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Elitel, come stanno le cose?

Update: questo post è del 14 settembre 2007. Martedì 8 gennaio 2008 ho scritto un nuovo post sulla vicenda. E’ a questo indirizzo (fine update)
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Elitel vive un periodo alquanto controverso. In seguito alla crisi di luglio, l’azienda ha molte questioni in sospeso: dalle pendenze con Telecom Italia (debiti per oltre 100 milioni di euro, a causa dei quali l’ex monopolista le ha tagliato le linee) alla possibilità di accedere alla procedura concorsuale di amministrazione straordinaria.

Come ha ricordato Alessandro Longo, alla fine di agosto Elitel – che a quanto pare non ha ancora chiesto l’ammissione al commissariamento – stava continuando a riattivare gli utenti (grazie ad altri fornitori di connettività), contando di riallacciare rapporti (e linee) con i clienti residenziali in questo mese. Ad oggi, i clienti Elitel che conosco io non sono stati nemmeno contattati, ma forse si tratta di pochi sfortunati. Però so che non sono gli unici.

Il quadro delineerebbe insomma una condizione di estrema difficoltà. Ma evidentemente mi sono perso qualche passaggio: oggi, sul Corriere della Sera, pubblicato tra le inserzioni di ricerca del personale di Trovolavoro a pagina 43, si legge questo annuncio su cui fa capolino il logo Elitel:

Sono Giorgio Fatarella,
Amministratore Delegato di Elitel
, Gruppo italiano di eccellenza nei servizi tecnologici e soluzioni ICT. A seguito della sostenuta crescita del traffico ed utilizzo dei servizi da parte dei clienti, nell ambito di un importante piano di rafforzamento e sviluppo, per la gestione delle nostre aziende clienti ricerco:

i migliori

Area Manager Senior / Area Manager Junior

(omissis)

 

Cosa mi sono perso? Innanzitutto il rientro nel CdA di Elitel di Giorgio Fatarella, che neanche un mese fa, in una nota richiamata nella homepage del sito Elitel.biz, informava il mondo sulle sue dimissioni da Presidente, scrivendo:

Oggi 27 agosto 2007 vengo sostituito alla guida del Gruppo per volontà degli azionisti (…) Lascio con il dispiacere nel cuore per non aver potuto portare a termine il progetto inteso al salvataggio delle attività aziendali, regolarmente approvato in CDA e che si stava perseguendo giorno dopo giorno.

A quelle dimissioni faceva seguito la nomina di un nuovo CdA, formato dal nuovo presidente Roberto Aguiari e dai consiglieri Marco Artiaco e Generoso Galluccio. Oggi Fatarella recluta personale in prima persona (più o meno come Ennio Doris negli spot tv in cui cerca family banker per Mediolanum) presentandosi in veste di Amministratore Delegato. Ok, non è più Presidente, ma sembra sia ancora in sella, alla guida dell’azienda (per cui la frase “lascio con il dispiacere nel cuore” a cosa si riferiva, se è ancora lì?).

Ma mi sono perso, soprattutto, “la sostenuta crescita del traffico ed utilizzo dei servizi da parte dei clienti” di Elitel, dichiarata nell’annuncio di ricerca del personale e “dettagliata” in un grafico accessibile dalla homepage dell’azienda (che però non fornisce dati, solo date). Sarebbe da capire da quale livello si registra la crescita: dalla clientela mantenuta fino a giugno (250mila clienti) o dal taglio delle linee di luglio (zero clienti connessi)?

Sarebbe anche da capire da chi si approvvigiona Elitel in termini di connettività. Ufficialmente dalla consociata Elinet (entrambe fanno parte del gruppo Elitel Telecom), che risulta essere titolare dell’infrastruttura di rete e dell’accordo di interconnessione con Telecom Italia. Le linee sono sempre prese in wholesale da Telecom? Se è così, cos’è cambiato, dunque, da luglio?

In attesa di aggiornamenti chiarificatori, un sincero in bocca al lupo a tutti gli utenti e i dipendenti di Elitel.

 
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Pubblicato da su 14 settembre 2007 in news

 

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Nuovi iPod, nuovi iPrice. E un contentino.

ipodtouch.jpg

Nel presentare al mondo la rinnovata gamma iPod, Apple ha lanciato il nuovo iPod Touch, che ha il display touchscreen (con la possibilità di vedere filmati in widescreen), l’interfaccia multitouch, il supporto WiFi e il browser Safari. Per entrare, ad esempio, da Starbucks (che con Apple ha siglato un accordo in esclusiva) prendere un caffé e collegarsi all’iTunes WiFi Music Store. L’iPod Touch, in pratica, è un iPhone senza SIM, quindi Apple ha industrializzato – ne più ne meno – il risultato dell’hacking di DVD Jon (fatica sprecata, dunque).

Già che c’era, Steve Jobs ha pensato bene di annunciare i nuovi prezzi dell’iPhone: il modello da 8 GB costerà 399 dollari anziché 599, e quello da 4 GB uscirà dal listino. Molto probabilmente, questa notizia farà gioire chi – frenato dal prezzo effettivamente un po’ elevato – finora non aveva ancora osato acquistarlo. Chi invece lo ha appena comprato potrebbe invece meditare, insieme a DVD Jon, di organizzare un V-Day contro Steve Jobs.

