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Il PC compie 25 anni

Come ricorda puntualmente Nòva, era il 12 agosto 1981 quando IBM “presentò al mondo lo strumento che costrinse tutti gli altri produttori di computer “individuali” a cambiare obiettivi, ricostruendo i paradigmi di una intera nascente industria”.

Quanta storia, quanti ricordi! E pensare che, all’epoca, io sognavo questo tastierone

 
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Pubblicato da su 12 agosto 2006 in news

 

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Come sbloccare i Samsung Z560 con “TIM-lock”

I rumors che circolavano in rete alcuni giorni fa erano fondati: i primi modelli del Samsung Z560 venduti da TIM avevano davvero l’operator lock. Anzi, il network lock. Oggi, a qualche giorno di distanza dall’articolo pubblicato su Punto Informatico, me l’ha confermato la stessa Samsung, descrivendo la procedura da seguire per lo sblocco, che riporto qui di seguito per darne informazione agli utenti eventualmente interessati:

Al fine di rimuovere il NETWORK LOCK su un terminale, è necessario essere in possesso del corretto CODICE NCK. Tale codice è legato al numero IMEI del terminale in maniera univoca, questo significa che ad ogni IMEI è legato UN SOLO codice NCK.

Se la SIM è TIM – digitare sul terminale la seguente stringa: #7465625*638*NCK#

Dopo l’inserimento delle stringa il telefono si spegne e si riaccende; se la SIM è di un operatore diverso da TIM ed il telefono presenta quindi un messaggio di errore sul display – digitare il solo codice NCK sul telefono (senza alcuna stringa). A seguito dell’inserimento del codice NCK, il telefono chiede di confermare tale codice tramite il tasto OK. A questo punto il terminale si spegne e si riaccende.

A questo punto il terminale non presenterà più il network lock. E’ però necessario fare presente ad ogni richiedente che le impostazioni WAP e MMS presenti sull’apparato sono SOLO quelle relative all’operatore TIM. Le impostazioni WAP e MMS relative ad operatori diversi da TIM devono essere caricate sugli apparati direttamente dagli utenti.

Per poter ricevere i codici di sblocco La invitiamo a contattare il Nostro Numero Verde 800-314278 (dal Lunedì al Venerdì, dalle 9.00 alle 18.00).

Questo sembrerebbe quindi smentire certe notizie diffuse da alcuni siti web che riportavano la notizia che alcune centinaia di Samsung Z560 sarebbero stati erroneamente immessi sul mercato con il blocco operatore.

 
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Pubblicato da su 10 agosto 2006 in news

 

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Dove va l’ADSL 2+

Comunicazione di servizio: Telecom Italia ha appena pubblicato l’elenco delle centrali per le quali è stata pianificata l’attivazione in settembre 2006, per quanto riguarda l’offerta ADSL wholesale (all’ingrosso) 20 Mbps basata su accessi ADSL2+. La copertura iniziale si sta quindi estendendo.

 
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Pubblicato da su 10 agosto 2006 in news

 

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L’UE non condivide le mosse dell’Agcom

Leggo dalle news Asca che la Commissione Europea ha scritto all’Agcom dichiarandosi preoccupata per le modifiche recentemente introdotte sul riequilibrio delle tariffe di terminazione e sottolineando che l’Authority italiana, contrariamente a quanto proposto dalla Commissione, ha stabilito che l’arco di tempo nel quale riequilibrare le tariffe di terminazione tra operatore storico e nuovi entranti venga esteso da quattro a cinque anni, ed il riequilibrio non inizi prima del luglio 2007: “Considerando che l’asimmetria tra le tariffe proposta dalla Agcom è tra le più alte d’Europa le giustificazioni fornite dall’Agcom per la modifica delle misure precedentemente notificate non sono convincenti”.

Alcuni operatori italiani, per dirla con Fastweb, si dicono sconcertati: “Riferendosi alle affermazioni contenute nella lettera della Commissione Ue ad Agcom – dice una nota della società – Fastweb le definisce sconcertanti dal momento che pongono l’Unione Europea in contrasto non solo con l’Autorità di regolamentazione nazionale ma anche con l’Antitrust che, più volte, ha sottolineato la necessità di riconoscere i costi per la realizzazione delle nuove reti fisse, come già avvenuto per quelle mobili, nelle tariffe di terminazione”.

