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Artecnologia

Anche tu critico d’arte!

L’ANSA riferisce la notizia che dall’8 marzo al 24 giugno, al Palazzo Reale di Milano, si terrà la mostra Kandinsky e l’astrattismo in Italia. L’iniziativa è di indubbio interesse culturale e, secondo me, non è da perdere: la mostra (cito un comunicato) “ha il merito di portare a Milano non solo una quarantina di opere del grande astrattista, ma di accostare il suo lavoro a quello di tanti nostri autori che negli Trenta lo conobbero o che, negli anni successivi alla sua morte, ragionarono in senso critico sul suo lascito”.

Non ho detto tutto, c’è un’iniziativa “accessoria”: l’iniziativa “Anche tu critico d’arte” legata all’audioguida MMS dedicata all’opera “Composizione VII”, con il commento di Vittorio Sgarbi. Per averla è necessario spedire un SMS con scritto “Composizione 7” al numero 340.4399090 (indicazioni che si possono leggere anche nella sala di Palazzo Reale dove c’è l’opera). “Prendendo spunto dal commento di Sgarbi – aggiunge il comunicato – ogni visitatore, durante la visita alla mostra, potrà individuare un’opera e cimentarsi in una breve recensione da inviare via SMS allo stesso numero, partecipando all’iniziativa “Anche tu critico d’arte”, che punterà a costruire una relazione interattiva e dinamica con il pubblico, abituato ad usufruire dell’arte, ma non sempre ad interpretarla attivamente“.

Ok, c’è di mezzo uno sponsor, ma mi sembra uno spunto interessante per iniziative che vedano sempre più legate Arte e Comunicazione.

 
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Pubblicato da su 28 febbraio 2007 in media, Mondo, news

 

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Staff di Italia.it

Le polemiche sul portale Italia.it non si placano. La qualità dei contenuti è tale che molti hanno pensato di andare a vedere chi li cura, chi lavora dietro le quinte. La cosa da sottolineare è che la pagina Chi siamo, inizialmente scelta come vetrina dei nomi di coloro che fanno parte dello staff che cura il portale, è stata svuotata da tutti i nominativi, per lasciare il posto ad una spiegazione abbastanza generica sulla natura del progetto. Che non risponde affatto a “chi siamo”. Onde evitare che quei nomi finiscano nell’oblìo, eccoli qua (codifica degli apostrofi compresa):

Italia.it è una realizzazione della Presidenza del Consiglio – Dipartimento per l\x{2019}Innovazione e le Tecnologie supportato a tal fine dalla società Innovazione Italia del Gruppo Sviluppo Italia.
Per informazioni:

Raggruppamento temporaneo di Impresa:
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Direttore editoriale: Valerio Imperatori
Vice direttore editoriale: Marta Rossato
Capo redattore: Luca Palamara
Segreteria di redazione: Claudia Galletta
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Grafica: Emilio Di Donato
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Traduzioni: Francesca Zezza

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Supporto tecnico:
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Recruitment: Serena Santucci

Fotografie e filmati:
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Agenzia fotografica Corbis
Agenzia fotografica Photopolis
Agenzia fotografica Fotolia
Ansa
Studio di registrazione Gree Movie Group S.p.A.
Studio di registrazione Cat Sound s.r.l.
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Hanno collaborato:
Studio Agorà
Claudia Buccellati
Gabriella Calò
Mauro Covacich
Marina D\x{2019}Apice
Germana Luisi
Antonio Mango
Annalisa Palmieri
Espedito Pistone
Fiorella Taddeo
Marina Tagliaferri

UPDATE (25/02/2007): è stato aperto il blog ti.ailati.www, che è nato “per motivare meticolosamente, analiticamente, punto per punto perchè http://www.italia.it – il sito da 45 (quarantacinque) milioni (milioni) di euro (di soldi pubblici) – è un portale mal progettato, mal realizzato, mal scritto, e che grida vendetta nel suo essere scandaloso spreco di denaro pubblico, nonché un’offesa alla competenza e alla professionalità dei lavoratori del web italiano”.

Visitatelo e contribuite.

