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Balle prima degli esami

Ci risiamo. Come tutti gli anni, gli esami di maturità fanno scatenare studenti e giornalisti. Leggo da una notizia ADN:

Il conto alla rovescia è quasi terminato, domani inizia la tanto sospirata maturità 2007. I siti internet sono stati presi d’assalto e dopo escamotage di tutti i tipi, come il Cercaprof per saperne di più sui commissari esterni e gli mp3 per ripassare le lezioni anche durante il tempo libero, i maturandi sono pronti ad affrontare la prima delle prove previste.
Tra i siti più visitati, Studenti.it che ha superato i 100 milioni di contatti e ha deciso di stare vicino alla propria community attraverso la web radio www.radiogiovani.it. (…)

Lo scenario descritto da il Tempo mi riporta alla memoria l’epoca dei miei esami

Non si passa più la notte prima degli esami a studiare.

In effetti non è mai servito a una mazza. Manco studiare la settimana prima serve, a dire il vero.

Quest’anno l’ansia si taglia col coltello, per via dell’incertezza e della paura sulle nuove regole dell’esame di Stato.

Gli anni scorsi, invece, tutti che camminavano a un metro da terra eh?

«Proprio per saperne di più sui commissari esterni i maturandi si sono riversati sul CercaProf – dice Marta Ferrucci, responsabile di Studenti.it – dove sono stati schedati più di 8.500 professori.

Insomma, manco l’archivio AFIS che usa la scientifica è così nutrito. Ma per scoprire cosa? Se un prof è clemente, inflessibile, rigido, bastardodentro? Chissà, se io fossi un professore di Informatica che scopre di essere definito, nel Cercaprof, con voto Variabile e classificato con argomenti preferenziali come Reti, Sistema informativo aziendale e Database, io accantonerei questi tre argomenti e mi butterei su sistemi operativi, i livelli del modello ISO/OSI e, che so, architetture Von Neumann e non. Bello questo suggerimento eh? Ricordatevi del professor Martinelli (Giorgio Faletti).

Sono state effettuate un milione di ricerche nell’arco delle prime due settimane di giugno». Skuola.net ha invece organizzato, sempre per questa sera, la «Notte bianca prima degli esami»: l’idea è nata dal fatto che l’anno scorso oltre 15.000 studenti insonni visitarono il sito. I ragazzi potranno interagire con chat, forum e radio in shoutcast e rilassarsi anche vedendo video musicali. Sarà un caldo abbraccio telematico che accomunerà tutti gli studenti tremebondi nelle loro singole camerette.

Un caldo abbraccio telematico? Lasciamo perdere l’immagine che mi suscita questa frase sugli studenti tremebondi nelle loro singole camerette, va’…

Ha impazzato, come ogni anno, anche il toto-esame.

Oh, riecco le classiche tematiche ripetute ogni anno da giornali, radiogiornali e telegiornali.

Ma sulle possibilità di trovare le tracce d’esame in rete, ancora prima di domani mattina quando saranno aperte le buste Skuola.net non alimenta speranze: «Qualora qualcuno ne venisse a conoscenza anticipatamente non potrebbe divulgarle. Il sito verrebbe immediatamente chiuso dalla Polizia Postale».

Be’, io non nego che la Polizia Postale sia efficiente, ma un minimo di tempistica tecnica (anche per accorgersi di un sito del genere) ci vuole.

In chat azzardano, come sempre, temi e tracce: «Secondo me uscirà Gramsci! la prof dice che è impossibile che esca Carducci in un governo di sinistra…» E altre argute osservazioni: «Ambiente(con tutto il macello che succede), famiglia, bullismo, avevo pensato anche alla pena di morte ma… ormai è passato un bel pò dal fatto di saddam hussein». Oppure: «Può uscire anke don lorenzo milani cn la scuola di barbiana visto ke è l anniversario.. oh.. noi questo don milani non l’abbiamo fatto mica! qualcuno sa linkarmi qualcosa???»

Leggi qui, va’ (ma che ce vo’?)

