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Italia – Germania, sfida a suon di titoli

Il post è un po’ OT, ma a volte serve…


Chi mi conosce sa che il calcio non mi interessa granché. E infatti ora non parlerò di calcio, ma di un effetto collaterale della presenza della nostra nazionale di calcio in Germania.

Quello che è stato pubblicato sulla versione cartacea dal settimanale Der Spiegel è inqualificabile: definire gli italiani (in primis i calciatori della nazionale, ma per analogia tutta la popolazione) parassiti, adescatori, viscidi, così, senza una documentazione, una motivazione valida, rende quell’articolo un’autentica immondizia e la testata che l’ha accolto, per analogia, non degna di essere definita giornalistica.

Forse molti italiani non trasmettono una buona immagine di se’ all’estero, ma non è il caso di generalizzare. E il bello è che la redazione ha fatto dietrofront già il giorno dopo, nella versione online del magazine: “L’articolo di ieri ha superato in alcuni punti i limiti del buon gusto. La Direzione si scusa per il fatto che il testo sia stato pubblicato senza correzioni redazionali”.

“Il nostro columnist Achim Achilles ha il compito di formulare nella sua rubrica articoli al limite della ‘political uncorrectness’ – prosegue Der Spiegel – Ciò riesce quasi sempre con senso dell’umorismo e charme. In questo caso invece no. Il suo articolo, in alcune sue parti, ha superato i limiti del buon gusto, in altre ha accumulato clichè che sommati assieme hanno suscitato malintesi e indignazione”.

Secondo me il caldo fa male a parecchie persone e si sente anche in Germania.

 
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Pubblicato da su 3 luglio 2006 in Mondo

 

Il telefonino è davvero peggio dell’alcol?

Leggo da Reuters: Le persone che parlano al cellulare mentre sono alla guida, anche se fanno uso di apparecchi che lasciano le mani libere, sono pericolose come i conducenti in stato di ebbrezza, secondo dei ricercatori americani.

“Se i legislatori vogliono fare qualcosa per diminuire la distrazione degli automobilisti, allora dovrebbero considerare l’ipotesi di mettere fuori legge l’uso dei cellulari mentre si guida“, ha detto Frank Drews, un professore assistente di psicologia dell’Università di Utah che ha lavorato allo studio.

Per il loro studio, pubblicato nel numero estivo di quest’anno di Human Factors, i ricercatori hanno sottoposto alcuni pazienti a una simulazione di guida. I ricercatori hanno preso in esame 40 volontari che hanno effettuato la simulazione di guida in quattro condizioni differenti — concentrati, al telefonino con e senza auricolari e con un livello di alcol nel sangue pari allo 0,08% — il livello medio legale per non essere idonei alla guida negli Stati Uniti — dopo aver bevuto vodka e succo d’arancia.

Tre dei partecipanti hanno tamponato la macchina che si trovava davanti a loro. Tutti stavano parlando al telefono e nessuno era ubriaco, hanno detto i ricercatori.

I conducenti che parlavano al telefonino o con gli auricolari guidavano leggermente più lentamente ed erano anche il 9% più lenti a premere sul pedale del freno. Inoltre la loro velocità era più irregolare dei partecipanti che hanno guidato senza distrazioni.

Le persone che hanno guidato con un livello di alcol nel sangue dello 0,08% hanno guidato l’automobile un po’ più lentamente degli automobilisti concentrati e di coloro che usavano il telefonino, ma con una guida più aggressiva.

“Parlare al telefonino mentre si guida è pericoloso quanto o forse di più del guidare in stato di ebbrezza”, ha detto Drews, che ha aggiunto che l’alcol è la causa del 40% dei 42.000 casi di incidenti nel traffico che si verificano negli Stati Uniti ogni anno.

Proprio come molte persone che bevono, anche chi usa il telefono alla guida pensa di non essere dipendente, hanno spiegato i ricercatori.

