Direi che il nuovo spot Vodafone che vede Francesco Totti vincitore del premio “miglior scarpetta nel sugo” trasforma er Pupone in er Pucione.
La Direttiva TV senza frontiere
Eugenio Prosperetti… pardon, l’Avvocato Prosperetti, scrive cose molto interessanti sul suo blog. Oggi segnala:
sapete che c’e’ in giro il testo, emendato e consolidato, della nuova Direttiva TV senza frontiere?
Come ho gia’ avuto occasione di dire si chiama ora Audiovisual Media Services Directive.
Alcuni tratti essenziali (buoni!):
- il fornitore di contenuti on demand si chiama media services provider e ne ha la responsabilia’ editoriale
- il fornitore di contenuti lineari (e near-Video On Demand) e’ invece il broadcaster e, anch’esso, ha responsabilita’ editoriale
- chi svolge attivita’ di mero trasporto di contenuti (ad esempio un ISP) NON HA RESPONSABILITA’ EDITORIALE (da qui discende che una rete disaggregata e neutrale e normativamente possibile!)
- le quote di riserva per le opere europee valgono solo per i broadcaster, l’on-demand ne e’ esente
- la normativa su pubblicita’ e sponsorizzazioni vale invece per tutti
La rilancio qui giusto per favorire la discussione sul suo blog, dato che ritengo il tema molto d’attualità.
Microsoft + Yahoo = AntiGoogle?
Si rincorrono, in rete e nei mercati finanziari, le indiscrezioni circa le trattative in corso tra Microsoft e Yahoo, per una fusione delle proprie attività sul web per contrastare la leadership di Google.
Come segnalato da Punto Informatico, “i vantaggi reciproci di un’intesa di questo tipo sono però evidenti: insieme le due aziende che oggi competono con Google potrebbero riuscire a catalizzare maggiormente l’interesse degli inserzionisti, dando vita ad un gigante web capace quantomeno di rivaleggiare con BigG. Anche sotto il profilo tecnologico, le due società potrebbero tirar fuori molto da un’intesa”.
Lo stesso Wall Street Journal, però, dopo aver dato l’annuncio della trattativa in corso tra le due aziende, butta acqua sul fuoco recentemente acceso e dice che i colloqui sono in fase di stallo. Da molto tempo.
Sono comunque molti gli addetti ai lavori che riterrebbero più proficua una partnership, invece di una fusione. E probabilmente è così: analizzando i numeri sulle ricerche effettuate su Internet in USA, Google ha una quota di mercato del 48%, mentre MSN e Yahoo insieme arriverebbero al 38%, evidenzia Bloomberg.com su dati ComScore. E a livello internazionale, il gap è ancor più evidente: Google ha il 66%, Microsoft + Yahoo arrivano al 27%. Il guanto di sfida lanciato a Google da una company unica (risultato di una fusione) rischierebbe di non essere temibile, per cui sarebbe forse meglio studiare soluzioni differenti, dotate di un valore aggiunto, basate su un’intesa strategica.
Al momento, dunque, i rumors sono serviti solo – come spesso accade in casi come questo – a movimentare i mercati finanziari.
Net neutrality premiata ai Webby Awards
SaveTheInternet si è aggiudicata quest’anno due Webby Awards. L’organizzazione – impegnata a diffondere nel mondo la cultura della neutralità della rete – verrà infatti insignita, il 5 giugno a New York, di due riconoscimenti nell’ambito della categoria People’s voice: “Best Activism Web site” e “Best Public Service Video” (qui il video premiato).
Il fatto assume rilevanza perché la popolarità raggiunta da iniziative come SaveTheInternet, non più conosciute e partecipate solo dagli addetti ai lavori, fa ben sperare sulla possibilità che la neutralità della rete sia un concetto sempre più conosciuto, diffuso e condiviso.
Come ha evidenziato ieri Luca Annunziata su Punto Informatico, tra i premiati del 2007 troviamo il duca bianco David Bowie:
il cantante è il manifesto vivente ormai da molti anni di una visione pionieristica della rete e delle sue potenzialità, portando a termine un gran numero di imprese giudicate molto innovative. Con BowieNet del 1998, Bowie realizzò un provider che offriva contenuti sociali e user generated content, anni prima dell’avvento del web 2.0. BowieRadio, tra i primi esempi di Internet Broadcasting, è stata una delle prime iniziative capaci di scavalcare i limiti della vecchia distribuzione musicale. Il cantante britannico è stato anche mecenate di giovani artisti grazie a BowieArt, nonché paladino dell’abolizione del copyright con dichiarazioni scottanti nelle sue interviste (celebre la sentenza di morte per il diritto di autore) e brani offerti ratuitamente ai fan che avevano acquistato la sua ultima fatica discografica.