C’è chi consiglia di mettersi in contatto con «qualke parente in australia la notte del 19». C’è la certezza che i temi per i maturandi italo-australiani siano uguali a quelli in Italia!

Questa è una trovata stupenda. Roba da sgarrupati.

Il Tg5 della sera, poi, spara la notizia: su internet le tracce dei temi provenienti da una talpa del Ministero dell’Istruzione. E cioè un brano di Pirandello sull’umorismo, l’efficacia dell’arte nella risoluzione dei conflitti giuridici, politici ed economici. Poi il rapporto tra famiglia tradizionale e nuove forme di convivenza, commentando un discorso di Papa Ratzinger. E ancora, la rivoluzione industriale, il conflitto tra etica e sperimentazioni scientifiche. Studenti.it, invece, scommette su Moravia e il Neorealismo, la famiglia e le rivolte studentesche del 1968 e il bicentanario della mnascita di Garibaldi. 

Qualcuno ha denunciato chi ha fatto da amplificatore a questa talpa del ministero?

Ragazzi vi dico solo in bocca al lupo: da quando esiste l’esame di maturità, da che mondo e mondo (prima frase fatta), quello che è stato è stato (seconda frase fatta), i giochi sono fatti  (les jeux sont faits, terza frase fatta).

 
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Pubblicato da su 19 giugno 2007 in Mondo, news

 

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Un concorso da non perdere

Se vi interessa vincere un Nokia N95, Geekissimo ve ne da’ l’opportunità.

 
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Pubblicato da su 18 giugno 2007 in Mondo

 

Una firma per la trasparenza

The Million Portal bay , raccogliendo il testimone da ScandaloItaliano, lancia una nuova iniziativa, sempre relativa a Italia.it, ai fini di “un’indagine conoscitiva seria, definitiva e chiarificatrice sulla vicenda e sull’appalto europeo del portale nazionale del turismo italiano http://www.italia.it“.

Per questo motivo è stata varata una petizione online (ma prima di firmare è quantomai opportuno leggerne il testo, disponibile anche a questo indirizzo), indirizzata alla Corte dei Conti, all’ Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture, all’ Antitrust e alla Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori della Commissione Europea, e alla Procura Generale della Repubblica di Roma, con cui tutti i firmatari chiederanno di poter far luce concretamente sul contestato progetto del portale Italia.it e sul denaro pubblico investitovi. Denaro pubblico, quindi proveniente dalle tasche dei contribuenti che – ad avviso non solo di chi scrive – hanno il diritto di sapere come viene impiegato.

Tesoretto o non tesoretto.

P.S.. in casi di petizioni online mi permetto sempre una raccomandazione: per dare all’iniziativa la credibilità che merita, non aderite firmandovi con un nickame, o con il solo nome o il solo cognome. Scrivete almeno nome, cognome e città di provenienza. E non sottoscrivete adesioni multiple, ne basta una. Così facendo:

  • nessuno potrà dire che le adesioni sono gonfiate;
  • ognuno dimostrerà di avere il coraggio delle proprie azioni, soprattutto se esercita un proprio diritto e non manca di rispetto al prossimo.
 
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Pubblicato da su 13 giugno 2007 in media, news

 

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Insomma, un Gian Burrasca

Paolo riporta le dichiarazioni di un ex senatore che, qualche giorno fa, ha accusato un malore ed è stato soccorso da un’ambulanza. Durante il viaggio, grazie alle prodigiose cure dei paramedici si è prontamente ristabilito e, invece di andare al Pronto Soccorso per i doverosi accertamenti imposti dal caso, ha preferito non mancare un appuntamento televisivo e si è fatto accompagnare davanti agli studi de La7 per non dover chiamare un’auto blu.

Questa almeno è la versione ufficiale dell’abuso addebitato a Gustavo Selva (ovviamente già disponibile anche in versione wikipedica) che in merito ha dichiarato:

Ho spiegato mille volte che era un’auto ambulanza riservata esclusivamente a coloro che erano a Palazzo Chigi per la conferenza stampa di Bush e il presidente Prodi, quindi non ho sottratto assolutamente nessun mezzo pubblico a cittadini che ne avevano bisogno.