Lasciamo perdere la curiosità su come siano stati risolti i micro-incidenti (hanno compilato la constatazione amichevole? L’Università dello Utah avrà rimborsato i danni?).

Bene, ora quando siete alla guida, guardatevi intorno (senza distrarvi troppo, mi raccomando): oltre a voi, quante persone vedete che guidano l’auto parlando al telefono? Se in quel momento vi sentite relativamente sicuri, pensate vi sentireste altrettanto sicuri sapendo ubriachi quegli stessi automobilisti?

Dopo aver letto l’esito di questo esperimento forse no, ma non so se questo sia giustificato o si tratti di una sorta di terrorismo psicologico indotto, come mi ha scritto un lettore.

 
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Pubblicato da su 2 luglio 2006 in Mondo, news

 

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Ericsson non regala computer

Dopo aver ricevuto, in un solo giorno, una dozzina di questi messaggi, mi sembra giusto parlarne perché temo che la cosa abbia assunto proporzioni considerevoli. Dario

Circola da qualche giorno una mail, tramite le classiche catene di sant’Antonio, con queste caratteristiche

Subject: COMPUTER ERICSSON DI DISTRIBUZIONE GRATUITA
Testo: La societa Ericsson distribuisce gratuitamente computers portatili con la intenzione di controbattere Nokia che ha fatto lo stesso come strategia di mercato.

Ericsson ha come obbiettivo fondamentale di aumentare la sua popolarita; per questo motivo Ericsson distribuisce gratuitamente il nuovo computer portatile WAP.

Tutto quello che si deve fare e inviare questa email a otto persone che conosci, e in approssimatamente tre settimane, riceverai un portatile Ericsson T18. Se il messaggio e inviato a venti persone o piu, puoi avere la fortuna di ricevere un portatile Ericsson R320.

Per rendere effettiva questa opportunita e importante prendere nota di inviare la sua email in copia a: anna.swelung@ericsson.com E’ importante avere chiaro che non si tratta di uno scherzo. Provatelo, con piacere, regalatevi un computer portatile.

Buona fortuna.

Ma chi ci crede? Non tanto perché nessuno regala nulla, ma anche solo per buon senso, sembra qui inutile dire che un messaggio del genere va ignorato.

In ogni caso si tratta di una palla colossale, ed è solo una variante di una vecchia catena in circolazione da anni e anni, che spacciava per vera la notizia che Ericsson regalava telefonini. Chi si è preoccupato di aggiornare la mail, modificando l’entità del regalo (dal cellulare si è infatti passati ad un avanzatissimo portatile WAP), non ha profuso molta fatica, ne’ ha investito in fantasia, e ha lasciato invariato il testo rimanente.  C’è persino lo stesso contatto, l’inesistente (almeno in Ericsson) Anna Swelung (originariamente Swelund).

Se non credete a me, fidatevi almeno della smentita ufficiale pubblicata dalla stessa Ericsson. In ogni caso, ecco l’immagine del portatile WAP che la mail promette e che, se ne seguite le indicazioni, non riceverete mai.

Ericsson R320 (dal sito http://www.sonyericsson.com)

 
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Pubblicato da su 27 giugno 2006 in news

 

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Switch off, rimandato al 2008

Era prevedibile, ma come tutte le cose preanunciate come ovvie, è meglio aspettarne l’ufficializzazione: Sardegna e Valle D’Aosta, le regioni designate in posizione pionieristica per lo switch off sul digitale terrestre (ovvero lo spegnimento definitivo dei ripetitori dell’antiquata tv analogica) potranno respirare ancora un po’.

E’ infatti ufficializzato anche dalle agenzie di stampa che slitta al 2008 (dal previsto 31 luglio di quest’anno) la transizione delle trasmissioni televisive analogiche al nuovo sistema digitale.