Anche Wind non comprende le parole dell’UE. L’amministratore delegato Paolo Dal Pino dichiara infatti: “La decisione dell’Autorità Tlc in materia di tariffe di terminazione considera in modo realistico la situazione italiana nella quale Telecom Italia detiene ancora oltre il 90% della quota del mercato di accesso locale”. L’Authority, secondo Dal Pino, avrebbe infatti “previsto espressamente sia specifici obblighi di trasparenza in capo agli operatori alternativi, sia un eriodico riesame delle condizioni competitive. Non si
comprendono pertanto i rilievi mossi dalla Commissione Europea”
.

BT Albacom è allineata alle altre aziende ed esprime “il proprio stupore in merito ai comunicati diffusi ieri da parte della Commissione Europea sulla recente decisione dell’Agcom sul mercato della terminazione su reti fisse”. Un provvedimento ritenuto “giusto ed equilibrato nel riconoscere finalmente il diritto degli operatori alternativi di recuperare i costi sostenuti attraverso le tariffe di terminazione sulla propria rete. L’Agcom – continua l’azienda – non si è limitata a fissare un principio di tariffe eque e ragionevoli, come fatto da altre Autorità europee, ma ha anche stabilito un tetto massimo recependo, inoltre, pienamente le indicazioni della Commissione di prevedere una graduale riduzione di tale tetto; ciò pur non avendo ancora individuato il modello contabile per il calcolo dei costi e, proprio per questo, l’Autorità ha previsto un riesame dei valori massimi al momento definiti. Non comprendiamo dunque assolutamente i rilievi mossi dalla Commmissione’‘.

 
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Pubblicato da su 10 agosto 2006 in news

 

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Abbassa la tua réclame per favor

Pochi conoscono il titolo della canzone che ho indegnamente parafrasato (Silenzioso Slow, di D’Anzi – Bracchi, con Norma Bruni che nel 1940 cantava Abbassa la tua radio per favor…).
Ma tutti conosciamo l’uso delle emittenti televisive di alzare il volume dell’audio in corrispondenza degli spot. Motivato, forse, dalla volontà di una più incisiva penetrazione cerebrale delle pubblicità. La cosa non è gradita a gran parte del pubblico, e nemmeno al ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni che, durante un’audizione in commissione Cultura della Camera, ha dichiarato di aver chiesto all’Iscom di attivarsi per fare delle verifiche: “E’ un argomento che mi appassiona. Si tratta di una vecchia storia ma da utente mi rendo conto che durante le interruzioni pubblicitarie il volume aumenta in modo significativo. La normativa fino a un anno fa lo vietava in modo esplicito e ora auspico che si intervenga in questo senso”.

Fino a un anno fa? La domanda nasce spontanea: perché ora si può fare? A che pro togliere questo divieto?

In ogni caso è prontamente arrivata la risposta della Rai che ha comunicato di aver “già predisposto gli strumenti tecnici atti ad adeguare il livello audio degli spot. Nelle prossime settimane saranno attuati interventi sperimentali di riduzione del volume al fine di recepire le norme che l’Agcom predisporrà a settembre con riferimento ai parametri tecnici e alle metodologie di rilevamento della potenza sonora”.

Non ho modo di sapere in cosa consista, ma spero che la sperimentazione vada a buon fine…

 
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Pubblicato da su 9 agosto 2006 in news

 

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Arriva Imgo, IM made in Italy

Non ho ancora avuto modo di provarlo, ma segnalo anche a voi la notizia dell’arrivo di Imgo, l’instant messenger made in Italy. Non ci sono software da installare, funziona via web ed è dotato di un Rss integrato.

Qualcuno lo vuole provare?

