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V-day, impressioni di settembre

Avrei voluto parlare prima del V-day, ma me ne è mancato il tempo. Sono però riuscito a toccarlo con mano, ieri, a Bergamo.

In termini numerici non so quanto consenso abbia realmente ricevuto questa iniziativa (a parte gli oltre 222mila iscritti evidenziati nel sito di Beppe Grillo). Ma è stato davvero impressionante vedere quante persone, ieri, in una singola città, abbiano partecipato ad un progetto che non ha avuto, da parte dei media tradizionali, alcun tipo di rilievo o propaganda. Già, perché – come evidenziava Punto Informatico venerdì scorso – “è la prima volta che un evento politico di queste dimensioni, che scorre in parte sulla rete, da forum, a blog, a Second Life, e in parte nelle piazze italiane, viene organizzato ponendo Internet al centro”.

Evento di rilevanza politica, ma anche sociale. La mia impressione è che il V-day abbia raccolto molte adesioni proprio perché – senza l’appoggio dei media tradizionali – si è diffuso tramite Internet in modo trasversale, e questo è sicuramente l’inizio di un modo nuovo di raccogliere il consenso della popolazione su temi di interesse comune (dovrebbe essere il compito di chi ci rappresenta in Parlamento, no?), la partecipazione ha coinvolto persone di tutti i colori politici, che si sono mosse contro un certo tipo di politica.

Qualcuno fa finta di non capire. Paolo, nel suo blog, evidenzia le parole di Giorgio Merlo (Ulivo):

“Tocca al Pd e alla sua classe dirigente farsi interprete di una politica che sia capace di battere l’antipolitica alimentata dai vari capipopolo e ripristinare, al contempo, la democrazia rappresentativa e la credibilita’ delle istituzioni”

In queste parole c’è il palese riferimento a Beppe Grillo, annoverato tra i vari capipopolo che i politici di oggi vedono come elementi di disturbo e non comprendono (o fingono di non comprendere) che esiste, ed è diffuso, un malessere comune provocato proprio dalla politica condotta dalla classe dirigente di oggi.

Il V-day può essere considerato l’inizio di un nuovo modo di fare propaganda, sociale o politica. Che, con il tempo, otterrà il giusto riconoscimento. Oggi questo riconoscimento viene dai cittadini, ma non dai media, come ha osservato Stefano Quintarelli (di cui cito l’impressione):

Al Tg1 di oggi hanno parlato del V-Day.

Foto di Grillo dal palco, foto e citazione di Bersani, foto e citazione di Casini.

Mi ha dato l’impressione del “non possiamo non parlarne, allora minimizziamo”

A me pare che un privato che organizza un evento in moltissime citta’ italiane, cui partecipano 300 mila persone (anche fossero “solo” 100.000), mi pare che sia una notizia rilevante, piu’ dei dibattiti delle feste di partito che godono di ben piu’ ampia copertura e talvolta sono “affollati” da qualche decina di persone.

Non una parola sui contenuti della proposta di legge di iniziativa popolare.

Temo che sara’ improbabile che venga calendarizzata. Non immagino come si possa superare a breve questo distacco tra la societa’ e una sfera politica che mi pare piu’ votata alla autoconservazione ed al confronto al suo interno che al sostegno dello sviluppo e, in particolare, dell’innovazione.

E’ vero, c’è un enorme distacco tra la società e una sfera politica che pensa a salvaguardare se stessa, prima di pensare al Paese che dovrebbe rappresentare. Ma se i media tendono a minimizzare il successo di un’iniziativa come il V-day, forse significa che qualcuno ne ha compreso la pericolosità e per questo motivo ne parla senza enfasi e sottolineature.

Per cui: dieci, cento, mille V-day!

 
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Pubblicato da su 9 settembre 2007 in media, news

 

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L’agonia degli ISP

Prima o poi doveva succedere: se le vicende di Elitel, Telvia e Intratec – a cui Telecom Italia , per i troppi debiti accumulati, ha staccato le linee concesse loro in regime wholesale – potevano essere considerate sintomi prodromici, ora ci troviamo in una situazione ben diversa. Le condizioni del mercato delle telecomunicazioni sono andate via via peggiorando fino ad incancrenirsi e stiamo per assistere alle prime crisi. Intratec, azienda con sede a Roma che si occupa di connettività, servizi voce e comunicazione su Internet operando con il marchio Vira, ha dato oggi un triste annuncio ai suoi clienti e alla collettività:

L’assemblea degli Azionisti della Intratec Spa ha deliberato, in data 30/07/2007, lo scioglimento della societa’ e ha nominato il Liquidatore. Il Registro delle Imprese di Roma ha pubblicato la variazione in data 29/8/07 dando quindi efficacia alla delibera.