Reuters: Lo ha annunciato il ministro per le Comunicazioni Paolo Gentiloni, nel corso di una conferenza stampa assieme ai governatori delle due regioni, Renato Soru e Luciano Caveri.”Abbiamo previsto la data del primo marzo per la Sardegna e del primo ottobre per la Valle D’Aosta”, ha detto il ministro.L’Italia punta a convertire al digitale tutti i programmi televisivi su scala nazionale entro la fine del 2008. Il ministro non ha comunque escluso slittamenti anche per questo obiettivo.”Non c’è dubbio che la fase di transizione avrà tempi più lunghi, per ora ci occupiamo delle due regioni”, ha precisato il ministro.”Ho sempre detto, e non me lo rimangio, che la tempistica fissata per la transizione è poco credibile”, ha aggiunto. Nel 2001, il governo Amato fissò su scala nazionale il target del 31 dicembre 2006 per il cosiddetto “switch off”. Il governo Berlusconi ha poi fatto slittare alla fine del 2008 l’obiettivo.

Ma c’è di più: il ministro Gentiloni ha dichiarato esplicitamente che non sarà più previsto un finanziamento pubblico sull’acquisto dei decoder. L’investimento, a suo avviso, deve essere indirizzato ai contenuti del servizio, non all’approvvigionamento degli apparecchi per le famiglie. Una pratica seguita dal governo precedente e alquanto discussa, per la presunzione di un conflitto di interessi, che poi si è risolta in un nulla di fatto.

Il DTT, cioè il digitale terrestre, sarebbe già un fallimento, almeno secondo MDC, che così commentava a fine maggio i dati del Rapporto publicato dal CNIPA: I dati diffusi dal CNIPA – ha dichiarato il presidente MDC Antonio Longo – confermano che è giusto continuare la strada percorsa fin dall’inizio, ossia continuare a contrapporsi allo stanziamento di ulteriori fondi pubblici per la convergenza tecnologica esclusiva del Paese sul decoder digitale terrestre, per il quale sono stati spesi oltre 200 milioni di euro per la sua incentivazione, a discapito delle altre opportunità di accesso alle informazioni la cui competitività deve essere scelta dal mercato degli utenti”.

Il sondaggio, voluto dal CNIPA, è stato condotto dall’Istituto Piepoli su un campione di 3.500 utenti di DTT. La maggioranza, si rileva nell’indagine, non usa il digitale terrestre per i servizi di e-Government (ossia il t-Government). I dati del CNIPA evidenziano infatti che il 58 per cento degli italiani interpellati usa il DTT per guardare prevalentemente programmi sportivi.

 
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Pubblicato da su 25 giugno 2006 in news

 

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Bill Gates vicino alla pensione?

I vertici di Microsoft

La famiglia Redmond: Bill Gates, Craig Mundie, Ray Ozzie e Steve Ballmer

Pensione forse no, ma part-time almeno sì. Suscita clamore la dichiarazione ufficiale rilasciata da Bill Gates, in cui si dice che il fondatore e numero uno di Microsoft, "smetterà (per usare le parole di Reuters) dal 2008 di avere un ruolo quotidiano nel colosso informatico da lui fondato, per dedicare più tempo a lavorare per la sua fondazione di beneficenza.Secondo la società, dopo il luglio 2008 Gates sarà ancora presidente della compagnia, ma lavorerà come consulente su progetti chiave di sviluppo e passerà più tempo a lavorare nel campo dell'istruzione e della salute" .

"Ho deciso – ha spiegato colui che è stato indicato come il miglior manager del mondoche tra due anni riorganizzerò le mie priorità personali. Oggi ho uno dei migliori posti di lavoro al mondo. Ma credo che da una grande ricchezza derivino grandi responsabilità, la responsabilità di restituire alla Società e di assicurarsi che queste risorse siano restituite
nel migliore possibile dei modi a coloro che hanno bisogno"
.

