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L’Italia fa la convergenza?

Settimana densa di novità, nel panorama della telefonia italiana: innanzitutto per il debutto di due nuovi operatori mobili virtuali che, almeno sulla carta, dovrebbero essere forieri di una ventata d’aria fresca nel mercato, ma che – al momento – hanno presentato un’offerta non particolarmente innovativa. Bisogna però dare tempo al tempo e attendere – dopo un periodo di rodaggio – gli effetti del loro ingresso sulla scena, magari con l’introduzione di soluzioni commerciali “di rottura”.

In secondo luogo c’è una novità regolamentare, o quantomeno i suoi prodromi: l’Agcom, nella giornata di ieri, ha messo a punto lo schema di provvedimento che aprirà la strada, in Italia, alle offerte convergenti fisso-mobili di telefonia. In panchina attendono di entrare in gioco Telecom Italia e Vodafone, che hanno già pronte due offerte, Unica e Numero Fisso.

Entrambe hanno l’obiettivo di dare all’utente la possibilità di utilizzare un solo apparecchio telefonico, ovunque si trovi (in casa e fuori), mantenendosi sempre reperibile: in pratica, chi avrà questo tipo di contratto, riceverà sul proprio telefonino anche le chiamate effettuate sul numero di casa. Il chiamante non avrà brutte sorprese e pagherà la tariffa corrispondente al numero di telefono che ha composto: se ha chiamato un numero fisso, non dovrà pagare la tariffa per le telefonate destinate a reti mobili.

Il via libera dell’Agcom apre la strada proprio a queste soluzioni. Questo non significa comunque che domani i due operatori si trovino nella posizione di lanciare commercialmente le loro soluzioni: per la convergenza dovremo attendere ancora un po’. Ma almeno la strada sembra tracciata. Ho scritto qualche dettaglio in più su PI Telefonia.

 
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Pubblicato da su 7 giugno 2007 in news

 

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Il Palm di Bono

Se dico U2 ed Elevation, cosa vi viene in mente? Probabilmente i fan della band irlandese dovrebbero arrivare subito alla canzone (Elevation, appunto). Pochi sanno, però, che Elevation è anche il nome di un fondo di private equity, di cui Paul David Hewson (in arte Bono Vox) è socio fondatore.

Si da’ il caso che il fondo Elevation (lo riferisce il Financial Times) abbia offerto 242 milioni di euro (325 milioni di dollari) per rilevare il 25% di Palm, il produttore dei Treo e del nuovo Foleo. Palm ha bisogno di risollevarsi da una situazione finanziaria e di mercato non esattamente florida. Non è un problema di qualità di prodotto, ma di concorrenza decisamente agguerrita: dall’atteso iPhone ai consolidati BlackBerry, passando per i Pocket PC e tutti gli smartphone business-oriented, l’arena è affollata e non è facile essere i primi della classe.

Palm ha anche arruolato l’ex direttore finanziario di Apple (e attuale boss di Elevation) Fred Anderson.

Che suonerie potremmo immaginare di trovare sui futuri Palm? 🙂

 
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Pubblicato da su 6 giugno 2007 in Mondo, news

 

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E dimmi: è ricco? E’ laureato?

Ricco lo è, indubbiamente. Indiscutibilmente. Non potrebbe essere definito altrimenti colui che vanta un patrimonio di 56 miliardi di dollari (lo ha contato Forbes). Laureato, lo sarà: il collegio degli Harvard Alumni ha deciso da tempo di riconoscere a Bill Gates una laurea honoris causa.

Dirò meglio: laureato ad honorem, lo sarà di nuovo. Già, perché William Henry Gates III è già stato insignito di riconoscimenti accademici: ha ricevuto lauree honoris causa dall’olandese Nyenrode Business Universiteit, dallo svedese Royal Institute of Technology e dalla giapponese Waseda University.  Figura inoltre tra gli Honorary Graduates dell’Università di Edimburgo e della Stellenbosch University.

Perché, dunque, fa notizia la laurea che gli sarà consegnata il 7 giugno? Perché la riceverà ad Harvard, l’ateneo dove lui ha cominciato gli studi universitari nel 1973, senza però portarli a termine.

 
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Pubblicato da su 5 giugno 2007 in Mondo, news

 

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Il baby-robot

Questa è un’Ansa che può generare ansia:

IN GIAPPONE NASCE IL ROBOT BAMBINO

TOKYO – Un robot in grado di simulare i comportamenti di un bambino di 18 mesi è stato costruito in Giappone da ricercatori dell’Ente nazionale per la scienza e la tecnologia. Come si legge oggi sul quotidiano Yomiuri, l’automa presentato all’università di Osaka è alto 1,3 metri e pesa 33 chili. Modellato con silicone in fattezze simili alla popolare immagine cinematografica di E.T., il robot è stato battezzato CB2, dalle iniziali in inglese di ‘automa bambino con corpo biomimetico’.

