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[Telefonia-DTT] La3, la nuova TV mobile di TRE (H3G)

Fonte: Punto Informatico di oggi

Acquisizione dell’emittente e ottenimento del nulla osta erano gli step obbligatori, per consentire a TRE di dare il via alla propria TV mobile. Che è stata presentata ufficialmente ieri a Milano, nella cornice della sede Profit di via Mambretti in cui si trovano quegli studi televisivi della Bravo Productions che, negli anni ’80, hanno ospitato “storiche” trasmissioni come “Drive In” e “Ok, il prezzo è giusto”.

La nuova emittente si chiama La3, un nome che ricorda il canale televisivo del gruppo Telecom Italia La7. È la nuova tv per videofonini in tecnologia DVB-H che TRE ha svelato ieri alla presenza del Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. Le prime offerte commerciali in evidenza, come nella migliore tradizione di ogni nuova “piattaforma” televisiva, puntano a calamitare l’attenzione dei potenziali utenti con il calcio. Così La3 annuncia la diffusione in esclusiva e in diretta dei Mondiali di calcio Fifa 2006, che avranno luogo in Germania dal 9 giugno al 9 luglio.

Secondo quanto comunicato da TRE, oltre alle 64 partite previste dai Mondiali, tra gli altri contenuti “premium” offerti non mancheranno le partite del campionato di calcio di serie A, le stesse attualmente in portafoglio a Mediaset per il triennio dal 2006 al 2009, più un’opzione per la stagione 2009-2010, oltre al MotoGP. L’obiettivo di La3 è quindi di aprire la propria stagione televisiva dal mese di giugno, con un bouquet di 15 canali: quattro saranno forniti da Sky (Sky Cinema, Sky Sport, Sky Vivo e Sky TG24), un canale verrà da Mediaset che proporrà trasmissioni scelte dalle tre reti principali (Canale 5, Rete 4 e Italia 1) e dal canale Boing. Seguiranno i tre canali della RAI (attualmente in fase di negoziazione, specifica TRE) e un canale musicale, non ancora presentato.

In questo “bouquet” troverà posto anche il canale La3 Live, con funzione di presentazione dell’intero palinsesto di La3 e di introduzione a Media Shopping, un canale di televendite con cui l’operatore intende saggiare le potenzialità del commercio interattivo via videofonino. Chiudono la quindicina tre canali “autoprodotti” (La3 Star, La3 Sport e La3 Show) e un ulteriore canale ancora in via di definizione.
Entro la fine dell’anno i canali offerti dovrebbero arrivare a 20: ulteriori cinque canali “potranno essere utilizzati anche per dare vita a canali di servizio, a beneficio dei cittadini, della pubblica amministrazione e delle minoranze linguistiche”, riferisce l’operatore.

Il tivufoninoLa copertura del servizio, stando a quanto riferito alla stampa, interesserà il 70% degli utenti TRE. L’investimento per l’acquisizione di Canale 7 (titolare delle frequenze per la trasmissione) ammonta a oltre 200 milioni di euro e 50 milioni annui saranno le spese da sostenere per la gestione, compresi i contenuti e 5-10 milioni per il lancio pubblicitario del servizio. Secondo TRE, il mercato potenziale degli utenti di TV mobile “è di 50 milioni. Siamo sicuri che sarà un mercato di massa”. I costi per l’utenza finale non sono stati specificati, ma un ordine di grandezza c’è: “Si parla di meno di un euro al giorno”, riferisce Vincenzo Novari, amministratore delegato di TRE, aggiungendo un commento sull’aspettativa di mercato per l’acquisizione di nuovi clienti: “Se entro fine anno arriveremo a 500.000 potremo dire che è stato un grande successo”.

Di buon auspicio, e caratterizzate da un certo orgoglio, le dichiarazioni di prammatica: “Un altro primato si aggiunge a quelli che il nostro Paese ha fatto registrare ultimamente nel settore dell’ICT – ha affermato il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni – L’Italia non è seconda a nessuno, in Europa, per tassi di sviluppo della banda larga, è leader nell’UMTS e occupa una posizione di avanguardia nella nuova TV in mobilità. Il DVB-H aumenterà sicuramente il tasso di pluralismo del sistema dei media in Italia, offrendo uno spazio nuovo e di grande potenzialità anche alla Pubblica Amministrazione nel suo dialogo continuo con i cittadini”.