WebProNews, nel dare la notizia, sottolinea un fatto curioso: tra gli sponsor dei Webby Awards figura anche Verizon Communications, una telco lungi dall’essere favorevole alla net neutrality.
Consultazione Agcom sulla separazione della rete
l’Italia si conferma uno dei paesi più avanzati in Europa nella definizione di regole che favoriscano al tempo stesso la concorrenza e gli investimenti.
E’ parola di Corrado Calabrò, presidente dell’Authority per le Garanzia nelle Comunicazioni (l’Agcom). La frase, che alle mie orecchie suona un tantino roboante e sproporzionata , è stata pronunciata oggi al termine del Consiglio, alla presentazione del documento di consultazione pubblica sulla separazione funzionale della rete Telecom. Sorprendentemente, il documento non trascura di descrivere – seppur brevemente – i vantaggi comportati da un’eventuale separazione societaria.
Che l’Agcom stia pensando davvero a dare il proprio contributo per gettare le basi di One Network? Al momento sono solo parole, ma l’importante è che:
- tutti i soggetti potenzialmente interessati partecipino attivamente e fattivamente alla consultazione pubblica;
- l’Agcom dia loro ascolto.
Affatto apocalittico
Più di un mese fa avevo fatto cenno al ritorno di Gianfranco Funari su RaiUno in uno show del sabato sera “made by Ballandi”. E così è stato: come segnala Aghost in una sintetica ma centrata critica, si tratta di uno show che snatura la figura del personaggio: chi si aspettava un Funari irriverente, graffiante e aggressivo è rimasto deluso.
In Apocalypse Show c’è il Funari di Diego Cugia: suoi sono infatti i testi della trasmissione, compresi i monologhi che Funari legge (non recita, legge proprio) dal suo “trono” in modo poco personale. I monologhi migliori, Funari li faceva nelle sue trasmissioni, magari camminando per lo studio, prendendo sottobraccio un interlocutore che gli faceva da spalla e enfatizzava certi concetti.
Ora, Funari non può certo passeggiare per lo studio (sabato era anche reduce da una caduta), però su Apocalypse Show pesa molto il fatto che ciò che dice non è ciò che potrebbe esprimere, perché imbrigliato in una struttura che non è a sua misura: e ne escono dei monologhi-predica, in stile Celentano, che annoiano e non emozionano, pur avendo dei contenuti interessanti.
E poi, con tutte le belle ragazze (tra soubrette-vallette-veline-eccetera) che abbiamo in Italia, che bisogno c’era di inserire nel cast anche Esther Ortega e Oksana Andersson?
Bancomat clonati, Italians do it better
La pratica di clonare i Bancomat è giunta oltreoceano: come segnala Stefano su conneXioni, il Washington Post mette in guardia i correntisti, raccomandando attenzione agli sportelli automatici di aspetto insolito.
Nell’immagine viene mostrato un bancomat con un’enorme scatola contenente una telecamera wireless: niente a che vedere con le sofisticate tecnologie utilizzate dai criminali che operano in Italia.
Finalmente qualcosa in cui l’Europa è più avanti!
Telecom è di Telco
Raggiunto l’accordo tra Mediobanca, Intesa Sanpaolo, Generali, Benetton e Telefonica: Olimpia, la holding che detiene il controllo di Telecom Italia, sarà acquisita per 4,1 miliardi di euro dalla cordata italo-spagnola rappresentata da Telco, una newco “destinata ad incorporare Olimpia SpA, la quale, dopo l’operazione, possiederà circa il 23,6% del capitale votante di Telecom Italia, il 18% del quale acquisito tramite Olimpia e il 5,6% apportato da Generali e Mediobanca”. Telecom sarà dunque prevalentemente italiana, ma avrà – si può dire, visto che l’hanno notato tutti – un marcato accento spagnolo.
Le agenzie di stampa riferiscono che in occasione del successivo aumento di capitale, Intesa Sanpaolo, “con il ragionevole gradimento degli altri soci Telco [potrà] indicare nuovi primari investitori finanziari italiani, i quali potranno aggiungersi alla compagine di Telco sottoscrivendo per cassa nuove azioni, con quote singolarmente comprese tra il 2% e il 5%. I soci potranno nel tempo effettuare ulteriori apporti di azioni Telecom entro il limite complessivo del 30% del capitale ordinario della stessa Telecom, tenuto conto anche delle azioni Telecom eventualmente possedute direttamente dai soci di Telco”.
