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Novità per i clienti Vira

Come molti ricorderanno, i clienti di Intratec – che commercializza servizi di telefonia e connettività con il marchio Vira – dovevano subìre le conseguenze del distacco delle connessioni da parte di Telecom Italia (fornitore wholesale di Vira) con cui l’operatore non è riuscito a raggiungere alcun accordo per la propria posizione debitoria.

Ora per i clienti VoIP di Vira c’è una novità, preannunciata da Vira il 30 ottobre, quando ha comunicato il raggiungimento di “un accordo con una nota società per il subentro nel ramo d’azienda VoIP”. Si tratta di Cheapnet. Questo è l’annuncio diffuso oggi dal provider:

Si è conclusa oggi l’operazione per il subentro di Cheapnet, il dinamico provider toscano che eroga servizi ad oltre 220mila utenti, nella gestione della divisione Voip VIRA di Intratec. Vira è uno dei principali operatori Internet alternativi presente a livello nazionale sia per i servizi voce che dati. L’operazione, di cui si parlava già da tempo, ha trovato una conclusione positiva grazie all’impegno delle due società ed alla determinazione della direzione di Cheapnet che ha voluto fortemente questa acquisizione.
L’annuncio è stato accolto con particolare interesse soprattutto dalle
migliaia di utenti Voip VIRA che, a causa del momento critico vissuto da Intratec, rischiavano seriamente di dover rinunciare al loro servizio VoIP. Grazie all’intervento di Cheapnet gli utenti VIRA Voip potranno contare sulla continuità e la sicurezza del servizio. La tecnologia VoIP (Voice over Internet Protocol) permette di fare e ricevere telefonate gratuitamente o a costi estremamente contenuti tramite Internet e introduce utilizzi fortemente innovativi rispetto alla telefonia tradizionale.
Cheapnet si conferma così un’azienda in forte crescita che, in un momento di difficoltà del mercato delle TLC, ha deciso di investire raggiungendo un ruolo rilevante nel settore. L’acquisizione di Voip VIRA rafforza l’azienda e le dà una ulteriore spinta per lo sviluppo e il miglioramento dei suoi servizi ADSL e VoIP mantenendo come punti fermi l’alta qualità e l’affidabilità delle prestazioni.

La società crede molto nelle potenzialità e nel futuro sviluppo della tecnologia VoIP – dichiara Marco Bondielli, Presidente di Cheapnet – e non escludo che in un prossimo futuro verranno effettuate altre acquisizioni capaci di rafforzare ulteriormente la nostra azienda.”

 
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Pubblicato da su 1 novembre 2007 in news

 

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Ecco il 3-Skypephone. Rivoluzionario…?

3skype.jpg

Presentato ieri mattina a Milano, ecco lo Skypefonino di 3 Italia. Massimo Mantellini, nel citare l’articolo di Vita Digitale (di Federico Cella) sul Corriere lo definisce “il nuovo strano cellulare 3G/skype”.

Più che strano, secondo me, il telefonino (che sfoggia i brand di 3 e di Skype e non quello del produttore, l’azienda cinese Anoi) può essere definito singolare perché sposa la telefonia mobile al VoIP proprietario di Skype. Certo, non è una novità: 3 offre già la medesima soluzione attraverso i cellulari compatibili con l’offerta X-Series (in cui c’è Skype, ma anche vari altri servizi internet), ma questo telefonino ha un target diverso, anche perché è più abbordabile (sul mercato non ci sono molti telefonini UMTS in vendita a 99 euro).