Non e’ stato un reato, quindi non so perche’ mi debba pentire di qualcosa che puo’ essere stata un gogliardata, una necessita’ che ho sentito, di poter arrivare all’impegno dato che non avevo trovato un taxi.

A parte il fatto che poi si è dimesso (evidentemente ne sentiva la necessità), effettivamente sarebbe bastato prendere possesso di una qualunque auto parcheggiata. Ad esempio quella di un commesso che finiva il turno alle 22… e quindi l’auto era disponibile fino a quell’ora: non avrebbe privato l’auto di nessuno, e avrebbe comunque soddisfatto una necessità che sentiva, cioè quella di fare una goliardata.

Ma si chiama Gustavo Selva o Giannino Stoppani?

P.S.: ehi, comunque tutto ciò che diciamo rimane a livello goliardico, s’intende.

 
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Pubblicato da su 13 giugno 2007 in Mondo

 

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Occhio al registro italiano che è tedesco

Come ogni anno (ma ne riparlo volentieri, repetita juvant e poi capita sempre di trovare qualcuno che non ne è a conoscenza), ho ricevuto la comunicazione dal Registro Italiano in Internet, che mi scrive:

Nel quadro dell’attualizzazione annuale della Vostra registrazione nel Registro Italiano in Internet, Vi preghiamo di verificare la correttezza e completezza del Vostri dati da noi registrati e di verificarli, se ne è necessario, sotto il seguente indirizzo Internet: http://www.Registro-Italiano-in-Inbternet.com. Solamente così, il registro Internet riporterà i dati più attuali! La Vostra registrazione di base e la sua attualizzazione sono gratuite.

La lettera può sembrare una sorta di promemoria finalizzato al rinnovo della registrazione del nome a dominio, che magari arriva proprio a ridosso della data di scadenza, ma in realtà è tutt’altra cosa, per cui se la ricevete anche voi fate attenzione: si tratta di un ordine vero e proprio, più precisamente per la sottoscrizione – su base triennale – ai servizi di una directory tedesca, che fa capo alla DAD Deutscher Addresdienst GmbH. Per comparire in tale registro chiedono il pagamento di un importo di 958 euro per tre anni. Quindi in totale fanno 2.874 euro, pagati per far comparire un link, per la durata di tre anni, nella pagine di questo registro.

Ergo, valutate bene le comunicazioni di questo tenore (e con queste cifre) che provengono da un’azienda diversa dal Maintainer con cui avete registrato il vostro nome a dominio. E valutate bene se vale la pena spendere quelle somme per avere un link su quel tipo di directory.

Badate bene: non è una truffa. Come non sarebbe una truffa, ad esempio, la proposta di acquisto di una normale spilla da balia al prezzo di 700 euro.

 
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Pubblicato da su 13 giugno 2007 in Mondo, news

 

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La fibra che ride in un workshop al Senato

Ieri il prode Stefano Quintarelli è sbarcato al Senato, armato di PC,  per una presentazione che ha esposto la situazione attuale e prospettica della rete fissa e la rete di domani, tra vecchi e nuovi problemi.

Purtroppo non c’era un videoproiettore e non si e’ visto un granché, anche se ho tenuto il pc in mano vicino alla platea per far vedere. Il messaggio credo che comunque, in buona misura, sia arrivato.

Questa è la presentazione dell’intervento.

Se il messaggio è arrivato è un buon segno (significa che al Senato non si pensa solo ai gelati o a risolvere i problemi di trasporto con mezzi poco ortodossi).

Peccato che negli austeri ambienti del Senato non ci fosse la disponibilità di un sistema di videoproiezione: c’è da sperare che la tecnologia vi possa entrare a 360 gradi, non solo come argomento di discussione e valutazione (e, auspicabilmente, di decisione), ma anche a livello infrastrutturale.

 
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Pubblicato da su 12 giugno 2007 in media, news

 

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iPhone: Web 2.0 con qualche perplessità

Naturalmente alla WWDC il keynote di Steve Jobs era denso di attese. Innovation is the Agenda at WWDC, si legge nella homepage dedicata all’evento.