Ma ecco il tentativo di salvataggio in corner: lo stesso Jobs, in una lettera aperta agli utenti, spiega i motivi dei nuovi prezzi e – per parare il colpo (degli utenti e della borsa) -offre agli utenti iPhone un buono sconto di 100 dollari da spendere nei negozi Apple.

Da Cupertino, un contentino. Basterà?

 
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Pubblicato da su 7 settembre 2007 in Mondo, news

 

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L’agonia degli ISP

Prima o poi doveva succedere: se le vicende di Elitel, Telvia e Intratec – a cui Telecom Italia , per i troppi debiti accumulati, ha staccato le linee concesse loro in regime wholesale – potevano essere considerate sintomi prodromici, ora ci troviamo in una situazione ben diversa. Le condizioni del mercato delle telecomunicazioni sono andate via via peggiorando fino ad incancrenirsi e stiamo per assistere alle prime crisi. Intratec, azienda con sede a Roma che si occupa di connettività, servizi voce e comunicazione su Internet operando con il marchio Vira, ha dato oggi un triste annuncio ai suoi clienti e alla collettività:

L’assemblea degli Azionisti della Intratec Spa ha deliberato, in data 30/07/2007, lo scioglimento della societa’ e ha nominato il Liquidatore. Il Registro delle Imprese di Roma ha pubblicato la variazione in data 29/8/07 dando quindi efficacia alla delibera.

Si tratta di una “Liquidazione Volontaria”, liberamente decisa dall’Assemblea degli Azionisti.

Quando una Societa’ delibera la Liquidazione, e’ obbligatorio variare la ragione sociale. Per Intratec adesso la Ragione Sociale e’ “Intratec SpA in Liquidazione”

Questa novita’ non comporta modifiche per l’utenza nell’erogazione dei servizi, poiche’ la mission della societa’ rimane quella di conservare l’azienda anche in questa fase. Al contempo rimane invariato quanto precedentemente comunicato in relazione al contenzioso con Telecom Italia.

Infatti, stante l’elevata qualita’ dei servizi erogati da Intratec, la Societa’ ha in corso – in stato avanzato – delle trattative per il subentro di altre Societa’ nei rami d’azienda. Non si puo’ comunque escludere che si possa andare anche verso altre direzioni incluso fusioni.

Teniamo a precisare che, come sempre, molta attenzione viene rivolta al preciso e puntuale pagamento dei servizi da parte dell’utenza.

Cordiali Saluti

Intratec SpA in Liquidazione

Non si tratta di una procedura concorsuale. Per intenderci, non è un caso di liquidazione coatta amministrativa (che viene decisa da un’autorità amministrativa che sorveglia l’operato dell’impresa, ad esempio in caso di insolvenza). E’ un atto volontario, un’operazione straordinaria che modifica lo scopo dell’impresa: la gestione, da adesso, non ha come fine il profitto, ma il realizzo dell’attivo patrimoniale e, di conseguenza, l’estinzione dei debiti e l’eventuale ripartizione ai soci di quanto rimane.

Intratec ha un debito con Telecom Italia che ammonta, se non erro, a circa un milione di euro. Non ha tentato soluzioni di finanza creativa, ne’ si è arrampicata sugli specchi di una quotazione in borsa per raccogliere capitali e ammortizzare debiti e perdite, ne’ ha camuffato i bilanci per vendersi al meglio. Si è messa in liquidazione, e comunque le deve essere costato parecchio.

Oggi, nello stesso giorno in cui Intratec ha comunicato la notizia ai clienti Vira, Assoprovider ha diffuso questo comunicato:

La strana moria dei concorrenti di Telecom Italia

Il numero di operatori alternativi, che anche per una gestione avventata, si ritrovano in difficoltà economiche verso Telecom Italia è, a quanto si legge sui giornali, in crescente aumento: ormai ad un ritmo serrato le aziende vengono letteralmente disattivate, pare per problemi di ordine debitorio, che erano comunque preesistenti, ed evidentemente sopportati con altro spirito. Ma i problemi sono causati anche dalle inefficienze di chi dovrebbe garantire un quadro regolamentare e tarfiffario chiaro: ad esempio i ritardi di Agcom nel prendere decisioni sui canoni sulle ADSL Naked hanno sicuramente aggravato tali situazioni debitorie: e la strana moria avviene, proprio mentre si discute della necessità di separare la rete dell’Incumbent dai servizi.

Questo a dimostrazione che in Italia non esiste una vera liberalizzazione del mercato, che quella che c’era arretra, e che le autorità preposte alla vigilanza, AGCOM e AGCM rimangono sovente a guardare senza colpo ferire.

Ma più complessivamente, tutta la classe dirigente del paese si dovrebbe preoccupare di questo arretramento nella liberalizzazione del settore delle Comunicazioni.

Assoprovider stima che con l’ introduzione del canone naked ed il conseguente aumento del 30% del costo delle adsl all’ ingrosso, il numero di aziende TLC in difficoltà aumenterà esponenzialmente con una drastica riduzione della concorrenza sul mercato e la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro. A quel punto, la separazione della rete a quali superstiti concorrenti gioverà?

