paese del mondo in cui i possessori di un telefono cellulare sono sottoposti ai rischi maggiori . In alcuni posti di blocco, organizzati dai Talebani sulla strada che porta a Kandahar, vengano controllati anche i numeri di telefono memorizzati nella rubrica dei telefonini, fino ad arrivare a telefonare ai nominativi più sospetti. Si narra che in alcuni casi il possessore del telefonino sia stato ucciso sul posto, solo perchè uno dei nominativi contattati dai Talebani ha risposto in inglese alla telefonata

 
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Pubblicato da su 4 settembre 2006 in news

 

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Ma il cellulare deve proprio volare?

Mikko Lampi, campione mondiale 2005 di lancio del telefonino

Si parla da tempo della possibilità di consentire di nuovo l’utilizzo dei telefoni cellulari sugli aeroplani.

Società specializzate hanno sviluppato nuove tecnologie a questo scopo, per ovviare agli inconvenienti tecnici che ufficialmente erano (e sono tuttora) alla base del divieto di utilizzare telefonini accesi in volo. E in questi giorni, Qantas e Ryanair hanno dichiarato che entro un anno potranno definitivamente abolire tale divieto.

Al di là del fatto che la FCC, l’autorità governativa USA competente in materia di TLC, ha già ammesso tempo fa che si trattava di un divieto introdotto prudenzialmente in un periodo in cui non c’era sufficiente cultura in materia di telefonia mobile (come a dire: per non saper ne’ leggere ne’ scrivere, lo vietiamo così non corriamo rischi), l’uso del cellulare in aereo trova oggi molti oppositori, per vari motivi:

  • i catastrofisti ritengono che realmente interferiscano con le strumentazioni di bordo, benché a quanto pare non esistano giustificazioni sceintifiche al presunto problema;
  • l’FBI ha osservato che «Un cellulare può essere usato per coordinare attacchi, dirottare un volo o innescare un esplosivo»;
  • sempre l’FBI adduce un’altra motivazione, di ordine pubblico: «L’uso eccessivo dei telefonini può causare risse tra i passeggeri» (sembra l’effetto collaterale dell’abuso di una medicina), ma in che casi si può parlare di uso eccessivo?

Da ciò che si legge sulla stampa più o meno specializzata, i problemi che finora hanno tenuto i cellulari spenti sugli aeromobili non sono quindi tecnici.

Per quanto ne sappiamo noi, accantonando per un attimo le motivazioni presentate dall’FBI, ciò di cui davvero sentiremo la mancanza, quando i cellulari potranno ufficialmente e formalmente tornare ad essere utilizzati in volo (tranne che nelle fasi di decollo e atterraggio), saranno la privacy e la buona educazione. Chissà che inferno, a bordo di un aereo di italiani in viaggio (proverbialmente i più caciaroni al telefono): a quante conversazioni telefoniche potrebbe essere possibile assistere? E quanti passeggeri ne sarebbero infastiditi?
Per questo motivo, l’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) si premunisce con lungimiranza, occupandosi di un documento molto importante: la circolare con le linee guida per l’utilizzo del cellulare a bordo (quante persone possono telefonare contemporaneamente, il rumore consentito espresso in un limite di decibel da non superare, eccetera).

A mio avviso, c’è solo un modo opportuno per far volare i cellulari: questo.

 
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Pubblicato da su 3 settembre 2006 in Mondo, news

 

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TLC, parola d’ordine: scorporo

PI, Copertina del 01/09/2006. autore: Luca Schiavoni

Copertina di PI di domani (by Luca Schiavoni)

Scorporo o non scorporo? Questo è il problema al centro di quella che è divenuta realmente una vexata quaestio, ossia la tanto discussa, vociferata, sussurrata, smentita, auspicata, rifiutata scissione tra Telecom Italia e la sua rete. Un’infrastruttura che il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni ha definito “un asset irrinunciabile per il Paese”.

C’è chi vorrebbe che questo asset non rimanesse nelle sole mani della Telecom, ma che fosse un bene a disposizione di tutti gli operatori del settore. Alla base di questa idea c’è la convinzione che un mercato più aperto e concorrenziale, in cui chi “vende” rete a tutti non la venda anche a se stesso, possa produrre un’accelerazione dell’intero settore.

Tant’è che in giugno si era già parlato di questa ipotesi. Non semplici idee, ma valutazioni istituzionali, da parte dell’Authority delle Comunicazioni, che al Sole 24 Ore aveva fatto capire di avere in corso uno studio sulla “separazione della rete di Telecom Italia dalle divisioni commerciali della stessa società”, salvo poi dire (dopo alcune ore dalla pubblicazione dell’articolo che ne parlava) che il quotidiano aveva frainteso le sue parole.