Poche sorprese, ma interessanti. Tra le innovazioni di cui ha parlato il boss della mela c’erano i nuovi videogame per Mac, il nuovo Leopard, sistema “fully 64 bit” descritto con le sue principali caratteristiche, Safari for Windows (che getta il guanto di sfida a MS Internet Explorer) e l’immancabile iPhone. Immancabile perché, “a 18 giorni dal lancio” (previsto per il 29 giugno), tutto sommato non si sa moltissimo di questo nuovo apparecchio, oltre a quanto già è stato presentato in forma ufficiale.

Certo Leopard sarà una grande novità, ma è innanzitutto Safari for Windows che cattura l’attenzione. Apple descrive come il nuovo browser vada incontro alle aspettative dell’utenza: “Crediamo che gli utenti Windows rimarranno davvero impressionati nel constatare con Safari quanto veloce e intuitivo possa essere un browser web.  Centinaia di milioni di utenti Windows utilizzano già iTunes, e non vediamo l’ora di far loro provare anche l’esperienza di browsing superiore di Safari”.

Poi, one last thing… ed ecco l’iPhone, che è stato descritto come un apparecchio spiccatamente Web 2.0:

“Sviluppatori e utenti apprezzeranno in ugual misura e si stupiranno i quanto questi applicativi abbiano un aspetto e una resa fantastici su iPhone (…) Il nostro approccio innovativo, che utilizza standard basati su Web 2.0, permette agli sviluppatori di creare nuovi incredibili applicativi mantenendo sicuro e affidabile l’iPhone”.

Un iPhone aperto dunque, a cui però non manca qualche chiusura sul fronte del messaging: niente funzionalità di Instant Messaging o MMS, come ben descrive Pietro Saccomani su VoIPBlog:

Arriva una conferma, anche se non è ufficiale: non sarà possibile inviare messaggi IM dall’applicazione SMS dell’iPhone.

Macrumors ha pubblicato alcune pagine di quello che dovrebbe essere il manuale iPhone per i venditori AT&T. Trattandosi di una fonte non ufficiale, possiamo sempre sperare nel fake.

Nella parte dedicata alla funzionalità SMS possiamo leggere:

– SMS text message button shows how many new messages are waiting
Threaded conversations
– Hear an audio alert for new messages
– Error correction and prevention in the keyboard. Only displayed when you need it.

Quando si parla delle differenze rispetto all’attuale offerta di messaging di AT&T, il manuale riporta:

– SMS text messages on the iPhone will “look” like instant messaging;
– Phone users will not be able to conduct IM conversations with instant messaging users
– iPhone doesn’t support MMS messaging for photos or videos.

I chattatori più accaniti potrebbero rimanere molto delusi. Ci sarebbe anche da discutere sul fatto che l’iPhone, sempre secondo quello che Macrumors ha definito il manuale per i venditori di AT&T, dovrebbe consentire di utilizzare solo contenuti compatibili con iTunes.

 
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Pubblicato da su 11 giugno 2007 in media, Mondo, news

 

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AIIP: occhio al Bitstream

L’AIIP ha fatto pubblicare sul quotidiano il Messaggero una lettera aperta relativa ad un argomento troppo importante per essere ignorato. Da PI Telefonia:

La preoccupazione di AIIP è che un passaggio della revolution, quello che vede Telecom Italia impegnata a fornire un’offerta in linea con le richieste dell’Autorità TLC, possa fermare il tutto, e per questo ha diffidato Telecom “a presentare un’offerta che ottemperi tempestivamente, e senza artificiosi indugi, alle disposizioni richiamate e sia allineata alle migliori condizioni applicate in Europa, evidenziando che ogni ritardo o incongrua applicazione pregiudicherebbe i concorrenti e i consumatori” (AIIP ha anche pubblicato un documento tecnico che analizza i prezzi in Europa).

La paura è che l’incumbent intenda proporsi con un’offerta “con prezzi superiori persino a quelli attuali, sui quali l’Autorità TLC si troverebbe ad intervenire dopo settembre e sulla base della contabilità regolatoria di Telecom Italia, uno strumento spesso presentato con grande ritardo e considerato dai provider poco attendibile”.