 
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Pubblicato da su 6 settembre 2007 in Mondo, news

 

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iPhone ri-crackato

Forse qualche utente disinvolto può ancora sperare di godersi un iPhone già da ora, senza alcun cordone ombelicale con AT&T. Il Sole 24 Ore riferisce infatti:

Un hacker beffa Apple: “crackato” l’iPhone

Un hacker di diciassette anni si è fatto beffa di Steve Jobs, guru di Apple e inventore dell’iPod. George Hotz, studente del New Jersey, è riuscito a intervenire sulla scheda Sim dell’iPhone, cellulare in fase di lancio che integra funzioni multimediali e una schermo sensibile al tatto, che negli Stati Uniti ha come fornitore esclusivo di servizi di telefonia At&t. Il metodo messo a punto da Hotz, fresco di maturità e in attesa di cominciare il suo primo anno di college, consente di utilizzare il telefono anche con la rete di T-Mobile, principale concorrente di At&t, o al di fuori degli Stati Uniti, come un qualsiasi telefono su rete Gsm. T-Mobile è l’unica compagnia negli Usa i cui standard sono compatibili con il gadget della Apple.

Il teenager ha impiegato tutte le sue vacanze per capire come sostituire la scheda Sim in dotazione al telefono con una scheda di T-Mobile, l’unico altro operatore in grado di supportare le funzionalità dell’iPhone. In una intervista all’emittente Msnbc ha ammesso di avere passato molte notti in bianco nel tentativo di risolvere l’enigma dell’iPhone. È riuscito nel suo intento con l’aiuto di altri quattro hacker conosciuti online, due abitano in Russia. Potenza del Web 2.0, l’internet del social networking. Hotz ha descritto il procedimento sul suo blog (http://iphonejtag.blogspot.com/). «Non c’è nulla di illegale – ha poi spiegato a Msnb – le leggi americane consentono di fare la modifica in maniera legittima, se si è in grado di farlo».

L’operazione non è alla portata di chiunque: richiede un paio d’ore di lavoro e abilità informatiche e di saldatura. Hotz ha già messo in vendita online uno dei due telefoni che è riuscito a “crackare”: il suo iPhone è stato già valutato circa 2.000 dollari, quattro volte il prezzo della versione base in commercio a 499 dollari. Hotz si vanta di essere il primo ad aver utilizzato sull’iPhone una scheda diversa da quella in dotazione.

Ma attenzione: esistono altri stratagemmi per ottenere lo stesso risultato e non richiederebbero neppure la necessità di aprire il telefono e intervenire sui chip. Basta solo un software, iPhoneSimFree (si può ottenere contattando il sito www.iphonesimfree.com). Il programma è recensito dal sito internet specializzato Engadget e consente, secondo quanto spiegato, di cambiare semplicemente i parametri della Sim-card per utilizzare il telefono con provider Gsm diversi da At&t, negli Stati Uniti e all’estero.

 
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Pubblicato da su 25 agosto 2007 in media, news

 

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L’iPhone arriverà in Italia nel 2008?

Gli utenti italiani che ambiscono a possedere (e utilizzare) un iPhone in patria entro la fine di quest’anno potrebbero rimanere molto delusi se il Financial Times avesse ragione: l’autorevole testata riferisce infatti che il music-phone di Apple sbarcherà in Europa entro l’autunno, ma…

The contracts with T-Mobile of Germany, Orange of France and O² in the UK were signed in recent days, according to these sources. T-Mobile, Orange and O2 declined to comment.

Secondo le fonti FT nessun operatore mobile italiano figura tra le aziende che hanno sottoscritto un accordo con l’azienda di Cupertino.

Apple plans to limit iPhone’s European launch this autumn to the UK, France and Germany. It will continue the roll out elsewhere in Europe next year, when it will launch in Asia.

Sempre secondo le fonti del FT, l’accordo siglato con i tre gestori stabilisce inoltre che gli operatori debbano “girare” ad Apple il 10% di quanto ricavato sul traffico voce e dati generato dagli utenti dell’iPhone. Questa partecipazione ai profitti non è una novità: qualcosa di simile con i gestori mobili fa anche RIM, la mamma dei BlackBerry.

 
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Pubblicato da su 23 agosto 2007 in media, Mondo, news

 

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Telvia, il tribunale legittima la posizione di Telecom

Torna d’attualità la vicenda che riguarda Telvia, l’Internet Service Provider che – a fine luglio – stava per essere messo in ginocchio da Telecom Italia. L’incumbent, infatti, era pronto a fare con Telvia ciò che aveva fatto con Elitel, ossia a tagliare le linee concesse in wholesale (ossia all’ingrosso), in seguito al mancato pagamento dei servizi di connettività. Telvia  era immediatamente riuscita a scongiurare il pericolo di veder tagliare le linee dei propri utenti, ricorrendo al Tribunale di Roma, che il primo agosto ha ordinato a Telecom, in via provvisoria, “di riprendere immediatamente l’esecuzione di tutti i contratti in essere con la Telvia S.r.l”.