Avrà avuto ragione Oscar Giannino, che dalle pagine del quotidiano Libero aveva considerato che la politica chiude gli occhi “di fronte agli eccessi ed agli abusi del monopolista” stabilendo un legame, tra Autorità e Politica, che non dovrebbe esistere essendo le Autorità “indipendenti”? Ne sono convinti i provider rappresentati da AIIP e Assoprovider, ed è proprio quest’ultima a suonare la sveglia: finora, considera l’associazione, si è solo parlato di questo fantomatico scorporo, ma le istituzioni non si sono espresse. Ed è a queste che si rivolge con un comunicato, illustrando le ragioni per cui ritiene necessario compiere questo passo.

In un articolo che comparirà domani su Punto Informatico provo a fare il punto della situazione.

 
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Pubblicato da su 31 agosto 2006 in Senza categoria

 

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Le bocciature estive dell’Antitrust

Il Garante della Concorrenza e del Mercato, per gli amici Antitrust, lavora anche d’estate. L’ultimo bollettino ufficiale pubblicato in questa settimana è addirittura un numero doppio, ma c’è il “trucco”: nessuno ha fatto gli straordinari, in realtà era solamente saltato quello della scorsa settimana.

In ogni caso, l’attività non è stata affatto leggera, come la stagione che volge al termine avrebbe potuto invitare. Numerosi, infatti, i provvedimenti sanzionatori che l’Authority ha emanato nei confronti di altrettante aziende, ree di aver reclamizzato prodotti e servizi attraverso campagne pubblicitarie che sono state bollate come ingannevoli. La scure dell’Antitrust non ha risparmiato il mondo delle telecomunicazioni: in un sol colpo, ecco quattro delibere che vanno a colpire 3 Italia, Wind-Infostrada e due servizi di informazioni, il 1288 e il 1240.

Fornirò qualche ulteriore dettaglio in un articolo che verrà pubblicato domani su Punto Informatico.

Si tratta però di multe che, per il loro ammontare (vanno dai 12mila ai 37 mila euro), certamente non impensieriscono chi le dovrà pagare, soprattutto se risulta positivo il bilancio delle campagne promozionali poi marchiate come ingannevoli, considerando queste multe come una cifra integrativa della spesa pubblicitaria da sostenere. A dimostrazione di questa opinione, il carattere di semi-impunita recidività di molte delle aziende che vengono colpite da questi provvedimenti, che sembra significare, anche in questo caso, che il gioco vale la candela…

 
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Pubblicato da su 29 agosto 2006 in media, news

 

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Personali e sensibili

Ci sono quelli personali e quelli sensibili. Ovviamente sto parlando di dati. Di quelle informazioni che ci riguardano strettamente, che essendo nostre dovremmo essere ben consapevoli delle mani in cui cadono.

Naturalmente non è così: non siamo assolutamente padroni del percorso che i nostri dati personali compiono, guidati da mani invisibili e scrutati da occhi indiscreti. Senza neppure rendercene conto, siamo disposti a consegnarli nelle mani del primo che capita (spesso per ottenere un servizio, irrevocabilmente condizionato dal nostro consenso a trasmetterli) e da quel momento ne perdiamo traccia. Ma grazie ad essi altre persone conservano le nostre tracce. Istituti di credito (tramite carte di credito e Bancomat sanno dove ci troviamo, quanto ci mettiamo in tasca e quanto resta sul conto corrente, nonché dove  e per cosa spendiamo il nostro denaro), operatori telefonici (quanto stiamo al telefono, con chi), supermercati (alla tessera punti è abbinato il nostro nome, i nostri punti, ma soprattutto ciò che acquistiamo – ma questo lo sa anche la banca), i gestori delle autostrade (con Telepass e Viacard), provider internet (quelli sanno dove navighiamo e cosa ci interessa) e via discorrendo…
E poi (ad esempio) gli appassionati di motori si stupiscono quando ricevono mail pubblicitarie di riviste, siti web o portali che riguardano (ma guarda un po’) auto e/o moto… o quando, interrogando un motore di ricerca, accanto al risultato della richiesta si trovano link sponsorizzati (pubblicità) relativi ad inserzioni su eBay, a modelli di automobili, a siti di annunci economici legati all’automobilismo…

Ci siamo mai chiesti quanto viaggiano i nostri dati? E ancora: abbiamo modo di tenerli sotto controllo? Il nuovo Codice della Privacy dice di sì.

A-ghost (che mi è istintivamente simpatico, per i suoi hobbies, tra cui il condiviso amore per l’escursionismo di montagna), ha appena dedicato all’argomento dati sensibili un post assai realistico che esemplifica bene quanto quotidianamente accade ai nostri cari dati personali e sensibili. Forse il sopra richiamato Codice della Privacy dovrebbe prevedere l’eventualità descritta da a-ghost (assai comune e rintracciabile) e risolvere il problema.

