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Archivi categoria: computer

L’eredità Commodore

Dal Vic20 all’Amiga, passando per il più venduto C64, i computer Commodore negli anni ’80 fecero epoca con la loro architettura all-in-one, che prevedeva che il computer stesse tutto nello chassis della tastiera, sotto le mani dell’utente (filosofia seguita anche da Sinclair, Amstrad e da altri competitor, come i produttori degli MSX), con la possibilità di utilizzare – come video – un monitor o una TV.

Ora la società Commodore USA prova a ri-attualizzare questa filosofia presentando il nuovo Commodore 9100.

Questo computer – per design e architettura – si presenta come l’erede del Commodore 64, home computer venduto in tutto il mondo in oltre 17 milioni di esemplari. Gli manca però lo storico logo (quello con la C=), che sembra essere detenuto da Commodore Asia, società che non ha nulla a che vedere con Commodore USA e che commercializza UMPC, notebook, televisori e altri device. A questo punto, il successo del revival dei computer Commodore è tutto da vedere.

 
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Pubblicato da su 29 marzo 2010 in computer, news

 

Meglio un iPad o un RollTop?

L’iPad non è ancora stato commercializzato, ma già la sua presentazione ha scatenato la creatività di tutti coloro che vorrebbero infilarsi, ancora una volta, nella scia di Apple. Fra questi c’è Orkin Design, che propone la propria visione del laptop del terzo millennio nel concept Rolltop.

Chiuso, sembra il cilindro di una piccola tapparella avvolgibile. Dentro si trovano webcam, alimentatore, porte USB, schede di rete e tutto il resto. Soprattutto il computer, che una volta aperto svela la sua interfaccia, che è tutta in un display OLED flessibile.

Per ora è un’idea solo da guardare. Ma se mai venisse prodotto, lo comprereste?

(via The New Blog Times)

 
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Pubblicato da su 16 marzo 2010 in computer, Mondo, tecnologia

 

Massima chiarezza

Visto e immortalato dal PC di un amico (cos’avrà voluto dire?):

NortonDiMeno

 

 
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Pubblicato da su 29 ottobre 2009 in computer, Life

 

La carta simpatica

Finalmente, dopo qualche anticipazione, Xerox ha presentato la carta con stampa a scomparsa. La cui utilità si fonda su questo presupposto: la carta, nonostante i sistemi di archiviazione digitale con relative soluzioni di gestione documentale, resta il supporto preferito da chi deve realizzare un rapporto, un documento, una tabella, una comunicazione anche se ha validità temporanea. Infatti Xerox ha riscontrato che il 40 per cento dei documenti stampati vengono usati per meno di 24 ore, superate le quali conservano valore talmente di rado da essere quasi sempre distrutte.

Questa soluzione evita dunque quella che molti chiamano archiviazione verticale, ossia il cestino. Questa carta cancellabile, rivestita di speciali composti chimici, reagisce a specifiche lunghezze d’onda luminose e va utilizzata insieme ad apposite stampanti che con la luce cancellano i fogli prima di riutilizzarli per nuove stampe. Il testo scompare in ogni caso dopo 24 ore, indipendentemente dal fatto che venga esposto alla luce o meno.

Una carta simpatica insomma. Da utilizzare ad esempio per il prossimo contratto da siglare con un partner antipatico.

Ma, battute a parte, letta così la notizia sembra interessante dal punto di vista tecnologico e riporta un’idea che, attuando un riciclo immediato della carta utilizzata per le stampe, potrebbe riscuotere ampi consensi dagli ambientalisti. Secondo me, però, è necessario avere le idee chiare su alcuni aspetti. Questi sono quelli che mi vengono in mente:

  1. Questa carta  è in realtà rivestita di sostanze chimiche, quindi a fine utilizzo potrebbe essere considerata un rifiuto speciale, da trattare in modo ben diverso dalla carta ordinaria. Inoltre, non credo sia noto quanto sarà eco-compatibile il processo produttivo.
  2. La vita utile di questi fogli non è illimitata, un foglio potrebbe essere utilizzato per qualche decina di stampe (diciamo una cinquantina), quindi ci vuole una certa accortezza nel riutilizzarli. Ad esempio, se oggi ne inseriamo una risma nella nostra superstampante, nel giro di qualche giorno o settimana, il cassetto/vassoio destinato alla carta “simpatica” potrebbe essere pieno di fogli di età variabile in ordine sparso (fogli nuovi, qualche foglio già utilizzato qualche volta, fogli arrivati a “fine carriera”) e potremmo dunque trovarci a stampare su fogli di qualità eterogenea e quindi rischiare di ottenere stampe leggibili e stampe meno leggibili. Una possibile soluzione al problema potrebbe essere l’adozione di un criterio First In First Out (per gli amici FIFO) nell’inserimento della carta da riutilizzare nell’apposito vassoio/cassetto (che generalmente viene utilizzato in modalità Last In First Out (LIFO). Ma se i fogli non vengono re-inseriti puntualmente ogni 24 ore (io potrei ad esempio dimenticarmi sulla scrivania qualche foglio per uno o più giorni) il giro quotidiano salta. Inoltre c’è da considerare che, all’atto pratico, verosimilmente poche persone rispetterebbero il criterio FIFO: uno dovrebbe ogni volta aprire il cassetto e sollevare la risma presente, per riporvi i fogli stampati più recentemente. Oggi lo fa, domani forse lo farà, ma dopodomani secondo me se ne sarà già stufato.
 