Si tratta di una “Liquidazione Volontaria”, liberamente decisa dall’Assemblea degli Azionisti.

Quando una Societa’ delibera la Liquidazione, e’ obbligatorio variare la ragione sociale. Per Intratec adesso la Ragione Sociale e’ “Intratec SpA in Liquidazione”

Questa novita’ non comporta modifiche per l’utenza nell’erogazione dei servizi, poiche’ la mission della societa’ rimane quella di conservare l’azienda anche in questa fase. Al contempo rimane invariato quanto precedentemente comunicato in relazione al contenzioso con Telecom Italia.

Infatti, stante l’elevata qualita’ dei servizi erogati da Intratec, la Societa’ ha in corso – in stato avanzato – delle trattative per il subentro di altre Societa’ nei rami d’azienda. Non si puo’ comunque escludere che si possa andare anche verso altre direzioni incluso fusioni.

Teniamo a precisare che, come sempre, molta attenzione viene rivolta al preciso e puntuale pagamento dei servizi da parte dell’utenza.

Cordiali Saluti

Intratec SpA in Liquidazione

Non si tratta di una procedura concorsuale. Per intenderci, non è un caso di liquidazione coatta amministrativa (che viene decisa da un’autorità amministrativa che sorveglia l’operato dell’impresa, ad esempio in caso di insolvenza). E’ un atto volontario, un’operazione straordinaria che modifica lo scopo dell’impresa: la gestione, da adesso, non ha come fine il profitto, ma il realizzo dell’attivo patrimoniale e, di conseguenza, l’estinzione dei debiti e l’eventuale ripartizione ai soci di quanto rimane.

Intratec ha un debito con Telecom Italia che ammonta, se non erro, a circa un milione di euro. Non ha tentato soluzioni di finanza creativa, ne’ si è arrampicata sugli specchi di una quotazione in borsa per raccogliere capitali e ammortizzare debiti e perdite, ne’ ha camuffato i bilanci per vendersi al meglio. Si è messa in liquidazione, e comunque le deve essere costato parecchio.

Oggi, nello stesso giorno in cui Intratec ha comunicato la notizia ai clienti Vira, Assoprovider ha diffuso questo comunicato:

La strana moria dei concorrenti di Telecom Italia

Il numero di operatori alternativi, che anche per una gestione avventata, si ritrovano in difficoltà economiche verso Telecom Italia è, a quanto si legge sui giornali, in crescente aumento: ormai ad un ritmo serrato le aziende vengono letteralmente disattivate, pare per problemi di ordine debitorio, che erano comunque preesistenti, ed evidentemente sopportati con altro spirito. Ma i problemi sono causati anche dalle inefficienze di chi dovrebbe garantire un quadro regolamentare e tarfiffario chiaro: ad esempio i ritardi di Agcom nel prendere decisioni sui canoni sulle ADSL Naked hanno sicuramente aggravato tali situazioni debitorie: e la strana moria avviene, proprio mentre si discute della necessità di separare la rete dell’Incumbent dai servizi.

Questo a dimostrazione che in Italia non esiste una vera liberalizzazione del mercato, che quella che c’era arretra, e che le autorità preposte alla vigilanza, AGCOM e AGCM rimangono sovente a guardare senza colpo ferire.

Ma più complessivamente, tutta la classe dirigente del paese si dovrebbe preoccupare di questo arretramento nella liberalizzazione del settore delle Comunicazioni.

Assoprovider stima che con l’ introduzione del canone naked ed il conseguente aumento del 30% del costo delle adsl all’ ingrosso, il numero di aziende TLC in difficoltà aumenterà esponenzialmente con una drastica riduzione della concorrenza sul mercato e la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro. A quel punto, la separazione della rete a quali superstiti concorrenti gioverà?