Il robot è dotato di oltre 200 sensori ottici, auditivi e tattili, che lo fanno reagire a stimoli ambientali cambiando le espressioni del viso, su cui risaltano i grandi occhi. I movimenti già alquanto complessi di un bimbo di 18 mesi sono replicati grazie a una cinquantina di simulatori muscolari ad aria compressa.

Mi sfuggono due cose:

  1. a che serve?
  2. qual è la foto giusta?

(ANSA)

(Tgcom)

 
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Pubblicato da su 4 giugno 2007 in Mondo, news

 

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La settimana dei virtuali

A partire da questa settimana, nell’arena del mercato della telefonia mobile entrano due nuovi protagonisti: sono CoopVoce e UNOMobile, frutto degli accordi siglati (rispettivamente) tra TIM e Coop e tra Vodafone e Carrefour.

Ho scritto per Punto Informatico (pardon, per PI Telefonia) un articolo con alcuni dettagli delle offerte. Come potrete notare, dalle condizioni proposte dai due nuovi operatori emerge un certo allineamento al mercato. UNOMobile si distingue per non prevedere scatti alla risposta, come invece fa CoopVoce che, però, offre ad ogni ricarica un bonus aggiuntivo del 20% in traffico telefonico.

Il concetto di bonus di ricarica è senz’altro più gradito di quello, mai digerito ma ormai abbandonato (per legge), di costo di ricarica, anche se non è una novità assoluta (all’estero esiste già da tempo, ma anche in Italia si era visto). A mio modesto parere, i consumatori si aspettavano qualcosa di più, in termini di convenienza.

Vedremo come i nuovi arrivati (a cui presto si dovrebbe aggiungere Poste Italiane) si muoveranno nel mercato e quanto impiegheranno a lanciare allettanti offerte promozionali. Un argomento che non dovrebbe essere affatto estraneo ad operatori telefonici legati al mondo della GDO, che sovente propone alla clientela promozioni 3 x 2 e offerte abbinate di prodotto anche diversi tra loro.

(copertina di Punto Informatico di oggi – by Luca Schiavoni)

 
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Pubblicato da su 4 giugno 2007 in news

 

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Visti da vicino. Più vicino.

Direttamente da Mountain View (sede di Google) arriva Street View, un servizio integrato in Google Maps per avere la possibilità di godersi una visuale “terrestre” di quanto, finora, era possibile vedere solo dall’alto, in versione mappa o fotografia satellitare.

Per chi se lo fosse perso, o ne avesse solo sentito parlare, ecco un simpatico video che lo descrive

Street View è attivo (almeno per ora) solo sulle strade di San Francisco, Las Vegas, Denver, New York e Miami. Ma è verosimile pensare che estenderà le proprie funzionalità.

Ammetto che fa una certa impressione poter vedere immagini a questi livelli. Devo ancora capire bene a che cosa può essere utile, al di là di un mero turismo virtuale. Chissà, visto che Google, nel corso della settimana, ha annunciato di aver acquisito Panoramio, non è difficile prevedere che Street View si possa evolvere in una sorta di servizio di reporting localizzabile, accessibile agli utenti.

Davz mi ricorda che c’è qualcosa del genere in Pagine Gialle Visual, che nell’offrire un servizio simile a Google Maps propone anche percorsi in soggettiva street level per varie città italiane (cliccando sul bollino “360°” in basso a destra).

Ecco un esempio in una foto di Bergamo (piazza Vecchia)

Quale preferite?

In entrambi i casi non mancheranno polemiche inerenti alla salvaguardia della privacy delle persone che si trovano ritratte nelle immagini disponibili su web. Anche se non è sempre facile individuare una persona, ne’ capire quando sono state scattate le foto.

P.S.: Piazza Vecchia, comunque, si vede meglio qui.

 
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Pubblicato da su 2 giugno 2007 in Mondo, news

 

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Cocaine is in the air

Vi sentite su di giri? Non è detto che sia merito della primavera…

(via PDA)

 
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Pubblicato da su 31 Maggio 2007 in news

 

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Happy Slapping?

Questa mi mancava:

Si diffonde in Gran Bretagna una curiosa moda: gruppi di giovani prendono a schiaffi i passanti e filmano la scena con il cellulare.