Uno dei limiti più evidenti è l’impossibilità (attuale, ma che potrebbe essere superata in futuro) di effettuate chiamate con il servizio SkypeOut, che permette di veicolare attraverso Skype le chiamate verso numeri telefonici tradizionali. Comunque lo Skypephone è un cellulare, per cui se l’utente vuole chiamare casa o un qualunque altro destinatario non registrato su Skype, può sempre telefonargli in modo tradizionale, ossia non attraverso Skype, secondo il piano tariffario 3 prescelto. La gratuità delle chiamate consentita da questo apparecchio è infatti limitata alle conversazioni tra utenti del mondo Skype, ed è comunque sempre subordinata ai costi dichiarati dall’offerta (qui le condizioni per la soluzione in comodato d’uso):

Tutti i Piani prevedono il pagamento con Carta di Credito o RID, un impegno minimo di 23 mesi per i Piani Abbonamento o di 30 mesi per i Piani Ricaricabili ed un addebito dei costi in caso di recesso anticipato. Il videofonino® viene consegnato in comodato d’uso gratuito con quota di attivazione una tantum. Scegliendo una Ricaricabile, durante i 30 mesi di impegno minimo si dovrà effettuare una Ricarica mensile di importo non inferiore a 10€. Nel caso si effettui una Ricarica di importo inferiore a quello previsto, 3 provvederà ad addebitare su Carta di Credito o RID la differenza.

 
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Pubblicato da su 30 ottobre 2007 in news

 

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Gmail è più agile e strizza l’occhio all’iPhone

La mailbox di Gmail lievita e ora offre anche il supporto IMAP, utilizzato tipicamente per lasciare i messaggi sul server e renderli accessibili da più postazioni, apprezzato da chi si collega alla mailbox da un dispositivo portatile – un notebook, uno smartphone – e può scegliere se scaricare l’intero contenuto di un messaggio, o magari solo l’intestazione.

Va da se’ che nel target di questa nuova feature ci siano gli utenti mobile. Un’attenzione particolare è stata riservata a quelli dotati di iPhone, come dimostrato dalle apposite istruzioni dedicate da Gmail.

 
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Pubblicato da su 24 ottobre 2007 in news

 

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Rimodulazioni, multe in arrivo?

Nel momento in cui scrivo la notizia non ha ancora carattere di ufficialità, ma Ultimo Miglio.news dice che

A distanza di sei mesi, arriva finalmente un pronunciamento dell’Agcom sulla rimodulazione del piano tariffario Wind 10. La notizia non e’ ufficiale, indiscrezioni pervenuteci dall’Autorita’ delle comunicazioni parlano di una condanna ad oltre 100mila euro di Wind per il mancato rispetto dell’articolo 70 comma 4 del Codice delle comunicazioni. Nell’aprile scorso, il gestore comunico’ agli utenti tramite sms, che il piano tariffario ‘Wind 10′ sarebbe stato trasformato nel piu’ oneroso ‘Wind 12′. Tale modalita’ e’ stata ritenuta non conforme dall’Agcom. L’Autorita’ e’ stata investita in questi mesi da migliaia di reclami, a distanza di mesi arriva una conferma che le lagnanze degli utenti erano perlomeno fondate. Wind 10-12 fu la prima rimodulazione tariffaria effettuata da un gestore dopo l’entrata in vigore del decreto Bersani – che ha abolito i costi di ricarica delle schede – a questa ne seguirono altre da parte della stessa Wind e di 3 Italia.

Cosa significa “il mancato rispetto dell’articolo 70 comma 4 del Codice delle comunicazioni”? Leggiamolo:

Gli abbonati hanno il diritto di recedere dal contratto, senza
penali,  all'atto  della  notifica  di  proposte  di  modifiche delle
condizioni  contrattuali.  Gli  abbonati  sono informati con adeguato
preavviso,  non  inferiore  a  un mese, di tali eventuali modifiche e
sono  informati  nel  contempo  del  loro  diritto  di  recedere  dal
contratto, senza penali, qualora non accettino le nuove condizioni.

Il provvedimento dell’Authority TLC non dice che la rimodulazione è illegale, ma che Wind non ha adeguatamente informato i propri utenti. Quindi, se altri operatori hanno operato una rimodulazione tariffaria (ad esempio 3 Italia) e si rileva che ciò è avvenuto nel rispetto di quanto stabilito dal Codice delle Comunicazioni, non si potrà applicare lo stesso criterio sanzionatorio.