 
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Pubblicato da su 9 agosto 2006 in news

 

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Operatori mobili alla sbarra

Daniele La Cava, per Finanza.com, segnala la chiusura (il 3 agosto) dell’istruttoria da parte dell’Antitrust su un eventuale abuso di posizione dominante da parte di TIM, Vodafone e Wind. I tre operatori rischiano di essere condannati, tra l’altro, per aver impedito ad altre aziende di entrare nel mercato della telefonia mobile come operatori virtuali. Un blocco di mercato che, secondo il Garante, avrebbe creato una situazione sfavorevole anche per gli utenti finali, che in un regime più concorrenziale avrebbero potuto beneficiare di tariffe più vantaggiose, inferiori alle attuali anche del 30%.

L’istruttoria era stata aperta all’inizio del 2005, in seguito ad un esposto inoltrato da aziende come Tele2, Trans World Communication Italia, Startel International e ReteItaly. La chiusura prevista per l’aprile del 2006 era poi slittata: l’Authority l’aveva infatti prorogata (fissando una nuova scadenza per dicembre 2006), deliberandone l’estensione, perché nel corso del procedimento erano emerse “talune circostanze di fatto non conosciute prima dell’avvio dello stesso, consistenti nel rifiuto simultaneo da parte di TIM, Vodafone e Wind di rinegoziare le condizioni economiche dei contratti di roaming con Elsacom”.

La chiusura di pochi giorni or sono fa supporre che una decisione in merito sia imminente. E che si creino ulteriori condizioni favorevoli all’ingresso dei Mobile Virtual Network Operator anche nel mercato italiano.

P.S.: Dico ulteriori perché da più parti (alcuni dettagli qui e qui) arrivano segnali di apertura in questo senso.

 
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Pubblicato da su 8 agosto 2006 in news

 

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Si discute sui contenuti?

Dal comunicato stampa diffuso da Telecom Italia:

In merito alle indiscrezioni apparse sulla stampa quotidiana circa ipotesi di accordi con il gruppo editoriale News Corporation, su richiesta della Consob, Telecom Italia conferma che sono in corso discussioni con il predetto gruppo editoriale in merito alla fornitura di contenuti nel campo dei media.

Non sussiste in merito alcuna intesa e tantomeno accordo, neppure con riferimento a possibili scambi azionari.

Discussioni di segno analogo sono in corso anche con altri media content provider.

Rupert Murdoch, immagine tratta da Wikipedia Marco Tronchetti Provera, immagine tratta da Wikipedia
Per capirci: News Corporation è il gruppo che fa capo all’editore Rupert Murdoch, il “papà” di Sky. Le indiscrezioni citate da Telecom sono i rumors insistenti che si sono rincorsi in ambito finanziario nei giorni scorsi, che danno per certo un matrimonio tra l’incumbent italiano e il colosso editoriale. Tra le varie voci, le più accreditate riferiscono la possibilità di un conferimento di Sky Italia a Telecom, di cui News Corp. potrebbe ottenere il 10% del capitale.

Ma, come ricorda Raffaella Natale su Key4biz, ai tempi della fusione Stream+Telepiù che fece nascere Sky Italia, la UE diede il proprio a condizione che il mercato della pay-TV rimanesse aperto e competitivo: “Se Sky e Telecom tornassero ad operare insieme, l’Antitrust potrebbe imporre la cessione di Telecom Italia Media, che controlla La7, perché la nuova unità arriverebbe a controllare cinque piattaforme su cui si trasmettono contenuti TV: terrestre analogico, terrestre digitale, satellite, banda larga e TV mobile”.

Si profilerebbe, quindi, un nuovo monopolista. Un’eventalità che l’Antitrust non può permettere. Anche perché altrimenti darebbe ragione a quanto commentato da Fedele Confalonieri, presidente Mediaset: “Se Murdoch, che è il più grosso imprenditore nel settore tv, si mette con Telecom, che ha una posizione dominante nelle Tlc, sono contento, perchè così non ci rompono più le scatole con la storia della dominanza congiunta Rai-Mediaset nel mercato televisivo. Pensate che Telecom fattura 30 miliardi di euro, noi e la Rai insieme sì e no 6 miliardi di euro’‘.