Tempo fa anche loro si dilettavano a scaricare contenuti cellulari, i ragazzi sopratutto suonerie di calcio, le ragazze suonerie di cantanti in genere, in genere, infatti erano ai primi posti in europa nelle classifiche suonerie, oggi, gruppi di giovani girano per le città inglesi e prendono a schiaffi i passanti: questo sarebbe “happy slapping”, di sorpresa e senza motivo, filmando con il loro telefonino la scena, creano il loro video cellulare e lo trasmettono ad altri amici, o addirittura mettendola on line su Internet.

Stando a quanto si legge sopra, praticamente la teoria evolutiva dei giovani utenti d’oggi passa attraverso tre fasi: la prima è avere il telefonino, la seconda è dilapidare un capitale in loghi e suonerie, la terza è prendere a schiaffi la gente riprendendola con la videocamera integrata nel cellulare.

Prima di aspettare la quarta fase, mi chiedo: perchè non vedo nulla di utile e costruttivo nelle videocamere integrate nei cellulari?

 
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Pubblicato da su 31 Maggio 2007 in media, news

 

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Palm Foleo

Finalmente s’è capito, cos’è il nuovo Foleo. La pseudo-rima con Treo, e una ridda di rumors in circolazione fino a ieri, avevano fatto supporre ad un erede della fortunata gamma di Palm, magari da mettere in concorrenza con l’iPhone.

Palm lo qualifica invece come smartphone companion, ossia una sorta di assistente del telefonone, con cui deve vivere a stretto contatto per la necessaria connettività e lo scambio di dati. Si tratta dunque di un piccolo Umpc linux-based dotato di connettività Bluetooth e WiFi, che può essere utile per consultare l’e-mail (e relativi allegati Office e PDF) con una tastiera e un display più comodi di quelli di uno smartphone o PDA-phone (qual dir si voglia). Ma anche navigare in Internet risulta sicuramente più agevole.

Sarà una rivoluzione? Palm e Jeff Hawkins ne sembrano convinti. Ma non mancano pareri dissonanti. Non sembra comodissimo, IMHO, oltretutto pesa 1,1 kg (il mio primo Psion era più leggero). Forse con una SIM-card e le opportune funzioni di connettività (oltre al già presente WiFi, magari, il supporto HSDPA) sarebbe un buon compromesso. In alcuni casi, un utente che viaggia per lavoro potrebbe fare a meno di portarsi appresso laptop e smartphone e usare solo il Foleo: l’editor per documenti Office c’è, il PDF viewer pure, per cui – ripeto, per qualche operazione – ci sarebbe già una certa indipendenza.

In attesa di vederlo e provarlo, per qualche dettaglio in più ecco qui l’apposito link, attivo da un paio d’ore.

 
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Pubblicato da su 30 Maggio 2007 in media, news

 

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Vodafone, moti di svalutazione

Tra i risultati finanziari resi pubblici da Vodafone per l’esercizio 2006-2007, emergono dati significativi: Clienti a 27,4 milioni (+ 13,8%), bene dati e multimedia (+8,4%), terminali UMTS 4,9 mln (+67%). Di seguito si legge anche:  Decreto Bersani pesa sul valore dell’azienda per 5,1 mld di euro.

Cifra considerevole. Anche per il fatto che il decreto Bersani (entrato in vigore a inizio marzo), sul bilancio di cui si sta parlando (chiuso a fine marzo), ha inciso per meno di un mese. A un profano o a un lettore poco attento, la frase “Decreto Bersani pesa sul valore dell’azienda per 5,1 mld di euro” può indurre a credere che quella cifra sia il mancato introito derivante dall’abolizione dei costi di ricarica. Nel comunicato, comunque, Vodafone si spiega meglio:

Il Decreto Bersani ha inciso solo sull’ultimo mese dell’anno fiscale. La misura ha invece significativamente ridotto il valore dell’azienda. A seguito della revisione del piano economico-finanziario di lungo periodo di Vodafone Italia, secondo i principi contabili internazionali (IFRS), il Gruppo Vodafone ha dovuto svalutare la sua partecipazione nell’azienda italiana per un importo di circa 5,1 mld di euro. (La revisione di valore segue quella già resa nota a novembre 2006 di 2,08 miliardi di euro dovuta al rialzo dei tassi di interesse).

