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Il ministro Gentiloni sulle pagine di PI

La copertina di PI del 2 febbraio 2007

Domani su PI c’è un’intervista rilasciata dal Ministro delle Comunicazioni Gentiloni. Focus sul nuovo contratto di servizio RAI e tutto ciò che vi orbita attorno (diritti, accessbilità, net neutrality…). Questo dovrebbe essere il primo passo verso un servizio pubblico davvero aperto. La strada da fare, però, è ancora tanta.

Speriamo che si prosegua nella direzione giusta.

 
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Pubblicato da su 1 febbraio 2007 in media

 

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Non si parla in classe

Ah, mi pareva, che non servisse una nuova legge che impedisse di usare il telefono cellulare a scuola.

E pensare che ho avuto il mio primo cellulare all’età di 26 anni… D’accordo, prima nemmeno esistevano (o meglio, c’erano, ma non erano esattamente così tascabili e sfiziosi), ma in ogni caso sono riuscito a sopravvivere senza.

 
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Pubblicato da su 31 gennaio 2007 in news

 

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Studenti in calore

Non so bene cosa pensare quando leggo queste notizie:

SESSO DURANTE ASSEMBLEA CLASSE, VIDEO VIAGGIA SU MMS

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sesso orale sulla cattedra, durante l’ assemblea di classe, filmato con i videofonini dai compagni, che avrebbero poi trasmesso le immagini via mms ad altri studenti. L’ episodio, denuncia un sito internet di San Benedetto del Tronto, sarebbe avvenuto martedì scorso in una prima classe di un istituto superiore della città, nel corso di un’ assemblea, che – come prevede il regolamento scolastico – si svolge senza la presenza dei professori. Uno studente e una studentessa, si presume di 14, massimo 15 anni, avrebbero fatto sesso davanti ai compagni, intenti a immortalare l’ avvenimento con i cellulari.

Tranne un gruppetto, che non essendo disposto a prendere parte al ‘rito’, si sarebbe autoconfinato in un angolo dell’ aula. I carabinieri e la procura dei minori di Ancona hanno appreso la notizia stamani dal sito web, mentre la scuola – per ora – rifiuta commenti. La preside risulta assente e non ha dichiarazioni da fare alla stampa, e così il vicepreside. Il sito informa però che i ragazzini protagonisti della vicenda sarebbero già stati sospesi per 15 giorni, con l’ obbligo di frequentare le lezioni (che sospensione sarebbe??). Tornati a casa, alcuni dei minori testimoni dell’ accaduto avrebbero raccontato tutto ai genitori, che a loro volta avrebbero poi informato l’ autorità scolastica.

Di fronte a questo ennesimo episodio di degrado dei valori di cui, ribadisco, a mio avviso la colpa è in buona parte degli educatori (genitori e insegnanti, anche se non voglio entrare nel merito del caso specifico) rimango, ancora una volta, senza parole. Tra l’altro, mi è capitato di sentirne parlare al TG5 e sono rimasto perplesso per due cose:

  • il commento di Barbara Palombelli, che ha definito la vicenda solamente “un brutto pasticcio” (forse non voleva minimizzare, ma a me il senso del suo intervento sembrava volesse dire “eh vabbe’, e che sarà mai?”)
  • l’abbigliamento decisamente leggero (maglietta e calzoncini corti) di uno degli studenti intervistati dall’imbacuccato inviato in questo freddo 25 gennaio, che mi ha fatto pensare al titolo di questo post.

 
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Pubblicato da su 25 gennaio 2007 in news

 

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Digital divide generazionale

C’è un po’ di digital divide generazionale, sullo sfondo di questa storia che è balzata in questi giorni agli onori della cronaca:

Anziana deruba vicino romeno e si fotografa per sbaglio, denunciata
Protagonista dell’incredibile vicenda è una pensionata vedova di 69 anni di Santena