Il problema, però, è stato solo rimandato. Reuters riferisce infatti:

Secondo quanto si legge in un comunicato dello studio legale Cleary Gottlieb Steen & Hamilton, che assiste Telecom Italia, il Tribunale di Roma ha respinto la richiesta di Telvia di imporre al gruppo guidato da Riccardo Ruggiero il ripristino degli accordi riguardanti la fornitura di banda larga e i servizi di accesso.

Il Tribunale, dunque, ritiene che Telecom abbia rispettato gli obblighi derivanti dal contratto che sarebbero invece stati violati da Telvia e ha cancellato il decreto d’urgenza con cui si obbligava l’incumbent a ripristinare i collegamenti.

La prossima mossa spetterebbe ora a Telvia, poiché la vicenda sembra destinata a proseguire nelle aule del tribunale. Ma sta emergendo, in modo ora sempre più chiaro anche per i non addetti ai lavori, il problema di operatori ed ISP di piccole dimensioni che devono fare i conti con un gigante come Telecom Italia, unico titolare della più importante infrastruttura TLC italiana, ancora oggi in grado di dettare condizioni per la gestione della rete da concedere all’ingrosso alle altre compagnie.

La soluzione a questa annosa questione dovrà essere presa a livello istituzionale: se la rete è in mano ad una sola azienda, questa detta legge sul mercato. E i piccoli sono destinati a soccombere. E’ proprio quello che sta accadendo ora.

 
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Pubblicato da su 23 agosto 2007 in media, news

 

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Autostrade SpA, virtuale con Wind

Oggi un lancio di MF/Dow Jones Newswires tenta di portare una novità nel mercato della telefonia mobile:

Autostrade: entra nelle comunicazioni con Wind (MF)

MILANO (MF-DJ)–Autostrade “e’ pronta ad entrare nel business della telefonia mobile virtuale come gia’ hanno fatto Coop, Carrefour e Poste” tramite un accordo con Wind.

E’ quanto si legge in un articolo di MF, secondo cui per la firma dell’intesa devono solo essere limati gli ultimi dettagli e dopo il closing Autostrade offrira’ servizi di telefonia di seconda e terza generazione, a tariffe convenienti, ai suoi utenti Telepass, in particolare quelli Premium, ossia quelli cui la societa’ autostradale fornisce alcuni servizi aggiuntivi rispetto al semplice pagamento del pedaggio.

Le trattative non si fermano pero’ al settore dei servizi telefonici poiche’, scrive MF, Autostrade “e’ anche tra quelle interessate all’operazione Torri, la joint venture” tra Wind e 3 Italia nella quale confluiranno i ripetitori del segnale telefonico.

All’operazione torri, tra l’altro, sarebbero interessate anche Abertis e DMT (che in Italia già gestisce 1.151 torri). Autostrade, se vi mettesse le proprie mani sopra, potrebbe garantirsi una capacità trasmissiva che la renderebbe un vero e proprio MVNO (operatore virtuale di telefonia mobile).

La prima applicazione che mi viene in mente, per Autostrade visto come operatore di telefonia mobile, potrebbe essere l’integrazione delle funzionalità Telepass nel telefonino. Ma per capire se ci saranno innovazioni, tra i servizi di telefonia di seconda e terza generazione offerti da Autostrade ai clienti Premium, dovremo attendere – molto probabilmente – la fine dell’estate.

 
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Pubblicato da su 10 agosto 2007 in news

 

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Metti giù quel cellulare

Che serva di lezione a quei maleducati che tengono il cellulare acceso (o addirittura ci parlano) durante un concerto, al cinema o a teatro: 

(via Reporter Diffuso)

 
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Pubblicato da su 9 agosto 2007 in Senza categoria

 

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Anche Conad avrà il suo telefonino

Dopo Carrefour e Coop, sta per arrivare l’offerta di rete mobile di un altro marchio cooperativo, quello del Consorzio Nazionale Dettaglianti, per gli amici Conad. Che, da buon concorrente di Coop (che per CoopVoce si è legata in partnership a TIM), ha siglato un accordo con Vodafone.

L’operatore mobile a marchio Conad – come CoopVoce – avrà un proprio brand, “sarà esclusivo titolare del rapporto con i clienti, avrà a disposizione un prefisso dedicato e gestirà tutte le attività commerciali e di customer care”. Sarà inoltre libero di scegliere i servizi, gestendone autonomamente le tariffe, che saranno offerti a partire dal 2008 negli ipermercati E.Leclerc, nei supermercati Conad e nei negozi Margherita.

Speriamo che l’offerta sia più concorrenziale di quelle di CoopVoce (Coop) e UNOMobile (Carrefour). Altrimenti queste new-entry nella telefonia mobile saranno solo di facciata.

 
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Pubblicato da su 5 agosto 2007 in news

 

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Antitrust, multa a Telecom e Wind

L’Antitrust oggi annuncia:


TLC: DA ANTITRUST MULTA DI 20 MLN A TELECOM ITALIA E DI 2 MLN A WIND PER ABUSI DI POSIZIONE DOMINANTE NEI MERCATI DELLE CHIAMATE FISSO-MOBILE

A Telecom Italia maggiorazione dell’importo base per ‘recidiva’. Ritenuta inesistente posizione di dominanza collettiva

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 3 agosto 2007, ha deciso di comminare una multa di 20 milioni a Telecom Italia (ex Tim) e di 2 milioni a Wind per due distinti abusi di posizione dominante nei rispettivi mercati all’ingrosso dei servizi di terminazione sulle proprie reti, in violazione dell’art. 82 del Trattato CE.