Illustrata la TV, non poteva mancare anche un display per vederla. Con l’occasione, infatti, TRE ha presentato anche il modello U900 di LG, cui è stato attribuito l’altisonante titolo di “primo tivufonino” destinato ai clienti dell’operatore. L’apparecchio è dotato di display TFT panoramico da 2,2 pollici a 262mila colori e di una videocamera da 1,3 Megapixel. Ma, stando alle dichiarazioni di TRE, dovrebbe essere in arrivo anche il modello Stealht di Samsung.

Il successo della tv mobile, per TRE, rappresenta un traguardo indispensabile, visto l’obiettivo (già oggetto di rinvio) della quotazione dell’operatore a Piazza Affari.
Dario Bonacina

 
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Pubblicato da su 21 febbraio 2006 in Senza categoria

 

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[Telefonia] Lo smartphone da 100 dollari (farà concorrenza al pc di Negroponte?)

Domani, su Punto Informatico, parlerò di una certezza espressa da Steve Ballmer, AD di Microsoft, in occasione del 3GSM World Congress di Barcellona: il costo degli smartphone dotati di Windows Mobile, entro fine 2007/inizio 2008, scenderà fino ad arrivare a 100 dollari.

Una buona notizia per tutti i geek (e non solo) che oggi devono sborsare anche 250 euro (circa 300 dollari, tanto per rendere l’idea). Il primo concorrente di questa intenzione di Microsoft è Symbian, il sistema operativo utilizzato da smartphone come i Nokia. Ma sembra avere ancora più senso porre questo progetto in parallelo con il cellulare tuttofare che Bill Gates vede come nuovo strumento di alfabetizzazione informatica per i paesi in via di sviluppo (=mercati emergenti), che si contrappone al progetto del “pc a manovella” (costo ipotizzato, sempre 100 dollari) lanciato da Nicholas Negroponte, guru del MIT di Boston. Un progetto bollato come un “trabiccolo fallimentare” anche da Intel.
Chi la spunterà?

 
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Pubblicato da su 19 febbraio 2006 in media, news

 

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[TV digitale] Questo switch off non s’ha da fare…

Mi è già capitato in varie occasioni (magari non qui) di parlare del DTT italiano. Tra l’altro, quando ne parlo su Punto Informatico, ogni articolo suscita un putiferio, almeno all’interno del relativo forum. Che testimonia comunque l’attenzione dei lettori in merito all’argomento, che non è banale.

Domani, a questo indirizzo, ci sarà un nuovo “capitolo” sull’argomento. Com’è noto, Sardegna e Valle d’Aosta sono le prime regioni italiane interessate dal cosiddetto “switch off”, cioè lo spegnimento dei ripetitori della tv “analogica”. In particolare ad oggi è previsto che nel mese di marzo questo avvenga nelle città di Cagliari, Sassari, Oristano e Nuoro (con altri 250 comuni limitrofi) per la Sardegna; Aosta, Saint Vincent e altri 24 comuni per la Valle d’Aosta.

Il governatore della Sardegna Soru (ex patron di Tiscali) non ci sta, per vari motivi che racconta senza problemi. C’è chi polemizza e vede nelle sue parole un dietro-front per motivi di interesse. C’è chi, come le associazioni di consumatori, appoggiano pienamente l’opinione di Soru e chiedono chiarezza.
Sul digitale terrestre, infatti, molte cose non sono chiare. Su Punto Informatico c’è un po’ di storia.

 
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Pubblicato da su 16 febbraio 2006 in Senza categoria

 

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[Telefonia] 1254, Telecom taglia la tariffa

Ne avevo parlato qualche giorno fa su Punto Informatico, in queste ore la conferma: innanzitutto l’Authority per le Comunicazioni ha effettivamente fissato i nuovi tetti massimi per i servizi di informazione abbonati.  1,20 euro al minuto (più l’intoccabile scatto alla risposta) è il nuovo prezzo massimo che dovrà essere praticato dalle compagnie.

Ma è fresca anche la decisione di Telecom Italia, che per il suo 1254 ha fissato il nuovo listino: 25 centesimi lo scatto alla risposta, più 83 centesimi al minuto e tariffazione al secondo. Nella prossima settimana, sempre su Punto Informatico, dettaglierò meglio la nuova tariffa.