Nel 2000, con la moglie Melissa, Bill Gates ha costituito la Bill Melinda Gates Foundation, organizzazione al cui vertice ci sono attualmente William H. Gates Sr, il padre di Bill Gates, con Patty Stonesifer (ex membro della delegazione americana all'ONU); la fondazione, probabilmente la più grande al mondo, ha un patrimonio di circa 29 miliardi di dollari e si
occupa di ricerca medica, particolarmente focalizzata sulla lotta all'AIDS, alla tubercolosi e alla malaria, al miglioramento delle condizioni di vita nel terzo mondo e all'educazione.
 

La rivista Times ha dedicato ai coniugi Gates, e a Bono degli U2, la copertina del primo numero del 2006. La fondazione sostiene una spesa annua che per circa il 60% viene destinata a progetti di ricerca medica. Stime dell'OMS riferiscono che i progetti di cui si fa carico coprono oltre il 35% del carico sanitario mondiale. L'attività della fondazione spazia anche in numerosi altri settori: solo negli States, ha realizzato oltre 800 alloggi per persone bisognose, provveduto all'acquisto e alla realizzazione di connessioni internet per 11mila biblioteche e finanziato l'istruzione universitaria di 9mila ragazzi. 

 
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Pubblicato da su 16 giugno 2006 in Mondo, news

 

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News dall’Authority delle Comunicazioni

L'Agcom, in questo periodo, ha molti impegni che si sovrappongono uno sull'altro. Fra le varie incombenze, deve fare attenzione ai contenuti delle dichiarazioni ufficiali

Uno degli impegni recentemente portati a termine, tra i consensi contrastanti dei consumatori, è l'approvazione della delibera che disciplina la Mobile Number Portability, ossia quella comoda pratica che consente ad un utente di telefonia mobile di cambiare operatore mantenendo il proprio numero di telefono. Comoda per l'utente, un po' meno per operatori ed Authority, evidentemente.

Ne parlo domani su Punto Informatico.

 
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Pubblicato da su 12 giugno 2006 in news

 

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Wind non vuole essere fanalino di coda

Reti UMTS, HSDPA e TV mobile sono ciò su cui puntano i vari operatori mobili taliani. A dire il vero su queste tecnologie puntano TIM, Vodafone e 3 Italia.
Un focus reso evidente da offerte, spot pubblicitari e comunicati stampa che le
tre aziende spargono a più non posso in questo periodo.

In questo contesto Wind sembrerebbe assumere il ruolo del fanalino di coda. Ruolo confermato, almeno in quanto agli investimenti in tecnologie, dall'amministratore delegato Paolo Dal Pino, che in un'intervista pubblicata oggi da Affari & Finanza di Repubblica dichiara: “Non ho difficoltà a ammetterlo, noi siamo quelli che come innovazione tiamo dietro agli altri, non certo davanti”.

Il manager non è affatto infastidito dalla posizione dell'azienda: le ultime novità, ritiene, interessano solamente "poche migliaia di tecno-fan" e trova le ragioni della propria convinzione nei numeri prodotti dall'azienda: "nel mobile siamo quelli che sono cresciuti più di tutti e non possiamo certo lamentarci (…) Se uno interviene con dei buoni servizi e con una buona distribuzione, riesce comunque a fare il suo business”.

Nell'intervista si parla anche di convergenza: la nuova frontiera della telefonia in cui, a mio avviso, l'azienda potrebbe avvantaggiarsi del fatto di essere presente nella telefonia mobile, con la rete Wind, e in quella fissa con Infostrada. Condizione in cui si trova anche Telecom Italia, in procinto di lanciare l'offerta Unico. Invece Dal Pino fa un discorso diverso: "anche noi di Wind siamo per la convergenza e pensiamo che il luogo dove realizzarla sia il nostro portale Libero, attraverso la creazione di piattaforme tecnologiche comuni che consentano poi agli utenti di scambiarsi contenuti di tutti i tipi. Questo abbiamo fatto e questo faremo ancora di più in futuro".