 
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Pubblicato da su 6 settembre 2007 in Mondo, news

 

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Problemi a casa eBay: il black-out di PayPal

Problemi di business continuity, quest’estate, per i servizi del gruppo eBay: dopo il black-out ferragostano di Skype, è andato in tilt PayPal, la piattaforma di pagamenti online.  Dalle indiscrezioni delle prime ore si è passati alle conferme. Ecco quella fornita dal PayPal Developer Blog, che ammette di aver rilevato un bug in seguito ad un aggiornamento dei servizi e ne dichiara la risoluzione:

Thanks to everyone for their patience over the last few days as the issue with Subscriptions payments has been investigated by our technology team. We made a significant site update last week, and a bug was introduced that caused scheduled subscription payments to be backlogged, and subsequently no payments were made for the past few days. This bug was first reported here in the community, and was quickly escalated to be a top-priority issue for us to fix.

Good news is that the bug has been resolved, and that backlogged payments have begun to be processed. We expect all backlogged payments to be settled within the next 24 hours.

We realize many of you depend on PayPal as a core payment processor for your business, and do not take outages such as this lightly. We will work to ensure this type of delay does not occur again in the future, and apologize for any inconvenience this may have caused you or your business.

Tutto risolto? Non proprio… l’utente nlangoi, nei commenti, scrive infatti:

This bug may have been resolved but it has caused something else: I logged in to my account today and saw that ALL of my active subscriptions had been cancelled! Every single one. Some I had just paid for; some I had very special pricing for. I am fairly upset – is Paypal going to resolve this?

Damon, l’autore del post, risponde:

We will continue to investigate the cancelled subscriptions behavior and post any updates to the main thread

Insomma, sembra proprio che ci sia qualcosa da sistemare. Ma sembra proprio che, anche in questo caso, sia difficile spiegare (e quindi capire) quale sia la causa che ha provocato il black-out. Le spiegazioni fornite da PayPal appaiono generiche e possono essere decisamente controproducenti: se un utente medio non ha modo di capire di quali problemi soffre un sistema che gestisce il suo denaro, potrebbe perdere fiducia e cercare soluzioni di pagamento alternative. Come GPay, il sistema di pagamento made by Google.

 
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Pubblicato da su 3 settembre 2007 in news

 

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Lutto nel web

Franco Carlini è una persona che non sono mai riuscito a conoscere di persona, ma che ho sempre stimato e potuto apprezzare per quanto ha detto, scritto o fatto. La notizia della sua scomparsa, oltre a rattristarmi (anche perché significa che non avrò più l’opportunità di conoscerlo), mi fa pensare che oggi Internet ha perso un grande protagonista italiano.

Di tanti ricordi, coccodrilli, notizie d’agenzia o quant’altro si possa leggere su un personaggio come Franco Carlini, qui mi piace linkare il ricordo che gli dedica Massimo Mantellini. Parole scritte con il cuore, non di circostanza.

 
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Pubblicato da su 30 agosto 2007 in media, Mondo, news

 

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Telvia, il tribunale legittima la posizione di Telecom

Torna d’attualità la vicenda che riguarda Telvia, l’Internet Service Provider che – a fine luglio – stava per essere messo in ginocchio da Telecom Italia. L’incumbent, infatti, era pronto a fare con Telvia ciò che aveva fatto con Elitel, ossia a tagliare le linee concesse in wholesale (ossia all’ingrosso), in seguito al mancato pagamento dei servizi di connettività. Telvia  era immediatamente riuscita a scongiurare il pericolo di veder tagliare le linee dei propri utenti, ricorrendo al Tribunale di Roma, che il primo agosto ha ordinato a Telecom, in via provvisoria, “di riprendere immediatamente l’esecuzione di tutti i contratti in essere con la Telvia S.r.l”.

Il problema, però, è stato solo rimandato. Reuters riferisce infatti:

Secondo quanto si legge in un comunicato dello studio legale Cleary Gottlieb Steen & Hamilton, che assiste Telecom Italia, il Tribunale di Roma ha respinto la richiesta di Telvia di imporre al gruppo guidato da Riccardo Ruggiero il ripristino degli accordi riguardanti la fornitura di banda larga e i servizi di accesso.

Il Tribunale, dunque, ritiene che Telecom abbia rispettato gli obblighi derivanti dal contratto che sarebbero invece stati violati da Telvia e ha cancellato il decreto d’urgenza con cui si obbligava l’incumbent a ripristinare i collegamenti.