 
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Pubblicato da su 10 febbraio 2006 in Senza categoria

 

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[Media] “Che tempo che fa”, cartellino giallo dall’Agcom

Nubi sulla trasmissione “Che tempo che fa”, condotta da Fabio Fazio. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha infatti dichiarato di aver aperto un’istruttoria. Questa la motivazione:

” L’Autorità ha rilevato, nella trasmissione di RAI TRE “Che tempo che fa”, l’abituale presenza di esponenti politici, in contrasto col divieto vigente al riguardo per le trasmissioni d’intrattenimento, quale è appunto classificata dalla RAI la suddetta trasmissione.
Il Consiglio ha ritenuto aggravata la violazione dalla forte connotazione politica che la trasmissione ha in concreto assunto nell’approssimarsi della campagna elettorale in contraddizione con gli indirizzi della Commissione parlamentare richiamati dal Presidente Gentiloni nella lettera inviata alla RAI il 29 novembre scorso.” 

Per “par condicio”, l’Agcom ha anche comminato una multa di 150mila euro a Retequattro, perché nella trasmissione Liberitutti il presidente del Consiglio è stato intervistato per due ore senza contraddittorio. Quella della trasmissione di Fabio Fazio è stata una “condotta continuativa”, quella della Pivetti forse un po’ meno. Però le sono costate care, quelle due ore di presenza del premier.

La campagna elettorale non è ancora iniziata, ufficialmente almeno. Ma è giusto punire queste due trasmissioni? Oppure è opportuno aggiungere ad esse anche tutte le trasmissioni in cui sono comparsi personaggi politici? Il presidente del Consiglio è andato in onda anche su Isoradio, al Processo di Biscardi e in altre trasmissioni di carattere non politico.

E’ giusto, insomma, punirne una (o due) per educarne cento? Probabilmente no, nel senso che il cartellino giallo, o rosso, potrà arrivare anche ad altri: Calabrò, pur non fornendo dettagli, ha annunciato “ci saranno altre contestazioni”, specificando che in caso di gravi violazioni si può arrivare a revocare la licenza ad un’emittente.

Qualcuno ritiene sia opportuna una regolamentazione più rigorosa: par condicio permanente (anche non durante i periodi di campagna elettorale) e “confinamento” di personaggi politici solo in trasmissioni dedicate, ma nella cui arena siano presenti rappresentanti di maggioranza e opposizione.

Forse alcuni conduttori, giustamente impreparati perché non competenti in materia, eviterebbero imbarazzanti figuracce.

 
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Pubblicato da su 10 febbraio 2006 in media

 

[Telefonia] Servizi non richiesti (e addebitati): le proposte dei consumatori

Oggi  a Roma ha avuto luogo una conferenza stampa, in cui Adiconsum, MDC, e altre meritevoli associazioni di difesa di utenti e consumatori hanno descritto con puntualità e precisione un fenomeno che ha radici lontane: l’attivazione, da parte dei gestori di telefonia, di servizi non richiesti, addebitano ad utenti ignari.

Ne parlo in un servizio che sarà pubblicato domani su Punto Informatico: il fenomeno ha assunto proporzioni preoccupanti e mi sembra opportuno e doveroso far sentire la voce dei consumatori, da sempre parte più debole nel confronto che li contrappone alle grandi aziende di servizi.

Adiconsum fornisce alcuni “casi emblematici” che nell’articolo, per dovere di sintesi, non ho dettagliato (ma nei forum di Punto Informatico, da sempre, trovano spazio segnalazioni con episodi identici, se non con toni ancor più da Odissea), comunque meritano di essere ricordati:

  • consumatore di Cerignola: paga per noleggio e manutenzione telefono disdettato nel 1990 (anche i miei genitori 😦  )
  • consumatore di Lucca: chiede sostituzione di apparecchio Sirio guasto, gli recapitano un videotelefonino;
  • consumatore di Siena: attivano Alice senza richiesta del cliente;
  • consumatore di Casamassima (BA): ha ricevuto il kit di Alice, non possiede il pc;
  • azienda in provincia di Palermo: reclama per i guasti sulla linea, i guasti durano 15 giorni;
  • consumatore di Roma: Telecom gli scrive per confermare l’annullamento di un servizio, il servizio è ancora fatturato;
  • agente assicurativo di Roma:  si ritrova in bolletta addebiti per servizi a pagamento mai richiesti, dopo reclami e diffide, nulla di fatto.
I casi riportati sono solo alcuni esempi dei numerosi reclami  pervenuti negli ultimi  giorni, all’Adiconsum Nazionale , dal 23 gennaio al 2 febbraio 2006.
 