 
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Pubblicato da su 22 ottobre 2007 in news

 

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TIM avrà o non avrà l’iPhone?

L’ipotesi che TIM potesse aggiudicarsi l’esclusiva italiana dell’iPhone sembra allontanarsi. Fabrizio, un amico che si è recato a Berlino per la convention con cui l’operatore presenta le novità del listino e le prossime strategie di marketing, mi riferisce che il music-phone di Apple non è stato annunciato. Da alcuni rumors si apprende che i negoziati tra le due aziende, anzi, si sarebbero interrotti in seguito all’impossibilità di trovare un compromesso commerciale.

Da notizie di mercato è noto che Apple, nei Paesi in cui vende il proprio apparecchio, chiede all’operatore esclusivista una quota di tutti i profitti derivanti dalle vendite dell’iPhone, ed è quindi possibile che TIM non avesse intenzione di accettare la condizione proposta dall’azienda di Steve Jobs. Se le trattative non riprenderanno, è verosimile ritenere che in Italia l’iPhone – attraverso canali commerciali alla luce del sole – possa arrivare solo quando sarà disponibile la versione 3G: il modello attuale è EDGE, tecnologia supportata praticamente solo da TIM (ce l’avrebbe anche Wind, ma ha una copertura decisamente scarsa, che infatti l’operatore nemmeno reclamizza).

Ma è veramente così? O è solo una propaggine italiana dell’hype montato attorno all’iPhone, basato sulla filosofia del “purché se ne parli”? Qualcuno riferisce che, durante la convention, uno dei responibili del Marketing sta gironzolando con un iPhone” e che domani alle 11 ci sarà una presentazione molto importante…

UPDATE (domenica 21): forse c’è stata la presentazione di una batteria di pentole o la vendita di una linea di pellicceria, magari con in regalo un monto’, un televiso’ e un videoregistrato’ (cit.), ma Fabrizio mi dice che dell’iPhone non s’è vista manco l’ombra, mentre quel poco che ha potuto vedere di Berlino gli è piaciuto.

 
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Pubblicato da su 20 ottobre 2007 in news

 

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iPhone, la liberté costa cara?

Scrive Massimo Mantellini:

Forse la notizia di oggi e’ che Apple vendera’ in Francia un iPhone aperto. Magari potrebbe accadere lo stesso anche da noi. O no?

Speriamo di no, almeno non nella forma scelta in Francia.

Spiego: come annunciano Orange ed Apple, la vendita in Francia prenderà il via il 29 novembre, attraverso la rete commerciale dell’operatore mobile di France Telecom, con l’iPhone da 8 GB che costerà 399 euro. L’attivazione si fa, come sempre, con iTunes. Il copione non sembra quindi essere cambiato, vista anche l’intesa raggiunta per la compartecipazione di Apple ai ricavi conseguiti da Orange sulla vendita di tutti i servizi relativi all’iPhone (30%, secondo le indiscrezioni).

Cos’ha di diverso il mercato francese? Semplicemente una normativa che fissa un paletto a tutela della libertà di mercato: come spiega Macworld.it, la legislazione francese impedisce a un operatore cellulare come Orange di vendere un telefono esclusivamente in unione con un abbonamento. Deve essere possibile comprarlo anche svincolato da alcun abbonamento.

La normativa, dunque, impone che l’iPhone in Francia debba essere venduto anche in versione aperta, ossia utilizzabile con SIM differenti da quella di Orange. E da alcuni rumors pare che l’iPhone “libero” sarà messo in vendita. Alla tariffa “dissuasiva” di 999 euro.

P.S.: forse la notizia del giorno è qui:

We want native third party applications on the iPhone, and we plan to have an SDK in developers’ hands in February.