Oggi è ancora prematuro capire chi ha ragione. Il periodo critico è questo e, sempre a mio parere, si vedrà nel medio termine chi avrà operato la scelta vincente tra  Wind, che investe meno in tecnologie e più nella autogenerazione di contenuti da scambiare in rete, o gli altri tre operatori, che sembrano inseguirsi a colpi di tecnologie innovative. 

 
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Pubblicato da su 12 giugno 2006 in news

 

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L’iPod ha battuto la birra

Come cambiano i tempi: in cima alla lista dei desideri, gli studenti americani hanno messo l'iPod, scalzando… la birra.

 

Lo afferma Student Monitor, una società americana con sede nel New Jersey, che dichiara che in una ricerca condotta su migliaia di studenti di un centinaio di college USA, il 73% degli interpellati ha dichiarato che l'iPod è l'oggetto più cool del momento.

Precedenti illustri: anche nel 1997 la birra era scesa al secondo posto, lasciando il gradino più alto del podio a Internet

 
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Pubblicato da su 11 giugno 2006 in news

 

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Che succede domani, 06/06/06 ?

Qualcuno definisce quantomeno suggestiva la combinazione delle cifre che compongono la data di domani: 6 giugno 2006 in effetti non dice nulla; 06/06/2006 nemmeno; ma 06/06/06 comincia a a far balenare in testa qualcosa. Se poi qualcuno pensa di scriverla come 6/6/6 ecco che ci avviciniamo al numero della bestia, (Gv 13:16-18) che però è Seicentosessantasei.

C'è qualcuno che si preoccupa, nel mondo, per l'approssimarsi di questa data. Un esempio su tutti:

  • TGCOM del 30 maggioMelissa Parker, 30 anni, di Berks (Gran Bretagna) partorirà il 6 giugno 2006. Una data particolare: 06/06/06 o 666, secondo la Bibbia, è il numero del diavolo. La donna, amante dell'horror, vorrebbe anticipare il parto, per non dare alla luce l'antiCristo. Secca (io definirei l'unica plausibile) la replica dei medici: "Lasciamo che la natura segua il suo corso. Il bimbo nascerà quando sarà pronto, non importa in che giorno".

Ma ci sono riflessioni più spensierate e meno inquietanti che si possono elucubrare… Chissà cosa sarebbe dovuto accadere al mondo, se le persone nel corso dei secoli avessero temuto di generare il diavolo. Ecco due, fra esse, che non hanno sofferto nulla perché nessuno ha manifestato (o si è guardato bene dal farlo) un simile timore: Pierre Corneille, drammaturgo francese (06/06/1606) e Paolo Stoppa, attore italiano (06/06/1906).

Non avrebbe pregio (ma lo faccio per superflua completezza) citare anche Murdoc Niccals, bassista dei Gorillaz, dal momento che la sua data di nascita è 06/06/1966 e quindi, abbreviata (06/06/66), presenta un 6 di troppo e non lo si può certo demonizzare per questo. Ma lo si potrebbe fare per l'ultimo album della band, Demon Days.

Per i cinefili: tanto per rimanere in tema, domani esce The Omen. Buona visione.

 
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Pubblicato da su 5 giugno 2006 in news

 

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11/9, complotti e controcomplotti (RELOADED)

Ieri sera Matrix è tornata a parlare degli attentati dell'11 settembre 2001. Lo ha fatto con il supporto di due contributi: il primo è il film-documentario girato da Massimo Mazzucco (ecco una delle sue analisi), sostenuto dall'ospite in studio Franco Fracassi, giornalista e documentarista. Il secondo è il materiale elaborato dalla redazione della trasmissione e raccolto da Paolo Attivissimo, che ha presentato argomentazioni sostenute da Alessio Vinci, giornalista e esponsabile di CNN Italia.

Non intendo esprimere teorie o controteorie, ma sottolineare solo alcune cose: ad esempio, come sono state smontate alcune argomentazioni complottiste, espresse anche da Fracassi (che come ricorda Paolo Attivissimo nel suo blog, ha confuso un B25 con un B52). Oppure come può essere facile creare un mistero dove non c'è.