 
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Pubblicato da su 24 febbraio 2007 in media

 

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La webcam? Roba da pensionati

Per la serie “come usare male i nuovi media”, ecco un nuovo episodio, dal titolo “ora non si può più parlare solo di bullismo giovanile”:

METTE SU WEB FILM ‘RUBATI’ DELLA MOGLIE NUDA
(ANSA) IMPERIA – Un uomo di 42 anni di Terracina (Latina), dipendente pubblico in pensione, ha ripreso di nascosto la moglie, impiegata quarantenne, con una webcam situata nel bagno e con una macchina fotografica sistemata in camera da letto e ha poi diffuso foto e filmati su un sito internet. Scoperto dalla polizia postale di Imperia, l’uomo è stato denunciato per violazione della legge sulla privacy e per il reato di interferenza nella vita privata.
L’operazione, battezzata ‘Spy Cam’, è stata compiuta in collaborazione con la polizia postale di Latina, nell’ambito di un servizio di monitoraggio finalizzato al contrasto della pedofilia e del bullismo. Il sito ‘miamoglie.altervista.org’
(non andateci, ci sono solo i sigilli, ndr) su cui l’uomo ha diffuso i filmini è stato posto sotto sequestro dall’autorità giudiziaria di Imperia.
“Siamo stati insospettiti dal fatto che la donna filmata sembrava piuttosto rilassata e tranquilla, ignara di trovarsi davanti a una telecamera – ha spiegato il dirigente dela polizia postale di Imperia, Ivan Bracco -. Abbiamo indagato e siamo risaliti all’utenza dalla quale si collegava l’uomo”. Sono stati scoperte decine di foto e una trentina di filmati che riprendevano la donna in atteggiamenti intimi, oltre a una registrazione audio dei rapporti sessuali con il marito. “Per la diffusione su internet di film e foto con dati sensibili – ha detto Ivan Bracco – è necessario avere l’ autorizzazione scritta dei soggetti, in caso contrario si rischiano pene dai 6 mesi ai 4 anni di reclusione”.

Non è nemmeno bullismo senile, però: questo signore ha sette anni più di me ed è già in pensione, e già solo per questo motivo dovrebbe ritenersi privilegiato e fortunato. Ma quando uno va in pensione, cosa fa per non rimanersene tutta la giornata sul divano a guardare la TV (e che fior fior di TV, poi)? Si dedica ad un hobby, fa volontariato, passa più (e miglior) tempo con la moglie.

E invece questo cosa si è inventato, per impegnare il tempo e rovinarsi la vita? Il voyeurismo alla rovescia, un esibizionismo parassitario che gli fa correre il rischio di andare in galera. Sul futuro del suo rapporto con la moglie avrei qualche riserva.

Se la coppia ha figli, non intendo scoprire se hanno un videofonino.

 
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Pubblicato da su 23 febbraio 2007 in media, Mondo

 

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Qualità di Italia.it

Sembra quantomeno poco gradito, alla Rete, il risultato ottenuto dal progetto del portale Italia.it, la “grandissima finestra dal Mondo sull’Italia” (Francesco Rutelli, 22 febbraio 2007).

A partire dalla scelta del logo, per arrivare ai contenuti veri e propri, passando per la navigabilità, le perplessità di chi ha una voce in Rete sono innumerevoli. Il portale è stato presentato ieri in occasione del Bit 2007, la Borsa internazionale del Turismo. Scelta strategicamente azzeccata, ma l’impressione che si ha dal portale è che la scadenza della presentazione (la data di ieri, appunto) sia stata troppo incombente, rispetto allo stato avanzamento dei lavori: il portale, infatti, presenta non solo molti peccati di gioventù, che danno appunto l’impressione che Italia.it sia stato preparato in fretta e furia per non perdere l’appuntamento, ma anche autentiche chicche, ossia errori madornali, che anche un ragazzino delle scuole elementari potrebbe evidenziare senza difficoltà.

Cito un unico esempio di trascuratezza dei dettagli, ben descritto da Mantellini quando parla della sezione “chi siamo”, dove la codifica di apostrofi e altri caratteri speciali appare “in chiaro”, dando una sensazione di inesistente accuratezza.

Per la navigabilità basti quanto scritto da Paolo Valdemarin: “Il portale dell’Italia presentato oggi ha una intro in flash di 15 secondi. Proprio quello che ci voleva. Superata la intro c’è un video. Superato il quale c’è un’animazione in Flash. Superata la quale si arriva alla home page. Per il resto, data una prima occhiata piuttosto superficiale, mi sembra un portale top-down con niente di niente di speciale”.

Ma è l’analisi di Aghost che spacca. Cito anche qui un solo esempio dal suo post, che vi invito a leggere: In “scopri l’Italia” e cercando “montagne” in Trentino, forse la regione più montagnosa d’Italia, non ne figura nessuna! Neppure le montagne più famose del mondo, le Dolomiti! Hanno scritto anche “Tentino” anziché Trentino con la “r” nell’indirizzo dell’Apt centrale, sbagliando ovviamente anche l’indirizzo internet.

