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Educazione tecnologica

21 Mag

Con una mossa di giovanilismo che sottintende una volontà di avvicinarsi al mondo degli under-20 (e facciamo anche qualcosa meno), il Ministero delle Comunicazioni lancia la campagna ti6connesso.it, “un nuovo sito creato dal ministero per educare i minori all’utilizzo consapevole della Rete” (Reuters). Questo l’incipit del nuovo portale a scopo alfabetizzante, ovviamente teen-oriented:

Probabilmente sai già tutto sul tuo cellulare e su Internet, e le nuove tecnologie sono il tuo pane quotidiano. Ma 6 anche sicuro di saperle usare al meglio? Prova a dare un’occhiata a questo sito: abbiamo raccolto un po’ di consigli e qualche trucco per farti evitare i rischi che, a volte, non si riescono a vedere nemmeno con la webcam…

L’idea non è malvagia e la realizzazione, ai miei occhi di (pseudo)adulto, mi sembra piuttosto valida sotto tutti i punti di vista. Il sito è stato creato in collaborazione con Save the Children e l’intento (leggo sempre da Reuters) “è quello di non demonizzare la tecnologia, ma di educare al suo utilizzo consapevole”.

Mi sembra un buon punto di partenza.

Farei qualcosa anche per gli insegnanti. Non tutti, ovviamente, ma solo quelli che mostrano di averne bisogno: c’è chi non si accorge di un telefonino acceso in classe. Almeno, così pare.

 
6 commenti

Pubblicato da su 21 Maggio 2007 in Mondo

 

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6 risposte a “Educazione tecnologica

  1. aghost

    22 Maggio 2007 at 07:10

    il sito in questione mi sembra ben fatto. Ma mi chiedo quanto servano iniziative di questo genere, che si perdono in mille rivoli di altre iniziative simili.

    Quell che servirebbe veramente, almeno secondo me, è un bel piano quinquennale, tipo URSS, che vada a intervenire direttamente sulla scuola, dove si formano (almeno in teoria) i ragazzi. Invece abbiamo il ministro di turno che taglia i fondi per il collegamento a internet 😦

     
  2. Arco

    22 Maggio 2007 at 08:51

    una mirata pubblicizzazione eviterebbe che iniziative come questa si perdano nei mille rivoli di altri progetti.
    la storia dei piani quinquennali “tipo URSS” mi fa un po’ rabbrividire. non per quello a cui mi riportano alla mente ma perche’ in italia, quando va bene un piano quinquennale dura 15 anni.

     
  3. Antonio Vergara

    22 Maggio 2007 at 09:47

    beh devo dire che dopo italia.it almeno questo è un sito azzeccato, non so quanto osservato sarà: in italia abbiamo in viziaccio di partire facendo gli esploratori senza mai leggere le istruizioni per l’uso. per gli insegnanti basterebbe dare un calcio nel culo ai dementi che ti fanno mettere sotto dagli alunni (dieci anni fa ti facevano tremare solo con lo sguardo…). dicono che il video sia ancora su libero video.

     
  4. aghost

    23 Maggio 2007 at 15:32

    si ma che programmazione ci si può aspettare se la vita media di un governo dura 1 anno e mezzo?

     
  5. db

    23 Maggio 2007 at 18:55

    Aghost, sei sempre pessimista!
    La durata media dei governi è abbastanza alta, in questo millennio 😉

     
  6. aghost

    24 Maggio 2007 at 06:49

    era meglio il piano quinquennale, credimi :)))

     
 
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