La spiegazione sembra assumere qui un significato più comprensibile: per via delle ripercussioni future derivanti dal pacchetto sulle liberalizzazioni, il gruppo dichiara di vedersi costretto a svalutare Vodafone Italia. Ma è solo una questione di costi di ricarica? L’amministratore delegato Pietro Guindani lo conferma nelle dichiarazioni rilasciate in un’intervista pubblicata oggi su il Sole 24 Ore:

“La svalutazione è l’effetto del decreto Bersani per l’abolizione dei costi di ricarica. Una riduzione sul bilancio di 700 milioni di euro che pesa a livello sia economico che patrimoniale. Noi stiamo reagendo con una revisione della gestione dei costi, una razionalizzazione degli investimenti e un lavoro sulla crescita, come dimostra la performance dei ricavi da servizi. Il calo dell’ebidta è invece l’effetto della dicotomia tra l’incremento del traffico e la riduzione dei ricavi. Il business è sano e l’azienda è in crescita, ma gli effetti della regolazione e non solo della concorrenza riducono ricavi e margini. Il nostro è un business a due facce: salgono volumi e scendono i prezzi. L’abolizione del costo delle ricariche ha inciso proporzionalmente su tutti togliendo circa il 10 per cento dei ricavi e il 20 per cento dei margini a ogni operatore. Non ha senso dire che abbia penalizzato più gli uni degli altri perché sarebbe come sostenere che i costi per l’asta dell’Umts hanno colpito più un operatore piccolo come era allora Omnitel piuttosto che Tim. Noi non abbiamo mai ragionato così”.

Svalutare la partecipazione in un’azienda sana e in crescita (e il cui margine operativo lordo – come si vede dalla tabella sopra riportata – è il più alto tra quelli delle consociate europee) è una cosa seria. Persino il Ministero dello Sviluppo Economico ha voluto esprimersi in merito, con un comunicato in cui dice – in sostanza – che Vodafone offre spiegazioni inverosimili:

“E’ assolutamente stupefacente e incredibile attribuire al decreto Bersani, come nvece fa l’amministratore delegato di Vodafone Italia, Pietro Guindani, la riduzione del valore dell’azienda di telefonia di 5,1 mld. Il decreto Bersani, infatti, si è solo occupato di ricariche telefoniche”.

A me, peraltro, risultava che Vodafone avesse svalutato la propria partecipazione anche in altre filiali e Stefano Quintarelli lo conferma, citando notizie ufficiali che motivano la svalutazione considerando l’abolizione dei costi di ricarica, ma richiamando in primis l’aumento dei tassi di interesse a lungo termine (fattore che Vodafone Italia non evidenzia):

the Group recorded an impairment charge of £11,600 million (2006: £23,515 million) in relation to the carrying value of goodwill in the Group’s operations in Germany (£6,700 million) and Italy (£4,900 million). The impairment in Germany resulted from an increase in long term interest rates, which led to higher discount rates along with increased price competition and continued regulatory pressures in the German market.
The impairment in Italy resulted from an increase in long term interest rates and the estimated impact of legislation cancelling the fixed fees for the top up of prepaid cards and the related competitive response in the Italian market.

 
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Pubblicato da su 30 Maggio 2007 in media, news

 

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Il bene e il male

L’episodio di violenza accaduto a Cento, in realtà, non ha molto a che vedere con la pornografia minorile. Qualcuno (fortunatamente sono sempre meno, ma qualcuno c’è sempre) ha cercato di far tornare in auge il concetto di bullismo digitale, ma qui il discorso di fondo è un altro: c’è una generazione – o almeno parte di essa – che non sa distinguere il bene dal male, il morale dall’immorale. E questo è indice di un’educazione lacunosa, in famiglia e nell’ambiente scolastico.

Nel forum dell’articolo pubblicato oggi su PI, in corrispondenza di questo post inserito da un lettore anonimo, ho letto commenti increduli e anche un po’ superficiali. Il lettore ha scritto:

le “educatrici” che lavorano nell’asilo di mia figlia, durante un incontro coi genitori, ci hanno spiegato che certe favole non si possono piu’ raccontare perche’ sarebbero diseducative:
– biancaneve non va bene perche’ c’e’ la strega;
– cappuccetto rosso non va bene perche’ il lupo mangia la nonna e poi viene ucciso dal cacciatore;
– gli orchi cattivi sono figure negative.

Non è una rivelazione, anche a me è capitato di sentire simili considerazioni, applicate anche (qualche anno scolastico più avanti) a opere di letteratura ritenute inappropriate in certi programmi didattici. Ed effettivamente esiste la possibilità che, ragionando in questa direzione, si perdano di vista le metafore, i contenuti educativi e quelli morali.