 
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Pubblicato da su 17 ottobre 2007 in media, news

 

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La fibra di Telecom si espande

Telecom Italia crede nella fibra e vuole sperimentarla a Parigi. La notizia viene da Les Echos ed è ripresa da Telecompaper (traduzione semi-letterale): 

Telecom Italia France sperimenterà nei prossimi mesi il broad band ad altissima velocità nell’ottavo e nel decimo distretto di Parigi, scrive Les Echos. La consociata Alice France ha scelto i suoi fornitori, senza però renderli noti. Ad essere connessi saranno poco meno di 500 edifici, per raggiungere un target di 2mila/3mila clienti per il servizio pilota, stando a quanto dichiarato da Daniel Fava di TI France, che ha detto al giornale che il costo del progetto sarà nell’ordine di “pochi milioni di euro”. In confronto, il costo di diffusione di fibra in tutta la Francia è stimato in 30 miliardi. Alice France contava 87mila clienti ADSL a fine giugno, inclusi 59mila utenti IPTV e ha registrato una perdita di 103 milioni di euro su 183 milioni di fatturato nel primo semestre. Telecom Italia ha recentemente siglato un accordo (con Metroweb, ndr) per collegare a Milano 70mila edifici ad alta velocità, ma questa è la prima volta che la società definisce piani concreti per la fibra in Francia. Alice vuole valutare l’interesse degli utenti nei servizi di conettività oltre i 50 Mbps.

 
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Pubblicato da su 16 ottobre 2007 in Mondo, news

 

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WiMax, il bando è pronto

Sarà pubblicato la settimana prossima. Il ministero delle Comunicazioni lo ha annunciato oggi. 45 milioni la base d’asta.

La tecnologia WiMax (Worldwide Interoperability for Microwave Access), permette di distribuire la banda larga via radio ed è vista – in Italia come all’estero – come una concreta possibilità di abbattimento del digital divide, visto che consente la copertura di aree geografiche difficilmente raggiungibili, o ritenute poco redditizie per gli operatori. Come sempre, nel mondo delle TLC, l’introduzione di una nuova tecnologia deve rispettare alcuni principi: competitività del mercato e neutralità tecnologica sono fra i più importanti e fondamentali. L’auspicio è che non ci si riduca, come spesso accade, a dover far fronte a condizioni di mercato monopolistiche o oligopolistiche.

Oggi c’è stata la conferenza stampa di presentazione del bando. Salto le dichiarazioni di rito e riporto il resto:

La procedura scelta dal Ministero delle Comunicazioni, conseguente alla delibera AGCOM pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 135 del 13 giugno 2007, prevede che siano rilasciati 3 diritti d’uso complessivi delle frequenze disponibili nella banda 3.4 – 3.6 GHz, indicati come Blocco A, Blocco B e Blocco C, ciascuno di ampiezza frequenziale pari a 2×21 MHz.

Di tali diritti d’uso, 2 (Blocco A e Blocco B) sono rilasciabili per aree di estensione geografica macroregionale, mentre 1 diritto d’uso (Blocco C) è rilasciabile a livello regionale (con suddivisione provinciale nel caso delle Province Autonome di Trento e Bolzano). I diritti d’uso delle frequenze di gara hanno una durata di 15 anni a partire dalla data di rilascio, sono rinnovabili e non possono essere ceduti a terzi senza la preventiva autorizzazione del Ministero.

(…)

Specifiche di utilizzo dei diritti d’uso:

  • ad uno stesso soggetto può essere assegnato un solo diritto d’uso per macroregione;
  • il Blocco C è riservato prioritariamente a soggetti che non dispongano direttamente di diritti d’uso di risorse spettrali per l’offerta di servizi di comunicazione mobile di terza generazione (UMTS).