“Si chiude così una delicata fase d’incertezza e mi auguro che ci siano le condizioni per affrontare le due sfide della gestione della rete e della certezza degli investimenti, da cui dipende il futuro di un’azienda così strategica per il Paese e per i consumatori” ha dichiarato il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni. Ma la “fase di incertezza” sarà davvero finita? Vedremo.
Inevitabili alcune condivisibili considerazioni. Queste sono quelle, di carattere finanziario, formulate da Stefano Quintarelli:
La partecipazione di Telefonica e’ valutata 2314 milioni per il 42,3% di
Telco.La capitalizzazione di Telco e’ 2314/0,423=5.470
Ci sara’ un aumento di capitale di 900 per cui la capitalizzazione di Telco
sara’ 6370.Se fosse sottoscritto tutto da Telefonica, andrebbe a 2314+900=3214
3214/6370= 50,45% ovvero il controllo.
Excelente trabajo, control de Telecom Italia (30.000 millones) con
solamente 3214 Millones.Felicitaciones!
Le riflessioni di Francesco Carlà suggeriscono ulteriori prospettive:
Hanno vinto Prodi e Berlusconi, che probabilmente entrerà nel pool in un secondo tempo con apposito aumento di capitale insieme a Colaninno che è già del ramo, ha vinto l’asse con Zapatero che ha avuto già una prova generale nell’operazione Enel per Endesa, Tronchetti ha salvato il grosso ed esce senza altri danni da una vicenda che poteva costargli davvero tanto, ha perso il partito degli americani, ma anche quello degli estremisti alla Grillo e anche un po’ alla Di Pietro che volevano lo scontro durissimo con Pirelli e l’emarginazione di Berlusconi. Hanno perso anche i piccoli azionisti che speravano di vendere le proprie azioni al miglior offerente.
Blog-backgiving
Allarme rientrato sul blog Comunicati Stampa, restituito al suo legittimo titolare dopo ore di disperazione in seguito allo scippo di qualche giorno fa.
Tutto è bene quel che finisce bene, ma il campanello d’allarme (sui blog affidati alle piattaforme gratuite e senza garanzia) ormai è suonato.
Blog-snatching
Quello che è accaduto al blog Comunicati Stampa di Fabrizio Pivari è alquanto sconcertante. Dopo la procedura di migrazione forzata (nel senso che l’accesso alla gestione del blog era subordinato al porting verso la nuova piattaforma di Blogger) il blog gli è stato tempestivamente scippato. Lo scippatore ora ha rimesso online il blog, completamente piallato dei suoi contenuti.
Posso trovarmi d’accordo con tutti coloro che osservano che sarebbe stato meglio affidarsi ad una soluzione gestita in proprio, ma trovo condivisibili anche le considerazioni espresse da Fabrizio Pivari e mi auguro sia possibile trovare una soluzione al problema. Penso che sia anche interesse di Blogger tutelare la propria reputazione, anche se si parla di un servizio sul quale non viene riconosciuta alcuna garanzia.
Pur di parlare di bullismo (2)
“Gli assassini di massa di domani sono i bambini di oggi programmati con una massiccia overdose di violenza”. E’ un’affermazione che lo psicologo Phil McGraw ha pronunciato durante l’ultima puntata del Larry King Live (CNN), riferendosi al massacro nel campus del Virginia Tech. All’indice, ancora una volta, la diffusione di contenuti violenti in media e videogame.
La polemica, come spesso accade in questi casi, si è allargata a macchia d’olio, sia in senso geografico che concettuale. Stamattina, in una trasmissione radiofonica, ho sentito l’opinione di un altro illustre esperto, che diceva che “simili episodi hanno uno stretto legame con quelli di bullismo scolastico e giovanile”.
Sulle prime sono rimasto perplesso, ma ho ricondotto l’affermazione alle notizie sentite nei giorni scorsi, che riferivano che Cho Seung-Hui, da studente, era stato frequentemente vittima di abusi e bullismo. Invece no: il professorone, di cui purtroppo ho perso il nome, stava paragonando l’autore della strage ad uno dei tanti bulli all’italiana che si divertono a filmarsi mentre fanno qualche idiozia. Infatti subito dopo ha sputato una frase che mi ha fatto sbarrare le orecchie: “Questo Cho, evidentemente è entrato anche lui nel tunnel della dipendenza di questi media digitali che favoriscono e alimentano la voglia di compiere prepotenze, soverchierie, si filmano e passano il limite”.