Un’offerta allineata ai prezzi europei, come scrive Stefano Quintarelli, consentirebbe agli utenti di avere il triplo della banda a parità di prezzo.

Per raggiungere l’obiettivo della correttezza del Bitstream, Stefano promuove dal suo blog una petizione elettronica, a cui è possibile aderire scrivendo una mail – anche senza testo – a  lettera.aperta@aiip2.messagenet.it.

Ma ecco il testo della lettera aperta di AIIP:

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), in data 29 maggio 2007, ha pubblicato la Delibera n. 249/07/CONS che, in attuazione del nuovo quadro regolamentare europeo, disciplina i servizi a larga banda all’ingrosso (cd. “bitstream”) prevedendo l’obbligo di Telecom Italia di formulare una offerta disaggregata ed orientata ai costi.

Il provvedimento stabilisce i criteri che l’operatore dominante dovrà utilizzare per formulare i prezzi all’ingrosso, tra cui i) allineamento alle migliori pratiche europee in tema di prezzi dei servizi bitstream, ii) orientamento al costo sulla base della contabilità regolatoria iii) replicabilità delle offerte di banda larga al consumo di Telecom Italia. Quest’ultima, entro 15 giorni dalla Delibera, deve pubblicare la nuova offerta all’ingrosso conforme a tali criteri.

La corretta e tempestiva applicazione di questa Delibera porterà grandi vantaggi ai consumatori: miglioramento del rapporto prezzo/prestazioni delle offerte a larga banda esistenti, abbattimento del digital divide (grazie all’orientamento degli investimenti in nuove infrastrutture di accesso a larga banda nelle zone oggi prive di copertura, in luogo della duplicazione di reti già esistenti nelle zone “ricche”) e lancio in tutto il territorio Italiano della fornitura di servizi innovativi, ad esempio la televisione interattiva anche da parte degli operatori alternativi.

In difesa di questi obiettivi AIIP ha diffidato Telecom Italia a presentare un’offerta che ottemperi tempestivamente, e senza artificiosi indugi, alle disposizioni richiamate e sia allineata alle migliori condizioni applicate in Europa, evidenziando che ogni ritardo o incongrua applicazione pregiudicherebbe i concorrenti e i consumatori.

e migliori pratiche europee sono state oggetto di un approfondito studio da parte di AIIP, i cui risultati sono allegati in calce.
AIIP, è seriamente preoccupata della possibilità che Telecom Italia, come già avvenuto, adotti una tattica dilatoria presentando un’offerta lontana dall’orientamento al costo e dalle migliori condizioni praticate in Europa, al solo fine di sfruttare i tempi richiesti da un intervento dell’Autorità per la modifica dell’offerta.

Allegati: AIIP BEST PRACTICE

 
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Pubblicato da su 10 giugno 2007 in Mondo, news

 

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Il phishing maldestro

Un utente mediamente preparato dovrebbe tranquillamente ignorare tentativi di phishing come questo (se cliccate sull’immagine la vedete meglio):

mail di phishing ricevuta dal sottoscritto

L’autore del phishing, solitamente, tenta di far abboccare gli utenti, inducendoli a rivelare credenziali di accesso riservate, allo scopo di farne un uso fraudolento. Chi ha scritto questo messaggio, però, è paragonabile a un pescatore che come esca usa un cubo di rubik.

 
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Pubblicato da su 8 giugno 2007 in Senza categoria

 

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L’Italia fa la convergenza?

Settimana densa di novità, nel panorama della telefonia italiana: innanzitutto per il debutto di due nuovi operatori mobili virtuali che, almeno sulla carta, dovrebbero essere forieri di una ventata d’aria fresca nel mercato, ma che – al momento – hanno presentato un’offerta non particolarmente innovativa. Bisogna però dare tempo al tempo e attendere – dopo un periodo di rodaggio – gli effetti del loro ingresso sulla scena, magari con l’introduzione di soluzioni commerciali “di rottura”.