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Pubblicato da su 30 settembre 2008 in computer, news, tecnologia

 

Windows colpisce a Pechino

Nella cerimonia di apertura delle Olimpiadi ne sono successe tante, dal bluff della bimba che ha cantato in playback ai fuochi d’artificio pre-registrati inseriti nelle immagini dal vivo. Una curiosità che probabilmente farà meno notizia presso gli organi di stampa mainstream è questa, evidenziata da Dvorak Uncensored (cliccare per ingrandire):

Guardate bene a sinistra… sì, è quello che sembra! E’ proprio l’odiata Blue Screen of Death, ossia la schermata blu con un bell’errore di Windows, che mentre l’ultimo tedoforo Li Ning “volava” verso la torcia ha fatto bella mostra di se’ comunicando al pubblico presente e al mondo intero:

A problem has been detected and Windows has been shut down to prevent damage to your computer

Il Sidney Morning Herald spiega inoltre che su tutti i PC utilizzati dagli organizzatori (forniti da Lenovo, uno degli sponsor insieme a Microsoft) era stato installato Windowx XP, e non Vista. Yang Yuanqing, presidente di Lenovo, avrebbe infatti motivato la scelta con il fatto che la complessità dell’infrastruttura utilizzata richiedeva stabilità e per questo è stato preferito il “vecchio” sistema operativo. Riguardo a Vista avrebbe infatti dichiarato: “Se non è stabile, potremmo avere qualche problema”.

Potete trovare altre immagini qui.

 
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Pubblicato da su 13 agosto 2008 in computer, Mondo, news

 

P.A., la ricetta Brunetta

A me fa piacere che Renato Brunetta, neo-ministro senza portafoglio della funzione pubblica, voglia portare una ventata di novità nel Paese, con tempi da record. In 18 mesi, assicura, cambieranno molte cose, tra cui:

Tolleranza zero con i dipendenti pubblici fannulloni: «semplicemente vanno licenziati».

Un taglio deciso alle montagne di carta che invadono la Pubblica amministrazione: «non ci dovrà più essere la documentazione cartacea», promette il ministro, «le pagelle dovranno essere lette su internet, basta pagelle di carta».

Alleati gli uffici postali, le farmacie, le tabaccherie, perché «chi ha una rete possiede un tesoro. Se sapremo cambiare potremo spendere meglio e liberare importanti risorse da impieghi poco produttivi».

“Chi ha una rete possiede un tesoro”. Verissimo. Sacrosanto. Basti pensare a chi è titolare della più importante rete di telecomunicazioni sul mercato italiano e a come questa rete è stata gestita fino ad oggi, per capire quanto abbia ragione il professor Brunetta. Tra l’altro, buona parte di questi obiettivi non può prescindere dall’esistenza e dalla disponibilità per tutti gli utenti di una rete di comunicazioni assolutamente funzionale e accessibile.

Un esempio su tutti, che probabilmente non è nemmeno l’aspetto più complesso da affrontare: la volontà di trasformare la pagella cartacea in pagella elettronica da leggere su Internet, per essere trasformata in realtà, si fonda sul presupposto – ad oggi verosimilmente infondato – che tutte le famiglie italiane dispongano di un computer collegato ad Internet, possibilmente in banda larga. Una sfida che comporta un piano d’azione concreto (che va da adeguate infrastrutture TLC a piattaforme hardware e software per la gestione sicura delle registrazioni delle valutazioni scolastiche) che a mio avviso deve essere attuato in collaborazione con i responsabili dei dicasteri interessati da un progetto di questa portata: per citare solo quelli più direttamente coinvolti (ma so già di dimenticare qualcuno), Roberto Calderoli e Maurizio Balocchi (rispettivamente ministro e sottosegretario con delega alla Semplificazione normativa), Giorgia Meloni (ministro per le Politiche per i Giovani), Claudio Scajola (ministro per lo Sviluppo Economico), Paolo Romani (sottosegretario con delega alle Comunicazioni) e Mariastella Gelmini (ministro dell’Istruzione Università e Ricerca).