Ma soprattutto, e questa è la vera ratio di questo post, la trasmissione di ieri ha dimostrato come sia possibile al giorno d'oggi che la qualità del lavoro di certi giornalisti possa essere seriamente messa in discussione dall'accurato lavoro di ricerca, non di un esperto militare, di spionaggio o terrorismo, ma di uno scrittore d'informatica divulgativa e cacciatore di bufale 😉

Che si è rivelato anche un blogger di un certo successo. E qui forse qualche giornalista storcerà il naso, ma entriamo in un campo che non è di mia competenza, e sul quale Mantellini sa molte più cose di me.

UPDATE Di contro-contro-analisi ne esistono a bizzeffe. Una degna di nota è pubblicata su web a questa pagina e realizzata da drjackal. Il cui lavoro è decisamente interessante, ma ha un difetto: è farcita di insulti e di frasi offensive contro Paolo Attivissimo. Intendiamoci, al sottoscritto non interessa difendere nessuno (al posto di Attvissimo potrebbe esserci chiunque), ma non è in questo modo che si argomenta o si confuta qualcuno.

Chi si limita ad esporre fatti di pubblico interesse, di solito, è ascoltato e apprezzato da tutti. Chi farcisce le propria tesi di improperi, rende il proprio lavoro del tutto vano e rischiadi essere inascoltato.

 
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Pubblicato da su 1 giugno 2006 in news

 

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Prima l’uovo!

Una notizia riportata da molte agenzia di stampa di oggi rivelerebbe la soluzione del dubbio: "E' nato prima l'uovo o la gallina?".

Sviluppo di un uccello nell'uovo XIX sec. - Tratto da Wikipedia

  • (ANSA) Due professori universitari e un allevatore britannici sono certi della risposta: l'uovo. Il motivo, spiegano sul Times, è da cercare nella genetica, oltre che nella logica: il materiale genetico non muta durante la vita di un animale. Perciò, il primo uccello che si è evoluto in quella che oggi noi chiamiamo gallina dev'essere prima esistito come embrione all'interno di un uovo, avente lo stesso dna della gallina che sarebbe diventato.

Forse era uno di quei dubbi a cui non era necessario dare una risposta definitiva. Ma ora che ne esiste una ritenuta "attendibile", qualcuno dovrà cercarsi un nuovo dilemma o aggrapparsi a disquisizioni diverse come quella sul sesso degli angeli. Almeno finché qualcun altro non pretenderà di dare una risposta scientifica anche a quello.

Ma di che animale era l'uovo da cui è nata la gallina?

 
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Pubblicato da su 27 Maggio 2006 in news

 

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11/9, complotti e controcomplotti

Mercoledì sera Enrico Mentana ha dedicato la centesima puntata di Matrix (auguri) all'attacco terroristico dell'11 settembre 2001.

(Dal sito della trasmissione) In questi giorni l'attenzione del mondo  è tornata a quella data storica grazie a due pellicole americane. Una del regista Oliver Stone che al Festival di Cannes ha presentato il suo nuovo film "World Trade Center"; l'altra di Paul Greengrass dal titolo "United 93"il volo che l'11 settembre, a causa della ribellione dei passeggeri, cadde in Pennsylvania e quindi mancò l'obbiettivo.

Inoltre proprio in questi giorni il Pentagono, dopo quasi 5 anni, ha accettato di rendere pubblici dei filmati che documentano l'attacco terroristico alla sua sede.La decisione del Pentagono aveva l'obbiettivo di fare chiarezza sull'accaduto e invece le sequenze inedite hanno scatenato dubbi e polemiche, alimentando quel sottobosco di "verità alternative" che da tempo circola nel web.
Non tanto sui due film, ma sul video relativo al Pentagono avrei qualche perplessità. Nel senso che questi (pochi) fotogrammi che sono stati diffusi nei giorni scorsi non sembrano diversi dalle immagini che alcuni anni fa erano state pubblicate da Nexus al riguardo. 