Ma c’è anche chi profila, in aggiunta e non in alternativa) all’alleanza News Corp. – Telecom, anche un’alleanza Telecom – Mediaset (peraltro già vociferata tempo fa). Il Sole 24 Ore riferisce infatti oggi: “Sarebbe un asset importante per il sistema industriale e finanziario italiano. E avrebbe il vantaggio di evitare che le tlc italiane finiscano in mani straniere e sarebbe un peccato se il governo scartasse a priori questa opportunità bloccando un’eventuale operazione Telecom-Mediaset”.

 
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Pubblicato da su 4 agosto 2006 in media

 

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iPhone: è lui o non è lui?

via Engadget

Il sempre aggiornatissimo Engadget ci mostra un’immagine che accompagna i rumors che, in questi giorni, anticipano il WWDC: questo iChat Mobile sarà davvero l’attesissimo iPhone, ossia ciò che Apple intende con la fusione dell’iPod con un telefono?

Lo accerteremo tra qualche giorno.

 
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Pubblicato da su 3 agosto 2006 in news

 

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Agcom sblocca “Unico” e taglia 12xy e 892.uuu da cellulare

L’Authority per le Comunicazioni l’aveva sostanzialmente bocciato: Unico, il supertelefonino di Telecom Italia che in casa è un cordless (che sfrutta il VoIP su rete WiFi) e fuori casa è un cellulare, era stato stoppato ancor prima della sua commercializzazione (prevista per luglio), perchè ritenuto parte integrante di un’offerta non replicabile.

E dopo un mese dalla disponibilità di una corrispondente offerta sul mercato wholesale (cioè all’ingrosso, e quindi accessibile ad altri operatori), il Garante concede a Telecom di partire con l’offerta, che deve però essere contingentata ad un massimo di 30mila utenti. Una sorta di offerta-pilota, che durerà sei mesi, durante i quali l’Authority terrà d’occhio il servizio, il suo andamento e la sua potenziale concorrenzialità. In base all’esito di questo monitoraggio, si deciderà sul futuro dell’offerta (mantenimento o bocciatura definitiva?). Per i curiosi, intanto, ecco il supertelefono proposto da TIM.

Ma l’Agcom non si è fermata qui in tema di telefonia mobile e comunica l’approvazione di uno schema di provvedimento finalizzato a ridurre il costo del servizio d’informazione abbonati per le chiamate da cellulari. Per dirla con l’Authority, è una “misura temporanea cautelare finalizzata alla riduzione delle tariffe di originazione da rete mobile per le chiamate con telefono cellulare verso i servizi informazione abbonati (12.xy e 892.uuu)“.
Lo schema deve ora essere sottoposto al vaglio dell’Antitrust.

 
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Pubblicato da su 2 agosto 2006 in news

 

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TVfonini, canoni e…

Gli apparecchi in grado di ricevere segnali televisivi sono in aumento. Oltre al televisore, da qualche tempo a questa parte ci sono anche i PC e i TVfonini di recentissima introduzione.

Di fronte a queste innovazioni tecnologiche, come ci si pone nei confronti del canone RAI? Il dubbio se la legge italiana ne imponga il pagamento, fruendo o meno dei programmi televisivi trasmessi dalla TV di stato, è fugato da tempo: il canone è stato definito come un’imposta, e non come una tassa. Ciò significa che il suo pagamento è dovuto in base al presupposto che si detenga uno strumento idoneo a ricevere segnali televisivi, anche se viene mantenuto spento. Il fatto che non si usufruisca del servizio erogato dalla TV di Stato non c’entra.

Paolo De Andreis, direttore di Punto Informatico, ha intervistato in merito Vincenzo Busa, direttore centrale Normativa e Contenzioso dell’Agenzia delle Entrate, per fare chiarezza in un quadro di incertezze (chi ha un PC idoneo a ricevere segnali TV, o possiede un TVfonino, deve pagare il canone?).