TORINO – Ha derubato il vicino di casa romeno e con i soldi del furto ha acquistato un Gratta e vinci che le ha fruttato 100 euro, ma non si era resa conto di essersi immortalata sulla scena del crimine, schiacciando inavvertitamente il pulsante della macchina fotografica della vittima. Protagonista dell’incredibile vicenda è una pensionata vedova di 69 anni di Santena che è stata denunciata per furto dai carabinieri ai quali ha restituito il maltolto chiedendo però di poter tenere per se la vincita.
L’episodio è accaduto due giorni fa quando l’anziana si è accorta che il vicino, un ragazzo romeno di 30 anni che vive regolarmente in Italia, aveva dimenticato la porta di casa aperta. L’arzilla signora ha quindi pensato bene di entrare ma non per assicurarsi che tutto fosse in ordine quanto piuttosto per far fruttare la situazione. Una volta all’interno ha frugato un pò in giro trovando 800 euro che si è messa in tasca, ma nella sua ricerca ha spostato una macchina fotografica digitale toccando inavvertitamente il pulsante di scatto senza rendersi conto di essersi fotografata. Poi è uscita ed è andata in tabaccheria a comprare un biglietto della lotteria istantanea vincendo 100 euro.
Quando il suo vicino è tornato a casa si è accorto che mancavano i soldi e ha subito notato che la fotocamera digitale era stata spostata e che c’era uno scatto in più rispetti a quelli che aveva fatto lui. Immediatamente ha chiamato i carabinieri e visionando le varie fotografie hanno visto che il soggetto ritratto nell’ultima era l’improvvisata e maldestra ladra. Quando la signora è stata rintracciata ha ammesso quello che aveva fatto e ha restituito gli 800 euro rubati chiedendo soltanto di potersi tenere il frutto della vincita.

 
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Pubblicato da su 25 gennaio 2007 in news

 

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La TV mobile soffre?

Perché – si chiede oggi Franco Carlini da Chips & Salsanonostante gli sconti, le offerte e i videofonini quasi regalati, il popolo consumatore non li compra e poco li usa per vedere la televisione sul cellulare?

La domanda, a dire il vero, è più che legittima. Quanto sappiamo, in realtà, del gradimento che l’offerta della TV mobile ha riscontrato, fino ad oggi, presso il pubblico? Poco, nonostante il battage pubblicitario degli operatori mobili (che ci informano, tutti e quattro, che la settima edizione del Grande Fratello è finalmente visibile anche sui loto TVfonini) tenti di inculcarci nel cervello che la fighissima opportunità di “guardare la tele” dall’apparecchio telefonico sia la nostra più grande ambizione.

Ma è così? E – se non lo è – perché? Il post di Carlini offre come risposta una riflessione interessante, che si aggiunge agli scetticismi già manifestati in passato da analisti e addetti ai lavori.

 
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Pubblicato da su 25 gennaio 2007 in media

 

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Scaricare fa bene?

In questi giorni ho letto da varie fonti e agenzie di stampa, tra cui l’ANSA, una notizia che, sulle prime, appariva molto interessante (mettendo da parte, per un attimo, la tentazione di correggere l’uso di una certa terminologia). Il problema è che il fatto, così descritto, va precisato e approfondito, e non travisato.

NON E’ REATO ‘SCARICARE’ DA INTERNET SENZA LUCRO

ROMA – Scaricare da internet film, musica o programmi tutelati dal diritto d’autore non è reato se questo non implica alcun guadagno economico. Lo spiega la Terza sezione penale della Corte di Cassazione che ha annullato la condanna a tre mesi e 10 giorni di reclusione inflitta dalla Corte d’Appello di Torino a due giovani che avevano scaricato e condiviso in rete tramite un computer di una associazione studentesca del Politecnico di Torino file musicali, film e software protetti da copyright. I due ragazzi condannati dalla corte torinese avevano sviluppato una cosiddetta “rete p2p” (peer to peer) per scambiare file con altre persone collegate a internet. Il sistema era semplice: bastava collegarsi via Ftp (File transfer protocol) ad un server istallato nel computer di un’associazione studentesca del Politecnico di Torino. Per poter ottenere le chiavi d’accesso occorreva condividere la propria ‘scorta’ di musica, film, videogiochi o software.