Non dico che non sia realizzabile. Dico solo… in bocca al lupo! L’appuntamento per la verifica del conseguimento di tutti questi obiettivi è per novembre 2009.

 
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Pubblicato da su 13 Maggio 2008 in computer, Internet, Ipse Dixit

 

Fa spendere anche da spento

Che un elettrodomestico lasciato in standby (ad esempio la TV spenta dal telecomando e non con l’interruttore) continui a consumare corrente è ormai risaputo. Ma che il PC ne consumasse anche da spento è un fatto decisamente meno noto, sottolineato dal numero di febbraio di AF Digitale.

“Nella stragrande maggioranza dei casi la motherboard finge solamente di essere spenta, ma mantiene attivi alcuni circuiti. Senza contare infine l’eventualità, non presa in considerazione in questa sede, della presenza di periferiche USB “poco intelligenti” sempre collegate al PC, che continuano imperterrite a esigere un approvvigionamento energetico nonostante il computer sia spento”.

Io da tempo utilizzo una “ciabatta” (presa multipla) con interruttore che blocca l’alimentazione a pc, periferiche e router.  Anche perché, come sottolinea AF Digitale, “i consumi da spento che abbiamo rilevato si aggirano mediamente sui 2-3 watt. Sempre volendo ragionare per ordini di grandezza, vuol dire che nella bolletta energetica italiana ci sono qualcosa come 30-40 megawatt impegnati per tenere spenti i circa 13 milioni di desktop installati: cioè 56 milioni di euro al vento”.

 
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Pubblicato da su 8 febbraio 2008 in computer, news, tecnologia

 

Amarcord (internet & motori di ricerca)

La notizia della mega-offerta di Microsoft nei confronti di Yahoo (simpatico e forse non troppo inverosimile  il commento dedicato da Max al riguardo) e un post di Roberto Dadda mi hanno fatto tornare indietro di qualche anno, quando davvero AltaVista di Digital era il search engine più quotato.

Non era solo, ma era il più diffuso – ricorda Dadda – Poi sono arrivati due ragazzi con un algoritmo molto migliore ed hanno stravinto diventando di fatto oggi i quasi monopolisti della ricerca in rete e su questo hanno costruito con idee estremamente intelligenti un impero.

 altavista.jpg

AltaVista (che oggi è parte di Yahoo, se non erro) era diventato un punto di riferimento anche per me, era decisamente qualche gradino sopra i concorrenti (Lycos, Excite, HotBot, ma anche Virgilio e Arianna, giusto per citare qualche nome). Nei primi tempi sfruttavo il servizio di ricerca di Video On Line e i motori usciti successivamente erano lontani anni luce. 

vol.jpg

Il fatto che nel prossimo futuro Google si debba confrontare con il frutto del possibile fagocitamento Microsoft-Yahoo, a mio avviso, non deve spaventare. E a tal proposito condivido il pensiero di Stefano Quintarelli:

Apple e’ stra-chiusa (ricordate l’iphone ?), Google e’ stra-invasiva (ricordate le loro policies delle applicazioni per mobile ?) Microsoft e’ stata talvolta condannata.

Adesso Google vorrebbe stoppare l’acquisizione di Yahoo! da parte di MS perche’ si creerebbe un monopolista dei portali internet e cio’ minaccerebbe la apertura di Internet.

Curioso notare che anche MS vorrebbe stoppare l’acquisizione di Doubleclick da parte di Google per le stesse ragioni.

Francamente, mi preoccupa molto meno la prima, della seconda.

Di evoluzioni e passaggi di proprietà, in Rete, se ne sono visti molti. Ma la possibile acquisizione di Yahoo da parte di Microsoft è un guantone di sfida gettato verso Google. Come scrive Antonio Dini, sarà un vero e proprio duello.

 
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Pubblicato da su 4 febbraio 2008 in computer, Internet, news

 

Windows 7: coming soon? Mah.

Stando a ciò che si legge in giro, la strada del successore di Vista sembra sia già ben più che tracciata: alcuni rumors in circolazione in rete vorrebbero Windows 7 pronto addirittura per la seconda metà del 2009. Come riportato da Punto Informatico qualche giorno fa, “tale strategia si sposerebbe con la promessa fatta da Microsoft lo scorso anno, quando rivelò l’intenzione di rilasciare il suo prossimo sistema operativo desktop in tempi assai più brevi di quelli che hanno caratterizzato il parto di Vista”. Se i rumors si rivelassero fondati, parecchi utenti (me compreso) potrebbero saltare a pié pari il tanto disprezzato Vista e approdare direttamente a Windows 7.