Ma questo cos’ha capito? E che tipo di messaggio trasmette? Il realtà il giovane era una persona con problemi molto seri. Non vanno fraintese le immagini che ha trasmesso alla NBC durante l’eccidio: prima di essere ricoverato in una clinica psichiatrica, numerosi campanelli d’allarme erano suonati su Cho Seung-Hui, che in seguito ad alcuni episodi di molestie, era stato descritto in un profilo come “un pericolo imminente per sè stesso come risultato di un disturbo mentale… è talmente affetto da disturbi mentali da essere sostanzialmente incapace di prendersi cura di sè stesso, incapace di sottoporsi a un trattamento o senza alcuna volontà di farlo”.
Le radici del suo male affondavano in un terreno ben più profondo, non è possibile liquidare questa storia con banali pregiudizi sui media. c’è già abbastanza gente che prende lucciole per lanterne.
Back to blog
Rieccomi, sono tornato. Ho trascorso una settimana quasi completamente offline e ho come la sensazione di essermi perso qualcosa. Saranno le migliaia di post che hanno intasato il mio aggregatore?
Ringrazio tutti coloro che mi hanno scritto, intasando (simpaticamente 😉 ) la mia mailbox durante l’assenza. Quando non è spam fa sempre piacere! 😀
All’ombra della grande torre

L’assemblea degli azionisti di Telecom Italia ha avuto inizio stamattina. Un evento senza precedenti, per l’azienda. Moltissimi, si sa, gli azionisti presenti e/o rappresentati (a questo indirizzo – via Quinta’ s weblog – c’è l’elenco dei partecipanti all’assemblea con capitale rappresentato). Tra gli assenti, inaspettatamente, Marco Tronchetti Provera.
Stefano Quintarelli ha compilato un’efficace blog-cronaca di quanto è avvenuto – e sta accadendo ora – a Rozzano. Direi che fra gli interventi, tutti degni di nota, si sono distinti quelli dei molti azionisti che si sono espressi criticamente sulla gestione dell’azienda e di certe operazioni-chiave. Come mi aspettavo, hanno colpito di più:
- Beppe Grillo con un intervento plateale, che accusa i dirigenti di aver spogliato e indebitato l’azienda e li invita a dimettersi (video) (mp3) (testo) – qui sotto il video con una sintesi, pubblicato dallo stesso Grillo
- Stefano Quintarelli con un intervento preciso ed analitico (doc)
- Sergio Cusani con una performance degna di una società di revisione (UPDATE: sempre via Stefano Quintarelli, ecco i link alle domande e alle proposte formulate in assemblea)
- AT&T, il cui ritiro dal novero dei pretendenti – annunciato alle 19 circa – ha incassato l’applauso di una parte della platea.
AT&T dunque si è chiamata fuori dalla partita. Invece – riferisce l’agenzia Asca – América Mòvil resta in corsa. Con una nota, la società messicana rende noto che, nonostante il ritiro di AT&T dalla partita-Olimpia, América Mòvil (nel cui capitale sociale AT&T ha una quota dell’8%, aggiungo io) ”continuerà in cooperazione con Telmex a considerare le diverse alternative per un potenziale investimento in Olimpia”.
Una nota: Carlo Buora, apparentemente impassibile durante l’intervento di Beppe Grillo (almeno, nei momenti in cui veniva inquadrato), intorno alle 22 ha dichiarato che il comico genovese dovrà assumersi, “ad ogni effetto di legge”, la responsabilità delle affermazioni di oggi. Che alludesse al riferimento a “Riccardo Ruggiero, che – combinazione – è fermo, non è a 312 all’ora sulla sua Porsche”?
A questo indirizzo l’articolo dedicato da Punto Informatico – PI Telefonia.
Word va in crash? E’ normale.
Il fatto che Word 2007 vada in crash per via di alcune vulnerabilità di sicurezza non è un problema, ma una feature dell’applicazione. Non è una mia battuta, l’ha detto Microsoft.
In seguito alle segnalazioni inoltrate dal ricercatore israeliano Mati Aharoni di Offensive Security, Microsoft – per bocca di un proprio portavoce – ha ribattuto che niente di quanto segnalato prova l’esistenza di vulnerabilità critiche di Word. Si tratta, piuttosto, di una caratteristica da apprezzare – dicono da Redmond – perché consente di salvare il lavoro svolto fino al momento del crash. “Ad ogni modo non è un gran problema” dice il portavoce, rassicurante.
Per cui, tutti gli sviluppatori di software hanno da oggi un’ancora di salvezza: se una loro applicazione va in crash, possono sempre dire “ma certo, l’ho fatto apposta, che vi aspettavate?”.
Liberamente ispirato
Lo spot dell’Audi S3 mi ricordava qualcosa, ma non ricordavo cosa. Ora è tutto chiaro.
Questo è lo spot:
E questo è quello che ricordavo:
(via Spotanatomy)