Tutto spesso protetto dalla legge sul diritto d’autore. Una filosofia di scambio “do ut des”, diffusissima su internet, che permetteva a tutti di scaricare file gratis dalla rete. Secondo i giudici piemontesi i due giovani autori di questo sistema di scambio file ‘au pair’ erano colpevoli di aver violato agli articoli 171 bis e 171 ter della legge sul diritto d’autore (n. 633/41) che punisce chi, “a scopo di lucro”, diffonde o duplica file e contenuti multimediali protetti da copyright. Ma l’attività dei due imputati – spiega la Suprema Corte nella sentenza n.149 depositata lo scorso 9 gennaio – non aveva alcun “fine di lucro”, e quindi non si configurava l’effettiva violazione della legge. “I giudici di merito – si legge nelle motivazioni della sentenza – hanno erroneamente attribuito all’imputato una attività di duplicazione dei programmi e di opere dell’ingegno protette dal diritto d’autore, poiché la duplicazione in effetti avveniva ad opera dei soggetti che si collegavano con il sito Ftp e da esso, in piena autonomia, prelevavano i file e nello stesso ne scaricavano altri.

Doveva essere esclusa l’esistenza del fine di lucro da parte degli imputati in potendosi ravvisare una mera attività di scambio”. Non solo, anche in relazione al sequestro, in casa di uno degli imputati, di un software per generare codici seriali per registrare illegalmente software protetti da copyright, “doveva escludersi ogni fine commerciale”. Per questo motivo i giudici di Piazza Cavour, rilevando che “le operazioni di ‘download’ sul server Ftp di materiale informatico non coincide con le ipotesi criminose fatte dai giudici torinesi”, e che per “scopo di lucro” deve intendersi “un fine di guadagno economicamente apprezzabile o di incremento patrimoniale da parte dell’autore del fatto, e che non può identificarsi con un vantaggio di altro genere”, ha annullato senza rinvio la condanna per i due ragazzi che sono stati prosciolti definitivamente.

Wow, verrebbe da dire, lo scarico libero (purché non a scopo di lucro) è lecito allora!

Eh no, le cose non stanno così. Innanzitutto il fatto che è stato esaminato dalla Cassazione non riguarda affatto una cosiddetta rete peer-to-peer, ma un server FTP. Ma, a dirla tutta, non è su questo che il can-can mediatico ha inciampato, cantando vittoria – ahime’ – troppo presto: il fatto medesimo, contestato ai due studenti, non è avvenuto ieri, ne’ l’anno scorso, ne’ due anni fa, ma nel 1999.

Cosa cambia? Semplicemente che, da allora, la normativa sul diritto d’autore ha subìto non poche modifiche di rilievo, culminate con la Legge Urbani (varata nel 2004, variata nel 2005). E quindi va considerato che l’attuale legislazione relativa al materiale protetto da diritto d’autore prevede comunque sanzioni amministrative (chiamiamole multe) per il download, e penali per la condivisione.

Insomma, la normativa in materia è cambiata, da quando sono avvenuti i fatti esaminati dalla Cassazione, e quindi oggi scaricare file protetti dal diritto d’autore è illegale. E questa non è un’opinione.

Possiamo però concludere che scaricare non è reato, dal momento che per il solo download sono previste sanzioni amministrative e non penali.

 
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Pubblicato da su 21 gennaio 2007 in news

 

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Aggeggi per l’intrattenimento

C’è un articolo che l’edizione italiana di The Inquirer ha pubblicato stasera, che mi lascia un po’ perplesso su una definizione:

Microsoft mette in guardia Apple sull’iPhone

MICROSOFT, il produttore di software, ha messo in guardia Apple, il costruttore di aggeggi per l’intrattenimento, del fatto che inondare il mercato con il suo iPhone potrebbe rivelarsi una trovata commerciale rischiosa.
(segue)

Ma allora il Mac cos’è, un trastullo per geek?

 
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Pubblicato da su 9 gennaio 2007 in media

 

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Finalmente l’iPhone

Da Macrumors, le immagini della presentazione dell’attesissimo iPhone di Apple (domani ne parlerà anche PI).

Queste sono solo le immagini iniziali della presentazione (un po’ strano vedere un iPod che per telefonare ha bisogno del caro, vecchio, disco).

Ecco l’iPhone, nel suo splendore: player multimediale, funzionalità da palmare/smartphone, connettività EDGE + WiFi, touchscreen con testiera telefonica o QWERTY, display che permette l’orientamento automatico (da verticale ad orizzontale e viceversa) di ciò che viene visualizzato, client e-mail (come BlackBerry, ma senza l’appesantimento di un server), html, browser Safari, Google Maps, e chi più ne ha più ne metta.