La prossima mossa spetterebbe ora a Telvia, poiché la vicenda sembra destinata a proseguire nelle aule del tribunale. Ma sta emergendo, in modo ora sempre più chiaro anche per i non addetti ai lavori, il problema di operatori ed ISP di piccole dimensioni che devono fare i conti con un gigante come Telecom Italia, unico titolare della più importante infrastruttura TLC italiana, ancora oggi in grado di dettare condizioni per la gestione della rete da concedere all’ingrosso alle altre compagnie.

La soluzione a questa annosa questione dovrà essere presa a livello istituzionale: se la rete è in mano ad una sola azienda, questa detta legge sul mercato. E i piccoli sono destinati a soccombere. E’ proprio quello che sta accadendo ora.

 
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Pubblicato da su 23 agosto 2007 in media, news

 

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Chi ha incastrato Skype?

Ripartito Skype, colpito da un insolito black-out nella cupa settimana di ferragosto, restano da chiarire le cause dell’interruzione del servizio.

Informazioni/Spiegazioni ufficiali fornite direttamente da Skype, nella persona del CEO Niklas Zennström:

Hello everyone,

It’s been a very hectic few days around Skype but I am really pleased to say that since the early hours of Saturday morning Skype has been back to normal. I’d like to take this opportunity to say a big, heart-felt thank you to all our users who contacted us with messages of support. It’s the little things that make all the difference in a crisis. We’re very sorry that Skype was unavailable because we know how much people enjoy using it. But we’re back now and we’re stronger. For more information about what happened, please take a look at our Heartbeat blog. In the meantime, thank you to everyone again – you make the Skype community what it is today.

Niklas Zennström
CEO, Skype

Ok, invito accettato. Andiamo a leggere cosa dice il blog. Villu Arak spiega:

On Thursday, 16th August 2007, the Skype peer-to-peer network became unstable and suffered a critical disruption. The disruption was triggered by a massive restart of our users’ computers across the globe within a very short timeframe as they re-booted after receiving a routine set of patches through Windows Update.

ossia

l’interruzione è stata scatenata da un gigantesco riavvio dei computer dei nostri utenti in tutto il mondo in un brevissimo lasso di tempo, dopo che hanno ricevuto una serie di patch attraverso la funzione di aggiornamento di Windows Update.

L’ho sempre detto, io, di disattivare gli aggiornamenti automatici di Windows 😉

Battute a parte, mi sembra quantomeno strano che questo fatale evento (un reboot contemporaneo degli utenti) non sia mai stato previsto. E’ possibile che si sia verificato in precedenza, ma con un numero di utenti più esiguo e con conseguenze meno percettibili. Che davvero Skype soffra della sua stessa diffusione globale? E che il riavvio dei pc di utenti e supernodi lo abbia messo in ginocchio?

 
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Pubblicato da su 20 agosto 2007 in news

 

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Perché Skype non funziona?

Le cause del blackput che affligge Skype da molte ore non sono chiare. Fonti ufficiali (la stessa Skype) riferiscono che il problema non è dovuto ad alcuna opera di hacking. Fonti non ufficiali (utenti, tecnici, addetti ai lavori) intuiscono che il problema sia da ricondurre all’architettura del sistema, basata sulla presunta solidità dei sempre più numerosi utenti-supernodi (che più o meno consapevolmente concedono al sistema parte delle proprie risorse). Come noto – e come ha ricordato opportunamente Alfonso FuggettaSkype è infatti un sistema ibrido e non è un p2p “puro”.

Mr. Pin, che scrive sul blog di Skype riferendo gli aggiornamenti della situazione in varie tappe nel corso della giornata, dichiara:

ORE 16.00 (…). Come avrete capito, il problema non è solo italiano ma è internazionale, planetario, oserei dire.
Ma ci sono anche buone notizie, siamo sulla strada del recupero totale. Dico totale perché in alcune zone (meno sfigate di altre), Skype si va stabilizzando. Ci stiamo ancora lavorando di brutto e il processo di stabilizzazione definitivo potrebbe durare anche un altro giorno.
Forza e coraggio che ce la facciamo!

Mr. Pin
http://share.skype.com/sites/en/2007/08/whereweareat1100_gmt.html

AGGIORNAMENTO delle 17.00: leggo i vostri commenti e vi dico che a “macchia di leopardo” la situazione si sta stabilizzando (vedi Sicilia) e, nell’arco di un giorno dovrebbe essere tutto a posto (ma non è detto che ci voglia un giorno).