Aghost ha cercato le sue montagne e non le ha trovate. Stimolato da questa delusione, ho pensato anch’io alle mie montagne: sono andato su Italia.it (dopo quattro tentativi a vuoto, forse per un sovraccarico di contatti), ho selezionato anch’io “scopri l’Italia” e ho trovato la cartina interattiva. Ho cliccato “montagne” e selezionato la Lombardia. Ho cliccato su quella specie di caccolina verde (è la “t” del logo del portale) che evidenzia la regione (una bandierina poteva sembrare più opportuna) e ci ho trovato il Monte Rosa! Che, per la cronaca, è altrove.

Sto cominciando a pensare che la geografia sia un’opinione. Provate un po’ a cliccare su “mare e spiagge”: noterete che la cartina interattiva di Italia.it non si sogna neanche lontanamente di evidenziare Liguria, Veneto, Marche, Abruzzo, Molise e Calabria.

Le critiche, insomma, sono parecchie e, a mio giudizio, non infondate. L’impressione della collettività è quella di soldi spesi male, soprattutto alla luce dell’investimento, in termini economici e di tempo, profuso nel progetto Italia.it avviato nel 2004: già lo scorso anno, quando era atteso con trepidazione, si parlava di 45 milioni di euro.

 
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Pubblicato da su 23 febbraio 2007 in media

 

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Meglio di un coltellino svizzero

Non c’è che dire: la convergenza può essere un aspetto molto positivo e riunire funzioni e applicazioni in un unico device ha i suoi vantaggi. E questo video pubblicato su YouTube, che mostra uno spot satirico sull’iPhone di Apple, sembra voler dire: basta che non si esageri…

 
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Pubblicato da su 20 febbraio 2007 in media

 

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Lavorare fa bene?

Se avete a portata di mano una vostra fotografia in formato digitale, visitate Age-o-matic: potreste scoprire gli effetti del logorio della vita (lavorativa) moderna.

 
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Pubblicato da su 8 febbraio 2007 in Senza categoria

 

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Abbasso il DRM?

Dall’Ansa di stasera:

Musica: Jobs, vendite libere online
Proposto stop a limiti di riproduzione
(ANSA) – NEW YORK, 7 FEB – Il numero uno della Apple, Steve Jobs, auspica una liberalizzazione totale nelle vendite della musica online. Tutti i brani acquistati sul web, ha scritto in un articolo sul sito della Casa, dovrebbero poter essere riprodotti su qualsiasi lettore digitale. Jobs ha percio’ auspicato che si metta un termine ai sistemi di protezione, i cosidetti Drm, che limitano ad un solo tipo di lettore la riproduzione delle canzoni acquistate su siti web.

E’ vero: l’AppleMan-pensiero sta tutto in questo abstract, intitolato Thoughts on Music. Riassunto: sul bestseller iPod si può riprodurre musica sia DRM-protected che DRM-free. In media in un iPod, su mille canzoni, solo 22 sarebbero acquistate da iTunes e DRM-protected. Per cui gli utenti di iPod non hanno vincoli che li legano ad acquistare su iTunes. Chi ha voluto i DRM? Le major, per contrastare il fenomeno della pirateria. Ci sono riuscite? No. Quindi il DRM è inutile.

“Da qui – osserva oggi Punto Informatico, che continuo a citare nel seguito – Jobs esplora tre scenari possibili.

Il primo è quello del “rimane tutto com’è”, in cui ciascun produttore segue la propria strada, blindatissima, e al consumatore è lasciata solo la scelta del fornitore al quale rivolgersi, una scelta che oggi a dir la verità premia Apple su qualsiasi altro soggetto di questo mercato.

Il secondo è l’opzione per Apple di dare in licenza il sistema FairPlay. Ma questo, sottolinea Jobs, significherebbe dover trasmettere ad un nugolo di soggetti tutti i segreti del DRM Apple il che, “come insegna l’esperienza”, significherebbe che ben presto quei segreti diverrebbero pubblici, riducendo o azzerando le possibilità per la Mela di mantenere i propri accordi con le major, ovvero di trovare soluzioni ad eventuali exploit del sistema di protezione. Il che sarebbe tanto più difficile, dovendo passare ogni eventuale soluzione ad un numero così alto di soggetti, che finirebbe per comprendere anche tutti i consumatori e non solo i partner che utilizzano FairPlay. Impraticabile, dunque.