Insomma, sembra che l’unica cosa che non faccia sia il caffè. Resta solo da capire quando sarà lanciato sul mercato…

UPDATE:

I primi esemplari debutteranno sul mercato USA in giugno con Cingular. Come dicevo oggi su PI, (ripetendo quanto evidenziato da Toni Sacconaghi di Bernstein), la certificazione FCC non c’è ancora (e in genere l’iter “ruba” un paio di mesetti). Sacconaghi riteneva poco probabile che oggi si desse un’anticipazione, ma a quanto pare Steve Jobs non gli ha voluto dare retta 😉

In Europa l’arrivo è previsto nell’ultimo trimestre del 2007. In tempo per comparire in un’adeguata campagna promozionale che culminerà a Natale…

Prezzi in dollari USA (offerta Cingular, I suppose): 499 per il modello da 4 GB, 599 per quello da 8 GB.

E tanto per mantenere le porte aperte (al mondo delle telecomunicazioni, e chissà a cos’altro ancora), l’annuncio del cambiamento di nome dell’azienda: da Apple Computer a Apple.

L’unica cosa che mi resta da capire è: ma come va con il fatto che il brand iPhone è di Cisco? Arriveranno ad un accordo?

 
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Pubblicato da su 9 gennaio 2007 in Senza categoria

 

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Reggiseno salvavita?

 

Come dice Massimo Mantellini:

Gia la notizia del proiettile vagante rallentato dalla spallina del reggiseno e’ una notiziola un po’ cosi’. Se poi, come scrive Mirumir, capita che il redattore di Repubblica.it sposti il tentato omicidio dalla Florida alla Russia allora il gioco e’ fatto.

 

Comunque la notiziola è molto così. Ma anche così. E magari anche in qualche altro modo che ora non ricordo…

 
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Pubblicato da su 8 gennaio 2007 in Mondo

 

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Bill Gates, filantropo o investitore?

Da un’Ansa pubblicata nel tardo pomeriggio:

Usa: ombre su Gates filantropo
Soldi del fondatore di Microsoft agli inquinatori
(ANSA) – WASHINGTON, 7 GEN – Spuntano ombre sulla Bill & Melinda Gates Foundation, il gigante della beneficenza istituito dal creatore di Microsoft. Una inchiesta del Los Angeles Times solleva dubbi sulle modalita’ con cui viene gestita la società. Con una mano distribuisce vaccini e aiuta a combattere malattie che tormentano l’Africa, ma con l’altra finanzia società che aiutano, con l’inquinamento o alti prezzi dei farmaci, a creare i problemi che e’ necessario combattere.

Bill Gates predica bene e razzola male? Così sembrerebbe dall’inchiesta del L.A. Times (eccola), piuttosto articolata, che parla degli investimenti della Gates Foundation in organizzazioni che contrastano con le iniziative umanitarie della fondazione stessa. Tra queste, si annoverano raffinerie legate a compagnie petrolifere il cui processo produttivo produce un inquinamento devastante – in quanto cancerogeno – per la popolazione che vive nelle loro prossimità; nonché aziende farmaceutiche che applicano politiche restrittive sull’invio di farmaci critici e pregiati per le popolazioni bisognose dei paesi in via di sviluppo.

Insomma, le medaglie hanno sempre (almeno) due facce.

 
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Pubblicato da su 7 gennaio 2007 in news

 

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Computer zombie al TG1

Definirei lodevole l’intento del TG1 di parlare, nell’edizione delle 20 di stasera, di un argomento di attualità come “il fenomeno dei computer-zombie”, visto che ultimamente si fa un gran parlare di questioni di sicurezza informatica senza che nessuno riesca a capire nulla.

Peccato, però, che la questione sia stata trattata in modo un po’ troppo vago (lieve approfondimento di un’Ansa delle 18.05 corredata di una foto imperdibile) e peccato anche che all’intervento di Paolo De Andreis, direttore di Punto Informatico, sia stato dato uno spazio limitato a soli 15 secondi.