Telecom Italia e Wind Telecomunicazioni dovranno immediatamente porre termine alle condotte accertate comunicando entro 90 giorni all’Autorità le misure adottate per la cessazione dell’infrazione.

Secondo l’Autorità non sussistono invece elementi sufficienti a provare una posizione dominante collettiva degli operatori mobili nel mercato all’ingrosso dei servizi di accesso alle infrastrutture di rete mobile, come ipotizzato invece nell’avvio di istruttoria.

L’Antitrust ha inoltre registrato positive evoluzioni pro-concorrenziali nel mercato all’ingrosso dei servizi di accesso realizzatasi recentemente con l’ingresso nel nostro Paese degli operatori mobili virtuali.

Nel merito dell’infrazione accertata a carico di Telecom Italia e Wind, a parere dell’Autorità le due aziende hanno realizzato pratiche discriminatorie nei confronti dei loro concorrenti, applicando alle proprie divisioni commerciali condizioni tecniche e/o economiche per la terminazione delle chiamate fisso-mobile sulle proprie reti più favorevoli rispetto a quelle offerte agli altri operatori.

Le condotte discriminatorie, poste in essere dai due gestori mobili, titolari anche di licenza per fornire servizi di telefonia su rete fissa, erano volte a escludere i concorrenti sia dai mercati all’ingrosso dei servizi di terminazione, sia dal connesso mercato al dettaglio dei servizi di fonia F-M per la clientela business.

La gravità degli abusi risulta confermata dal loro impatto concreto sui mercati interessati: ostacolando, infatti, la rivendita di terminazione a livello wholesale, Tim e Wind hanno eliminato qualsiasi forma alternativa di approvvigionamento di terminazione all’ingrosso per i propri concorrenti ed hanno così impedito agli operatori alternativi di formulare offerte retail F-M alla clientela aziendale in concorrenza con le proprie.

Si tratta di infrazioni gravi anche in considerazione della significativa durata, che si protrae sino ad oggi dal 1999, per TIM, e dal 2001, per WIND.

Secondo l’Autorità le condotte abusive di Telecom appaiono più gravi di quelle di Wind in quanto poste in essere da un operatore dominante, a livello di gruppo, non solo nel mercato a monte dell’offerta di servizi di terminazione sulla propria rete, ma anche nel mercato a valle dell’offerta di servizi fisso-mobile all’utenza aziendale: Telecom ha sfruttato questa sua peculiare caratteristica per preservare e rafforzare la propria posizione di dominanza. Nel determinare la sanzione l’Autorità ha dunque tenuto conto delle diverse caratteristiche degli operatori che hanno posto in essere gli abusi, ed in particolare la specifica preminenza del gruppo Telecom in tutti i mercati italiani delle comunicazioni, tra cui il mercato dei servizi di fonia aziendale F-M rispetto alla posizione invece detenuta da Wind che, pur essendo il secondo operatore nel mercato, detiene una quota di gran lunga inferiore a quella del gruppo Telecom.

La sanzione comminata a Telecom è stata inoltre maggiorata in quanto la società è già stata destinataria di più provvedimenti accertativi di posizione dominante.

In parole povere, l’Authority ritiene che Telecom e Wind non si siano tanto impegnate ad impedire ad altre aziende di entrare nel mercato della telefonia mobile ponendo condizioni sfavorevoli all’introduzione di nuovi MNVO (operatori mobili virtuali), quanto a mettere i bastoni tra le ruote degli operatori interessati a formulare offerte convergenti fisso-mobili.

Anche Vodafone, come noto, era tra le aziende sotto inchiesta, ma si è salvata pochi mesi fa, grazie alle partnership stipulate con BT, con Carrefour, e con Poste Italiane.

L’ammontare della multa sembra elevato, soprattutto se rapportato alle multine legate ai provvedimenti per pubblicità ingennevole, ma i 20 milioni comminati a Telecom – considerate le dimensioni dell’azienda – non sembrano un colpo inferto con molta forza.

Il procedimento dell’Antitrust è durato oltre due anni. Il risultato è questo provvedimento, che consta di 142 pagine. Buona lettura a tutti gli interessati.

Qui la posizione dell’AIIP (Associazione Italiana Internet Provider) in merito al provvedimento (grassetti aggiunti dal sottoscritto), in cui si evidenzia che l’Antitrust smentisce se stessa:

“La sentenza dell’Antitrust italiana che ha condannato TIM e Wind per abuso di posizione dominante, pur se “disinnescata” negli aspetti piú gravi, è inequivocabile. Le condotte abusive perpetrate negli anni dagli operatori mobili, hanno fortemente ostacolato la concorrenza, danneggiando tutti gli operatori della telefonia fissa e, soprattutto, i consumatori italiani che sono stati costretti a pagare tariffe salate per terminare le chiamate sui cellulari.