AGGIORNAMENTO ALLE 19.20: in Emilia Romagna è già stabile da almeno un’ora … e gli utenti in linea da 300 sono adesso quasi 4 milioni … sono convinto che ce la facciamo entro sera a coprire tutto.

E’ sera e io sono ancora scoperto.

Tra l’altro mi trovo a 1.800 metri. Brrrr 😉

 
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Pubblicato da su 17 agosto 2007 in media

 

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Metti giù quel cellulare

Che serva di lezione a quei maleducati che tengono il cellulare acceso (o addirittura ci parlano) durante un concerto, al cinema o a teatro: 

(via Reporter Diffuso)

 
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Pubblicato da su 9 agosto 2007 in Senza categoria

 

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News e numeri

Internet e TG (domani anche i giornali, sicuramente), riportano la notizia che Valentino Rossi è stato oggetto di interesse da parte dell’Agenzia delle Entrate: in virtù del fatto che risiede ufficialmente a Londra, il centauro – secondo quanto riferito dalle agenzie di stampa – non avrebbe dichiarato i propri redditi al fisco italiano. Che, dal 2000 al 2004, ammonterebbero a circa 60 milioni di euro. E, di conseguenza, non sarebbero state pagate le tasse corrispondenti a tale imponibile (circa 25 milioni di euro). Al di là degli illustri precedenti, sono numeri molto importanti, ma il balletto delle cifre nei titoli delle news è fuorviante e fa capire che, spesso, i titoli sono messi lì per fare colpo, oppure semplicemente sono scritti da persone non pienamente competenti.

Reuters: Valentino Rossi, Agenzia entrate notifica evasione per 60 milioni

Kataweb news: Valentino Rossi nel mirino del fisco “Evasione per 25 milioni di euro”

La Repubblica [Sport]: Moto, evasione fisco: Rossi rischia multa fino a 100 mln

La Repubblica [Sport]: Moto, evasione Rossi: Possibile multa fino a 240 milioni

In rete, di esempi come questi, ne troviamo moltissimi. Ora manca solo qualcuno che confonda la potenziale sanzione con l’accertamento della presunta evasione sull’imponibile, o sommi gli importi arrivando a 300 milioni.

Morale (che vale in generale e non solo per questa vicenda): quando leggiamo le notizie, non fermiamoci ai titoli.

 
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Pubblicato da su 8 agosto 2007 in Mondo, news

 

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Fon: illegale, ma riconosciuto dal ministro

E’ online la nuova release del sito del Ministero delle Comunicazioni. Che, come segnala Stefano Quintarelli, è bello. E, come segnala anche Pandemia, mostra una certa benevolenza verso FON.

Piccola sottolineatura: come noto, nel nostro Paese FON è illegale. Ma nonostante questo, nella sezione Hotspot WiFi, in fondo all’elenco dei punti di accesso WiFi in Italia pubblicato dal Ministero (in formato PDF e XLS) si legge:

Una nota a parte merita la “FON Community” i cui Hotspots non sono stati riportati ma sono individuabili all’indirizzo http://maps.fon.com/.
Nato in Spagna il progetto nel tempo ha attraversato notevoli cambiamenti diventando una iniziativa commerciale su scala mondiale.
Mira ad una copertura del territorio in banda larga wireless su base collaborativa trasformando ogni associato in un “hot spot” Wi-Fi condividendo parte della propria connessione ADSL flat e ottenendo accesso gratis nei FON spots della Community nel mondo.
ATTENZIONE però, il “Codice delle Comunicazioni Elettroniche” meglio noto come “Legge Gasparri” stabilisce che le tecnologie wireless, ed in particolare le IEEE 802.11a/b/g, meglio note con il nome commerciale di “WiFi”, possano essere usate solo in ambienti privati, e non devono essere utilizzate od anche solo attraversare suolo pubblico.
Inoltre per fornire accesso commerciale a terzi è necessario essere a tutti gli effetti degli ISP.
Un “Fonero”, così vengono chiamati gli appartenenti alla “FON Community”, viola con certezza, se non tutti e due i punti, senz’altro il primo inoltre molti contratti ADSL vietano la rivendita e la cessione a terzi del servizio.
C’è poi il “Decreto Pisanu” che obbliga, chiunque fornisca accesso pubblico a reti telematiche, ad identificare gli utenti ed a conservare registrazione degli accessi.
Stando a quanto dichiarato da FON la Community si è molto ampliata ma a tutt’oggi non risultano precisate, in Italia, né lo status legale di Fon né le relative responsabilità legali dei “Foneros” italiani.