In secondo luogo c’è una novità regolamentare, o quantomeno i suoi prodromi: l’Agcom, nella giornata di ieri, ha messo a punto lo schema di provvedimento che aprirà la strada, in Italia, alle offerte convergenti fisso-mobili di telefonia. In panchina attendono di entrare in gioco Telecom Italia e Vodafone, che hanno già pronte due offerte, Unica e Numero Fisso.

Entrambe hanno l’obiettivo di dare all’utente la possibilità di utilizzare un solo apparecchio telefonico, ovunque si trovi (in casa e fuori), mantenendosi sempre reperibile: in pratica, chi avrà questo tipo di contratto, riceverà sul proprio telefonino anche le chiamate effettuate sul numero di casa. Il chiamante non avrà brutte sorprese e pagherà la tariffa corrispondente al numero di telefono che ha composto: se ha chiamato un numero fisso, non dovrà pagare la tariffa per le telefonate destinate a reti mobili.

Il via libera dell’Agcom apre la strada proprio a queste soluzioni. Questo non significa comunque che domani i due operatori si trovino nella posizione di lanciare commercialmente le loro soluzioni: per la convergenza dovremo attendere ancora un po’. Ma almeno la strada sembra tracciata. Ho scritto qualche dettaglio in più su PI Telefonia.

 
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Pubblicato da su 7 giugno 2007 in news

 

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Il Palm di Bono

Se dico U2 ed Elevation, cosa vi viene in mente? Probabilmente i fan della band irlandese dovrebbero arrivare subito alla canzone (Elevation, appunto). Pochi sanno, però, che Elevation è anche il nome di un fondo di private equity, di cui Paul David Hewson (in arte Bono Vox) è socio fondatore.

Si da’ il caso che il fondo Elevation (lo riferisce il Financial Times) abbia offerto 242 milioni di euro (325 milioni di dollari) per rilevare il 25% di Palm, il produttore dei Treo e del nuovo Foleo. Palm ha bisogno di risollevarsi da una situazione finanziaria e di mercato non esattamente florida. Non è un problema di qualità di prodotto, ma di concorrenza decisamente agguerrita: dall’atteso iPhone ai consolidati BlackBerry, passando per i Pocket PC e tutti gli smartphone business-oriented, l’arena è affollata e non è facile essere i primi della classe.

Palm ha anche arruolato l’ex direttore finanziario di Apple (e attuale boss di Elevation) Fred Anderson.

Che suonerie potremmo immaginare di trovare sui futuri Palm? 🙂

 
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Pubblicato da su 6 giugno 2007 in Mondo, news

 

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E dimmi: è ricco? E’ laureato?

Ricco lo è, indubbiamente. Indiscutibilmente. Non potrebbe essere definito altrimenti colui che vanta un patrimonio di 56 miliardi di dollari (lo ha contato Forbes). Laureato, lo sarà: il collegio degli Harvard Alumni ha deciso da tempo di riconoscere a Bill Gates una laurea honoris causa.

Dirò meglio: laureato ad honorem, lo sarà di nuovo. Già, perché William Henry Gates III è già stato insignito di riconoscimenti accademici: ha ricevuto lauree honoris causa dall’olandese Nyenrode Business Universiteit, dallo svedese Royal Institute of Technology e dalla giapponese Waseda University.  Figura inoltre tra gli Honorary Graduates dell’Università di Edimburgo e della Stellenbosch University.

Perché, dunque, fa notizia la laurea che gli sarà consegnata il 7 giugno? Perché la riceverà ad Harvard, l’ateneo dove lui ha cominciato gli studi universitari nel 1973, senza però portarli a termine.

 
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Pubblicato da su 5 giugno 2007 in Mondo, news

 

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Il baby-robot

Questa è un’Ansa che può generare ansia:

IN GIAPPONE NASCE IL ROBOT BAMBINO

TOKYO – Un robot in grado di simulare i comportamenti di un bambino di 18 mesi è stato costruito in Giappone da ricercatori dell’Ente nazionale per la scienza e la tecnologia. Come si legge oggi sul quotidiano Yomiuri, l’automa presentato all’università di Osaka è alto 1,3 metri e pesa 33 chili. Modellato con silicone in fattezze simili alla popolare immagine cinematografica di E.T., il robot è stato battezzato CB2, dalle iniziali in inglese di ‘automa bambino con corpo biomimetico’.