Stupisce però che l’Autorità, a fronte della chiarezza con cui ha accertato gli abusi, abbia poi scelto di comminare una sanzione ridicola per sovraprofitti nell’ordine del miliardo di euro all’anno. E’ di tutta evidenza infatti, che il comportamento di TIM e Wind –  cosi  come di Vodafone, abbia chiuso la porta a chiunque volesse competere nel mercato della terminazione di chiamate verso telefoni mobili, facendo lievitare ingiustamente i margini e i sovrapprofitti da terminazione che avvantaggiano gli operatori mobili.

E’ ovvio che sanzioni così blande (20milioni per TIM e 2milioni per Wind) non riusciranno in nessun modo a sanare gli abusi che riguardano il passato, né tanto meno riusciranno a prevenire il reiterarsi di queste condotte sul mercato. Multe pari  all’equivalente di 10 giorni di sovrapprofitti a fronte di anni di abusi più che una sanzione rappresentano un incentivo a reiterare l’illecito.

Infine l’Autoritá Antitrust italiana, smentendo sé stessa sulle risultanze dell’indagine istruttoria da cui scaturiva inequivocabile l’esistenza di un cartello di fatto volto ad impedire l’accesso al mercato di operatori virtuali, oggi dichiara che non sussistono prove in tal senso, “salvando” gli operatori mobili da obblighi riparatori ben piú pesanti.

Anche in virtú di ció ancora oggi non esiste un listino all’ingrosso che permetta a qualunque operatore di rete fissa di replicare le offerte convergenti fisso-mobili che gli operatori cellulari stanno lanciando. Anzi, è stata lasciata a questi ultimi facoltà di decidere quali operatori fissi potranno formulare queste offerte, e quali no, sancendo così il principio che “tutti gli operatori sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”. E chi fa da arbitro sono gli operatori mobili, giusto appunto gli operatori appena trovati colpevoli di abuso di posizione dominante.

Si sta lasciando il futuro della convergenza fisso mobile in mano a dei monopolisti?

AIIP impugnerá questa sentenza presso il TAR e, se necessario, presso l’Autoritá Antitrust europea dove – lá sí – le multe inflitte sono proporzionali al vantaggio economico conseguito tramite condotte abusive. É ora di applicare anche in Italia le regole basilari del mercato, oppure si scelga di ristabilire un monopolio ufficiale togliendo alle imprese l’illusione di regole certe per competere.

 
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Pubblicato da su 3 agosto 2007 in news

 

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Convergenza fisso-mobile, i punti da chiarire

Prima delle ferie d’agosto, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha fatto un passo avanti sul fronte della telefonia fisso-mobile, approvando un provvedimento regolatorio per le offerte “convergenti” commercializzate dalle compagnie telefoniche.

Il tema è alquanto tormentato: riguarda, essenzialmente, la proponibilità di due offerte simili per gli effetti percepiti dagli utenti che vi aderiscono, ma differenti per quanto riguarda le tecnologie utilizzate.

La prima è di Telecom Italia e si chiama Unica: si basa sulla tecnologia UMA, che consente l’utilizzo di un telefonino dual-mode (che supporta connettività GSM e WiFi) che a casa, nell’ambito della copertura di un access point, riceve telefonate via VoIP grazie ad una connessione broad band, mentre fuori casa si mantiene collegato attraverso la rete TIM. La tecnologia utilizzata consente all’utente di proseguire su rete mobile una conversazione iniziata sotto copertura WiFi e viceversa.

La seconda è di Vodafone e si chiama Numero Fisso: si basa sul presupposto che ad un utenza di telefonia mobile sia abbinato, in aggiunta, un numero geografico residenziale. In pratica, l’utente può ricevere sul telefonino sia le chiamate effettuate verso il suo numero di cellulare, sia quelle destinate al suo numero di casa.

Le tecnologie, come detto sopra, sono diverse, ma in etrambi i casi l’utente che si avvale di una di queste offerte può così essere reperibile al proprio telefonino ovunque si trovi e non necessita più di un telefono fisso. Dopo un tormentato periodo in cui Telecom e Vodafone hanno lanciato le due offerte, poi stoppate, rilanciate in via sperimentale e poi di nuovo sospese, L’Authority TLC ha appunto dato il suo ok con un regolamento che disciplina queste soluzioni e in cui sono dettagliate “le necessarie misure a tutela dell’utenza, in particolare l’obbligo di completa informazione sui prezzi applicati”.

In tema di tariffe, infatti, è necessario che gli utenti (chi chiama, ma anche chi riceve) siano ben consapevoli dei costi che andranno a sostenere e le compagnie telefoniche devono definirli con chiarezza e descriverli in modo trasparente.

L’offerta Unica, così come viene descritta sul sito TIM, prevede un canone mensile di 15 euro, che va ad aggiungersi ai costi previsti per il canone della linea Telecom Italia, di Alice Voce e all’abbonamento TIM consumer. Ovviamente è necessario avere un telefonino che supporti la tecnologia UMA e un apparato WiFi: per questo TIM offre, al prezzo di 369 euro, un Samsung SGH-P200 in una confezione che include anche un modem ADSL 2+ WiFi.