Insomma, il Ministero delle Comunicazioni dimostra di conoscere questa realtà e sa che nel nostro Paese la community si sta allargando. Fine. Il problema della legalità resta lì, ancora da affrontare, con due leggi che a tutt’oggi lo vietano.

Non è una questione di lana caprina: se è illegale, perché parlarne? E’ come se sul sito del Ministero dei Trasporti si parlasse di strade ed autostrade che invitano gli automobilisti a premere sull’acceleratore e a correre oltre i limiti di velocità, azione vietata dal codice della strada. Al di là dell’esistenza di limiti poco proponibili sulle strade italiane (sia perché ridotti o eccessivi), sui siti istituzionali – giustamente – non si fa cenno nemmeno da lontano dell’eventuale possibilità di superare i limiti di velocità in talune circostanze, perché c’è in gioco la sicurezza dei cittadini.

Parlare di FON sul sito del Ministero delle Comunicazioni, invece, significa mettere in discussione proprio le due leggi che ne vietano la diffusione. Come a dire “è illegale, però esiste”, ed esiste anche per il fatto che non c’è una concreta opera di repressione in tal senso. Per cui forse varrebbe la pena affrontare il problema, proprio dal punto di vista della legalità, e risolverlo. O no?

 
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Pubblicato da su 6 agosto 2007 in media, news

 

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Parole dette a caso

Ieri il Sun ha pubblicato un articolo, dando spazio al pensiero di sir Elton Hercules John, intitolato Why we must close the net (Perché dobbiamo chiudere la rete), che sta suscitando un polverone alquanto sproporzionato.

L‘EltonJohn-pensiero è espresso in modo nitido e categorico: con Internet la gente ha smesso di uscire di casa e socializzare, Internet sta distruggendo la buona musica, scendiamo in strada a marciare e protestare invece di starcene seduti a scrivere blog. Sembrerebbe quasi una riflessione sociologica. La frase che ha però suscitato maggior clamore è questa:

Sono convinto che sarebbe un incredibile esperimento spegnere l’intera Internet per cinque anni e vedere quale sorta di arte sarebbe prodotta in quel periodo.

Integralismo? Chiusura mentale? La proposta di chiudere Internet per cinque anni sembra suscitare interesse, al punto che il Corriere dedica all’argomento un utilissimo sondaggio (sto citando il sarcasmo di Mantellini), ma cosa spinge il cavaliere Elton John, (nato come Reginald Kenneth Dwight) a muoversi contro la rete?

Paura che Internet uccida il mercato? Forse sì, forse no: il concerto dato al Madison Square Garden di New York in occasione del suo 60esimo compleanno è stato trasmesso in streaming su Internet e qualche mese fa il cantante ha annunciato che l’intero catalogo delle sue produzioni precedenti sarebbe stato disponibile in download. Dunque lui e (soprattutto) la sua casa discografica sono consapevoli delle opportunità e delle potenzialità di business offerte dalla Rete…

Paura che l’arte perda qualità, dato che la capillarità di Internet permette a cani e porci di offrire la propria musica al vasto pubblico? Può darsi, ma sir Elton John è davvero così idealista? Sempre sul Sun si legge:

Le vendite dell’ultimo album di Elton, The Captain & The Kid, sono state deludenti – ha venduto a mala pena 100.000 copie.

Forse è poco rilevante il fatto che, in passato, sir Elt abbia osteggiato il download illegale della propria musica dalla rete. Forse è più rilevante il problema dei numeri che l’ultimo album non è riuscito a muovere. E forse questa boutade, che in realtà non ha nulla di sociologico, è solamente un modo come un altro per creare una cassa di risonanza. In parte è servita: io ad esempio non sapevo nemmeno dell’esistenza dell’ultimo album di Elton John. Ma non sarò il prossimo ad acquistarlo. E nemmeno lo scaricherò da Internet.

Detto questo, a mio avviso non c’è nulla di negativo in una Rete che permette a chiunque di esprimere la propria creatività e raggiungere un pubblico potenzialmente mondiale. Sulla scena di Internet c’è posto per tutti. Ma qualcuno ancora non se n’è reso conto.