(…)

Garanzie che il singolo aggiudicatario deve prestare

Ogni aggiudicatario deve garantire una significativa copertura territoriale ed un particolare impegno nelle aree a “digital divide”. La copertura territoriale è calcolata con un meccanismo a punti previsto dal disciplinare di gara e risultante dall’installazione di impianti nei Comuni dell’area interessata.

I Comuni sono suddivisi in tre distinti elenchi. 30 dei 60 punti da raggiungere devono essere realizzati installando impianti nei Comuni a «digital divide totale», raccolti in un apposito elenco allegato al Bando di Gara.

Trascorsi i 30 mesi dal rilascio del relativo diritto d’uso, gli aggiudicatari che non utilizzino completamente le frequenze assegnate, sono tenuti a soddisfare richieste di soggetti terzi di accesso alle frequenze stesse, sulla base di negoziazione commerciale.

Per il WiMax mobile, mi sembra che ci siamo poco: non sembrano esserci esclusioni formali, ma il bando riguarda le frequenze disponibili nella banda 3.4 – 3.6 GHz. Se la memoria non mi inganna, per lo standard 802.16e (il WiMax mobile appunto) ci si dovrebbe assestare nella banda 2.3 – 2.5 GHz (mi sbaglio?).

Stefano Quintarelli osserva:

bisognera’ vedere se ci sara’ un divieto per 802.16e (wimax mobile) e per il backhauling (cioe’ per collegare tra loro le antenne che forniscono l’accesso agli utenti); se ci fossero, immagino i ricorsi per la non neutralita’ tecnologica.

In ogni caso, alla pubblicazione del bando qualche dubbio dovrebbe essere dissolto. Speriamo.

Punto Informatico / PI Telefonia

 
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Pubblicato da su 11 ottobre 2007 in Mondo, news

 

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Nemo propheta in patria?

Oggi la stampa dedica molto spazio a Mario Renato Capecchi, premiato con il Nobel per la medicina insieme ad altri due ricercatori per gli studi sulle cellule staminali e la tecnica del «gene targeting». Il Corriere titola: “E’ italiano il Nobel per la medicina”. Stefano Quintarelli puntualizza: “Abitante a Bolzano, figlio di madre USA deportata a Dachau, lasciato a 5 anni a un contadino atesino, abbandonato per strada, trovato dalla madre (uscita viva) nel 1947, emigrato negli USA e mai piu’ tornato. E’ americano…”. E’ vero, è talmente americano che, nei vari TG, le sue dichiarazioni sono doppiate da un traduttore.

C’è però un altro personaggio che fa notizia oggi, un po’ più italiano dell’ottimo prof. Capecchi: anche lui ha fatto carriera oltreoceano, e probabilmente al grande pubblico il suo nome è ugualmente poco conosciuto, ma nel suo caso non si può dire nemo propheta in patria, ne’ che la vita non gli abbia dato soddisfazioni. Parlo di Andrew James Viterbi, a cui oggi l’Università degli Studi di Bergamo ha conferito la laurea honoris causa in Ingegneria Informatica.

Ma chi è Andrew Viterbi? Come spiega la presentazione pubblicata dall’Università di Bergamo, “Andrew James Viterbi è scienziato, imprenditore e filantropo. Considerato a pieno diritto uno dei padri” della rivoluzione digitale, autore dell’omonimo algoritmo su cui si basa il funzionamento di centinaia di milioni di telefoni cellulari in tutto il mondo”. Lo si potrebbe definire il papà – o uno dei padri – del telefono cellulare GSM e della tecnologia CDMA.

Nato a Bergamo nel 1935, Andrea Viterbi emigrò con la famiglia quattro anni dopo (naturalizzato cittadino statunitense, il nome fu americanizzato). Studiò al MIT di Boston, ebbe modo di lavorare con Wernher von Braun, prendere parte ad alcuni programmi NASA, essere consigliere TLC di Bill Clinton. Nel frattempo, con Irwin Jacobs ha fondato Linkabit e poi Qualcomm (uno dei più importanti produttori di semiconduttori al mondo) e, tanto per dare un numero assolutamente non significativo (leggo su Wikipedia):

Il 2 marzo 2004, la scuola di ingegneria dell’Università della California del Sud (USC), ove Viterbi aveva conseguito (nel 1962) il dottorato di ricerca (Ph.D.) è stata rinominata Andrew and Erna Viterbi School of Engineering. In quell’occasione Viterbi donò alla USC la somma di 52 milioni di dollari.