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Pubblicato da su 8 febbraio 2006 in news

 

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[Telefonia] Il punto sulle tariffe ex-12?

Niente di incomprensibile: le “tariffe ex 12” sono quelle praticate dai vari servizi di informazione abbonati. Che un tempo si identificavano nel servizio “12” e che ora si sono moltiplicate, in nome della liberalizzazione del mercato, nelle varie numerazioni 12xy e 892.xxx.zzz.

Sulle tariffe praticate, i cui limiti massimi sono imposti dall’Authority delle Comunicazioni, tutti i consumatori sembrano d’accordo: sono elevate e devono essere ridotte. E infatti ieri alcune associazioni hanno chiesto all’Agcom il ripristino del caro, vecchio 12.

Su “la Repubblica” di oggi (edizione cartacea, pag.17) c’è l’anticipazione: l’Agcom taglierà le tariffe. Peccato che però la stessa Authority abbia smentito ufficialmente qualunque decisione in merito. Comunicazione concisa e affrettata, che lascia supporre una fuga di notizie sfuggita al controllo dell’Autorità.

Ed è di queste ore un’indiscrezione, che accennerò in un articolo su Punto Informatico di domani: Telecom sta pensando proprio di ripristinare il vecchio servizio 12, con tariffe ridotte. Si chiamerà ancora così? Sarà davvero più economico? I vari 12xy e 892 soccomberanno?

 
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Pubblicato da su 7 febbraio 2006 in Senza categoria

 

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[Media] Punto Informatico compie 10 anni

7 febbraio 2006: esattamente 10 anni fa nasceva Punto Informatico, il quotidiano di Internet. E, come etichetta impone, ecco il discorso del festeggiato.

Lunga vita a PI.

 
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Pubblicato da su 6 febbraio 2006 in media

 

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[security] Kamasutra, danni evitabili

La promessa di immagini pornografiche del Virus “Kamasutra” (alias Blackworm, Nyxem, MyWife o Tearec) sembra aver incastrato molti utenti. Suscita meraviglia che al Comune di Milano, che non è un ente di dimensioni trascurabili, la trappola sia scattata per moltissimi computer.

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera in ViviMilano, forse con una stima un po’ abbondante, i computer fuori uso sarebbero migliaia. E tutto sarebbe stato innescato da un solo, ignaro, sbadato, curioso, utente.

A fine gennaio era noto che il virus aveva già infettato almeno 300mila computer, di cui 23mila solo nel nostro Paese. L’azione distruttiva di Kamasutra, però, era programmata per il 3 febbraio (e probabilmente destinata a ripetersi il 3 di ogni mese). Le notizie circolate finora lasciano pensare che utenti e responsabili ICT mediamente aggiornati avrebbero avuto tutto il tempo di premunirsi e cautelarsi. Chi non lo ha fatto ne ha patito (o fatto patire) le conseguenze. Alla Borsa di Mosca, ad esempio, hanno avuto qualche… fastidio.
Le possibilità di informazione tempestiva al giorno d’oggi non mancano certamente, e da fine gennaio il problema era conosciuto e analizzabile. Si sapeva già che il virus, in data 3 febbraio, avrebbe potuto eliminare dai pc infetti tutti i file Office (DOC, XLS, PDF e altri formati). E infatti non c’è stata alcuna catastrofe planetaria, come rilevato da alcune agenzie di stampa come Reuters.

Il titolo riportato oggi dal Giornale, in un articolo che spiega che oggi a Palazzo Marino si affronterà il problema, è impagabile: Oggi il comune fa il test del kamasutra (Buon divertimento 😉 ).

Però non è male nemmeno il titolo del Sole 24 Ore che mi segnala Stefano: “Allarme per il warm Grew.A”. Refuso? Confusione? Ora l’hanno corretto, ma fino a qualche ora fa il titolo era ben diverso (vedi sotto)
 

 
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Pubblicato da su 6 febbraio 2006 in Mondo

 

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[Internet] La polizia francese vuole Firefox

AFP (Agence France-Presse) riporta una notizia che a qualcuno apparirà addirittura clamorosa: la Gendarmerie, la polizia francese, ha annunciato che entro la fine dell’anno in corso “convertirà” i suoi 70mila computer all’uso di Firefox e Thunderbird, abbandonando così Internet Explorer e Outlook.