 
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Pubblicato da su 2 agosto 2007 in Mondo, news

 

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Telvia può rialzare la testa

Stefano Quintarelli segnala che il Tribunale di Bologna Roma ordina in via provvisoria alla Telecom Italia S.p.A. di riprendere immediatamente l’esecuzione di tutti i contratti in essere con la Telvia S.r.l.

Con Elitel, il Tribunale di Milano aveva invece rigettato il reclamo sporto contro Telecom. I giudici emiliani hanno evidentemente ravvisato una situazione diversa per quanto riguarda Telvia.

 
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Pubblicato da su 1 agosto 2007 in news

 

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Effetto domino sull’ADSL italiana

Il problema delle TLC italiane si allarga, assumendo proporzioni sempre più drammaticamente ampie. Le voci in circolazione in questo momento sono davvero poco confortanti. Tra la crisi Elitel e l’annunciata disattivazione dei servizi di Vira, si inserisce una terza azienda in sofferenza: Telvia (che nulla a che vedere con quella Telvia srl che è stata costituita alcuni mesi fa per acquisire, con Vive La Vie, proprio il controllo di Elitel).

In meno di un mese sono tre gli ISP che cadono sotto il peso dei debiti accumulati nei confronti del principale fornitore di connettività, che nel liberalizzato (di nome) mercato delle TLC italiane è il monopolista (di fatto, in quanto operatore dominante riconosciuto dall’Agcom) Telecom Italia. Ecco perché non sbagliereste comunque, se la vista vi dovesse ingannare e se il titolo di questo post vi apparisse come “Effetto dominio sull’ADSL italiana”.

La prima avvisaglia di cui ho notizia è una segnalazione pervenuta a Punto Informatico da parte di un lettore che ha scritto nel forum di PI Telefonia:

Sono un Cliente Telvia SPA, da ieri, 30/07/2007, la telecom mi ha tagliato la linea adsl, l’ho saputo dopo aver contattato il call center Telvia, che ha ammesso che la telecom lo sta facendo arbitrariamente, per ora solo sul territorio romano, da dove provengo io.

A questa segnalazione sono seguite altre mail e telefonate, che confermano la situazione e la gravità delle condizioni in cui versa il mercato. Si va verso lo stallo? L’Authority TLC prenderà altre decisioni come quella relativa alla vicenda Elitel?

UPDATE: Noto che le voci sono giunte anche alle orecchie di Stefano Quintarelli.

 
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Pubblicato da su 31 luglio 2007 in news

 

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ADSL a rischio: tocca a Vira?

L’estate 2007 sembra caratterizzata da una serie di emergenze e allarmi, tutti molto seri. Dopo il caldo, la siccità e gli incendi, scongiurato (almeno sembra) il rischio black-out, sembra invece ormai certo l’arrivo di un’emergenza connettività.

Siamo nel pieno della crisi che ha colpito Elitel (l’operatore messo in ginocchio da oltre 100 milioni di debiti maturati verso Telecom Italia, che da quasi un mese gli ha tagliato le linee) e all’orizzonte si profila la caduta di altri operatori alternativi. A lanciare l’allarme ora è Intratec, che ha spedito ai propri clienti, utenti dei servizi Vira, questa comunicazione che suona quasi come un testamento spirituale:

Gentile Cliente,                  

come avra’ avuto modo di leggere dai pochi organi di stampa che hanno riportato le notizie di cessazioni di servizi  unilaterali gia’ “inflitti”  a Societa’ concorrenti a Telecom Italia , constatiamo che è in atto da parte della stessa societa’ una politica  di “riappropriazione” della Clientela tale da portare ad una sempre piu’ difficile sopravvivenza degli Operatori Alternativi che, come Intratec, hanno sempre creduto nella qualita’  dei servizi e nella professionalita’. Telecom Italia sta utilizzando diversi strumenti di pressione derivanti dalla sua posizione dominante, non ultimi quelli delle pressioni finanziarie per annullare, di fatto, la concorrenza che si è creata in questi anni passando per l’oramai famosa “tassa” sulle linee solo dati che si prevede debba essere addebitata in maniera retroattiva sin dal febbraio 2006 sino ad arrivare ai sistematici  guasti e disservizi  che fanno disperare i Clienti e i tecnici della nostra azienda. Cio’ sta comportando  una sempre maggiore attivita’ di “ostacolo” alle attivita’ dei concorrenti e di polverizzazione dei gia’ esigui margini, con azioni quali, la cessazione della fornitura di servizi ai Clienti Wholesale e la conseguente privazione di connettivita’ agli utenti finali.

