RSS

Archivi tag: profilazione

Promemoria sui biscottini dagli sconosciuti

Quando navigate in Internet, avete idea di come potete essere tenuti sotto controllo, per essere profilati a scopo di marketing e, conseguentemente, ricevere pubblicità su misura, oppure fare inconsapevolmente parte di un campione statistico?

Con l’ausilio di un’estensione denominata DoNotTrackMe (disponibile per vari browser) potreste scoprire verità forse impensabili. Quello che segue è un esempio di quanto accade quando fate innocentemente visita al sito web di alcune fra le più popolari testate giornalistiche (doppio click per ingrandire l’immagine).

DoNotTrackMeGiornali

Nei dettagli, in queste analisi ricorrono con frequenza i nomi di Google +, Twitter e Facebook (che sono lì per consentirvi di condividere sui social network un determinato articolo, pubblicizzandolo presso i vostri amici/follower), a cui su aggiungono Real Media, Visual Revenue, Google Analytics, Omniture, Netratings Site Census, New Relic. Un gruppo che ha occhi ben aperti sulla nostra navigazione, pronti a contare i nostri click, vedere dove navighiamo, ed elaborare tutte queste informazioni a beneficio proprio, degli inserzionisti pubblicitari e dei clienti, partendo da innocenti cookies (biscottini).

Le informazioni ricavate in questo modo, seppur asettico, prese nel loro complesso sono molto più attendibili di quelle che potrebbero essere ottenute attraverso un’intervista o indagine di mercato (in cui si può rispondere ciò che si vuole). Il problema è che si tratta di informazioni che riguardano noi e – forse – preferiremmo di gran lunga esserne noi i primi destinatari, anziché consegnarle inconsapevolmente a qualcun altro, allo scopo di alimentare il suo business.

Secondo l’articolo 122 del Decreto Legislativo 196/2003 (il Codice della Privacy), il consenso dell’utente all’utilizzo dei cookies non è necessario quando essi hanno una finalità tecnica (ad esempio per identificazione degli utenti, nell’ambito di una sessione, per agevolare transazioni), mentre è necessario negli altri casi (in cui rientrano quelli utilizzati a scopo di marketing e profilazione). Quindi, come sempre, l’importante è sapere che ci sono, per poter scegliere se accettarli o rifiutarli.

 
Commenti disabilitati su Promemoria sui biscottini dagli sconosciuti

Pubblicato da su 22 ottobre 2013 in Internet

 

Tag: , , , , , , , ,

La privacy su Facebook? Dipende da “molti altri fattori”

Qualche anno fa, un mese dopo essermi iscritto a Facebook, nella sezione persone che potresti conoscere il social network mi ha proposto una persona che effettivamente conoscevo, mai contattata prima su FB: si trattava di CR (ne riporto solo le iniziali), una conoscenza occasionale, titolare di una struttura alberghiera in cui avevo alloggiato in Francia un anno prima con la mia famiglia. Tra me e CR, però, non ci sono mai stati contatti diretti, ne’ telefonate, ne’ mail, non abbiamo amici comuni ne siamo legati da gruppi o altri insiemi di utenti su Facebook. Gli unici contatti erano stati intrattenuti da mia moglie (che non è iscritta a Facebook), attraverso il suo indirizzo mail personale, che naturalmente non ho mai utilizzato. Risalendo cronologicamente a tutte le mail dei dodici mesi precedenti, ho trovato solo un paio messaggi – ricevuti da mia moglie – che riportavano il testo dei messaggio che lei aveva a sua volta ricevuto da CR.

Nella mia posta in arrivo, quindi, le uniche informazioni relative a CR erano contenute in due forward (due messaggi inoltrati). Con l’opzione trova amici sapevo che era possibile dare in pasto a Facebook i contatti, affinché li cercasse nei propri database. Ma nella mia rubrica di contatti non esiste alcun record relativo a CR.

Dunque, come faceva Facebook a propormi un’amicizia probabile, ma pressoché impossibile da recuperare secondo i canali dichiarati e ufficiali? Una casualità? Per carità, può darsi… ma de che?