Il robot è dotato di oltre 200 sensori ottici, auditivi e tattili, che lo fanno reagire a stimoli ambientali cambiando le espressioni del viso, su cui risaltano i grandi occhi. I movimenti già alquanto complessi di un bimbo di 18 mesi sono replicati grazie a una cinquantina di simulatori muscolari ad aria compressa.

Mi sfuggono due cose:

  1. a che serve?
  2. qual è la foto giusta?

(ANSA)

(Tgcom)

 
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Pubblicato da su 4 giugno 2007 in Mondo, news

 

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La settimana dei virtuali

A partire da questa settimana, nell’arena del mercato della telefonia mobile entrano due nuovi protagonisti: sono CoopVoce e UNOMobile, frutto degli accordi siglati (rispettivamente) tra TIM e Coop e tra Vodafone e Carrefour.

Ho scritto per Punto Informatico (pardon, per PI Telefonia) un articolo con alcuni dettagli delle offerte. Come potrete notare, dalle condizioni proposte dai due nuovi operatori emerge un certo allineamento al mercato. UNOMobile si distingue per non prevedere scatti alla risposta, come invece fa CoopVoce che, però, offre ad ogni ricarica un bonus aggiuntivo del 20% in traffico telefonico.

Il concetto di bonus di ricarica è senz’altro più gradito di quello, mai digerito ma ormai abbandonato (per legge), di costo di ricarica, anche se non è una novità assoluta (all’estero esiste già da tempo, ma anche in Italia si era visto). A mio modesto parere, i consumatori si aspettavano qualcosa di più, in termini di convenienza.

Vedremo come i nuovi arrivati (a cui presto si dovrebbe aggiungere Poste Italiane) si muoveranno nel mercato e quanto impiegheranno a lanciare allettanti offerte promozionali. Un argomento che non dovrebbe essere affatto estraneo ad operatori telefonici legati al mondo della GDO, che sovente propone alla clientela promozioni 3 x 2 e offerte abbinate di prodotto anche diversi tra loro.

(copertina di Punto Informatico di oggi – by Luca Schiavoni)

 
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Pubblicato da su 4 giugno 2007 in news

 

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Visti da vicino. Più vicino.

Direttamente da Mountain View (sede di Google) arriva Street View, un servizio integrato in Google Maps per avere la possibilità di godersi una visuale “terrestre” di quanto, finora, era possibile vedere solo dall’alto, in versione mappa o fotografia satellitare.

Per chi se lo fosse perso, o ne avesse solo sentito parlare, ecco un simpatico video che lo descrive

Street View è attivo (almeno per ora) solo sulle strade di San Francisco, Las Vegas, Denver, New York e Miami. Ma è verosimile pensare che estenderà le proprie funzionalità.

Ammetto che fa una certa impressione poter vedere immagini a questi livelli. Devo ancora capire bene a che cosa può essere utile, al di là di un mero turismo virtuale. Chissà, visto che Google, nel corso della settimana, ha annunciato di aver acquisito Panoramio, non è difficile prevedere che Street View si possa evolvere in una sorta di servizio di reporting localizzabile, accessibile agli utenti.

Davz mi ricorda che c’è qualcosa del genere in Pagine Gialle Visual, che nell’offrire un servizio simile a Google Maps propone anche percorsi in soggettiva street level per varie città italiane (cliccando sul bollino “360°” in basso a destra).

Ecco un esempio in una foto di Bergamo (piazza Vecchia)

Quale preferite?

In entrambi i casi non mancheranno polemiche inerenti alla salvaguardia della privacy delle persone che si trovano ritratte nelle immagini disponibili su web. Anche se non è sempre facile individuare una persona, ne’ capire quando sono state scattate le foto.

P.S.: Piazza Vecchia, comunque, si vede meglio qui.

 
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Pubblicato da su 2 giugno 2007 in Mondo, news

 

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