Purtroppo, nonostante i ripetuti sforzi da parte di Intratec S.p.A. per scongiurare  tale malaugurata ipotesi, Telecom Italia ha notificato in data odierna alla societa’ scrivente l’intenzione di procedere all’interruzione unilaterale dei servizi Wholesale a far data dal 2 Agosto 2007, con un margine di preavviso pressoché inesistente, creando un danno irreversibile ad Intratec spa.

La nostra azienda si opporra’ con ogni mezzo a questa palese violazione delle normative nazionali ed internazionali a tutela in primis della propria clientela, ma tuttavia ci corre l’obbligo di avvisare la stessa del possibile distacco dei servizi di connettivita’ forniti dalla scrivente Societa’, onde permettere al Cliente stesso di trovare, se lo desidera, una soluzione equivalente.

Siamo spiacenti per le conseguenze di questo disservizio derivante da forza maggiore ed  imputabile esclusivamente alla volonta’ di Telecom Italia e vogliamo sottolineare che questa comunicazione viene effettuata al fine di garantire i livelli di servizio sempre rispettati da Intratec ed al fine di rendere minimi i disagi inevitabilmente occorsi.

Desideriamo altresi’  rendere noto che l’eventuale sospensione o annullamento del servizio adsl non interferisce con il regolare funzionamento del servizio Voce Voip che potra’ essere usufruito a prescindere dall’operatore scelto per la connessione adsl.

Con viva cordialita’

Intratec Spa

Il blog di Mario e quello di Stefano Quintarelli  sono stati probabilmente i primi a segnalare questa nuova emergenza. E come scrive oggi PI Telefonia in un articolo dedicato al problema, non ci si può non chiedere come possa accadere che in un mercato così decisivo per lo sviluppo del Paese, quello della banda larga, nel giro di poche settimane molte migliaia di utenti di ben due diversi operatori, privati e aziendali, si trovino improvvisamente, praticamente da un giorno all’altro, dinanzi alla disconnessione da un servizio che il ministro delle TLC Paolo Gentiloni solo pochi mesi fa ha insistito a descrivere come servizio universale, ossia come diritto di ogni cittadino.

Ovviamente la soluzione non consiste nel lasciare che gli operatori alternativi accumulino milioni di debiti verso il proprietario della rete. Evidentemente la questione deve essere affrontata a monte, ad esempio con operatori assoggettati a condizioni paritetiche e una rete d’accesso indipendente e slegata dagli interessi di un solo operatore monopolista.

 
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Pubblicato da su 30 luglio 2007 in news

 

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Italia.it: quadratura dei conti in vista

Finalmente qualcuno della sfera istituzionale comincia a parlare dei conti relativi a Italia.it, il contestato e discusso portale varato quest’anno dal Governo e sul quale, finora, non sono mai tornati i conti tra investimenti, stanziamenti, denaro già speso e da spendere.

A onor del vero non sono mai quadrati perché le informazioni su questo denaro (soldi pubblici, quindi provenienti dalle tasche dei contribuenti) non sono mai state date in modo limpido e univoco. Qualcuno ha chiesto chiarimenti al Governo, visto il risultato deludente di un portale che si presentava come il motore di un imponente rilancio turistico e che – dalle cifre diffuse fino allo scorso anno – doveva poter contare sulla forza propulsiva di 45 milioni di euro. Le risposte non sono arrivate, ma ci sono novità dal blog ScandaloItaliano:

Ove si risveglia questo blog per narrare di alcune precise domande rivolte via e-mail a Lelio Alfonso, responsabile della comunicazione istituzionale del Governo, a proposito della situazione contabile di italia.it, e si espongono le risposte da lui ricevute.
Ove si apprende, tra le altre cose, che tra le cifre stanziate ci sono altri due milioni di euro che non conoscevamo, per un totale finale di circa 58 milioni, e che di questi, ancora da impegnare, ne rimangono circa 22.

(qui il post in versione integrale, da leggere con i relativi commenti)

Forse la strada per la trasparenza è stata imboccata.

 
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Pubblicato da su 27 luglio 2007 in media, news

 

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