Ecco perché, a mio parere, parlare di bullismo digitale non ha senso. La colpa non è dei telefonini. Non è nemmeno dei videogiochi. E’ vero, io andavo a scuola 20 anni fa. I telefonini non c’erano, i videogiochi sì. Ma nella scuola che frequentavo allora (insieme ad altri 1.500 studenti), la trasgressione non andava mai oltre qualche spinello fumato ai bagni, e – episodio isolato – una torta all’hashish sbucata fuori ad una festicciola durante i corsi serali. E non ci annoiavamo.

 
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Pubblicato da su 28 Maggio 2007 in media, news

 

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Sexy-stats

Che in Rete il sesso tiri, non è una novità. C’è però da dire che certi numeri, dati in un certo modo, possono essere davvero sensazionali.

(via Mantellini)

 
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Pubblicato da su 27 Maggio 2007 in media, Mondo, news

 

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Doccia fredda sul WiMax

Agcom per il WiMax ha prodotto un regolamento da medioevo della Società dell’Informazione; ovvero un regolamento basato su principi tecnologici di gestione dello spettro concepiti in USA prima ancora che fosse inventato il transistor, e che già sappiamo essere obsoleti; e principi sociali analoghi a quelli con cui il bullo di quartiere nella Roma papale decideva arbitrariamente durante la passatella chi doveva bere e chi no.

E’ con queste parole che Michele Favara Pedarsi inizia un’interessante spiegazione sul perché  il WiMax, con tutta probabilità, in Italia partirà castrato.

Da leggere. Sigh 😦

 
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Pubblicato da su 23 Maggio 2007 in media, news

 

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Il Governo risponde (?) a ScandaloItaliano

La Presidenza del Consiglio ha risposto alla lettera inviata da ScandaloItaliano al presidente Prodi e ai ministri Rutelli e Nicolais per chiedere la messa a disposizione della documentazione relativa alla realizzazione del portale Italia.it.

Qui c’è la risposta alla lettera di ScandaloItaliano.

In sintesi: il Governo intende concedere la disponibilità di tale documentazione? No. Ma ha chiesto, al riguardo, un parere alla “Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi sulla trasparenza dell’attività della Pubblica Amministrazione – Via della Mercede 9, Roma”. Perché non sembra avere pregio, nel nostro Paese, una richiesta formulata da cittadini che intendono sapere come la Pubblica Amministrazione (le cui risorse derivano dal denaro versato dai contribuenti) investa o spenda il denaro di cui dispone. Questo, almeno, traspare dal contenuto della risposta, che per altro non è definitiva, scritta in ottimo burocratese.

La sopra citata Commissione deve ancora esprimere un parere in proposito ed è questo che i cittadini dovranno attendere. Se poi, invece del parere, la risposta sarà direttamente l’accesso alla documentazione, tanto meglio. Ma se è trascorso oltre un mese (dalla lettera alla risposta), quanto passerà prima di poter ottenere un riscontro alla richiesta dell’agognato parere della Commissione?

Lascio a questo post il compito di dare ragguagli in merito e a voi l’invito a proseguire la discussione, portando questi fatti e documenti a conoscenza di quante più persone e organizzazioni riusciate a raggiungere.

 
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Pubblicato da su 22 Maggio 2007 in media, Mondo

 

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Educazione tecnologica

Con una mossa di giovanilismo che sottintende una volontà di avvicinarsi al mondo degli under-20 (e facciamo anche qualcosa meno), il Ministero delle Comunicazioni lancia la campagna ti6connesso.it, “un nuovo sito creato dal ministero per educare i minori all’utilizzo consapevole della Rete” (Reuters). Questo l’incipit del nuovo portale a scopo alfabetizzante, ovviamente teen-oriented:

Probabilmente sai già tutto sul tuo cellulare e su Internet, e le nuove tecnologie sono il tuo pane quotidiano. Ma 6 anche sicuro di saperle usare al meglio? Prova a dare un’occhiata a questo sito: abbiamo raccolto un po’ di consigli e qualche trucco per farti evitare i rischi che, a volte, non si riescono a vedere nemmeno con la webcam…

L’idea non è malvagia e la realizzazione, ai miei occhi di (pseudo)adulto, mi sembra piuttosto valida sotto tutti i punti di vista. Il sito è stato creato in collaborazione con Save the Children e l’intento (leggo sempre da Reuters) “è quello di non demonizzare la tecnologia, ma di educare al suo utilizzo consapevole”.

Mi sembra un buon punto di partenza.

Farei qualcosa anche per gli insegnanti. Non tutti, ovviamente, ma solo quelli che mostrano di averne bisogno: c’è chi non si accorge di un telefonino acceso in classe. Almeno, così pare.

 
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Pubblicato da su 21 Maggio 2007 in Mondo

 

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