Vodafone Numero Fisso si fonda invece sul presupposto che l’utente abbia sottoscritto l’opzione Vodafone Casa, la cui attivazione costa 8 euro e che – a fronte di un canone mensile di 9,99 euro – offre l’opportunità di telefonare a 0 centesimi al minuto verso i numeri di rete fissa, fino ad un massimo di 1.500 minuti al mese. Su ogni chiamata viene comunque addebitato uno scatto alla risposta di 15 centesimi. Secondo quanto previsto lo scorso ottobre al momento del pre-lancio (ma le condizioni ora potrebbero essere differenti), l’offerta Numero Fisso prevedeva che l’utente non sostenesse costi sulle telefonate ricevute all’interno della propria “area domestica” (ossia la copertura offerta dalla cella in cui si trova la residenza dell’utente), mentre sulle chiamate ricevute fuori dall’ambito domestico c’era uno scatto alla risposta di 15 centesimi più 10 centesimi al minuto.

La regolamentazione dell’Authority TLC dovrà dare a tutti gli utenti la garanzia della trasparenza tariffaria: fino ad oggi, chi chiamava un numero fisso aveva la certezza di pagare una tariffa chiara e definita. Ora, chi chiamerà un utente di Unica o di Numero Fisso dovrà essere messo in grado di sapere esattamente quanto paga, soprattutto quando chi gli risponde non si trova a casa propria.

Non è un problema banale: io sono un utente di telefonia fissa tradizionale e a casa mia ho un telefono cordless. Quando sono in giardino e qualcuno mi telefona, sono reperibile perché rispondo dal cordless e chi mi chiama paga la tariffa di una normalissima telefonata verso un numero fisso. Quando sono fuori casa ovviamente non rispondo al telefono.

Poniamo invece il caso che io abbia il telefonino Unico (dell’offerta Unica di TIM – Telecom Italia): se vado in giardino ed esco dalla copertura WiFi, chi mi chiama – credendo di chiamarmi a casa – quanto paga? Se invece aderissi all’opzione Vodafone Numero Fisso, probabilmente questo tipo di problema non si porrebbe (la cella a cui appartiene la mia abitazione ha una copertura più ampia di quella di un access point): ma se una persona mi chiama al mio numero fisso e io mi trovo a 200 km di distanza da casa, quella telefonata quanto costa (a me e a chi mi chiama)?

Sono queste le domande a cui le compagnie telefoniche dovranno dare una risposta chiara e trasparente, perché gli utenti non dovranno avere alcun dubbio sui costi, una volta che le due offerte saranno regolarmente commercializzate.

 
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Pubblicato da su 2 agosto 2007 in media, news

 

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Telvia può rialzare la testa

Stefano Quintarelli segnala che il Tribunale di Bologna Roma ordina in via provvisoria alla Telecom Italia S.p.A. di riprendere immediatamente l’esecuzione di tutti i contratti in essere con la Telvia S.r.l.

Con Elitel, il Tribunale di Milano aveva invece rigettato il reclamo sporto contro Telecom. I giudici emiliani hanno evidentemente ravvisato una situazione diversa per quanto riguarda Telvia.

 
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Pubblicato da su 1 agosto 2007 in news

 

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Effetto domino sull’ADSL italiana

Il problema delle TLC italiane si allarga, assumendo proporzioni sempre più drammaticamente ampie. Le voci in circolazione in questo momento sono davvero poco confortanti. Tra la crisi Elitel e l’annunciata disattivazione dei servizi di Vira, si inserisce una terza azienda in sofferenza: Telvia (che nulla a che vedere con quella Telvia srl che è stata costituita alcuni mesi fa per acquisire, con Vive La Vie, proprio il controllo di Elitel).

In meno di un mese sono tre gli ISP che cadono sotto il peso dei debiti accumulati nei confronti del principale fornitore di connettività, che nel liberalizzato (di nome) mercato delle TLC italiane è il monopolista (di fatto, in quanto operatore dominante riconosciuto dall’Agcom) Telecom Italia. Ecco perché non sbagliereste comunque, se la vista vi dovesse ingannare e se il titolo di questo post vi apparisse come “Effetto dominio sull’ADSL italiana”.

La prima avvisaglia di cui ho notizia è una segnalazione pervenuta a Punto Informatico da parte di un lettore che ha scritto nel forum di PI Telefonia:

Sono un Cliente Telvia SPA, da ieri, 30/07/2007, la telecom mi ha tagliato la linea adsl, l’ho saputo dopo aver contattato il call center Telvia, che ha ammesso che la telecom lo sta facendo arbitrariamente, per ora solo sul territorio romano, da dove provengo io.

A questa segnalazione sono seguite altre mail e telefonate, che confermano la situazione e la gravità delle condizioni in cui versa il mercato. Si va verso lo stallo? L’Authority TLC prenderà altre decisioni come quella relativa alla vicenda Elitel?

UPDATE: Noto che le voci sono giunte anche alle orecchie di Stefano Quintarelli.

 
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Pubblicato da su 31 luglio 2007 in news

 

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ADSL a rischio: tocca a Vira?