Secondo TGDaily, Microsoft avrebbe passato una build preliminare del sistema operativo ad alcuni partner. Che si tratti di questo?

Parlando in veste di semplice utente, constato molto banalmente che:

  • il video è quasi sempre sfocato, tranne quando si evidenzia la presunta nuova versione;
  • il look è quello di Vista, considerazione assolutamente non significativa (anche Vista – in una beta version osservata tempo fa – era uguale a XP), ma rende poco significativo anche il video;
  • l’avvio non mi sembra proprio rapidissimo, ma anche questa considerazione è poco significativa, poiché dipende da tanti fattori;
  • perché Ultimate?

Al momento, personalmente, sarei propenso ad attendere, prima di dare per fondate le notizie che danno per imminente Windows 7. Anche in virtù della risposta ufficiale data a quei curiosoni di The WinVistaClub dalla stessa Microsoft, che smentisce il coming soon e conferma un piano di almeno tre anni per lo sviluppo del nuovo sistema operativo.

Tutto questo non smentisce comunque che Vista sia un flop, come considera Stefano Quintarelli analizzandone i risultati conseguiti finora.

 
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Pubblicato da su 27 gennaio 2008 in computer, Internet

 

Ultrasottile

Ieri sera la mia connessione Internet ha avuto alcuni momenti di defaillance (in cui spero di non dovermi imbattere nuovamente) e mi sono perso la diretta del keynote di Steve Jobs. Ho quindi appreso in ritardo del lancio del MacBook Air, “il notebook più sottile al mondo”, che ha così confermato le previsioni degli addetti ai lavori.

In questo notebook ultrasottile sono riusciti a mettere uno schermo LED widescreen da 13,3 pollici (privo di mercurio e arsenico, assicura Apple), una tastiera vera e un trackpad. Costa 1.699 euro nella versione con hard disk da 80 GB e 2 GB di Ram. Chi sceglie l’unità a stato solido da 64GB, “che vanta prestazioni e robustezza superiori”, deve sborsare invece 3.098 euro. In entrambi i casi mancano accessori che qualcuno ritiene ancora importanti come il lettore DVD/CD, la scheda di rete wired (ma c’è il supporto wireless delle tecnologie Bluetooth e 802.11n) e c’è una sola porta USB. Scelte imposte dalla dieta dimagrante, che comunque ha raggiunto l’obiettivo con un notebook che pesa 1,36 Kg.

Che è effettivamente bello, però mi sembra poco usabile (per toccare un concetto, quello di usabilità, molto caro a Roberto Dadda) anche un po’ esoso… anzi, come commenta Massimo Mantellini:

– e’ troppo costoso
– e’ molto bello
– e’ troppo grande
– ha una sola porta USB
– pesa il giusto
– lo sfondo di Leopard continua ad essere orribile.
– si ho capito e’ sottile ma e’ troppo grande.

Aggiungo solo che – come l’iPhone (che per quanto riguarda le reti mobili non va oltre al supporto EDGE) – per connettersi ad Internet punta tutto sul WiFi. In Paesi come l’Italia, per navigare in Internet con il MacBookAir, laddove non esiste connettività WiFi (eventualità non rara), la soluzione più praticabile mi sembra quella di utilizzare un telefonino (magari HSDPA) da utilizzare come modem collegato via Bluetooth (non via USB, c’è una porta sola ed è meglio sfruttarla per altri impieghi).

UPDATE: per quanto riguarda i miei dubbi sull’usabilità, ecco un post di Paolo Attivissimo che sembra confermarne la fondatezza. Ne riporto solo uno stralcio:

Pago 650 euro in più rispetto al Macbook (che è più veloce) per risparmiare un chilo e perdere otto millimetri di spessore?

Siamo seri. Questa è una macchina sexy per chi va in giro a sfogliare pagine Web, mandare la mail, scrivere testi o fare presentazioni e sa che esibire un oggetto di questo genere è seducente. Tutto il resto è meglio che se lo scordi.

 
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Pubblicato da su 16 gennaio 2008 in computer, Internet

 

Goodbye, Bill!

Ha ragione, Marco Montemagno, che definisce pazzesco il video che Bill Gates ha fatto proiettare durante il suo ultimo keynote al CES 2008 di Las Vegas.

Un modo simpatico per accomiatarsi pubblicamente dal mondo (tecnologico e non) prima di andare in pensione e dedicarsi ad altre attività, che a me – ignaro della parodia che propone Marco – ha ricordato lo stile di un altro commiato, di un altro Bill. Questo:

 
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Pubblicato da su 7 gennaio 2008 in computer, Internet, Mondo, news