Non sono le notizie più importanti, sono solo quelle probabilmente colpiscono con maggior impatto. Per saperne di più, potete leggere questa presentazione.

 
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Pubblicato da su 8 ottobre 2007 in news

 

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Le mani di Vodafone su Tele2

E’ ufficiale: Vodafone ha siglato un accordo con Tele2 per rilevare l’attività italiana e quella spagnola del gruppo svedese al prezzo di 775 milioni di euro. Cosa significa per Vodafone? Qualche numero da RaiNews24:

Alla data del 30 giugno 2007, Tele 2 Italia conta 2,6 milioni di clienti, di cui oltre 400 mila clienti nella banda larga mentre Tele2 Spagna conta invece 550 mila clienti, compresi 240 mila clienti nella banda larga.

Vodafone diventa così, nei due Paesi, una compagnia telefonica fisso-mobile sia sul piano residenziale che su quello business. Prevedibile l’integrazione dell’offerta Vodafone Casa Libera con una soluzione che includa connettività Internet in banda larga, un’arma in più per competere con Telecom sul piano della convergenza.

Tele2 aveva motivato la vendita delle due business unit con una redditività al di sotto delle aspettative. Di certo, il calo delle tariffe telefoniche non ha giovato ad un’azienda che – pur vantando un discreto numero di clienti – non avrebbe mai potuto contare su un traffico telefonico considerevole come quello delle grosse compagnie telefoniche. Ma questo è un sintomo di evoluzioni poco positive, perché Tele2 potrebbe non essere l’unica azienda a decidere di lasciare il posto a qualcun altro, visti i margini risicati che si possono ottenere in un mercato dove, tra l’altro, l’incumbent è titolare della rete d’accesso principale.

E’ quello che già succede nel settore della banda larga: il rischio è quello di vedere i pesci piccoli mangiati da quelli grossi e, in assenza di una regolamentazione per un mercato più concorrenziale, di avere un mercato oligopolistico, in mano a pochi player che dettano le regole. A svantaggio degli utenti.

 
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Pubblicato da su 6 ottobre 2007 in Mondo, news

 

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Regno Unito, WiFi unito

FON e British Telecom hanno annunciato una partnership che ha l’obiettivo di riempire la Gran Bretagna di BT FON Spot.

Fin dall’inizio i Fonero hanno creduto nel principio della condivisione e nella possibilità da parte di ognuno di noi di creare qualche cosa di importante di cui avrebbero beneficiato tutti. British Telecom è un ISP e una delle società di telecomunicazioni più importanti a livello mondiale: grazie anche a British Telecom, le vostre convinzioni si sono rivelate fondate.
E ovviamente, la migliore notizia per tutti i Foneros nel mondo e’ quella di potersi connettere gratis ai nuovi Hotspot della BT FON community!

Questo è parte di quanto Luis Hernández ha postato oggi nel FON Blog italiano, a beneficio degli utenti italiani che – a motivo della normativa vigente (legge Gasparri + decreto Pisanu) – non possono ancora vedere realizzata un’iniziativa analoga in patria. Non è detto che la situazione non possa cambiare: la questione dell’illegalità di Fon è ben nota al Ministero delle Comunicazioni. Ma di evoluzioni, al momento, non se ne vedono.

 
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Pubblicato da su 4 ottobre 2007 in Mondo, news

 

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TLC sana in scorporo sano

Avete presente la vexata quaestio dello scorporo della rete Telecom? Da argomento per addetti ai lavori è diventato – per usare le parole di Stefano Quintarelli – un tema mainstream.