Mi aspetto già commenti del tipo “e a che serve? tanto, fatta la legge, trovato l’inganno”.

 
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Pubblicato da su 28 agosto 2006 in Senza categoria

 

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Nostalgia canaglia

A volte mi lascio assalire da pensieri molto simili a quello scritto da David, che ringrazio, ma poi mi chiedo se questa sorta di nostalgia (per dir così) dell’informatica che fu non sia strumentale: ossia, che il mio subconscio (ma anche il mio conscio) non la sfrutti come pretesto per celare, in realtà, la nostalgia di una gioventù ormai trascorsa e irrecuperabile, che queste macchine (IBM XT, Commodore, eccetera) ben simboleggiano in quanto passatempo ove il tempo mio primo e di me si spendea la miglior parte

Ma cosa vado scrivendo? In palio un aureo negottino a chi saprà dare, entro un lasso di tempo ragionevole, nome e autore della citazione letteraria di cui sopra. E non mi sto certo riferendo al titolo di questo post 😉

P.S.: e a proposito di citazioni, mi corre l’obbligo di ringraziare anche Giorgio Pontico, per aver citato questo blog nell’articolo che Punto Informatico ha dedicato ai cinque lustri del personal computer.

 
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Pubblicato da su 28 agosto 2006 in Mondo

 

Il progetto Anti Digital Divide di Telecom

Alcuni giorni fa Telecom Italia ha pubblicato, sul proprio sito relativo all’offerta wholesale (ossia l’offerta rivolta ad operatori e provider), questo comunicato:

Al fine di rendere il servizio ADSL presente in modo capillare sul territorio nazionale, raggiungendo anche comuni di piccole dimensioni,Telecom Italia ha individuato nuove soluzioni impiantistiche in grado di fornire il servizio ADSL anche in aree servite da centrali non raggiunte da fibra ottica. In particolare le nuove soluzioni adottate si basano sull’impiego di apparati miniDSLAM che presentano le seguenti principali caratteristiche:

  • accessi disponibili limitati a circa 50/100 clienti;
  • velocità di picco downstream massima possibile pari a 640 Kbit/s.

Stanti le limitazioni tecniche suddette, in tali nuove aree sarà possibile rendere disponibili i profili tecnici ed economici già previsti dalle attuali offerte ADSL wholesale relative ad accessi a 640 Kbit/s: Lite 640K flat con MCR pari a 10K; Lite 640K consumo con MCR pari a 10K; 640K flat a linea singola con VP impostato dall’operatore.
Telecom Italia prevede di utilizzare la soluzione descritta a partire dal prossimo mese di settembre.
In allegato si riporta l’elenco delle centrali per le quali è stata pianificata l’attivazione in settembre 2006.
Appena completate le attività di predisposizione impiantistica, sarà nostra cura comunicare tramite i consueti canali l’effettiva apertura commerciale delle singole centrali.

Un passo avanti verso l’abbattimento delle barriere infrastrutturali della comunità digitale? Non so quanto questa affermazione possa trovare gradimento, o essere condivisa, dall’associazione Anti Digital Divide, da sempre impegnata sul fronte della capillare copertura territoriale della banda larga. Questo progetto di Telecom, secondo alcuni analisti, ha il sapore di un palliativo, se non di una corsa ai ripari per sfuggire a problemi incombenti: tra questi, numerose pressioni e voci circa un possibile scorporo della rete dalla società, su cui Telecom ha voluto intervenire per arginare (e possibilmente rovesciare) le conseguenze dei recenti trends borsistici.

 
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Pubblicato da su 20 agosto 2006 in media, news

 

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Autoviolazione di privacy

Ieri ho trovato questa notizia su Reuters:

Titolo: Sbagliano tasto e email su sesso arrivano a tutti i dipendenti

Cominciamo bene… ma ecco il testo:

BERLINO (Reuters) – Due lavoratrici tedesche che si lamentavano, tramite l’e-mail dell’ufficio, sullo scarso appetito sessuale dei propri partner hanno trovato i dettagli della loro vita privata trasmessi a migliaia di persone, dopo che una di loro ha premuto il tasto sbagliato, ha scritto oggi il quotidiano Bild. (che tasto avrà mai premuto…?)

“Tutti ci osservano e mormorano alle nostre spalle”, ha detto Anica G., di 21 anni, dipendente dell’Ufficio federale del lavoro, alla Bild. Le email tra Anica e la collega Christina S., con i particolari di come hanno cercato di risvegliare l’attenzione dei loro partner, sono state inviate per sbaglio agli altri colleghi del loro dipartimento. Qualcuno le ha però girate alle migliaia di dipendenti dell’Ufficio del lavoro e delle altre agenzie governative, alimentando una serie di inoltri in tutta la Germania. Anica ha detto al quotidiano che lei e la collega non hanno infranto nessuna regola, perché le email sono state scritte durante le pause.