Il motivo è spiegato dal generale Christian Brachet, responsabile IT delle forze di polizia: queste soluzioni offrono “affidabilità, sicurezza e interoperabilità con gli altri servizi dello stato”.

La migrazione di quest’anno fa seguito a quella avvenuta nel 2005 per quanto riguarda OpenOffice, scelto dalla polizia in sostituzione di MS Office. Effetto immediato, il risparmio dei costi di licenza: 2 milioni di euro, secondo quanto riferito dal colonnello Nicolas Geraud. La scelta di adottare Firefox + Thunderbird sembra quindi confermare la soddisfazione sulla precedente scelta istituzionale e la fiducia riposta nell’open source.

 
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Pubblicato da su 5 febbraio 2006 in Mondo

 

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[Telefonia] Super Amanda c’è o no?

Di Super Amanda ho già fatto cenno tempo fa su Punto Informatico, ma l’argomento è tornato d’attualità in questi giorni. Ne riparlerò domani, cercando di fare un po’ il punto della situazione, dal punto di vista dell’uomo della strada: anche perché Telecom continua a smentire (e probabilmente, nella sua posizione, non può fare altrimenti. Ma le istituzioni, anch’esse coinvolte nella vicenda, continuano a tacere.

 
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Pubblicato da su 1 febbraio 2006 in Mondo

 

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[TV] Il tubo catodico è vivo e vegeto

Sul Sole 24 Ore si parla di televisori. Questo è sicuramente il momento di quelli “flat”, al plasma o LCD, che stanno ormai invadendo il mercato.

Le vendite dei cari vecchi CRT (con tubo catodico) sono in calo, ma mantengono ancora una fetta di mercato considerevole: in Europa, riferisce l’articolo, ne sono stati venduti circa 33 milioni (circa 21 milioni in nove paesi dell’area Occidentale e oltre 7 milioni in Russia), mentre 5,3 milioni di unità è la fetta di mercato conquistata dagli LCD. Si sono buttati sul plasma 1,3 milioni di utenti.
Molti consumatori hanno le idee confuse sulla qualità dei prodotti. La domanda che molti si pongono, e che girano agli addetti dei vari punti vendita e media-store, è “si vede meglio l’LCD, il plasma o il CRT?”. In molte occasioni ho sentito risposte alquanto vaghe (“LCD è meglio perché è più nuovo”, “il plasma è il migliore perché ha l’immagine più nitida”) e molto spesso “di parte”, cioè tendenti a promuovere questo o quel prodotto per opportunità commerciale.

In realtà gli elementi da prendere in considerazione sono molti. Personalmente, trovo che siano riassunti piuttosto bene in questa tabella pubblicata nel sito Dell, che indica dati che mi sono stati confermati da alcuni tecnici specializzati e certificati per l’assistenza di prodotti diversi (Thomson, Loewe, Sony, Philips).

Un’ultima considerazione: sul fattore “qualità”, un fattore importantissimo è la fonte da cui si acquisisce l’immagine. Ad esempio, un buon lettore DVD, collegato ad un tv-color con cavetteria di buona qualità, è un’ottima fonte. Un’antenna che riceve un segnale analogico, magari orientat in modo non ottimale, è una pessima fonte.

Se l’immagine viene acquisita da una fonte “non buona”, non c’è LCD o plasma che tenga, l’effetto conseguente sarà orrendo.

 
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Pubblicato da su 28 gennaio 2006 in news

 

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[Media] Iniziativa di Repubblica (non) citata dal Mondo

Nella rubrica “Surfer” del settimanale Il Mondo in edicola oggi, Davide Corritore cita le lagnanze di alcuni utenti che sono esclusi dalla copertura della banda larga. Corritore scrive “sono frasi tratte da un’iniziativa lanciata da un media“. A qualcuno forse piacerebbe saperne di più, forse, e contribuire con la propria testimonianza. Ma di che media si tratta?

Coup de Théâtre, direbbe qualcuno, il media in questione è Repubblica.it, che il 21 gennaio ha dato il via alla pubblicazione delle testimonianze raccolte dai lettori, invitati a raccontare la loro situazione di “digital divided people”. Un’autentica inchiesta divisa in quattro puntate (nella seconda viene data voce anche ad un amico di Carenno, piccolo paese a me molto vicino) che traccia un quadro desolante della situazione.