Mi piacerebbe, però, che qualcuno desse il proprio giudizio sulla schermata finale posta a conclusione del servizio, che diceva:

Computer – come difendersi:

  • – Non lasciare il pc ai ragazzi che scaricano giochi
  • – Non memorizzare le parole chiave
  • – Non comprate dagli spammer
  • – Non cliccate sulle offerte incredibili
 
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Pubblicato da su 7 gennaio 2007 in news

 

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Meet Andrew Odlyzko

Acconsento volentieri alla richiesta di Stefano di spargere la voce su un evento decisamente interessante (già segnalato nel suo blog): al Politecnico di Milano (aula Rogers), il 17 gennaio alle ore 16, Andrew Odlyzko terrà il seminario “Internet economics, Internet evolution and misleading networking myths”.

Perché è interessante?  Innanzitutto, un rapidissimo zoom: Odlyzko è la più importante mente pensante del Digital Technology Center dell’Università del Minnesota. Impareggiabili sono il suo background matematico e la sua competenza nella comunicazione digitale e nell’e-commerce.

In alcune sue riflessioni e pubblicazioni ha avuto più volte occasione di osservare ruolo e importanza delle reti di comunicazione, che – si legge in quanto Odlyzko scrive – servono principalmente a comunicare, mentre oggi gli operatori tendono a diventare media company cercando di focalizzare il proprio business su intrattenimento e contenuti multimediali. Secondo Odlyzko (e non è una semplice opinione), l’evoluzione  degli operatori di telecomunicazioni non passa necessariamente per l’entertainment, e quindi la rivendita di contenuti multimediali non sarà il business remunerativo che tutti ora credono.

Il suo seminario potrebbe far cambiare opinione a qualcuno, e potrebbe interessare anche a coloro che, più scettici, volessero sentire una posizione autorevolmente fuori dal coro degli esperti del settore.

 
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Pubblicato da su 4 gennaio 2007 in media, Mondo

 

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Buona fine, miglior principio?

Capodanno 2007 a Sidney - da RaiNews24.it

Mentre a Sidney (foto sopra) sono già nel 2007, qui da noi il 2006 volge al termine.

In rete l’argomento del giorno, e quindi di fine anno, è l’esecuzione di Saddam Hussein. Non andrò oltre con i link, chi proprio volesse vedere il video integrale lo potrà cercare altrove. Sempre che si tratti di lui.

Ma i personaggi più in voga su internet nel 2006 rimangono gli stessi: su tutti i nomi più cercati sono quelli di Britney Spears (su Yahoo!), Paris Hilton (su Google News) e Ronaldinho (MSN). Chissà se sono davvero questi gli elementi che ci rivelano lo spessore della maggioranza del popolo che passa buona parte della propria vita su Internet! Per chi ama le classifiche, ecco un’utile tabella pubblicata dal Corriere.

Tanto per restare coerente con il tema della Rete, ricorderò l’anno che si sta chiudendo per due cose:

  • in primis, il 2006 si è caratterizzato come l’anno in cui è nato il concetto di inquinamento postale, dal momento che lo spam ha raggiunto punte da Guinness dei Primati: MessageLabs calcola che il 57,93% delle email ricevute sia posta indesiderata (nel mese di ottobre sarebbe stata del 67,77%), mentre Postini ritiene che a fine 2006 (cioè oggi) la media possa essere pari a circa il 92,6%. Nelle mie mailbox ho calcolato un 80% effettivo.
  • ma si tratta anche dell’anno in cui l’utente è diventato protagonista della rete: c’è stata l’esplosione del social networking, dei siti web che consentono la pubblicazione dei video, l’apertura al riconoscimento del citizen journalism, la trasformazione dei media (in questo concetto, molto ampio, includo anche gli operatori telefonici che distribuiscono contenuti televisivi e i media che stanno per trasferirsi su Internet, come mamma Rai). Lo ha riconosciuto, nella sua copertina dedicata al personaggio dell’anno (sapiente colpo di marketing), anche il Time.

Cosa ci aspetta il prossimo anno? Lo scopriremo da domani… In ogni caso, auguro a tutti voi un ottimo 2007, nella speranza che possa essere migliore degli anni che lo hanno proceduto.

 
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Pubblicato da su 31 dicembre 2006 in Mondo

 

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Privacy VS call center, chi vincerà?