Un motivo di più per lavare i panni sporchi in casa propria, non vi pare? Per carità, è capitato anche al sottoscritto di inviare una mail alla persona sbagliata (e forse il destinatario indesiderato sta ridendo ancora adesso), ma questo episodio esemplifica piuttosto bene come la posta elettronica, in certi ambienti, abbia assunto il ruolo di strumento di comunicazione primario, anche per lo scambio di confidenze private.

Che le due colleghe non abbiano infranto alcuna regola, come hanno tenuto a precisare quasi a sminuire l’accaduto, è da dimostrare: se è vero che si scambiavano queste e-pìstole durante le pause di lavoro (e quindi non avrebbero rubato tempo prezioso all’attività per cui sono pagate) è altrettanto vero che si scrivevano attraverso account lavorativi, e non personali (altrimenti non si spiegherebbe la diffusione dei messaggi agli altri colleghi): e non è inverosimile pensare che l’Ufficio federale del lavoro, come molte aziende pubbliche e private, abbia una policy che vieta l’uso degli account professionali per finalità private.

In questo caso, non credo esista punizione più pesante del pubblico ludibrio. Quanto ai mariti, non avranno gradito molto, ma per par condicio avrebbero diritto di replica.

 
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Pubblicato da su 20 agosto 2006 in news

 

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Il Garante tedesco bacchetta Deutsche Telekom

Reuters riporta che il Garante tedesco delle telecomunicazioni ha aumentato la pressione su Deutsche Telekom affinchè questa raggiunga un accordo con i suoi rivali minori sull’accesso ad nuovo velocissimo servizio di rete a banda larga, in modo da evitare l’intervento diretto dell’autorità regolatrice.

L’iniziativa del Garante tedesco potrebbe essere d’esempio per l’Agcom nei confronti di Telecom Italia? Forse, ma in simili questioni bisogna andare con i piedi di piombo:

Matthias Kurth, presidente dell’autorità garante Bundesnetzagentur, ha dichiarato che Deutsche Telekom non è riuscita a dimostrare che i prodotti offerti attraverso la sua rete VDSL costituiscono un mercato nuovo, unica motivazione che consentirebbe al garante di non imporre una regolamentazione.

(…) Kurth sostiene che la cosiddetta offerta del triplo play che Deutsche Telekom prevede di rendere disponibile attraverso la sua rete – che riunisce televisione, Internet e telefono in un’unica connessione – sono, in realtà, già disponibili, anche se con una connessione più lenta.

Kurth si trova stretto tra le minacce di provvedimenti legali da parte dell’Unione Europea se non provvede a regolamentare il mercato, e le pressioni di Deutsche Telekom, la quale si difende sostenendo di meritare un periodo di deroga che consentirebbe all’azienda di recuparare i 3 miliardi di euro investiti nella rete.

Nel dubbio, nei panni dell’Authority, farei attenzione alle indicazioni UE.

 
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Pubblicato da su 17 agosto 2006 in news

 

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Dove sta andando la TV?

E’ decisamente succoso e interessante il post che Stefano Quintarelli, nel suo blog, dedica oggi al futuro della tv.

Mi ha fatto molto pensare: naturalmente concordo con l’affermazione “la tv finirà via cavo” (infatti, avendone la possibilità, quando la mia casa era ancora in cantiere tre anni fa feci mettere una presa del telefono vicino a quelle delle antenne della TV).

Ma soprattutto concordo con la conclusione: oggi le Telco vedono l’entertainment e la vendita di contenuti come l’unica evoluzione possibile, ma si tratta solo di una delle posibili strade, così come l’erogazione/distribuzione di servizi realmente innovativi… non certo quelli “a valore aggiunto” attualmente così in voga nella telefonia mobile, ma qualcosa di davvero rivoluzionario.

Il futuro non porterà solo la TV a casa nostra attraverso il cavo telefono, ma non ho ancora un’idea precisa di come sarà l’evoluzione delle Telco. Tuttavia, credo che gli sviluppi non tarderanno a venire, l’evoluzione nel mondo delle TLC è talmente rapida e la convergenza tra servizi si sta spingendo ad un tale livello di accorpamento, che i risultati si vedranno in pochi anni: chissà, noi stessi potremmo diventare canali televisivi

 
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Pubblicato da su 16 agosto 2006 in media, news

 

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Buon Ferragosto a tutti…

…ovunque voi siate!

 
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Pubblicato da su 14 agosto 2006 in Mondo