L’estate 2007 sembra caratterizzata da una serie di emergenze e allarmi, tutti molto seri. Dopo il caldo, la siccità e gli incendi, scongiurato (almeno sembra) il rischio black-out, sembra invece ormai certo l’arrivo di un’emergenza connettività.

Siamo nel pieno della crisi che ha colpito Elitel (l’operatore messo in ginocchio da oltre 100 milioni di debiti maturati verso Telecom Italia, che da quasi un mese gli ha tagliato le linee) e all’orizzonte si profila la caduta di altri operatori alternativi. A lanciare l’allarme ora è Intratec, che ha spedito ai propri clienti, utenti dei servizi Vira, questa comunicazione che suona quasi come un testamento spirituale:

Gentile Cliente,                  

come avra’ avuto modo di leggere dai pochi organi di stampa che hanno riportato le notizie di cessazioni di servizi  unilaterali gia’ “inflitti”  a Societa’ concorrenti a Telecom Italia , constatiamo che è in atto da parte della stessa societa’ una politica  di “riappropriazione” della Clientela tale da portare ad una sempre piu’ difficile sopravvivenza degli Operatori Alternativi che, come Intratec, hanno sempre creduto nella qualita’  dei servizi e nella professionalita’. Telecom Italia sta utilizzando diversi strumenti di pressione derivanti dalla sua posizione dominante, non ultimi quelli delle pressioni finanziarie per annullare, di fatto, la concorrenza che si è creata in questi anni passando per l’oramai famosa “tassa” sulle linee solo dati che si prevede debba essere addebitata in maniera retroattiva sin dal febbraio 2006 sino ad arrivare ai sistematici  guasti e disservizi  che fanno disperare i Clienti e i tecnici della nostra azienda. Cio’ sta comportando  una sempre maggiore attivita’ di “ostacolo” alle attivita’ dei concorrenti e di polverizzazione dei gia’ esigui margini, con azioni quali, la cessazione della fornitura di servizi ai Clienti Wholesale e la conseguente privazione di connettivita’ agli utenti finali.

Purtroppo, nonostante i ripetuti sforzi da parte di Intratec S.p.A. per scongiurare  tale malaugurata ipotesi, Telecom Italia ha notificato in data odierna alla societa’ scrivente l’intenzione di procedere all’interruzione unilaterale dei servizi Wholesale a far data dal 2 Agosto 2007, con un margine di preavviso pressoché inesistente, creando un danno irreversibile ad Intratec spa.

La nostra azienda si opporra’ con ogni mezzo a questa palese violazione delle normative nazionali ed internazionali a tutela in primis della propria clientela, ma tuttavia ci corre l’obbligo di avvisare la stessa del possibile distacco dei servizi di connettivita’ forniti dalla scrivente Societa’, onde permettere al Cliente stesso di trovare, se lo desidera, una soluzione equivalente.

Siamo spiacenti per le conseguenze di questo disservizio derivante da forza maggiore ed  imputabile esclusivamente alla volonta’ di Telecom Italia e vogliamo sottolineare che questa comunicazione viene effettuata al fine di garantire i livelli di servizio sempre rispettati da Intratec ed al fine di rendere minimi i disagi inevitabilmente occorsi.

Desideriamo altresi’  rendere noto che l’eventuale sospensione o annullamento del servizio adsl non interferisce con il regolare funzionamento del servizio Voce Voip che potra’ essere usufruito a prescindere dall’operatore scelto per la connessione adsl.

Con viva cordialita’

Intratec Spa

Il blog di Mario e quello di Stefano Quintarelli  sono stati probabilmente i primi a segnalare questa nuova emergenza. E come scrive oggi PI Telefonia in un articolo dedicato al problema, non ci si può non chiedere come possa accadere che in un mercato così decisivo per lo sviluppo del Paese, quello della banda larga, nel giro di poche settimane molte migliaia di utenti di ben due diversi operatori, privati e aziendali, si trovino improvvisamente, praticamente da un giorno all’altro, dinanzi alla disconnessione da un servizio che il ministro delle TLC Paolo Gentiloni solo pochi mesi fa ha insistito a descrivere come servizio universale, ossia come diritto di ogni cittadino.

Ovviamente la soluzione non consiste nel lasciare che gli operatori alternativi accumulino milioni di debiti verso il proprietario della rete. Evidentemente la questione deve essere affrontata a monte, ad esempio con operatori assoggettati a condizioni paritetiche e una rete d’accesso indipendente e slegata dagli interessi di un solo operatore monopolista.

 
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Pubblicato da su 30 luglio 2007 in news

 

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Il giallo sul successo dell’iPhone

Dopo il giallo sul sito iPhone.com, ecco un altro appassionante enigma per l’estate: quanti iPhone ci sono in giro?

AT&T e Apple diffondono cifre discordanti: la telco – per bocca del portavoce Mark Siegel – dichiara di averne attivati 146mila, mentre da Cupertino dichiarano 270mila apparecchi venduti nello stesso periodo, ossia le prime 30 ore di commercializzazione.

Ma non erano 500mila???

 
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Pubblicato da su 27 luglio 2007 in Mondo, news

 

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