Quante volte vi è capitato di ricevere la telefonata di un’azienda (telefonica, ma non solo) che vi ha formulato una proposta commerciale, azienda a cui naturalmente non avete mai fornito alcun riferimento per contattarvi? Di quelle che ho ricevuto io ho perso il conto. Ma sono stato, tutto sommato, fortunato: a me non è mai capitato di ritrovarmi in bolletta addebiti per servizi non richiesti.

A molto utenti, però, è capitato questo e altro, in spregio ad una normativa sulla privacy che io (come altri) ho sempre considerato con attenzione, soprattutto quando mi sono state sottoposte le varie informative e ho dato il consenso al trattamento dei miei dati personali solo per le finalità che mi interessavano.

Le regole esistono, ma risultano essere largamente disattese. Per questo motivo il Garante della Privacy annuncia di voler applicare la linea dura sull’attività troppo disinvolta di quei call center che si permettono di importunare i cittadini proponendo offerte commerciali non richieste e indesiderate. Come? Con “applicazione di sanzioni amministrative, ultetiori ispezioni e, nei casi più gravi, divieto del trattamento dei dati personali”.

Spero di sbagliarmi, ma la vedo dura. Non parlo della linea del Garante, ma della sua possibilità di successo. Sì, perché – come dicevo sopra – il nuovo pronunciamento del Garante della Privacy, di fatto, ribadisce i contenuti di un provvedimento già esistente, varato lo scorso febbraio (e pubblicato in marzo sulla G.U.) e rivolto agli operatori telefonici, a cui si prescriveva l’attuazione entro maggio 2006 di “specifiche misure per contrastare prassi illegittime come appunto l’attivazione di contratti, schede o servizi telefonici non richiesti dagli utenti e per evitare le telefonate di disturbo”.

In particolare – sottolinea il comunicato diffuso ieri dal Garante con riferimento a quel provvedimento – veniva stabilito che i gestori telefonici e call center devono contattare persone solo se queste hanno manifestato un preventivo consenso a ricevere chiamate e comunicazioni promozionali (consenso indicato da appositi simboli sugli elenchi telefonici); devono sempre spiegare agli interessati da dove sono stati estratti i dati personali che li riguardano; devono rispettare la volontà degli utenti di non essere più disturbati con offerte promozionali. Gli utenti possono comunque esigere di far cancellare i loro dati dal data base del call center nel quale siano stati indebitamente inseriti.

Risultato?

“Sulla base delle segnalazioni pervenute, ma anche del monitoraggio effettuato dalla stessa Autorità in questi mesi, non risulta tuttavia che il fenomeno si sia significativamente ridotto”.

Ora il Garante dichiara di voler arginare il fenomeno proseguendo “sulla strada delle sanzioni amministrative nei casi di violazione” e intensificando l’attività di controllo, avviando accertamenti ispettivi “in collaborazione con la Guardia di Finanza”. “Nei casi in cui emergesse che società telefoniche e call center raccolgono dati in violazione delle norme – conclude il Garante – o contattano utenti in modo illecito (specie quando sia stata registrata la loro volontà di non esser più disturbati), l’Autorità adotterà anche provvedimenti di divieto del trattamento dei dati”. Una “minaccia” che, a onor del vero, è stata formulata anche in provvedimenti precedenti, ma che evidentemente non ha spaventato molti soggetti finora.
“Il Garante si è riservato, infine, eventuali altre iniziative  riguardo le regole alle quali devono sottostare i call center affinché i diritti dei cittadini vengano pienamente rispettati” riferisce il comunicato del Garante.

Vedremo, ora, se la situazione cambierà. Io ricomincerò a tenere il conto delle telefonate che riceverò.

 
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Pubblicato da su 29 dicembre 2006 in news

 

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Voyeurismo virtuale

Qualcuno probabilmente lo chiamerà “diritto di cronaca”, ma secondo me la lettura di questo articolo (che parla di un video definito “hard”, con protagonista una minorenne, pubblicato su internet dall’ex “fidanzatino”), per la minuziosa descrizione delle immagini fornita dalla giornalista, dovrebbe essere riservata ad un pubblico adulto.

 
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Pubblicato da su 28 dicembre 2006 in media

 

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