Sagace come sempre il commento di Massimo Mantellini riguardo all’articolo:

“Paolo De Andreis e’ finito a capofitto dentro un’opera di Pirandello semplicemente chiedendo alla Agenzia delle Imposte se lo Stato pretenda un canone di abbonamento Rai per i TVfonini. Esilarante, peccato non ci sia l’audio da ascoltare in religioso silenzio mentre si citano i decreti regi del 1938”.

A me, leggendo una parte dell’intervista, è però venuta in mente una questione di attualità:

“… si fa presente che l’articolo 17 del Regio Decreto Legge 21 febbraio 1938, n. 246, al fine di consentire un monitoraggio sui potenziali contribuenti, prevede in prima battuta l’obbligo di tenuta di particolari registri di carico e scarico in capo ai riparatori, ai commercianti, ai rappresentanti ed agenti di vendita in genere di apparecchi e materiali radioelettrici, dai quali gli organi competenti, in sede di accertamento, possono desumere le generalità degli acquirenti dei medesimi apparecchi o comunque dei soggetti cui questi sono destinati”.

In pratica, venditori e riparatori di televisori (e per analogia, di PC, TVfonini e quant’altro…) sono tenuti a compilare un registo con i dati dei propri clienti, che gli organi competenti sono liberi di consultare. La questione è: ma il diritto alla privacy qui come viene applicato?

 
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Pubblicato da su 31 luglio 2006 in Mondo, news

 

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A cosa serve?

il cellulare da un milione di euro

Questo è un cellulare. Lo so, si capisce. Ma oltre ad avere l’aspetto di un telefonino, sembra un gioiello decisamente opulento, per via di quella cinquantina di diamanti (di cui 10 blu) che ne impreziosiscono la scocca. Pensate che possa essere un regalino originale per la vostra fidanzata? Bene, sappiate che costa solo un milione di euro.

Non passa inosservato per tanti motivi. Ma l’unica caratteristica tecnica degna di nota è che è dotato di un sofisticato (o almeno così lo definisce l’azienda russa JSC Ancort che lo produce) sistema di crittografia, che renderebbe le conversazioni telefoniche sicure e a prova di intercettazione.

Sappiamo bene a quali persone potrebbero interessare, ultimamente, questo tipo di apparecchi. Che funzionano (in tema di crittografia e riservatezza) a patto che l’altro interlocutore disponga di un apparecchio ugualmente equipaggiato.  Speriamo che questo non significhi che, per la salvaguardia della nostra privacy, uno si debba dotare di questo stesso modello di telefono. La privacy potrebbe diventare un vizio costoso.

 
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Pubblicato da su 17 luglio 2006 in Mondo, news

 

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Digitale terrestre, a quando il vero switch-off?

Se ne è parlato molto. Il 2006 doveva essere l’anno della svolta. L’anno in cui tutti i ripetitori “analogici” sarebbero stati spenti a favore di quelli “digitali”. Poi è cominciata a slittare la data dello switch-off “anticipato”, ossia quello delle due regioni (Sardegna e Valle d’Aosta) più progredite in questo senso, e che quindi dovevano essere già pronte. E ora slitta la data nazionale.

A quando il vero switch-off?  Probabilmente nel 2012. E’ l’opinione del Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni. Che dichiara: “La politica delle fantasticherie sul T-government è finita… Dobbiamo dire la verità al mercato e ai cittadini”. Domani, su Punto Informatico, qualche dettaglio in più, in un piccolo articolo di approfondimento firmato (immeritatamente) dal sottoscritto, ma soprattutto dall’ottimo (e più meritevole) Alberigo Massucci.

 
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Pubblicato da su 16 luglio 2006 in Senza categoria

 

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Pensierino “finale” su Italia-Francia

La partita, che ha visto L’italia trionfare ai rigori, è stata caratterizzata dai colpi di testa di Zidane

UPDATE: ho rimosso l’illustrazione dal post perché non riguardava una testata sportiva…

 
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Pubblicato da su 9 luglio 2006 in Mondo

 

AH! AH! AH! AH! AH!

Grosso e Del Piero recapitano due pizze alla Germania

da www.gazzetta.it

 
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Pubblicato da su 4 luglio 2006 in news

 

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