Il terzo scenario è abolire integralmente il DRM. “Immaginate un mondo – scrive – nel quale ogni negozio online venda musica senza DRM in formati aperti. In un mondo di questo tipo, qualsiasi player potrebbe riprodurre musica acquistata da qualsiasi negozio, e tutti i negozi venderebbero musica riproducibile su qualsiasi player. Questa è chiaramente la migliore alternativa per i consumatori, e Apple la abbraccerebbe subito“. Il problema? Sempre quello: “Se le quattro grandi società della musica (Sony BMG, Warner, Universal ed EMI, ndr.) fornissero a queste condizioni la loro musica ad Apple, noi trasformeremmo iTunes in un negozio privo di DRM”.

Jobs si rivolge alle major discografiche, alcune delle quali sono europee, e dice: “Convincere loro a dare in licenza la propria musica ad Apple e ad altri senza DRM darà vita ad un mercato musicale veramente interoperabile”.

“Apple – conclude Jobs – lo abbraccerebbe senza remore”. Forse c’è da credergli, ma non si è lontani dal vero nel ritenere che la rigidità e la chiusura del DRM sono stati, di fatto, i presupposti del successo della soluzione iPod (+iTunes).

Qual è, dunque, il motivo di questo dietro-front filosofico? E’ verosimile che Jobs abbia percepito un cambiamento di vento nel mercato, a partire dall’opinione pubblica per arrivare fino alle istituzioni, che non hanno mai digerito DRM e rootkit.

L’Europa ne sa qualcosa, ma non solo perché vi risiedono alcune major. Ripropongo un passaggio di quanto scritto dal patron di Apple:

“Molte delle preoccupazioni sui sistemi DRM sono emerse nei paesi europei. Forse, chi si duole per la situazione attuale dovrebbe redirigere le proprie energie nel persuadere le società discografiche a vendere la propria musica senza DRM”

Le preoccupazioni in Europa ci sono da qualche tempo. Due eclatanti esempi europei – non isolati – di Paesi allergici (o quantomeno poco inclini) alle rigidità dei DRM – soprattutto quelli non interoperabili – si chiamano Norvegia e Francia, che si sono mossi anche a livello istituzionale.

Concludo citando Leander Kahney di Wired, che con moderato azzardo (o estrema perspicacia?) vede un legame tra tutto questo e l’accordo siglato tra la Apple Inc. di Jobs e la Apple Corps, ossia la casa discografica dei Beatles. Interessante.

 
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Pubblicato da su 7 febbraio 2007 in media

 

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Gentile sig. Turani…

Così inizia la lettera aperta che Luca Conti ha scritto al giornalista Giuseppe Turani.

“A volte – scrive – ho la sensazione che lei scriva di materie che non conosce, cadendo di conseguenza nell’approssimazione”. Fortunatamente, come osservava Stefano qualche giorno fa, sulla propria strada Turani incontra sempre persone che non hanno dubbi e che durante le sue interviste possono correggere il tiro.

Non c’è nulla di male a non conoscere una materia di cui si deve scrivere, e tutti – compreso il sottoscritto – possono cadere in errore… l’importante – a mio avviso – è non dare al lettore un’informazione errata o distorta. Leggendo le varie interviste di Giuseppe Turani ho sempre creduto sperato che il giornalista formulasse domande in tono volutamente provocatorio, ma non ho modo di ritenerlo con certezza, il margine di interpretabilità è sempre ampio. L’ultimo esempio è l’intervista a Marco Zamperini, da cui stralcio un breve passaggio:

G. Turani: Certo, ma dentro tutti questi milioni di blog c’è quasi sempre solo spazzatura, siamo sinceri.
M. Zamperini: “C’è molta spazzatura, ma non solo. Poco a poco emergono quelli che sono più curati, che hanno qualcosa da dire. Gli altri sono testimonianze, diari in pubblico, che vanno letti come tali. Però non dobbiamo trascurare il fatto che per la prima volta milioni di persone al mondo si esprimono, tirano fuori se stessi. E’ una cosa che non era mai successa e che oggi la tecnologia rende possibile per la prima volta”.