L’URL dice gia’ molto. Workshop a Bruxelles il 17 ottobre 2007 (accetto sponsor). Si parla di aspetti regolamentari, finanziari e impatti su NGN.

Devo dire che sono proprio contento, perche’ i “miei” temi sono diventati mainstream.

Even where there is no immediate regulatory threat, network separation is being considered by shareholders as it may unlock value

…using separation to unlock hidden value, looking specifically as the differences between functional and operational separation and the impact of each on rating changes, as well as other key issues for both operators and investment firms.

 
Commenti disabilitati su TLC sana in scorporo sano

Pubblicato da su 3 ottobre 2007 in Mondo, news

 

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Telecom e Vodafone fanno la convergenza

Telecom Italia e Vodafone hanno finalmente scoperto le proprie carte sul fronte della convergenza fisso-mobile, un argomento non nuovo a chi è già passato da queste parti.

Le offerte sono state presentate oggi: quella di Telecom si chiama Unica (e questa non è una novità). Quella di Vodafone, anziché chiamarsi Numero Fisso (come previsto inizialmente), prende il nome di Vodafone Casa Libera.

Non sono la stessa cosa: entrambe propongono all’utente di utilizzare un unico apparecchio telefonico (il cellulare), con cui sarà possibile rispondere alle chiamate che normalmente arriverebbero al numero di casa. Ma l’offerta di Telecom si spinge oltre, aggiungendo ADSL, Alice Voce e Alice Home TV. Ne parlo domani su PI Telefonia.

Osservazioni: Se uno non ha copertura ADSL, Unica non ha senso. Ma non ha senso nemmeno se uno ha a disposizione una ADSL scarsa: Alice Home TV richiede una connessione muscolosa (Alice 20 Mega, per esempio). E tutto questo non è certo gratis.

Anche Vodafone Casa Libera ha qualche criticità: la Casa è Libera dai cavi telefonici perché prevede l’uso del cellulare. E la connessione a Internet? Be’, con la copertura HSDPA il problema sarebbe risolvibile (basta usare il cellulare come modem). Ma sarebbe opportuno che ci fosse la copertura HSDPA. E anche una tariffa dati realmente flat e realmente conveniente… Insomma, anche qui, niente è gratis.

Alla fine, convergenza fa davvero rima con convenienza?

 
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Pubblicato da su 1 ottobre 2007 in news

 

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iPhone, iGreed

L’iPhone – come noto – è bloccato, nel senso che viene venduto con l’operator-lock. In USA ora la versione da 8 GB viene venduta a 399 dollari (-200 dollari rispetto al prezzo di lancio) cioè circa 290 euro. In Europa, T-Mobile, O2 e Orange lo vendono a 390 euro. Inoltre, Apple chiede all’operatore esclusivista una percentuale sui profitti derivanti dai servizi iPhone fruiti dall’utente. Adesso chi sblocca l’iPhone rischia di non poterlo più usare.

E no, mo’ basta! Ha ragione Alfonso Fuggetta: “perché esagerare sempre?”

 
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Pubblicato da su 25 settembre 2007 in Mondo, news

 

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Mode e modi della telefonia mobile

Questo è l’LG Phone by Prada

Questo non ha bisogno di presentazioni, comunque è l’iPhone di Apple:

Questo, invece, è il cellulare Giorgio Armani-Samsung presentato in questi giorni:

E’ vero, manca la tastiera, sostituita dal display touch-screen. Le differenze estetiche tra questi modelli sono piccoli dettagli. Un utente poco esperto li può tranquillamente confondere, per via del nuovo corso stilistico dei telefoni cellulari di alto livello. Che mal si sposa con le mie dita non proprio da pianista.

A voi quale piace di più?

 
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Pubblicato da su 24 settembre 2007 in news

 

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