Tempo dopo, sempre tra le persone che potresti conoscere, ecco la foto di un’altra persona, ER. Non è che la conosca, diciamo che la conosco di vista, è il cognato del mio amico MD (che non è iscritto a Facebook). Prima di vedere la sua foto non sapevo nemmeno quale fosse il suo cognome, io ed ER non siamo mai entrati in contatto diretto, non ho il suo indirizzo mail ed escludo che lui abbia il mio, sul social network non abbiamo amici comuni ne’ altre possibilità di essere aggregati su Facebook per altri motivi (nessuna preferenza comune, nessun like, niente, abitiamo a migliaia di km di distanza, quindi nemmeno le reti di Facebook ci potrebbero unire e lui dichiara di non aver mai cercato amici importando i propri contatti). Nella mia posta in arrivo non ci sono tracce del suo indirizzo, ma in passato è possibile che il mio amico MD mi abbia inviato almeno una mail che contenesse, nei destinatari o nel testo, il nome o l’indirizzo di ER.

Anche qui, dunque, Facebook mi ha proposto un’amicizia probabile, possibile, ma non rilevabile dai canali dichiarati e ufficiali. Quindi a cosa mi sono trovato di fronte, a un’altra casualità?

E com’è che, nel tempo, si sono ripetute molte altre casualità di questo tipo, ossia trovare su Facebook proposte di entrare in contatto con persone che effettivamente potevo conoscere, ma con le quali non avevo mai avuto contatti rilevabili dalla mia rubrica (fonte dichiarata da cui poter attingere dati)?

Facebook spiega che in persone che potresti conoscere “le persone vengono visualizzate in base agli amici in comune, alle informazioni relative a lavoro e istruzione, alle reti di cui fai parte, ai contatti che hai importato e a molti altri fattori”. Nei contatti che ho importato – per chi non se li ricorda, Facebook ha una cronologia – queste persone non ci sono mai state. Quindi, per le casualità di cui parlo, devo pensare che dipendano da quei molti altri fattori,  un po’ difficili da capire, non essendo neppure accennati nella Normativa sull’utilizzo dei dati pubblicata da Facebook, ma che potrebbero essere spiegati con un’analisi dei contenuti delle mail più invasiva di quanto sia ufficialmente dichiarato.

Non c’è da stupirsi, dal momento che – come scrive Marco oggi sul New Blog Times – Facebook fa largo uso di tecniche di Data Mining. E chissà cos’altro fa, per ottenere il maggior numero di informazioni possibili per profilare al meglio i propri utenti…

Per cui, oltre all’usuale prudenza che dovrebbe essere costante in tutto ciò che facciamo sui social network, suggerisco serenamente di utilizzare, per Facebook, un indirizzo mail apposito, che non viene utilizzato per altro.

 
1 Commento

Pubblicato da su 3 ottobre 2012 in business, news, privacy, social network

 

Tag: , , , , , , , ,

Facebook, pronta alla pubblicità geolocalizzata

Profilazione degli utenti, controllo della loro attività su Facebook, marketing e advertising mirato: è a tutto questo che punta Facebook con il nuovo servizio di pubblicità geolocalizzata che sta facendo testare da un paio di mesi ad un gruppo di utenti selezionati. Carolyn Everson, vice-presidente per le soluzioni di global marketing, lo ha spiegato a Bloomberg in un’intervista:

“Phones can be location-specific so you can start to imagine what the product evolution might look like over time, particularly for retailers. We’ve had offers being tested over the last couple of months.”

Niente di nuovo o rivoluzionario: è solo uno dei tanti aspetti che deriva dalle esigenze di monetizzazione dell’attività svolta dai propri utenti e rappresenta l’evoluzione naturale dell’advertising già oggi proposto agli iscritti che, nelle proprie informazioni personali, hanno inserito lo ZIP code (che equivale al nostro CAP, Codice di Avviamento Postale).

Il servizio – alla stessa stregua di ciò che già fanno altre realtà del web (come Google) – prevede che chi utilizza Facebook con uno smartphone localizzabile (tramite GPS, reperibilità data dal WiFi o cella) possa vedersi proporre dal social network offerte e promozioni di attività commerciali situate nel luogo in cui si trova in quel momento: imboccando ad esempio Viale Italia

Sicuramente, l’utente dovrà essere messo in grado di impostare il proprio account in modo tale da fornire informazioni sulla propria posizione solamente in modo consapevole.

 
Commenti disabilitati su Facebook, pronta alla pubblicità geolocalizzata

Pubblicato da su 19 giugno 2012 in business, News da Internet

 

Tag: , , , , , ,