Tra l’altro, anche Turani ha un blog. Farà parte di tutti quei milioni di blog in cui c’è quasi sempre solo spazzatura? Leggendo quella frase, i lettori quantificano il quasi sempre o generalizzano? Generalizzano, perché sono indotti a generalizzare e, quindi, a sbagliare. Che si tratti di provocazione o pregiudizio, per fortuna anche in questo episodio la risposta di Marco Zamperini riesce a correggere il tiro. Ma questo porta a pensare che la mira, presa inizialmente nel formulare le domanda, fosse sbagliata.

 
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Pubblicato da su 6 febbraio 2007 in media, Mondo, news

 

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Il ministro Gentiloni sulle pagine di PI

La copertina di PI del 2 febbraio 2007

Domani su PI c’è un’intervista rilasciata dal Ministro delle Comunicazioni Gentiloni. Focus sul nuovo contratto di servizio RAI e tutto ciò che vi orbita attorno (diritti, accessbilità, net neutrality…). Questo dovrebbe essere il primo passo verso un servizio pubblico davvero aperto. La strada da fare, però, è ancora tanta.

Speriamo che si prosegua nella direzione giusta.

 
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Pubblicato da su 1 febbraio 2007 in media

 

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La TV mobile soffre?

Perché – si chiede oggi Franco Carlini da Chips & Salsanonostante gli sconti, le offerte e i videofonini quasi regalati, il popolo consumatore non li compra e poco li usa per vedere la televisione sul cellulare?

La domanda, a dire il vero, è più che legittima. Quanto sappiamo, in realtà, del gradimento che l’offerta della TV mobile ha riscontrato, fino ad oggi, presso il pubblico? Poco, nonostante il battage pubblicitario degli operatori mobili (che ci informano, tutti e quattro, che la settima edizione del Grande Fratello è finalmente visibile anche sui loto TVfonini) tenti di inculcarci nel cervello che la fighissima opportunità di “guardare la tele” dall’apparecchio telefonico sia la nostra più grande ambizione.

Ma è così? E – se non lo è – perché? Il post di Carlini offre come risposta una riflessione interessante, che si aggiunge agli scetticismi già manifestati in passato da analisti e addetti ai lavori.

 
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Pubblicato da su 25 gennaio 2007 in media

 

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Finalmente l’iPhone

Da Macrumors, le immagini della presentazione dell’attesissimo iPhone di Apple (domani ne parlerà anche PI).

Queste sono solo le immagini iniziali della presentazione (un po’ strano vedere un iPod che per telefonare ha bisogno del caro, vecchio, disco).

Ecco l’iPhone, nel suo splendore: player multimediale, funzionalità da palmare/smartphone, connettività EDGE + WiFi, touchscreen con testiera telefonica o QWERTY, display che permette l’orientamento automatico (da verticale ad orizzontale e viceversa) di ciò che viene visualizzato, client e-mail (come BlackBerry, ma senza l’appesantimento di un server), html, browser Safari, Google Maps, e chi più ne ha più ne metta.

Insomma, sembra che l’unica cosa che non faccia sia il caffè. Resta solo da capire quando sarà lanciato sul mercato…

UPDATE:

I primi esemplari debutteranno sul mercato USA in giugno con Cingular. Come dicevo oggi su PI, (ripetendo quanto evidenziato da Toni Sacconaghi di Bernstein), la certificazione FCC non c’è ancora (e in genere l’iter “ruba” un paio di mesetti). Sacconaghi riteneva poco probabile che oggi si desse un’anticipazione, ma a quanto pare Steve Jobs non gli ha voluto dare retta 😉

In Europa l’arrivo è previsto nell’ultimo trimestre del 2007. In tempo per comparire in un’adeguata campagna promozionale che culminerà a Natale…

Prezzi in dollari USA (offerta Cingular, I suppose): 499 per il modello da 4 GB, 599 per quello da 8 GB.

E tanto per mantenere le porte aperte (al mondo delle telecomunicazioni, e chissà a cos’altro ancora), l’annuncio del cambiamento di nome dell’azienda: da Apple Computer a Apple.

L’unica cosa che mi resta da capire è: ma come va con il fatto che il brand iPhone è di Cisco? Arriveranno ad un accordo?

 
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Pubblicato da su 9 gennaio 2007 in Senza categoria

 

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Reggiseno salvavita?

 

Come dice Massimo Mantellini:

Gia la notizia del proiettile vagante rallentato dalla spallina del reggiseno e’ una notiziola un po’ cosi’. Se poi, come scrive Mirumir, capita che il redattore di Repubblica.it sposti il tentato omicidio dalla Florida alla Russia allora il gioco e’ fatto.