Nulla di male, intendiamoci, nel riprendere l’iniziativa. Ma sarebbe stato più corretto, da parte del Mondo (o di Corritore), dichiararne la paternità per completezza di informazione. Sembrerebbe che il fatto che l’idea sia venuta ad altri, e che questi si identifichino in un giornale concorrente, sia stato un po’ seccante.

Ma il fair play è d’obbligo anche in questi casi, perché i nodi vengono al pettine…

 
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Pubblicato da su 27 gennaio 2006 in media

 

[Security] Falsa e-mail minaccia: Fbi ti controlla

L’Fbi ha detto oggi che sono state inviate e-mail che fingono di provenire dall’agenzia, in cui si avvertono gli utenti che l’Fbi sta monitorando il loro traffico internet. “Queste e-mail truffa dicono ai destinatari che il loro traffico di Internet è monitorato dall’Fbi e che sono entrati in siti web illegali”, ha detto l’Fbi in un comunicato. “Le e-mail quindi chiedono al destinatario di aprire un allegato e rispondere a delle domande”. “Queste e-mail non vengono dall’Fbi” si legge nella nota. “I destinatari di questo genere di sollecitazioni devono sapere che l’Fbi non è coinvolta nella pratica di mandare e-mail di sollecito al pubblico in questa maniera”. Da Reuters.
 
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Pubblicato da su 15 gennaio 2006 in Senza categoria

 

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[Telefonia??] Il telefonino che comanda la lavatrice e fa il caffé

Tim lancia in Italia la prima Sim Card al mondo in grado di “far
parlare” il telefonino con i decoder televisivi, i computer, gli
elettrodomestici e molte altre apparecchiature di casa. La nuova Sim
Card (che si chiama Z-SIM) sarà in commercio a partire dal prossimo
anno. Grazie alla nuova scheda, dotata di una tecnologia radio di ultima
generazione, tutti i telefonini dei clienti Tim potranno “parlare” con
qualsiasi terminale o oggetto equipaggiato con la stessa Sim,
semplicemente premendo un tasto del cellulare.

Le due schede, una volta che si saranno “riconosciute”, consentiranno al
telefonino di gestire gli elettrodomestici (attivare caldaie, modificare
le temperature, controllare il sistema di innaffiamento del giardino,
accendere e spegnere le luci delle abitazioni e gestire i file del
computer). Inoltre, le Smartcard dei decoder di uso comune, dotate della
nuova tecnologia, renderanno possibile il “dialogo” con i telefonini che
diventeranno il mezzo per acquistare i programmi televisivi, senza dover
collegare il decoder alla presa telefonica.

Il telefonino potrà quindi interagire con il decoder Tv e ordinare per
il cliente la partita di calcio della squadra del cuore, il film
preferito, oppure consentire la ricarica della Smartcard prepagata,
senza doversi recare presso un punto vendita. Per il pagamento dei
contenuti Tim attiverà per i clienti nuove modalità di acquisto pensate
proprio per i servizi basati sulla nuova Sim Card. Questa tecnologia
potrà essere usata non solo in ambiente domestico ma anche all’esterno:
le nuove Sim interagiranno, infatti, anche con analoghe schede inserite
nelle apparecchiature utilizzate per il pagamento dei biglietti del
cinema, dei parcheggi e dei pedaggi autostradali.

La nuova Sim garantisce la sicurezza delle transazioni perché può
tutelare l’utilizzatore da intrusioni ed interferenze. La nuova
applicazione, a differenza di altre “tecnologie di prossimità” esistenti
come il bluetooth, utilizza meccanismi di sicurezza più efficaci che,
abbinati alle tecniche di autenticazione ed identificazione proprie
delle Sim Card, quali il codice identificativo conosciuto solo
dall’utilizzatore (il Pin – Personal Identification Number),
consentiranno a Telecom Italia di offrire ai propri clienti una
soluzione di pagamento sicura ed efficace. La nuova tecnologia radio è
stata abbinata alle carte dei telefonini per la prima volta al mondo da
Tim e dal centro di ricerche e sviluppo di Telecom Italia a Torino che
hanno reso operativo e brevettato il progetto.

 
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Pubblicato da su 11 dicembre 2005 in Senza categoria

 

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