UPDATE Tornando a Matrix, la puntata (scaricabile dall'archivio della trasmissione) sembra focalizzata su alcuni aspetti che il conduttore con due ospiti (Giulietto Chiesa e Marco Taradash) hanno tentato di approfondire. L'argomento è interessante, ma ancor più interessante è questa puntuale analisi della puntata stilata dal sagace Paolo Attivissimo, che ha avuto la pazienza di sorbirsela tutta. Anche qui il consiglio è di leggere con attenzione. 

 
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Pubblicato da su 27 Maggio 2006 in news

 

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Corsi universitari sul lettore MP3?

Mai più aule affollate e studenti disattenti: l'Universita' di Bradford ha preso l'importante e innovativa decisione di abolire le lezioni accademiche ordinarie, rendendole scaricabili su podcast.

L'iniziativa, riferisce l'istituto, è finalizzata a permettere ai professori di disporre di più tempo per seguire gli studenti in piccoli gruppi. Un professore di microbiologia  avrebbe dichiarato "da ora gli studenti potranno seguire le lezioni attraverso il loro lettore MP3 o scaricandole dal computer".

Cosa ascolti, l'ultima dei RHCP? No, la raccolta del "mitto intermedio".  

 
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Pubblicato da su 26 Maggio 2006 in news

 

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Quanto pesi su Marte?

Il mio amico Luca, astrofilo e membro del Gruppo Astrofili Deep Space di Lecco, di cui vi invito a visitare e frequentare il sito web (l'ho linkato due volte, repetita juvant), mi ha fatto conoscere un "servizio" davvero simpatico, che si chiama Your Weight On Other Worlds, grazie al quale ho scoperto che sulla Luna peserei poco più di 10 chili e che su Plutone sarei abbondantemente sotto i cinque.

Utilissimo per coloro che si sentono accusati di essere in sovrappeso, almeno finché non leggono il risultato dell'equivalenza fatta sul Sole 😉

Meno confortante è invece l'equivalenza sull'età.

 
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Pubblicato da su 26 Maggio 2006 in Mondo

 

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Piange il telefono

Anzi, l'operatore che poteva contare su un simile abbonato.
Repubblica racconta:

Centomila telefonate intercettate in otto mesi. Tutte sull'utenza di Luciano Moggi. È la linea rovente del pallone, il filo conduttore dell'inchiesta sugli intrighi del mondo del calcio […]

Notizia dello stesso tenore (e con le medesime proporzioni) viene riportata da Calcio.Leonardo.it, che titola:

Nazionale, i PM: "Moggi incideva sulle convocazioni"

Se queste cifre fossero vere, il titolo dovrebbe essere "Moggi incideva sulle comunicazioni".
Ma è verosimile? Prendiamo per buone le cifre, benché approssimative, e facciamo un breve calcolo considerando, per brevità, un mese standard (commerciale) di 30 giorni.

100.000 telefonate / 8 mesi = 12.500 telefonate in un mese (caspita, sono tante)
12.500 / 30 giorni = 416 telefonate al giorno (caspita, sono tante)

Non potendo considerare la persona insonne e ritenendola capace di dormire, ad esempio, 6 ore a notte, restano 18 ore fruibili nell'arco di una giornata. Per cui

416 / 18 = 23 telefonate all'ora (caspita, sono tante)

Il che riconduce a telefonate della durata approssimativa di due/tre minuti, che Luciano Moggi dovrebbe aver effettuato o ricevuto durante le ore trascorse da sveglio, senza effettuare pause. Sempre al telefono, insomma, anche quando nelle trasmissioni sportive (di cui poteva anche essere ospite) o al telegiornale veniva inquadrato senza un cellulare all'orecchio.

 
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Pubblicato da su 18 Maggio 2006 in news

 

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