 

Comunque la notiziola è molto così. Ma anche così. E magari anche in qualche altro modo che ora non ricordo…

 
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Pubblicato da su 8 gennaio 2007 in Mondo

 

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Meet Andrew Odlyzko

Acconsento volentieri alla richiesta di Stefano di spargere la voce su un evento decisamente interessante (già segnalato nel suo blog): al Politecnico di Milano (aula Rogers), il 17 gennaio alle ore 16, Andrew Odlyzko terrà il seminario “Internet economics, Internet evolution and misleading networking myths”.

Perché è interessante?  Innanzitutto, un rapidissimo zoom: Odlyzko è la più importante mente pensante del Digital Technology Center dell’Università del Minnesota. Impareggiabili sono il suo background matematico e la sua competenza nella comunicazione digitale e nell’e-commerce.

In alcune sue riflessioni e pubblicazioni ha avuto più volte occasione di osservare ruolo e importanza delle reti di comunicazione, che – si legge in quanto Odlyzko scrive – servono principalmente a comunicare, mentre oggi gli operatori tendono a diventare media company cercando di focalizzare il proprio business su intrattenimento e contenuti multimediali. Secondo Odlyzko (e non è una semplice opinione), l’evoluzione  degli operatori di telecomunicazioni non passa necessariamente per l’entertainment, e quindi la rivendita di contenuti multimediali non sarà il business remunerativo che tutti ora credono.

Il suo seminario potrebbe far cambiare opinione a qualcuno, e potrebbe interessare anche a coloro che, più scettici, volessero sentire una posizione autorevolmente fuori dal coro degli esperti del settore.

 
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Pubblicato da su 4 gennaio 2007 in media, Mondo

 

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Buona fine, miglior principio?

Capodanno 2007 a Sidney - da RaiNews24.it

Mentre a Sidney (foto sopra) sono già nel 2007, qui da noi il 2006 volge al termine.

In rete l’argomento del giorno, e quindi di fine anno, è l’esecuzione di Saddam Hussein. Non andrò oltre con i link, chi proprio volesse vedere il video integrale lo potrà cercare altrove. Sempre che si tratti di lui.

Ma i personaggi più in voga su internet nel 2006 rimangono gli stessi: su tutti i nomi più cercati sono quelli di Britney Spears (su Yahoo!), Paris Hilton (su Google News) e Ronaldinho (MSN). Chissà se sono davvero questi gli elementi che ci rivelano lo spessore della maggioranza del popolo che passa buona parte della propria vita su Internet! Per chi ama le classifiche, ecco un’utile tabella pubblicata dal Corriere.

Tanto per restare coerente con il tema della Rete, ricorderò l’anno che si sta chiudendo per due cose:

  • in primis, il 2006 si è caratterizzato come l’anno in cui è nato il concetto di inquinamento postale, dal momento che lo spam ha raggiunto punte da Guinness dei Primati: MessageLabs calcola che il 57,93% delle email ricevute sia posta indesiderata (nel mese di ottobre sarebbe stata del 67,77%), mentre Postini ritiene che a fine 2006 (cioè oggi) la media possa essere pari a circa il 92,6%. Nelle mie mailbox ho calcolato un 80% effettivo.
  • ma si tratta anche dell’anno in cui l’utente è diventato protagonista della rete: c’è stata l’esplosione del social networking, dei siti web che consentono la pubblicazione dei video, l’apertura al riconoscimento del citizen journalism, la trasformazione dei media (in questo concetto, molto ampio, includo anche gli operatori telefonici che distribuiscono contenuti televisivi e i media che stanno per trasferirsi su Internet, come mamma Rai). Lo ha riconosciuto, nella sua copertina dedicata al personaggio dell’anno (sapiente colpo di marketing), anche il Time.

Cosa ci aspetta il prossimo anno? Lo scopriremo da domani… In ogni caso, auguro a tutti voi un ottimo 2007, nella speranza che possa essere migliore degli anni che lo hanno proceduto.

 
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Pubblicato da su 31 dicembre 2006 in Mondo

 

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Voyeurismo virtuale

Qualcuno probabilmente lo chiamerà “diritto di cronaca”, ma secondo me la lettura di questo articolo (che parla di un video definito “hard”, con protagonista una minorenne, pubblicato su internet dall’ex “fidanzatino”), per la minuziosa descrizione delle immagini fornita dalla giornalista, dovrebbe essere riservata ad un pubblico adulto.

 
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Pubblicato da su 28 dicembre 2006 in media

 

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